{"id":65072,"date":"2019-01-17T17:29:48","date_gmt":"2019-01-17T16:29:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=65072"},"modified":"2019-01-18T17:59:03","modified_gmt":"2019-01-18T16:59:03","slug":"arte-a-bologna-mostra-di-carlo-valsecchi-entrata-gratuita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=65072","title":{"rendered":"Arte a  Bologna &#8211; mostra di Carlo Valsecchi &#8211; entrata gratuita"},"content":{"rendered":"<div>\n<div class=\"block-grid \">\n<div class=\"col num12\">\n<p><strong>Pinacoteca Nazionale di Bologna | Sala degli Incamminati<\/strong><\/p>\n<p><strong>via delle Belle Arti, 56 \u2013 Bologna<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>aperto al pubblico dal 1 febbraio al 31 marzo 2019<\/strong><\/p>\n<p><strong>marted\u00ec \u2013 domenica, 10.00 \u2013 19.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0&#8212; \u00a0<\/strong><strong>sabato 2 febbraio apertura straordinaria fino alle 23.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>in occasione di ART CITY White Night<\/strong><\/p>\n<p><strong>progetto inserito nell\u2019ambito di ART CITY Bologna<\/strong><\/p>\n<p><strong>A Bologna, la mostra di Carlo Valsecchi sul gasometro restaurato da Hera<\/strong><\/p>\n<p><strong>Al di fuori di ogni intento archeologico, il lavoro di Valsecchi presenta la struttura del gasometro come un organismo vivente in continua trasformazione &#8230;<\/strong><\/p>\n<p><em>Il Gruppo Hera promuove il progetto dell\u2019artista italiano, che <strong>dall\u20191 febbraio al 31 marzo 2019<\/strong> espone <strong>alla Pinacoteca Nazionale di Bologna quattordici fotografie del Gasometro M.A.N. n.3<\/strong> che raccontano il processo di restauro della struttura, realizzato proprio dalla multiutility.<\/em><\/p>\n<p><em>Il progetto, <strong>oltre alla mostra visitabile gratuitamente,<\/strong> \u00e8 accompagnato da un volume curato da Luca Massimo Barbero, pubblicato da Silvana Editoriale.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p><em>Bologna, 17 gennaio 2019<\/em> \u2013 Da <strong>venerd\u00ec 1 febbraio<\/strong> a <strong>domenica 31 marzo 2019<\/strong> il <strong>Gruppo Hera promuove<\/strong> presso il <strong>Salone degli Incamminati della Pinacoteca Nazionale di Bologna <em>Gasometro M.A.N. n.3<\/em><\/strong>, il <strong>nuovo progetto<\/strong> di <strong>Carlo Valsecchi<\/strong>: quattordici fotografie che raccontano in modo del tutto inedito e originale la metamorfosi del gasometro di Bologna durante i lavori di bonifica e restauro promossi dalla stessa multiutility.<\/p>\n<p><strong> Al di fuori di ogni intento archeologico, il lavoro di Valsecchi presenta la struttura del gasometro come un organismo vivente in continua trasformazione<\/strong> e non come testimonianza inerte di un passato industriale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La mostra \u00e8 aperta gratuitamente<\/strong> al pubblico da <strong>marted\u00ec a domenica, dalle ore 10.00 alle ore 19.00.<\/strong> Sabato 2 febbraio, in occasione dell\u2019ART CITY White Night, l\u2019apertura \u00e8 prolungata fino alle ore 23.00.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il progetto di Carlo Valsecchi si completa con <strong>il volume a cura di Luca Massimo Barbero<\/strong>, edito da <strong>Silvana Editoriale<\/strong>, che presenta la descrizione per immagini della rinascita di questo vero e proprio landmark del territorio bolognese.<\/p>\n<p><em>Gasometro M.A.N. n.3<\/em> \u00e8 una riflessione sull\u2019evoluzione dello spazio, che l\u2019artista concepisce come un corpo in costante metamorfosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019opera di Carlo Valsecchi<\/strong> nasce da un dialogo continuo e diretto con i luoghi che di volta in volta affronta nei suoi progetti, siano essi architettura, un paesaggio urbano, l\u2019industria pesante, l\u2019industria altamente tecnologica, o l\u2019infinito naturale.<\/p>\n<p>L\u2019approccio analogico e geometrico-analitico nei confronti della fotografia di grande formato \u2013 un <em>medium<\/em> che contraddistingue tutta la produzione di Valsecchi \u2013 lo porta a scomporre e ricomporre il soggetto per restituirlo sotto una forma del tutto inedita.