{"id":63994,"date":"2018-12-26T08:10:34","date_gmt":"2018-12-26T07:10:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=63994"},"modified":"2018-12-26T12:51:12","modified_gmt":"2018-12-26T11:51:12","slug":"arte-a-venezia-museo-peggy-guggenheim-mostre-2019-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=63994","title":{"rendered":"Arte a Venezia &#8211; museo\u00a0Peggy Guggenheim &#8211; mostre 2019 -2020"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"testo\"><strong>VENEZIA &#8211; ECCO COSA OFFRIRA&#8217; IL MUSEO<\/strong><\/span><b>\u00a0PEGGY GUGGENHEIM NEL 2019<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8230; comprese <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>manifestazioni speciali aperte al pubblico gratuitamente<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"testo\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Un <b>articolato calendario <\/b>di <b>Public Programs<\/b><\/span>, <span style=\"color: #ff00ff;\">aperti gratuitamente<\/span> al pubblico in museo e in citt\u00e0, celebra e attualizza la lezione di <b>collezionista <\/b>e <b>mecenate <\/b>di <b>Peggy Guggenheim<\/b>, ricordando il passato ma guardando al <b>presente <\/b>e anche al <b>futuro<\/b>. <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"testo\"><strong>12 mesi che ci accompagneranno con la narrazione della storia di Peggy <\/strong>prima e dopo il suo arrivo a Venezia nel 1948, <strong>invitata dalla Biennale, e con una grande retrospettiva in primavera su Jean Arp,<\/strong> primo artista ad entrare nella sua collezione. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, inviteremo alcune <b>grandi collezioniste italiane e straniere<\/b>, che hanno fatto dell\u2019arte la loro missione intesa come personale impegno nei confronti della societ\u00e0, a raccontarci le loro esperienze \u201c sulle orme di Peggy\u201d e chiederemo a chi l\u2019ha conosciuta a Venezia di restituirci e condividere la memoria di questi ricordi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"testo\">Non mancheranno poi incontri e approfondimenti in museo, visite guidate accessibili, attivit\u00e0<strong><b> per <span style=\"text-decoration: underline;\">bambini &#8211; famiglie &#8211; scuole &#8211; adulti<\/span><\/b><span style=\"text-decoration: underline;\"> e per<span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\"> la <b>quarta et\u00e0<\/b>.<\/span><\/span> <\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">MOSTRE\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"testo\"><strong>Dal gesto alla forma. Arte europea e americana del dopoguerra nella Collezione Schulhof<\/strong><\/span><br \/>\n<span class=\"testo\">26 gennaio \u2013 18 marzo 2019<\/span><br \/>\n<span class=\"artisti\">A cura di Gra\u017eina Subelyt\u0117 e Karole P. B. Vail<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.guggenheim-venice.it\/img\/mostre\/mitchelll.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Joan Mitchell, <em>Composizione<\/em> (<em>Composition<\/em>), 1962, olio su tela, 146,1 x 114,3 cm. Fondazione Solomon R. Guggenheim, Collezione Hannelore B. e Rudolph B. Schulhof, lascito Hannelore B. Schulhof, 2012 \u00a9 Estate of Joan Mitchell.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2012 ottanta opere del dopoguerra si sono aggiunte alle collezioni della Fondazione Solomon R. Guggenheim, un lascito di Hannelore B. Schulhof (1922\u20132012), che collezion\u00f2 le opere insieme al marito Rudolph B. Schulhof (1912\u20131999). La mostra sar\u00e0 l\u2019occasione per vedere la Collezione Schulhof nel suo complesso, con opere esposte e allestite sulla base degli sviluppi formali del periodo. Sar\u00e0 cos\u00ec possibile seguire i passaggi tra i movimenti e gli stili che si sviluppano a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale fino agli anni \u201980 del Novecento. L\u2019immaginario astratto, inteso come ricerca sul colore, sulla forma e sullo spazio e le loro interrelazioni, caratterizza il dopoguerra e diviene il caposaldo della Collezione. La mostra intende celebrare come la Collezione Schulhof, nell\u2019attraversare gli oceani e le culture, rifletta la polifonia delle molteplici tendenze artistiche del dopoguerra, soffermandosi al contempo sulla storia e sulla visione del collezionismo dei coniugi Schulhof.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"testo\"><strong>La Natura di Arp<\/strong><\/span><br \/>\n<span class=\"testo\">13 aprile \u2013 2 settembre 2019<\/span><br \/>\n<span class=\"artisti\">A cura di Catherine Craft<br \/>\nOrganizzata dal The Nasher Sculpture Center, Dallas<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.guggenheim-venice.it\/img\/mostre\/arp.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Jean Arp, <em>Testa e conchiglia<\/em> (<em>T\u00eate et coquille<\/em>), 1933 c., ottone lucidato, altezza 19,7 cm. Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 54<\/p>\n<p>La mostra propone una lettura suggestiva e a lungo attesa della produzione artistica dell\u2019artista franco-tedesco Jean (Hans) Arp (1886\u20131966), il cui approccio sperimentale alla creazione e il ripensamento radicale delle forme d&#8217;arte tradizionali lo resero uno degli artisti pi\u00f9 influenti del Novecento. Nel corso di una carriera durata oltre sei decenni, Arp produsse un corpus di lavori di grande impatto in materiali e formati molteplici. Arp fu tra i fondatori del movimento Dada e pioniere dell&#8217;astrazione, svilupp\u00f2 un vocabolario di forme organiche che si muovono fluidamente tra l&#8217;astrazione e la rappresentazione, e divenne rapidamente un punto di riferimento per diverse generazioni di artisti. La mostra \u00e8 organizzata dal Nasher Sculpture Center di Dallas, prima sede espositiva della mostra.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"testo\"><strong>Peggy Guggenheim. L\u2019ultima Dogaressa<\/strong><\/span><br \/>\n<span class=\"testo\">21 settembre 2019 \u2013 27 gennaio 2020<\/span><br \/>\n<span class=\"artisti\">A cura di Karole P. B. Vail, con Gra\u017eina Subelyt\u0117<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.guggenheim-venice.it\/img\/mostre\/magritte.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Ren\u00e9 Magritte, <em>L\u2019impero della luce<\/em> (<em>L\u2019Empire des lumi\u00e8res<\/em>), 1953\u201354, olio su tela, 195,4 x 131,2 cm. Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 102<\/p>\n<p>La mostra celebra la vita veneziana di Peggy Guggenheim, rivelando come abbia continuato ad accrescere con importanti opere d\u2019arte la propria collezione dopo la partenza da New York, la chiusura della galleria-museo Art of This Century (1942-47) e il trasferimento a Venezia nel 1948. La mostra presenter\u00e0 dipinti, sculture e opere su carta selezionate tra quelle acquisite tra la fine degli anni quaranta e il 1979, anno della scomparsa della collezionista. Contestualmente, la mostra porr\u00e0 in evidenza le mostre e gli eventi\u00a0 organizzati da Peggy Guggenheim, o ai quali partecipa, rivelatisi poi autentiche pietre miliari. <em>Peggy Guggenheim. L\u2019ultima Dogaressa<\/em> offrir\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 senza precedenti di rivedere e ricontestualizzare capolavori famosi, come <em>L\u2019impero della luce<\/em> (1953-54) di Ren\u00e9 Magritte, a fianco di opere raramente esposte, create da artisti come Ren\u00e9 Br\u00f4, Gwyther Irwin e Grace Hartigan, oltre che da pittori di origine giapponese come Kenzo Okada e Tomonori Toyofuku, che dimostrano l\u2019interesse della mecenate per l\u2019arte creata oltre le frontiere dell\u2019Europa e degli Stati Uniti.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"testo\"><strong>Migrating Objects<\/strong><\/span><br \/>\n<span class=\"testo\">15 febbraio \u2013 15 maggio 2020<\/span><br \/>\n<span class=\"artisti\">A cura di Karole P. B. Vail<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.guggenheim-venice.it\/img\/mostre\/etno.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p><em>Maschera da iniziazione<\/em>, Zaire, Yaka, legno policromo, rafia tessuta e rafia, altezza 50 cm. Collezione Peggy Guggenheim, Venezia 76.2553 PG 254<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua vita di mecenate e collezionista Peggy Guggenheim, famosa per la sua collezione rivoluzionaria di arte moderna europea e americana, amava spingersi oltre i limiti. Questa mostra intende esaminare un momento cruciale, seppur meno conosciuto, delle sue peregrinazioni: l\u2019interesse mostrato negli anni \u201950 e \u201960 per le arti dell\u2019Africa, dell\u2019Oceania e delle Americhe. In quegli anni Peggy Guggenheim acquista opere di artisti appartenenti a culture di tutto il mondo, incluse sculture di inizio Novecento provenienti dal Mali, dalla Costa d\u2019Avorio e dalla Nuova Guinea, e opere delle antiche culture del Messico e del Per\u00f9. Migrating Objects presenter\u00e0 gli oggetti raccolti da Peggy Guggenheim e provenienti dall\u2019Africa, dall\u2019Oceania, dall\u2019area andina e mesoamericana affiancati a opere europee della sua collezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VENEZIA &#8211; ECCO COSA OFFRIRA&#8217; IL MUSEO\u00a0PEGGY GUGGENHEIM NEL 2019 &#8230; comprese manifestazioni speciali aperte al pubblico gratuitamente Un articolato calendario di Public Programs, aperti<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":12690,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[16425],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63994"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=63994"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63994\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63999,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63994\/revisions\/63999"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=63994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=63994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=63994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}