{"id":65582,"date":"2019-02-02T19:57:25","date_gmt":"2019-02-02T18:57:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=65582"},"modified":"2019-02-03T17:59:44","modified_gmt":"2019-02-03T16:59:44","slug":"aarte-a-torino-apre-oggi-alle-ogr-cuore-di-tenebra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=65582","title":{"rendered":"Arte a Torino &#8211; Aperto alle OGR &#8211; Cuore di Tenebra"},"content":{"rendered":"<div>\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Dalla caduta dell\u2019Impero degli Assiri nel VII a.C. per arrivare agli androidi &#8230;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>OGR &#8211; Officine Grandi Riparazioni, Torino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>e Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">presentano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Cuore di tenebra<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>Una mostra a cura di Marcella Beccaria, Capo Curatore e Curatore delle Collezioni, Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 1.0625rem;\">02.02.2019 &#8211; 19.05.2019<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid \">\n<div class=\"col num12\">\n<div>\n<p><strong>BINARIO 2\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>OGR &#8211; Officine Grandi Riparazioni<\/p>\n<p>Corso Castelfidardo, 22<\/p>\n<p>Torino<\/p>\n<p>www.ogrtorino.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<p><strong>Dal 2 febbraio<\/strong> al <strong>19 maggio 2019<\/strong> le <strong>OGR \u2013 Officine Grandi Riparazioni<\/strong> di Torino, in collaborazione con il <strong>Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea<\/strong>, presentano <strong><em>Cuore di tenebra<\/em><\/strong>. <strong><em>Castello di Rivoli @OGR.1. Pu\u00f2 l\u2019arte prevenire gli errori?<\/em><\/strong>una mostra allestita al <strong>Binario 2<\/strong> delle OGR Torino, a cura di <strong>Marcella Beccaria<\/strong>, Capo Curatore e Curatore delle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, con il supporto della Fondazione per l\u2019Arte Moderna e Contemporanea CRT.<\/p>\n<p>Citando il celebre romanzo di <strong>Joseph Conrad\u00a0<\/strong><em>Cuore di tenebra<\/em> (<em>Heart of Darkness<\/em>, 1899), questa <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">mostra collettiva indaga aspetti irrazionali del contemporaneo, dove <span style=\"color: #000000;\">guerre, imperialismi, fanatismi religiosi, terrorismo, razzismo, disparit\u00e0 crescente, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali<\/span> e alcuni aspetti della tecnica e dell\u2019Intelligenza Artificiale<\/span> <span style=\"text-decoration: underline;\">utilizzate in modo irresponsabile<\/span><\/strong> sembrano crescere in maniera esponenziale.<\/p>\n<p>Originariamente provenienti da Brasile, Cuba, Egitto, Israele, Italia, Libano, Messico, Polonia, Portogallo, Stati Uniti, e<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> attivi in pi\u00f9 parti del globo, gli artisti invitati offrono molteplici punti di vista<\/strong> <\/span>relativi alla complessit\u00e0 del mondo nel quale viviamo, interrogandosi sui lati oscuri del presente e analizzandoli attraverso riferimenti al passato oppure anticipando possibili scenari futuri.<\/p>\n<p>\u201cCon rimandi che spaziano <span style=\"color: #ff00ff;\"><strong>dalla caduta dell\u2019Impero degli Assiri nel VII a.C. per arrivare agli androidi<\/strong> <\/span>che forse un giorno condivideranno la Terra con gli esseri umani, la mostra indaga i modi in cui gli artisti si relazionano con il mondo contemporaneo scandagliandone alcuni aspetti bui e irrazionali\u201d, spiega <strong>Marcella Beccaria<\/strong>. \u201cLe opere selezionate propongono diverse forme di consapevolezza critica che non prescindono dalla capacit\u00e0 di aprire spazi di resistenza poetica, rispondendo alla violenza del presente con inarrestabile forza creativa\u201d.