<\/p>\n<p>\u201c<em>Lavorare seguendo il principio analogico mi permette di liberarmi da qualsiasi vincolo con la realt\u00e0. <\/em><\/p>\n<p><em>Una libert\u00e0 assoluta che, senza mai mancare di rispetto alla realt\u00e0 stessa, mi introduce in un mondo immaginario e fantastico dove posso prendere tutti gli elementi che ho di fronte e osservarli da angolature diverse, muoverli nello spazio cercando a loro una \u201cnuova\u201d collocazione, letteralmente \u201cspingerli\u201d nella luce piena per cercare di ottenere solo quell\u2019elemento che racchiude tutti gli elementi, ricercare la loro \u201cluce propria\u201d indipendentemente da quello che vedo illuminato, leggerli e rileggerli fino a comprenderne la natura di soggetto insita in essi<\/em>.\u201d \u2013 spiega Valsecchi, che aggiunge \u2013 &#8220;<em>Il progetto sul Gasometro \u00e8 nato durante una visita a Bologna. Questa affascinante struttura ha innescato la mia curiosit\u00e0, sono entrato in dialogo con il Gruppo Hera, societ\u00e0 proprietaria, per avere la possibilit\u00e0 di fotografarlo. Da questo dialogo assai interessante \u00e8 nato il progetto Gasometro M.A.N. n. 3\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ad accompagnare il progetto espositivo, un libro edito da Silvana Editoriale, a cura di <strong>Luca Massimo Barbero, che sottolinea<\/strong>:<\/p>\n<p><em>\u201cQuelle di Carlo Valsecchi non sono solo fotografie \u201cdi architettura\u201d sono immagini di un\u2019architettura che diventa intima, che alla pura documentazione degli spazi sostituiscono il ritratto di una possibile interiorit\u00e0, anche dell\u2019animo umano. <\/em><\/p>\n<p><em>Negli spazi che Valsecchi ritrae, da un lato si percepisce il mistero pi\u00f9 profondo e il fascino di questi luoghi, dall\u2019altro si avverte, sottile seppur evidente, la sacralit\u00e0 della rappresentazione e la forza che questi luoghi portano con s\u00e9. <\/em><\/p>\n<p><em>Le immagini di Carlo Valsecchi colgono la dimensione utopica del tempo, che lega indissolubilmente questi giganti dell\u2019architettura alla citt\u00e0 e alla societ\u00e0 di cui si fanno portavoce, ci consegnano un senso preciso e immediato di quella relazione che storicamente esiste tra uomo e modernit\u00e0, utopia e progresso\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cAbbiamo voluto questa mostra \u2013 <\/em><strong>commenta Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera<\/strong><em> \u2013 per far emergere l\u2019elemento distintivo del nostro intervento di recupero, che esula da una <strong>dimensione meramente conservativa e consegna alla citt\u00e0 una struttura capace di interloquire<\/strong> <strong>attivamente con il suo paesaggio fisico ed emotivo<\/strong>. <\/em><\/p>\n<p><strong><em>Un artista importante come Carlo Valsecchi \u2013 <\/em><\/strong>prosegue Tommasi<em> \u2013 grazie anche alla sua esperienza a livello internazionale \u00e8 stato capace di cogliere fino in fondo questo aspetto, consentendoci di rappresentare anche attraverso l\u2019arte lo spirito con il quale ci mettiamo quotidianamente al servizio dei nostri territori di riferimento\u201d.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<table class=\"divider\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td class=\"divider_inner\" valign=\"top\">\n<table class=\"divider_content\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td valign=\"top\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div>\n<div>\n<p><strong>Carlo Valsecchi \u2013 BIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carlo Valsecchi \u00e8 nato a Brescia nel 1965. Vive a lavora a Milano.