{"id":63008,"date":"2018-11-20T19:35:43","date_gmt":"2018-11-20T18:35:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=63008"},"modified":"2018-11-21T18:25:20","modified_gmt":"2018-11-21T17:25:20","slug":"arte-a-roma-sarah-sze-inaugurazione-21-novembre-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=63008","title":{"rendered":"Arte a Roma &#8211; SARAH SZE &#8211; Inaugurazione 21 novembre 2018"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><strong>SARAH SZE<br \/>\nalla Crypta Balbi<\/strong><\/strong><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Inaugurazione<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">mercoled\u00ec 21 novembre<\/span><\/strong><br \/>\nore 18.00 \u2013 20.0021 novembre 2018 &#8211; 27 gennaio 2019<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">\n<div align=\"center\"><strong>Museo Nazionale Romano, Crypta Balbi<br \/>\n<\/strong>via delle Botteghe Oscure 31, Roma<\/div>\n<div align=\"center\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=63012\" rel=\"attachment wp-att-63012\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-63012\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Arte-Jang-Ze-672-WesternWashingtonUniversity2018RenderingsSculpture1withtonelOW.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Arte-Jang-Ze-672-WesternWashingtonUniversity2018RenderingsSculpture1withtonelOW.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Arte-Jang-Ze-672-WesternWashingtonUniversity2018RenderingsSculpture1withtonelOW-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Arte-Jang-Ze-672-WesternWashingtonUniversity2018RenderingsSculpture1withtonelOW-542x300.jpg 542w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\">Rendering di Sarah Sze, Split Stone (7:34), 2018, granito, acciaio inossidabile, resina, e pigmenti,<br \/>\nin 2 parti,\u00a0 sinistra: 92.1 \u00d7 112.4 \u00d7 79.7 cm, destra: 95.9 \u00d7 125.1 \u00d7 69.5 cm &#8211; particolare<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div>\n<div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>15 novembre 2018<\/p>\n<p>Gagosian e il Museo Nazionale Romano (diretto da Daniela Porro) sono lieti di annunciare che la scultura <i>Split Stone (7:34)<\/i> (2018) di Sarah Sze sar\u00e0 esposta nella storica Crypta Balbi, in concomitanza con la personale dell\u2019artista alla Gagosian di Roma.<\/p>\n<p>Nella mostra in galleria Sze ampli\ufb01ca la materialit\u00e0 delle immagini digitali attraverso una nuova serie di dipinti e una video-installazione, rivelando che ogni \ufb01gura, sia essa stampata, proiettata o dipinta, \u00e8 composta da particelle di inchiostro e luce, che migrano dallo schermo alla tela e poi all\u2019architettura per fare il percorso inverso.<\/p>\n<p>In <i>Split Stone (7:34)<\/i> l\u2019artista immortala in pixel la fugacit\u00e0 di un tramonto in un masso di granito, sottolineando nel titolo il momento esatto in cui ha scattato l\u2019immagine sul proprio iPhone.<\/p>\n<p><i>Split Stone (7:34)<\/i> appare tra i resti carichi di storia della Crypta Balbi divisa in due come un geode naturale: su ciascuna super\ufb01cie un cielo al tramonto evoca le immagini presenti in alcune pietre cinesi gongshi e nei soggetti spirituali del Rinascimento. Per questo progetto Sze utilizza un processo\u00a0innovativo, in cui migliaia di minuscole cavit\u00e0 incise nel granito vengono poi riempite di pigmento colorato, traducendo le tecniche di litogra\ufb01a e stampa ad aghi in un lavoro manuale e minuzioso.