{"id":65170,"date":"2019-01-20T17:49:22","date_gmt":"2019-01-20T16:49:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=65170"},"modified":"2019-01-20T17:03:49","modified_gmt":"2019-01-20T16:03:49","slug":"arte-a-palermo-torna-antonello-da-messina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=65170","title":{"rendered":"Arte a Palermo &#8211; Torna Antonello da Messina"},"content":{"rendered":"<div class=\"date_default\">\n<figure id=\"attachment_65173\" aria-describedby=\"caption-attachment-65173\" style=\"width: 672px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=65173\" rel=\"attachment wp-att-65173\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-65173\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Antonello-da-Messina-672-San-Benedetto-dal-Polittico-di-San-Benedetto-1471-72.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Antonello-da-Messina-672-San-Benedetto-dal-Polittico-di-San-Benedetto-1471-72.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Antonello-da-Messina-672-San-Benedetto-dal-Polittico-di-San-Benedetto-1471-72-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Antonello-da-Messina-672-San-Benedetto-dal-Polittico-di-San-Benedetto-1471-72-542x300.jpg 542w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-65173\" class=\"wp-caption-text\">Antonello-da-Messina-San-Benedetto-dal-Polittico-di-San-Benedetto-1471-72 &#8211; particolare<\/figcaption><\/figure>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Cinquecentotrentanove anni: <\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>mezzo millennio, cinque secoli per rimetterne insieme l\u2019eredit\u00e0 visiva, riunendo a Palermo, nella Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>dal 14 dicembre 2018 al 10 febbraio 2019, <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>quasi la met\u00e0 delle opere esistenti di Antonello Da Messina<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, inserita nel cartellone degli eventi di\u00a0<strong>Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018<\/strong>,\u00e8organizzata dalla\u00a0<strong>Regione Siciliana<\/strong>\u00a0&#8211; Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell\u2019Identit\u00e0 Siciliana, Dipartimento dei Beni culturali e dell\u2019Identit\u00e0 Siciliana, e da\u00a0<strong>MondoMostre<\/strong>\u00a0\u2013 con\u00a0<strong>la Citt\u00e0 di Palermo,<\/strong>\u00a0<strong>a cura del professor Giovanni Carlo Federico Villa.\u00a0\u00a0<\/strong>Il progetto \u00e8 inoltre frutto della fattiva\u00a0<strong>collaborazione fra la Regione Siciliana e il Comune di Milano<\/strong>\u00a0dove l\u2019esposizione verr\u00e0 presentata \u2013 a Palazzo Reale, in collaborazione con MondoMostre Skira &#8211; dopo la chiusura della tappa palermitana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>De Antonio Antonello, da Messina, Antonellus Messanensis<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nAnche <strong>De Antonio Antonello, da Messina, Antonellus Messanensis<\/strong> nell\u2019autografia, ne gioirebbe, per l\u2019eccezionalit\u00e0 unica, sapendo d\u2019altra parte che non si poteva fare prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ragioni:<\/p>\n<p>ci\u00f2 che <strong>di lui \u00e8 sopravvissuto a terremoti, smembramenti, fallimenti di famiglie, naufragi, alluvioni, pareti umide, incuria degli uomini, ignoranza, avidit\u00e0, insulse paure, dabbenaggini,<\/strong> \u00e8 <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">disperso in raccolte e musei fra <span style=\"color: #000000;\">Tirreno e Adriatico, oltre la Manica, al di l\u00e0 dell\u2019Atlantico<\/span>.\u00a0 <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mari noti e ignoti attraversati nei secoli da mercanti e intenditori, antiquari, critici, diplomatici:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">tutti affascinati \u2013 come Enrico Pirajno barone di Mandralisca \u2013 <strong>dagli occhi, dalle luci, dall\u2019incanto enigmatico del pi\u00f9 grande ritrattista del Quattrocento (forse di sempre).<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Ogni pezzo \u00e8 giunto a noi fortunosamente, avventurosamente: molti misteriosamente.<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riportarne buona parte in Sicilia \u00e8 stata un\u2019impresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vasari lo raccontava nelle sue celeberrime\u00a0<em>Vite<\/em>\u00a0come colui che aveva ricevuto il segreto della pittura a olio, l\u2019alchimia meravigliosa di Giovanni di Bruggia, un Jan van Eyck ammaliato dalla grazia del giovane siciliano, che quella tecnica di misture e infinite stesure di colore traslucido aveva appreso, e dal Nord portato nel Mediterraneo,<\/strong> facendo risplendere le tavole della sua avviata bottega messinese e poi<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> le ocre, i lapislazzuli, le terre morbidamente riflesse dai cieli veneti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non era passato un secolo dalla morte del pittore e Vasari costruiva un romanzo:<\/strong> poich\u00e9 si erano perse tracce e documenti, si orecchiavano storie e leggende; poi, per altri secoli, il silenzio.