<\/p>\n<p>Le opere di <strong>Allora &amp; Calzadilla, Maria Thereza Alves, Maurizio Cattelan, Roberto Cuoghi, Bracha L. Ettinger, Massimo Grimaldi, Mona Hatoum, Goshka Macuga, Teresa Margolles, Pedro Neves Marques<\/strong>e <strong>Wael Shawky<\/strong>, scelte per gli spazi delle OGR, esprimono una vitale creativit\u00e0 che abbraccia pi\u00f9 linguaggi e tecniche, tra cui performance, scultura, fotografia, pittura, film e installazioni multimediali e sonore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Cuore di tenebra<\/strong><\/em> presenta un nucleo selezionato di tredici importanti opere dalle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, per la maggior parte scelte tra quelle acquisite dalla <strong>Fondazione per l\u2019Arte Moderna e Contemporanea CRT per il Museo<\/strong>. In una visione sinergica, dal 2000 la Fondazione per l\u2019Arte Moderna e Contemporanea CRT ha elaborato un progetto di acquisizioni per Torino e il Piemonte che integra le collezioni permanenti del Castello di Rivoli e della GAM \u2013 Galleria Civica d\u2019Arte Moderna e Contemporanea e che oggi conta oltre 840 opere di artisti italiani e internazionali ospitate presso le due istituzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Cuore di tenebra<\/strong><\/em> rappresenta il secondo capitolo nell\u2019ambito della collaborazione tra le OGR Torino e il Castello di Rivoli, iniziata in occasione dell\u2019inaugurazione delle OGR, con la curatela e produzione dell\u2019installazione pubblica <em>Procession of Reparationists<\/em> (Processione. I riparazionisti, 2017), di <strong>William Kentridge<\/strong> allestita nella Corte Est delle ex officine di Corso Castelfidardo e interamente sostenuta dalla Fondazione per l\u2019Arte Moderna e Contemporanea CRT.<\/p>\n<p>La collaborazione tra le OGR e il Castello di Rivoli, trova inoltre una virtuosa espressione nel lavoro avviato con il network ZonArte; il Castello di Rivoli con il proprio Dipartimento Educazione ha infatti collaborato alla riapertura delle OGR nel 2017 organizzando un intenso programma di attivit\u00e0, ampliato con la rassegna Domeniche in festa, nell\u2019ambito del Public Program OGR, grazie al supporto della Fondazione per l\u2019Arte Moderna e Contemporanea CRT.<\/p>\n<p>Dalla sua fondazione nel 1984, il <strong>Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea<\/strong> si \u00e8 sviluppato tenendo conto dell\u2019unicit\u00e0 dell\u2019edificio che lo ospita, capolavoro dell\u2019architettura barocca disegnato da Filippo Juvarra nel 1718. Restaurato da Andrea Bruno alla fine degli anni settanta, il Castello \u00e8 Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 dell\u2019Unesco. Le collezioni del Museo, che includono la pi\u00f9 importante raccolta di opere di Arte povera al mondo, sono incentrate sui protagonisti dell\u2019arte contemporanea, con particolare attenzione ai linguaggi sviluppatisi in Italia e a livello internazionale dalla fine degli anni sessanta al presente. Le collezioni includono opere di propriet\u00e0 del Museo, opere in deposito a lungo termine acquistate per il Museo da Fondazione per l\u2019Arte Moderna e Contemporanea CRT, opere provenienti dalla Fondazione Rivetti e, pi\u00f9 recentemente, dalla Collezione Cerruti. La Collezione video \u00e8 stata acquistata grazie al supporto di Compagnia di San Paolo. Il Museo ha il sostegno della Regione Piemonte, Fondazione CRT, Citt\u00e0 di Torino, Citt\u00e0 di Rivoli e di altri patrocinatori e benefattori. L\u2019unicit\u00e0 delle collezioni e la vitalit\u00e0 della programmazione di mostre e rassegne, hanno reso il Castello un punto di riferimento internazionale.