<\/p>\n<p>Nel 1992 il suo lavoro \u00e8 stato selezionato per la Biennale d\u2019architettura di Venezia; in seguito ha tenuto mostre in Italia e all\u2019estero. Le sue fotografie sono state esposte in gallerie, istituzioni pubbliche e private e manifestazioni di tutto il mondo, tra cui Istituto Italiano di Cultura, New York (1999); Fondazione Peggy Guggenheim, Venezia (2000); Galerie 213, Parigi (2001); Studio Casoli, Milano (2001); Semaines europ\u00e9ennes de l\u2019image \u2013 Le b\u00e2ti, le vivant, Lussemburgo (2002); GAMeC, Bergamo (2003); Guido Costa project, Torino (2006); Triennale di Milano (2006); Paris Photo, Statements, Parigi (2007); Kunstforum, Vienna (2009); Mus\u00e9e de l\u2019Elys\u00e9e, Losanna (2009); Walter Keller Gallery, Zurigo (2009); Galleria Carla Sozzani, Milano (2011).<\/p>\n<p>Tra le sue mostre anche: San Luis, MaRT \u2013 Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto (2011); 54. Mostra internazionale di arti visive della Biennale di Venezia, Padiglione Italia, selezione di Norman Foster, Venezia (2011); Subverted, Ivorypress, Madrid (2012); Landmark: the Fields of Photography, Somerset House, Londra (2013); Mare Nostrum, Walter Keller Gallery, Zurigo (2013); Museo della Merda, Piacenza (2015); Industria, oggi, Fondazione MAST, Bologna (2015); No Man Nature, Palazzo Da Mosto, Fotografia europea, Effetto Terra, Reggio Emilia (2015); Fotografie dell\u2019Emilia-Romagna al lavoro, Fondazione MAST, Bologna (2016); Sviluppare il Futuro, Ex Ospedale dei Bastardini, Biennale di Fotografia dell\u2019Industria e del Lavoro, Bologna (2017); Civilization: the way we live now, MMCA Seoul, Sud Corea (2018).<\/p>\n<p>Nel 2010 il libro <em>Lumen<\/em> (Hatje Cantz, 2009) \u00e8 stato premiato con l\u2019argento al Deutscher Fotobuchpreis, il premio tedesco per i migliori libri di fotografia dell\u2019anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Gasometro di Bologna \u2013 STORIA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Gasometro M.A.N. n. 3 caratterizza da quasi un secolo lo skyline di Bologna e si trova all\u2019interno della sede del Gruppo Hera, una delle maggiori multiutility italiane operante nei settori ambiente, idrico ed energia.<\/p>\n<p>In funzione dal 1930, viene utilizzato fino al 1984 per stoccare il gas usato in citt\u00e0. Alto 52 metri con un diametro di 30, \u00e8 considerato un gioiello di architettura industriale nel cuore del capoluogo emiliano. Il tipo di costruzione scelto \u00e8 quello cosiddetto \u201ca secco\u201d, all&#8217;epoca molto diffuso all\u2019estero ma non ancora sperimentato in Italia. Il gasometro consiste in un involucro in lamiera di forma prismatica a 16 facce, che poggia su una base in calcestruzzo di cemento. La parte superiore \u00e8 coperta da un tetto in ferro con cupola d&#8217;areazione. All&#8217;esterno tre passerelle sono collegate tra loro da una scala che ruota attorno alla costruzione.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo forno per la distillazione del carbone \u00e8 stato spento il 7 ottobre 1960 e per qualche anno sono stati usati i gasometri per lo stoccaggio del nuovo gas metano. Negli anni Ottanta, con l&#8217;introduzione di nuovi impianti di stoccaggio, il gasometro \u00e8 stato definitivamente dismesso. Facendosi carico del suo restauro, il Gruppo Hera l\u2019ha reso assoluto protagonista dell\u2019area su cui insiste la sua sede principale, recentemente inaugurata a seguito di importanti lavori di ammodernamento e riqualificazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pinacoteca Nazionale di Bologna | Sala degli Incamminati via delle Belle Arti, 56 \u2013 Bologna \u00a0aperto al pubblico dal 1 febbraio al 31 marzo 2019<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":65074,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[16630],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65072"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65072"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65072\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65076,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65072\/revisions\/65076"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/65074"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65072"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65072"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65072"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}