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Fu un giovane appassionato d\u2019arte, Giovan Battista Cavalcaselle, a ricostruire amorevolmente il primo catalogo del Messinese<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Segu\u00ec un formidabile erudito messinese, Gaetano La Corte Cailler, che trov\u00f2 e trascrisse documenti notarili che testimoniavano gli eventi minuti della famiglia del pittore:<\/span> il testamento della nonna, il ritorno in brigantino dalla Calabria della famigliola del pittore, la dote della figlia; il testamento infine di Antonello, datato febbraio 1479.<\/p>\n<p>Altro di lui non c\u2019era:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">un\u2019alluvione aveva disperso le ossa in un antico cimitero, pi\u00f9 terremoti avevano distrutto prove documentarie a Noto<\/span> e in altri paesi siciliani. L\u2019antica Messina era gi\u00e0 stata distrutta e poi ricostruita nel 1783.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Definitivamente alle ore 5,21 del luned\u00ec 28 dicembre 1908:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">un terremoto del 10\u00b0 e ultimo grado Mercalli, poi il maremoto. Di Messina non resta nulla:<\/span> e nulla dell\u2019ancona schizzata da Cavalcaselle, nulla dell\u2019archivio con i documenti trascritti da La Corte Cailler. Salvo questi referti, oggi nulla di nulla sapremmo del pi\u00f9 grande e ammirato pittore siciliano.<\/p>\n<p>Da allora per\u00f2 molto si \u00e8 potuto riconoscere, ripulire, attribuire: il catalogo da fantastico si \u00e8 fatto scientifico, le ricerche continuano, le attribuzioni certe si susseguono. Iniziano Lionello e poi il padre Adolfo Venturi, Bernard Berenson d\u00e0 contributi fondanti dopo parziali incertezze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Roberto Longhi gi\u00e0 nel 1914 ricolloca Antonello a fianco dei veneziani, e segnatamente di Bellini, facendone l\u2019anello di congiunzione creativa fra i ponentini, gli amati fiamminghi, e la grande stagione veneziana,<\/strong> <\/span>mediata appunto dall\u2019isolata riflessione sulla prospettiva e la morbidezza della luce centroitaliana, i volumi di Piero della Francesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra questi ritrovamenti saranno<strong> in mostra una\u00a0<span style=\"color: #ff00ff;\"><em>Crocifissione<\/em>\u00a0che Voll n<\/span>el 1902 suggerisce di Antonello,<\/strong> parte della collezione del barone Samuel von Brukenthal a Hermannstadt.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre in mostra la scoperta fatta <strong>all\u2019importantissimo convegno messinese del 1981 da Federico Zeri di un\u2019opera giovanile, una tavoletta devozionale di 15 centimetri per 10, consumata dai baci del fedele<\/strong> che se la portava al seguito in un astuccio di cuoio. \u00c8 ora l\u2019<em>Ecce Homo\u00a0<\/em>con\u00a0<em>San Gerolamo nel deserto<\/em>\u00a0al recto.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Dagli Uffizi arriver\u00e0 l\u2019importantissimo trittico con la\u00a0<em>Madonna con Bambino<\/em>, il\u00a0<em>San Giovanni Battista<\/em>\u00a0<\/span><\/strong>acquistati dall\u2019allora Ministro dei Beni Culturali Antonio Paolucci nel 1996 e il\u00a0<em>San Benedetto<\/em>\u00a0di straordinaria qualit\u00e0 pittorica che la Regione Lombardia acquista tramite Finarte nel 1995, oggi in deposito nel museo fiorentino.<\/p>\n<p><strong>Dalla Pinacoteca Malaspina di Pavia \u00e8 in arrivo il\u00a0<em>ritratto di giovane gentiluomo<\/em><\/strong>\u00a0(a lungo considerato il suo vero volto) trafugato dal museo nella notte fra il 10 e l\u201911 maggio 1970 e recuperato sette anni dopo dal nucleo di Tutela Patrimonio Culturale dell\u2019Arma dei Carabinieri.<\/p>\n<p>E che dire dell\u2019<strong>affascinante storia del Barone di Mandralisca che torna da Lipari con il ritratto su tavola di un ignoto il cui beffardo sorriso ha sconvolto la mente della figlia del farmacista nella cui bottega, sportello di mobile, \u00e8 giunto per vie misteriosissime?<\/strong> Diventa lo splendido romanzo\u00a0<em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>\u00a0primo capolavoro di Vincenzo Consolo.<\/p>\n<p>Guardando al catalogo oggi ricomposto e presentato nei suoi capolavori assoluti a Palazzo Abatellis, nella ricostruzione visiva, attraverso uno spettacolare allestimento che narrer\u00e0 visivamente viaggi e centralit\u00e0 della Sicilia quattrocentesca, forse Antonello sorriderebbe, beffardamente e ironicamente come uno dei suoi tanti effigiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di certo si commuoverebbe. Ma rimarrebbe per\u00f2 anche amaramente stupito dall\u2019azione del Tempo divoratore. Della\u00a0<em>Piet\u00e0<\/em>\u00a0del Museo Correr, della sublime\u00a0<em>Annunciazione<\/em>\u00a0di Siracusa o dello stupefacente\u00a0<em>Polittico di San Gregorio<\/em>, commissionato dalla badessa del Monastero di Santa Maria extra moenia a Messina ad Antonello, nel 1473. Distrutto il monastero, smembrato il polittico, ridipinto poi dal pittore messinese Letterio Subba nel 1842.