<\/p>\n<p>Le <strong>OGR &#8211; Officine Grandi Riparazioni<\/strong> di Torino, sono un centro di produzione culturale e di sperimentazione interdisciplinare di oltre 35.000 metri quadrati, interamente riqualificato dalla Fondazione CRT e inaugurato il 30\u00a0settembre\u00a02017. Le OGR Torino nutrono l\u2019ambizione di far convivere tre anime &#8211; l\u2019arte in tutte le sue declinazioni, lo sviluppo dell\u2019innovazione e la ricerca scientifica e tecnologica, l\u2019eccellenza enogastronomica &#8211; in connessione con i talenti, le best practice del territorio e le eccellenze internazionali. Nel 2013 la Fondazione CRT ha acquistato l\u2019area in stato di degrado e l\u2019ha riqualificata: il pi\u00f9 grande investimento diretto su un unico progetto, oltre che uno dei maggiori esempi di <em>venture philanthropy<\/em>\u00a0oggi\u00a0in Europa.<\/p>\n<p>Dopo 1.000 giorni di lavori, le ex officine dei treni sono rinate come distretto : dalla riapertura sono state realizzate ed esposte opere site-specific di William Kentridge, Patrick Tuttofuoco, Arturo Herrera, Liam Gillick; hanno visto la luce mostre personali di artisti provenienti da tutto il mondo, come Tino Sehgal, Susan Hiller, Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh, Hesam Rahmanian, Mike Nelson; si sono avvicendati protagonisti eterogenei della scena musicale internazionale \u2013 dai The Chemical Brothers ai Kraftwerk, da Kamasi Washington ai New Order, da John Cale a Michael Nyman, da Tony Allen&amp;Jeff Mills a Bombino \u2013 e sono sorte inedite partnership con festival e luoghi della cultura locale ed europea, dal Torino Jazz Festival al Manchester International Festival, che qualificano le OGR come un vero e proprio centro di sperimentazione tra i pi\u00f9 produttivi e dinamici a livello europeo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<table class=\"divider\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td class=\"divider_inner\" valign=\"top\">\n<table class=\"divider_content\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td valign=\"top\" height=\"0\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div>\n<div>\n<p><strong>PERCORSO ESPOSITIVO<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il percorso espositivo \u00e8 stato ideato dal curatore Marcella Beccaria in relazione agli spazi delle OGR secondo un allestimento teso a valorizzare i diversi punti di vista offerti dagli artisti in mostra, presentando una possibile narrazione che allude alla complessit\u00e0 del presente.<\/p>\n<p>In occasione dell\u2019opening, i visitatori saranno accolti dalla performance<em> Stop, Repair, Prepare: Variations on \u201cOde to Joy\u201d for a Prepared Piano<\/em> (Fermati, ripara, prepara: variazioni all\u2019\u201cInno alla gioia\u201d per un pianoforte modificato, 2008) di <strong>Allora &amp; Calzadilla<\/strong> (Jennifer Allora, Philadelphia, 1974; Guillermo Calzadilla, L\u2019Avana, 1971). Eseguita da un pianista professionista che suona al contrario un pianoforte modificato, la performance pone gli spettatori di fronte a un\u2019inaspettata esecuzione del quarto movimento della celebre <em>Sinfonia n. 9 <\/em>(1816-1842) di Ludwig van Beethoven, composizione che \u00e8 stata utilizzata da contesti ideologicamente disparati quali il Terzo Reich, la Rivoluzione culturale cinese, la Rhodesia razzista di Ian Smith ed \u00e8 oggi l\u2019inno ufficiale delle Nazioni Unite. La performance avr\u00e0 luogo nel suggestivo spazio a cattedrale del Duomo delle OGR e aprir\u00e0 e chiuder\u00e0 la mostra, tenendosi nelle giornate del 1, 2 e 3 febbraio e del 19 maggio 2019, per il finissage della mostra (nei giorni indicati la performance inizia ogni ora e dura 25 minuti circa).<\/p>\n<p>Il percorso espositivo prende avvio dall\u2019opera <em>Untitled<\/em> (Senza titolo, 1999) di <strong>Maurizio Cattelan<\/strong> (Padova, 1960), fotografia a colori che ritrae il gallerista milanese Massimo De Carlo letteralmente \u201cattaccato\u201d al muro con robusto nastro adesivo. Cinica e dolorosa al tempo stesso, l\u2019opera pu\u00f2 essere interpretata come un\u2019allusione alla barbarica ferocia di cui \u00e8 capace l\u2019animo umano ma anche all\u2019incapacit\u00e0 del singolo di agire e di assumere il controllo della propria esistenza ribellandosi alla violenza circostante.