{"id":65961,"date":"2019-02-17T10:52:10","date_gmt":"2019-02-17T09:52:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=65961"},"modified":"2019-02-18T18:09:13","modified_gmt":"2019-02-18T17:09:13","slug":"arte-a-roma-larte-di-essere-donna-galleria-darte-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=65961","title":{"rendered":"Arte a Roma &#8211; L\u2019arte di essere donna &#8211; Galleria d\u2019Arte Moderna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Sino al 13 ottobre 2019 <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Galleria d\u2019Arte Moderna &#8211; Roma<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u201c Le donne devono essere nude per entrare nei musei ?\u201d &#8230;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Opere dall\u2019Ottocento a oggi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rappresentazioni di figure femminili e interpretazioni differenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>100 opere tra sculture, grafica e dipinti, di artisti come: Angelo Carosi, Mario Mafai, Tomaso Briga, Giosetta Fioroni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Un\u2019 intera sezione \u00e8 dedicata al rapporto tra arte e lotte femministe<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.galleriaartemodernaroma.it\">www.galleriaartemodernaroma.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da oggetto da ammirare, in veste di angelo o di tentatrice, a soggetto misterioso che s\u2019interroga sulla propria identit\u00e0 fino alla nuova immagine nata dalla contestazione degli anni sessanta: la mostra\u00a0<em><strong>DONNE. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione<\/strong><\/em>&#8211;\u00a0alla\u00a0<strong>Galleria d\u2019Arte Moderna\u00a0<\/strong>di Roma\u00a0<strong>dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019\u00a0<\/strong>&#8211; \u00e8 una <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">riflessione sulla figura femminile attraverso la visione di artisti<\/span><\/strong> che hanno rappresentato e celebrato le donne nelle diverse correnti artistiche e temperie culturali tra fine Ottocento, lungo tutto il Novecento e fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Promossa da\u00a0<strong>Roma Capitale<\/strong>,\u00a0<strong>Assessorato alla Crescita Culturale <\/strong>&#8211;\u00a0<strong>Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali<\/strong>, in collaborazione con\u00a0<strong>Cineteca di Bologna<\/strong>,\u00a0<strong>Istituto Luce-Cinecitt\u00e0<\/strong>, la mostra presentacirca\u00a0<strong>100 opere<\/strong>, tra dipinti, sculture, grafica, fotografia e video,<strong> di cui alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo<\/strong>, provenienti dalle collezioni d\u2019arte contemporanea capitoline, a documentazione di come<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> l\u2019universo femminile sia stato sempre oggetto prediletto dell\u2019attenzione artistica<\/span><\/strong>. <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per i possessori della MIC Card l\u2019ingresso alla mostra \u00e8 gratuito.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u201cLe donne devono essere nude per entrare nei musei?\u201d<\/span> <\/strong>&#8211; si domandava in maniera provocatoria lo slogan di <strong>uno dei pi\u00f9 famosi collettivi di artiste femministe americane<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019interrogativo rifletteva su una verit\u00e0 incontrovertibile.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per secoli l\u2019immagine femminile \u00e8 stata, infatti, protagonista della creativit\u00e0:<span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\"> il nudo femminile<\/span><\/strong><\/span> come forma da studiare, modello di bellezza, di erotismo o di ludibrio, mentre <span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\">la modella diventava,<\/span> alternativamente, la musa ispiratrice, la fonte di ogni peccato<\/span>, l\u2019esempio di doti domestiche e di virginale maternit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Tra la fine dell\u2019Ottocento e i primi anni del XX secolo la rappresentazione della donna \u00e8 incardinata in un ossimoro che ne mostra l\u2019ambivalenza:<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">da una parte immagine angelica, figura impalpabile ed <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">eterea, puro spirito immateriale, dall\u2019altra minaccia tentatrice, fonte di peccato e perdizione<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da\u00a0<em>Le Vergini savie e le vergini stolte\u00a0<\/em>di\u00a0<strong>Giulio Aristide Sartorio<\/strong>, alle modelle discinte in pose provocanti dei pittori divisionisti (<strong>Camillo Innocenti<\/strong>,\u00a0<em>La Sultana<\/em>) passando a\u00a0<em>L\u2019angelo dei crisantemi\u00a0<\/em>di\u00a0<strong>Angelo Carosi<\/strong>, la donna vive sospesa tra il suo essere <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">allo stesso tempo ninfa gentile e crudele seduttrice,<\/span><\/strong> Musa e Sfinge, analogamente a quanto avveniva nella contemporanea letteratura simbolista e decadente di D\u2019Annunzio e dei poeti d\u2019oltralpe e nelle <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>stupefacenti pellicole cinematografiche che facevano vivere sullo schermo le prime dive dell\u2019epoca moderna.