<\/p>\n<p>La prima di una nuova serie di sculture in pietra da esterno, in <i>Split Stone (7:34)<\/i> Sze tratta il paesaggio come un mezzo, un\u2019immagine, un sito. Ampli\ufb01candosi con gli strati archeologici della Crypta Balbi, dove le trasformazioni \ufb01siche di Roma \ufb01n dall\u2019antichit\u00e0 sono straordinariamente evidenti, l\u2019opera esprime un\u2019aura sublime racchiusa in solida roccia. Proprio come le immagini sono composte da sbaf\ufb01 di vernice, macchie d\u2019inchiostro o pixel luminosi, cos\u00ec le rovine sono costituite da frammenti di roccia, mattoni e terra che lentamente si sgretola, lasciando solo la traccia di una struttura precedente. Impregnando un\u2019immagine semplice come un tramonto di un senso di gravit\u00e0 e tempo \ufb01sico, Sze applica il pathos dei resti archeologici alla frenetica cultura dell\u2019immagine di oggi.<\/p>\n<p>La prima mostra di Sarah Sze a Roma \u00e8 in corso da Gagosian, in Via Francesco Crispi 16, e sar\u00e0 visitabile \ufb01no al 12 gennaio.<\/p>\n<p><strong>Sarah Sze<\/strong> \u00e8 nata a Boston nel 1969 e vive e lavora a New York. I suoi lavori sono presenti in prestigiose collezioni di tutto il mondo, come il Museum of Modern Art, New York; Solomon R. Guggenheim Museum, NewYork; Whitney Museum of American Art, New York; Museum of Contemporary Art, Chicago; San Francisco Museum of Modern Art; Museum of Contemporary Art, Los Angeles; e Fondation Cartier pour l\u2019art contemporain, Parigi. Tra le recenti mostre istituzionali: <i>Triple Point<\/i>, Padiglione USA, 55a Biennale di Venezia (2013, poi al Bronx Museum of the Arts, New York, nel 2014); <i>All the World\u2019s Futures<\/i>, 56a Biennale di Venezia (2015); <i>Timekeeper<\/i>, Rose Art Museum, Brandeis University, Waltham, MA (2016, poi al Copenhagen Contemporary, Danimarca, nel 2017); e <i>Centrifuge<\/i>, Haus der Kunst, Monaco di Baviera (2017).<br \/>\nUn\u2019importante installazione dell\u2019artista, <i>Seamless<\/i> (1999), \u00e8 in mostra dal 16 novembre alla Tate Modern, Londra.<\/p>\n<p><strong>Crypta Balbi<\/strong>, una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano, nasce da un grande scavo di archeologia urbana e racconta le trasformazioni della citt\u00e0 dall\u2019et\u00e0 romana ai giorni nostri attraverso la storia di un isolato: quello dove sorse in et\u00e0 augustea il teatro di Balbo (13 a. C.), partendo dall\u2019antichit\u00e0 per raggiungere il XX secolo, passando per il medioevo e l\u2019et\u00e0 moderna, quando venne costruita la chiesa di Santa Caterina dei Funari. Il Museo ha inglobato i sotterranei con i resti romani e, in particolare, la monumentale Crypta Balbi, esedra d\u2019accesso al teatro Balbi.<br \/>\nIl Museo si suddivide in due sezioni: la prima \u00e8 dedicata alla storia del paesaggio urbano nell\u2019isolato di Crypta Balbi e presenta i risultati degli scavi. La seconda sezione \u00e8 incentrata sulla ricostruzione della vita di Roma nel periodo altomedievale, tra il V secolo, quando la citt\u00e0 antica cominci\u00f2 a scomparire, e il X secolo, quando i caratteri di novit\u00e0 della citt\u00e0 medioevale divennero ormai pienamente visibili. Per maggiori informazioni si prega di visitare: <a href=\"http:\/\/www.coopculture.it\/\">www.coopculture.it<\/a>.<\/p>\n<p>Sarah Sze<\/p>\n<\/div>\n<p>#SarahSze<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SARAH SZE alla Crypta BalbiInaugurazione mercoled\u00ec 21 novembre ore 18.00 \u2013 20.0021 novembre 2018 &#8211; 27 gennaio 2019 Museo Nazionale Romano, Crypta Balbi via delle<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":63012,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[16192],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63008"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=63008"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63008\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63013,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63008\/revisions\/63013"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/63012"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=63008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=63008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=63008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}