{"id":65319,"date":"2019-01-25T18:44:27","date_gmt":"2019-01-25T17:44:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=65319"},"modified":"2019-01-26T18:27:00","modified_gmt":"2019-01-26T17:27:00","slug":"arte-a-venezia-programma-espositivo-del-2019-al-peggy-guggenheim","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=65319","title":{"rendered":"Arte a Venezia &#8211; Programma espositivo del 2019 al Peggy Guggenheim"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\">\n<figure id=\"attachment_65322\" aria-describedby=\"caption-attachment-65322\" style=\"width: 672px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=65322\" rel=\"attachment wp-att-65322\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-65322\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Peggy-Guggenheim-672-2019-arte-Ph_MatteodeFina-3.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Peggy-Guggenheim-672-2019-arte-Ph_MatteodeFina-3.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Peggy-Guggenheim-672-2019-arte-Ph_MatteodeFina-3-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Peggy-Guggenheim-672-2019-arte-Ph_MatteodeFina-3-542x300.jpg 542w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-65322\" class=\"wp-caption-text\">DAL GESTO ALLA FORMA. ARTE EUROPEA E AMERICANA &#8211; Ph_MatteodeFina particolare<\/figcaption><\/figure>\n<p><b>PRESENTATO OGGI ALLA STAMPA IL PROGRAMMA ESPOSITIVO DEL 2019<br \/>\n<\/b><\/div>\n<div align=\"center\"><b>E<br \/>\n<\/b><\/div>\n<div align=\"center\"><b>\u201cDAL GESTO ALLA FORMA. ARTE EUROPEA E AMERICANA DEL DOPOGUERRA NELLA COLLEZIONE SCHULHOF\u201d<\/b><\/div>\n<p>\u2013 Oggi la direttrice della <b>Collezione Peggy Guggenheim Karole P.B. Vail <\/b>ha presentato ai giornalisti il ricco <b>calendario espositivo<\/b> in programma nel 2019, correlato da <b>un\u2019ampissima serie di attivit\u00e0 gratuite<\/b> per il pubblico, che si svolgeranno dentro e fuori il museo.<\/p>\n<p>\u201c<b>Nell\u2019autunno del 1949 Peggy acquista Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande, e qui organizza la sua prima mostra di scultura contemporanea, aprendo per la prima volta le porte al pubblico. Da allora ha fatto di Venezia la sua citt\u00e0, fino alla sua scomparsa, il 23 dicembre del 1979, esattamente 40 anni fa<\/b>\u201d, ha dichiarato la Vail. Il 1949 e il 1979 sono dunque due date che hanno segnato non solo la storia del museo, ma anche la storia dell\u2019arte del XX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<b>Due momenti miliari che quest\u2019anno vogliamo ricordare con una serie di mostre che non perdono mai di vista la figura di Peggy, e con una serie di Public Programs che abbiamo intitolato <i>La Continuit\u00e0 di una Visione<\/i>, volti ad attualizzare l\u2019insegnamento coraggioso quanto innovativo della mecenate americana&#8221;<\/b>.<\/p>\n<p>In concomitanza con l\u2019apertura di <i><b>Dal gesto alla forma. Arte europea e americana del dopoguerra nella Collezione Schulhof<\/b><\/i>, curata insieme a Gra\u017eina Subelyt\u0117, Assistant Curator, presentazione speciale quasi nella sua interezza della Collezione Schulhof, donata nel 2012 alla Fondazione Solomon R. Guggenheim e da allora conservata a Venezia, la Direttrice ha invitato i giornalisti presenti a visitare le sale di Palazzo Venier dei Leoni che ospitano un originale riallestimento della collezione permanente. In mostra la maggior parte delle opere acquistate da Peggy Guggenheim tra il 1938, quando a Londra apre la sua prima galleria Guggenheim Jeune, e il 1947, anno in cui si stabilisce a Venezia. Un allestimento che riflette fortemente l\u2019interesse per il <b>Cubismo, il Futurismo, la pittura metafisica, l\u2019astrazione europea, la scultura d\u2019avanguardia e il Surrealismo<\/b>, tutti lavori che vennero acquisiti attraverso le amicizie e i consigli di artisti e intellettuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli spazi della barchessa del palazzo <span style=\"text-decoration: underline;\">non mancano i dipinti degli espressionisti astratti americani,<\/span> tra cui spiccano i<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> capolavori di Jackson Pollock. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cE se questa presentazione getta luce sul collezionismo pre 1948\u201d ha proseguito la Vail, \u201cdal 21 settembre aprir\u00e0 l\u2019attesa mostra <i><b>Peggy Guggenheim. L\u2019ultima Dogaressa<\/b><\/i> che celebrer\u00e0 il collezionismo post 1948: dipinti, sculture e opere su carta acquisite tra la fine degli anni quaranta e il 1979\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mancheranno le opere di artisti italiani come <b>Edmondo Bacci, Tancredi Parmeggiani ed Emilio Vedova<\/b>, e la produzione di alcuni artisti legati all\u2019arte Optical (Op) e Cinetica, come <b>Marina Apollonio, Alberto Biasi e Franco Costalonga<\/b>, accanto ad opere meno note al grande pubblico di artisti come <b>Ren\u00e9 Br\u00f4, Gwyther Irwin e Grace Hartigan<\/b>, e di pittori di origine giapponese come <b>Kenzo Okada e Tomonori Toyofuku<\/b>.<\/p>\n<p>Tra questi due grandi momenti che ripercorreranno a 360 gradi la storia del collezionismo di Peggy, si inserisce il prezioso omaggio a <b>Jean (Hans) Arp<\/b>, primo artista ad essere entrato a far parte della sua collezione con la scultura <i>Testa e conchiglia<\/i> (1933), con la mostra <i><b>La Natura di Arp<\/b><\/i>, organizzata dal Nasher Sculpture Center, Dallas. Il tributo al collezionismo di Peggy Guggenheim proseguir\u00e0 anche con la prima mostra del 2020, <i><b>Migrating Objects<\/b><\/i>: un\u2019esposizione che far\u00e0 luce su un momento cruciale, seppur meno conosciuto, della sua storia di collezionista, ovvero il suo interesse degli anni \u201950 e \u201960 per le arti dell\u2019Africa, dell\u2019Oceania e delle Americhe.<\/p>\n<p>&#8220;A corollario del programma espositivo&#8221;, ha concluso la Vail, &#8220;<b>\u00e8 lunga la lista di attivit\u00e0, eventi, conferenze, workshop, approfondimenti sulle orme di Peggy Guggenheim&#8221;<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il programma di Public Programs <i><b>La Continuit\u00e0 di una Visione<\/b><\/i> intende portare avanti la lezione di Peggy e l\u2019attuale mission della Collezione, ovvero divulgare i propri contenuti ad un pubblico quanto pi\u00f9 eterogeneo per condividere lo straordinario potere educativo di questa disciplina nel formare e alimentare il pensiero critico. Programmi di accessibilit\u00e0 per non vedenti e ipovedenti incentrati sui grandi capolavori del museo; il progetto social <b>\u201cPoint of View\u201d,<\/b> che dar\u00e0 voce al pubblico per raccontare il proprio punto di vista sul museo e sulle opere pi\u00f9 amate; un\u2019iniziativa partecipativa atta a ricostruire la figura di Peggy Guggenheim attraverso la memoria collettiva nella comunit\u00e0 locale. E ancora, <b>tre conversazioni con tre donne<\/b>, <b>filantrope <\/b>e <b>collezioniste visionarie<\/b>, che hanno fatto dell&#8217;arte la loro missione come impegno personale nei confronti della societ\u00e0: <b>Patrizia Sandretto Re Rebaudengo<\/b>, Presidente dell\u2019omonima Fondazione torinese, tra le figure di maggior spicco del collezionismo italiano e internazionale, <b>Lekha Poddar<\/b>, della Devi Art Foundation (Dehli, India), attiva nel panorama artistico indiano, <b>Francesca Thyssen-Bornemisza<\/b> (von Habsburg), fondatrice di Thyssen-Bornemisza Art Contemporary, tra le maggiori collezioni d\u2019arte contemporanea in Europa. Tre donne che, come Peggy Guggenheim, possono essere d\u2019ispirazione per le generazioni future.<\/p>\n<p>TUTTO AL LINK\u00a0<a href=\"http:\/\/www.guggenheim-venice.it\/default.html\">http:\/\/www.guggenheim-venice.it\/default.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PRESENTATO OGGI ALLA STAMPA IL PROGRAMMA ESPOSITIVO DEL 2019 E \u201cDAL GESTO ALLA FORMA. 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