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong>profondi cambiamenti sociali, politici che seguirono la fine della Grande Guerra<\/strong> con la messa in crisi dei valori tradizionali, determinarono anche la prima <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">grande rottura di quell\u2019immaginario consolidato.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di pari passo all\u2019emancipazione sociale delle donne \u2013 <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">dai primi movimenti delle <span style=\"color: #000000;\">suffragette in Europa<\/span><\/span> <\/strong>alla prepotente<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> entrata nel mondo del lavoro<\/strong><\/span> a causa delle <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">contingenze storiche<\/span><\/strong> &#8211; anche la raffigurazione dell\u2019immagine femminile nelle arti visive <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>risent\u00ec delle contraddizioni di una societ\u00e0<\/strong> <\/span>che stava cambiando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla trasformazione delle dinamiche sociali si aggiunse l\u2019impatto che su<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> tutta la cultura occidentale del Novecento ebbero le<span style=\"color: #000000;\"> teorie freudiane<\/span><\/span> <\/strong>(<em>L\u2019interpretazione dei sogni\u00a0<\/em>\u00e8 del 1900) che <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>scardinarono per sempre l\u2019immagine armonica della famiglia tradizionale,<\/strong> <\/span>ora <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">descritta come coacervo di pulsioni e conflitti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella serie dei ritratti esposti al secondo piano della mostra spicca, tra gli altri, il volto di<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> Elisa, la moglie<\/span> <\/strong>di\u00a0<strong>Giacomo Balla<\/strong>, ritratta mentre si volta per guardare qualcosa o qualcuno dietro di s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il valore iconico dell\u2019immagine \u00e8 racchiuso nello sguardo che muta lo stupore in seduzione e curiosit\u00e0<\/strong> <\/span>trasformando il ritratto della <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">giovane donna da oggetto da ammirare a soggetto misterioso.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figure allo specchio si interrogano sulla propria identit\u00e0, volti enigmatici restano ermetici allo sguardo, realistici nudi espressionisti si alternano a visioni di un\u2019umanit\u00e0 felice in uno spazio senza tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il forte richiamo alla famiglia italica tradizionale propagandata dal Fascismo<\/span><\/strong>, insieme <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">al decremento dell\u2019occupazione femminile,<\/span> <\/strong>al fine di sottolineare e <strong>riaffermare l\u2019esclusivo ruolo della donna come madre,<\/strong> trov\u00f2 riscontro in molte delle espressioni artistiche coeve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure quel modello, fatto proprio da molta arte degli anni Trenta e Quaranta, viene <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\">spesso disatteso<\/span> <\/strong><\/span>pur nella ripresa di un analogo soggetto in cui l\u2019intimit\u00e0 delle <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\">mura domestiche diventa un luogo e un universo segnati da indecifrabili solitudini esistenziali<\/span><\/strong><\/span> (<strong>Antonietta Rapha\u00ebl<\/strong>,\u00a0<em>Riflesso allo specchio;\u00a0<\/em><strong>Luigi Trifoglio<\/strong>,\u00a0<em>Maternit\u00e0;\u00a0<\/em><strong>Mario Mafai<\/strong>,\u00a0<em>Donne che si spogliano<\/em>;\u00a0<strong>Baccio Maria Bacci<\/strong>,\u00a0<em>Vecchie carte<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il voto delle donne nel 1946<\/strong><\/span>, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">conquista ottenuta <span style=\"color: #000000;\">anche grazie alla partecipazione femminile alla guerra di liberazione, rappresent\u00f2 una svolta radicale nella storia<\/span> italiana<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu s<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">olo a partire dalla fine degli anni Sessanta<\/span><\/strong>, per\u00f2, che <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>le lotte per il raggiungimento della parit\u00e0 di diritti produssero, nelle donne, un profondo cambiamento<\/strong><\/span> nella percezione di s\u00e9, delle proprie possibilit\u00e0 e potenzialit\u00e0 nei pi\u00f9 vari ambiti compreso quello dell\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporaneamente alla contestazione sociale dei modelli patriarcali, la consapevolezza di una nuova identit\u00e0 femminile fu al centro della<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> ricerca di molte artiste<\/span> <\/strong>(<strong>Tomaso Binga<\/strong>,\u00a0<em>Bacio