<\/p>\n<p><em>The Nature of the Beast<\/em> (La natura della bestia, 2009) di <strong>Goshka Macuga<\/strong> (Varsavia, 1967) si presenta come un\u2019installazione composta da un grande tavolo con documenti d\u2019archivio simile a quelli presenti presso la sede delle Nazioni Unite a New York, un arazzo ispirato alla celebre <em>Guernica<\/em> (1937) di Pablo Picasso e un busto in bronzo raffigurante Colin Powell ritratto mentre mostra la provetta con al suo interno presunto materiale tossico che giustific\u00f2 nel 2003 l\u2019invasione americana dell\u2019Iraq. Per volont\u00e0 di Macuga, l\u2019installazione presentata alle OGR \u00e8 messa a disposizione del pubblico, di associazioni o gruppi culturali e pu\u00f2 essere prenotata gratuitamente per riunioni o conferenze scrivendo all\u2019indirizzo prenotazioni@ogrtorino.it.<\/p>\n<p>Inaspettati risvolti legati all\u2019ascesa dell\u2019Intelligenza Artificiale e alla diffusione di colture geneticamente modificate sono alcuni tra gli argomenti trattati in <em>YWY, a androide<\/em> (YWY, l\u2019androide, 2017) di <strong>Pedro Neves<\/strong><strong>Marques<\/strong> (Lisbona, 1984). Il film \u00e8 ispirato al linguaggio della fantascienza, ed \u00e8 stato scritto utilizzando un intenzionale punto di vista femminista.<\/p>\n<p>La mostra prosegue con le riflessioni legate all\u2019eredit\u00e0 del colonialismo occidentale e alle violente storie di conquista ad esso legate con Una proposta di sincretismo (questa volta senza genocidio), 2018, di Maria Thereza Alves (San Paolo, 1961). L\u2019installazione, che ha la forma di una serie di piastrelle in ceramica, raffigura un rigoglioso giardino nel quale sono ritratti frutti e arbusti originari dell\u2019America Latina, introdotti in Europa a seguito della colonizzazione.<\/p>\n<p>La pratica di <strong>Massimo Grimaldi<\/strong> (Taranto, 1974) riguarda la possibilit\u00e0 di agire in prima persona, aprendo spazi di resistenza capaci di modificare la violenza della realt\u00e0. Da alcuni anni, l\u2019artista collabora con Emergency, l\u2019associazione nata per offrire assistenza medico-chirurgica gratuita alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povert\u00e0, devolvendo ad essa eventuali premi vinti. \u00c8 questo il caso dell\u2019opera <em>Emergency\u2019s Paediatric Centre in Goderich, Photos Shown On Two Apple iMac Core i3s<\/em> (Centro pediatrico di Emergency a Goderich, foto mostrate su due Apple iMac Core i3s, 2010), realizzata in Sierra Leone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La violenza coercitiva dei confini e l\u2019orrore dell\u2019imprigionamento, o peggio della tortura, sono alcune tra le profonde impressioni che le opere di <strong>Mona Hatoum<\/strong> (Beirut, 1952) possono provocare in chi le incontra. <em>Undercurrent (Red) <\/em>(Sottocorrente \u2013 rosso, 2008) rievoca la forma famigliare di un tappeto, i cui tradizionali fili colorati celano per\u00f2 al loro interno robusti cavi elettrici, rendendolo luogo inospitale e potenzialmente letale.<\/p>\n<p>Le devastanti conseguenze del narcotraffico, con la sua inarrestabile spirale di morte, sono alcuni tra i temi indagati da <strong>Teresa Margolles<\/strong> (Culiac\u00e1n, Messico, 1963). L\u2019opera sonora <em>Trepanaciones<\/em> (Sonidos de la morgue) (Trapanazioni \u2013 Suoni dell\u2019obitorio, 2003) consiste nella registrazione dei rumori emessi dalla strumentazione medica impiegata nel corso di autopsie su vittime di omicidi a Citt\u00e0 del Messico.