<\/p>\n<p><strong>E ancora chiederebbe, Antonello, che fu della sua bottega, e del figlio amato, che lo seguiva a Venezia, e dei nipoti:<\/strong> proprio un anno dopo la morte, rimpiangendolo, Jacobello si firma nella dolcissima\u00a0<em>Madonna con il Bambino<\/em>\u00a0della Carrara di Bergamo: \u201cJacobus Anto.lli filius(s) no. \/ umani pictoris me fecit\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">S\u00ec: il padre era pittore non umano, ma divino.<\/span><\/strong> Le sue intuizioni e le sue prove avevano destato l\u2019ammirazione di tutte le corti padane, l\u2019ansia di apprendere delle grandi famiglie veneziane, gli stimoli della bottega in carriera dei Bellini.<\/p>\n<p><strong>Poich\u00e9 Antonello ha scritto un trattato intero di psicologia.<\/strong> <strong>Ferma l\u2019attimo del respiro, le lunghe ciglia ritorte, il fremito di un labbro, la crescita della barba, l\u2019incertezza di uno sguardo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il nostro secolo ha adorato i ritratti di Antonello: la pittura italiana si \u00e8 riconosciuta tutta in quegli sguardi<\/strong>, ci siamo tutti identificati nella concretezza di un pittore che ha dato forza e carattere al volto dell\u2019Italiano, alla femminilit\u00e0 virtuosa e sensuale, alla scontrosit\u00e0 e alle forme della donna Italiana.<\/p>\n<p>La mostra di Palermo tutto questo racconta, in <strong>un allestimento sviluppato cronologicamente seguendo l\u2019evoluzione e le novit\u00e0 dell\u2019artista, <span style=\"color: #ff00ff;\">aperto dall\u2019<em>Annunciata<\/em>\u00a0nell\u2019allestimento<\/span><\/strong> per lei immaginato da un maestro del Novecento, Carlo Scarpa.<\/p>\n<p>Accompagnano il visitatore ad una<strong> piena fruizione dell\u2019esposizione una didattica concepita a svelare, opera per opera, l\u2019arte di Antonello collocandola nel contesto culturale e sociale del Mediterraneo,<\/strong> <strong>evidenziando la centralit\u00e0 della Sicilia,<\/strong> e un\u2019audioguida ove il curatore guida lo spettatore alla scoperta delle novit\u00e0 artistiche e tecniche della sublime arte del maestro messinese.<\/p>\n<p><strong>Orario:\u00a0<\/strong>dal marted\u00ec alla domenica 9-19; chiusa luned\u00ec.<\/p>\n<p>::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p><strong>Dal 14 Dicembre 2018 al 10 Febbraio 2019<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>PALERMO<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">LUOGO:<\/span> Galleria Regionale di Palazzo Abatellis<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">INDIRIZZO:<\/span> via Alloro 4<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">ORARI:<\/span> dal marted\u00ec alla domenica 9-19; chiusa luned\u00ec, 25 dicembre e 1 gennaio<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">CURATORI:<\/span> Giovanni Carlo Federico Villa<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">ENTI PROMOTORI:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<div>Regione Siciliana &#8211; Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell\u2019Identit\u00e0 Siciliana<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>Dipartimento dei Beni culturali e dell\u2019Identit\u00e0 Siciliana<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>MondoMostre<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>Citt\u00e0 di Palermo<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">COSTO DEL BIGLIETTO:<\/span> Intero 13 \u20ac, Ridotto 11 \u20ac (giovani under 26 anni con documento e\/o tesserino universitario, forze dell\u2019ordine, docenti e altre convenzioni), Scuole 5 \u20ac, Universit\u00e0 11 \u20ac (mercoled\u00ec 14-18). Gratuito Bambini fino ai 6 anni, guide turistiche con tesserino, accompagnatori di persone con disabilit\u00e0, soci ICOM<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">TELEFONO PER PREVENDITA:<\/span> +39 02 92897755<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">TELEFONO PER INFORMAZIONI:<\/span> +39 091 623 0033<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">E-MAIL INFO:<\/span> <a href=\"mailto:gruppi@vivaticket.com?subject=Richiesta%20informazioni.\">gruppi@vivaticket.com<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">SITO UFFICIALE:<\/span> <a href=\"http:\/\/www.mostraantonello.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.mostraantonello.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinquecentotrentanove anni: mezzo millennio, cinque secoli per rimetterne insieme l\u2019eredit\u00e0 visiva, riunendo a Palermo, nella Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, dal 14 dicembre<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":65174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[16653],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65170"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65170"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65170\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65175,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65170\/revisions\/65175"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/65174"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}