indelebile<\/em>;\u00a0<strong>Giosetta Fioroni<\/strong>,\u00a0<em>L\u2019altra ego<\/em>) ed <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>anche il ruolo predestinato di \u201cmadre\u201d, passando dalla condizione di scelta obbligata, divenne il fulcro del dibattito sulle libert\u00e0<\/strong><\/span> della donna e sulla riappropriazione del proprio corpo (Sissi,\u00a0<em>Nidi<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo sar\u00e0 accompagnato da\u00a0<strong>videoinstallazioni, documenti fotografici e filmici\u00a0<\/strong>tratti da opere cinematografiche e cinegiornali provenienti dalla\u00a0<strong>Cineteca di Bologna\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>dall\u2019Archivio dell\u2019Istituto Luce-Cinecitt\u00e0\u00a0<\/strong>che ne hanno curato la realizzazione. In una sala della\u00a0\u00a0mostra sar\u00e0 proiettato il film, prodotto dall\u2019<strong>Istituto Luce<\/strong>,\u00a0<em>Bellissima\u00a0<\/em>(2004) di\u00a0<strong>Giovanna Gagliardi\u00a0<\/strong>che attraverso documenti storici dell&#8217;Archivio Luce, spezzoni di film, canzoni popolari e interviste racconta per immagini il cammino delle donne nel ventesimo secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima sezione della mostra, dedicata alle dinamiche e le relazioni tra gli sviluppi dell\u2019arte contemporanea, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\">l\u2019emancipazione femminile e le lotte femministe,<\/span><\/strong><\/span> presenta materiale documentario proveniente da\u00a0<strong>ARCHIVIA &#8211; Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne\u00a0<\/strong>&#8211; e testimonianze di performance e film d\u2019artista di alcune protagoniste di quella stagione fondamentale provenienti da collezioni private, importanti Musei e istituzioni pubbliche (<strong>Museo di Roma in Trastevere; <\/strong><strong>Centro Sperimentale di Cinematografia &#8211; Cineteca Nazionale; Galleria Civica d&#8217;Arte Moderna Torino; MAMbo &#8211; Museo d&#8217;Arte Moderna di Bologna; MART &#8211; Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto &#8211; Archivio Tullia Denza<\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tutta la durata della mostra il percorso sar\u00e0 arricchito da\u00a0<strong>nuove opere,\u00a0<\/strong>presentate al pubblico con incontri inseriti nel ciclo\u00a0<em><strong>L\u2019opera del mese <\/strong><\/em>secondo un calendario in corso di programmazione che partir\u00e0 da marzo prossimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saranno anche organizzate, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\">fra\u00a0aprile e ottobre 2019,\u00a0una serie di iniziative culturali<\/span><\/strong><\/span> nel segno dell\u2019interdisciplinariet\u00e0 &#8211; <strong>incontri, letture, performance, presentazioni,\u00a0proiezioni, serate musicali e a tema <\/strong>&#8211; sulle tematiche\u00a0affrontate dalla mostra. La GAM Galleria d&#8217;Arte Moderna dalla primavera 2019 lancer\u00e0,\u00a0attraverso il suo sito e i\u00a0<em>social network<\/em>,\u00a0anche il\u00a0<em>contest\u00a0<\/em><strong>#donneGAM\u00a0<\/strong>tramite il quale inviter\u00e0il pubblico\u00a0a postare fotografie di donne protagoniste della propria storia familiare. Immagini di nonne, madri, sorelle, compagne, ritratte al lavoro, a scuola, in casa o in altri luoghi di vita, di attivit\u00e0 e di impegno per documentare le tante storie di donne di ieri e di oggi. Tutte le fotografie saranno trasmesse in mostra, tramite un monitor, in un&#8217;area appositamente allestita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">::::::::<\/p>\n<div class=\"date_default\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>Dal 23 Gennaio 2019 al 13 Ottobre 2019<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>ROMA<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">LUOGO:<\/span> Galleria d\u2019Arte Moderna<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">INDIRIZZO:<\/span> Via Francesco Crispi 24<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">ORARI:<\/span> Mar &#8211; Dom 10 &#8211; 18.30 | L\u2019ingresso \u00e8 consentito fino a mezz\u2019ora prima dell\u2019orario di chiusura<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">CURATORI:<\/span> Arianna Angelelli, Federica Pirani, Gloria Raimondi, Daniela Vasta<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">ENTI PROMOTORI:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<div>Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale &#8211; Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">COSTO DEL BIGLIETTO:<\/span> Intero 7.50 \u20ac \/ Ridotto 6.50 \u20ac | Residenti: Intero 6.50 \u20ac \/ Ridotto 5.50 \u20ac | Per i possessori della MIC Card l\u2019ingresso alla mostra \u00e8 gratuito<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">TELEFONO PER INFORMAZIONI:<\/span> +39 06 06 08<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">SITO UFFICIALE:<\/span> <a href=\"http:\/\/www.galleriaartemodernaroma.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.galleriaartemodernaroma.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Donne. 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