<\/p>\n<p>Artista visiva, filosofa e psicanalista, i cui scritti hanno influenzato molte delle contemporanee teorie sull\u2019arte contemporanea, <strong>Bracha L. Ettinger<\/strong> (Tel Aviv, 1948) si dedica alla pittura ad olio elaborando poche opere, ciascuna delle quali condensa anni di meticoloso lavoro. La serie <em>Eurydice<\/em>, alla quale appartengono due delle opere in mostra, si sviluppa a partire da fotografie scattate nel 1942 a Mizocz, in Ucraina (al tempo Polonia), che documentano donne e bambini ebrei poco prima di essere uccisi dalla polizia tedesca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cabaret Crusades: The Secrets of Karbala<\/em> (Cabaret delle Crociate: i segreti di Karbala, 2015) \u00e8 l\u2019opera conclusiva di una trilogia di film realizzati da <strong>Wael Shawky<\/strong> (Alessandria d\u2019Egitto, 1971) ispirandosi alla storia delle Crociate. L\u2019artista racconta gli eventi sottolineando l\u2019esistenza di un punto di vista degli Arabi, per secoli dimenticato dalla tradizionale storiografia occidentale.<\/p>\n<p><strong>Roberto Cuoghi<\/strong> (Modena, 1973) ha fatto della metamorfosi la propria arma di sopravvivenza e del metodo che la regola il suo originale principio di creazione artistica. In occasione della mostra <em>Cuore di tenebra<\/em>, Cuoghi presenta una nuova opera sonora appositamente ideata dal titolo <em>LA\u0160<\/em> (2008-2018). L\u2019opera si riferisce al drammatico episodio storico della caduta dell\u2019Impero Assiro, quando la splendida Ninive \u00e8 sul punto di essere distrutta per mano dei nemici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/customer48131.musvc1.net\/e\/t?q=7%3dRdGWO%26H%3dG%26H%3dUeJ%26I%3dPaNbV%26Q%3dxNHL9_Loyf_Wy_Ngwn_Xv_Loyf_V4SCQ.2N5JzKD.7CI_8uqv_H0GD_8uqv_H0ASJYWL0OELCS7Hv_Loyf_V4gQgZ5y7qXIAC9e9szZzXXB8wXzge7_8uqv_I02H_8uqv_I8X%260%3d3OGRsU.BA0%26CG%3dXKbS\" rel=\"noopener\"><strong>SCARICA LA CARTELLA STAMPA COMPLETA<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/customer48131.musvc1.net\/e\/t?q=0%3d5f7Z2%26J%3d7%26K%3d8g0%26L%3d3cDe9%26S%3dnQuNy_OR1V_Zb_PWzQ_Zl_OR1V_YgU3T.ePuMcM4.0pK_xxTx_8CtF_xxTx_8C4VvIrS4HpW6CbK0_OR1V_YgiGhV8b9gfQIjUixihGcda1Aylc4b9_xxTx_9CeJ_xxTx_9AA%26B%3dsRtTiX.oCz%26Ft%3dZAe6\" rel=\"noopener\">SCARICA LE IMMAGINI DELLA MOSTRA<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<table class=\"divider\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td class=\"divider_inner\" valign=\"top\">\n<table class=\"divider_content\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td valign=\"top\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>INFORMAZIONI PRATICHE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cuore di tenebra<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Castello di Rivoli@OGR.1<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pu\u00f2 l\u2019arte prevenire gli errori?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una mostra a cura di Marcella Beccaria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 febbraio \u2013 19 maggio 2019<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">OGR \u2013 Officine Grandi Riparazioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corso Castelfidardo 22, Torino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">www.ogrtorino.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla caduta dell\u2019Impero degli Assiri nel VII a.C. per arrivare agli androidi &#8230; OGR &#8211; Officine Grandi Riparazioni, Torino e Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":65584,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,358],"tags":[16775],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65582"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65582"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65582\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65603,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65582\/revisions\/65603"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/65584"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65582"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}