{"id":66155,"date":"2019-02-22T17:35:19","date_gmt":"2019-02-22T16:35:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=66155"},"modified":"2019-02-22T14:56:20","modified_gmt":"2019-02-22T13:56:20","slug":"arte-a-roma-maxxi-la-strada-dove-si-crea-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=66155","title":{"rendered":"Arte a Roma &#8211; MAXXI &#8211; La strada. Dove si crea il mondo"},"content":{"rendered":"<div class=\"date_default\">\n<p class=\"mostra-cnt-par\">MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo<\/p>\n<p>Dal 7 dicembre 2018 al 28 aprile 2019<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La strada. Dove si crea il mondo<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">\u00a0MAXXI \u00a0&#8211; via Guido Reni 4\/a &#8211; Roma<\/p>\n<p><strong>PROTESTA &#8211; CAOS &#8211; ARCHITETTURE -TECNOLOGIE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono scesi in strada con <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">invasioni, sorprese, disturbi, irruzioni, ribellioni;<\/span><\/strong> hanno coinvolto le persone, le comunit\u00e0, hanno offerto nuovi punti di vista. Sono stati gli artisti, <strong>a partire dagli Anni Sessanta, a credere che la strada fosse il nuovo campo di battaglia intellettuale, sociale e politico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 7 dicembre 2018 al 28 aprile 2019\u00a0il MAXXI dedica a tutti loro, ma anche ad <strong>architetti, urbanisti, designer,<\/strong>\u00a0<em>LA STRADA. Dove si crea il mondo\u00a0<\/em>la mostra\u00a0<strong>a cura di Hou Hanru<\/strong>\u00a0insieme allo\u00a0staff curatoriale e di ricerca\u00a0del museo, capace di <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">trasformare il MAXXI in una intensa e a tratti caotica scena cittadina.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><br \/>\nOltre 200 opere di pi\u00f9 di 140 artisti\u00a0<\/strong>per descrivere uno spazio che non \u00e8 soltanto una infrastruttura fondamentale costruita dall\u2019uomo, ma <strong>un luogo attraversato da molteplici significati, a volte\u00a0vittima di bombardamenti visivi e fisici &#8211; insegne, pubblicit\u00e0, telecamere di sorveglianza, immondizia \u2013 territorio di sperimentazione<\/strong> di pratiche di\u00a0<em>sharing<\/em>e <strong>nuove tecnologie, vetrina di progetti<\/strong> nati dalle esigenze delle comunit\u00e0 che la vivono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il main partner \u00e8\u00a0Enel, primo socio privato della Fondazione MAXXI, che ha scelto di sostenere questa mostra per il suo alto valore culturale e di ricerca, offrendo l\u2019ingresso gratuito a un programma di incontri con architetti, giornalisti, filosofi, artisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Con\u00a0<em>LA STRADA\u00a0<\/em>il MAXXI diventa una\u00a0<em>strada-museo<\/em>,<\/strong> <\/span>capace di <strong>coniugare opere, azioni, eventi e ricerche artistiche, architettoniche, urbanistiche e tecnologiche<\/strong>, concepite da una comunit\u00e0 creativa internazionale, <strong>ampliando la ricerca condotta gi\u00e0 nel 2017 per la\u00a0<em>Bi-City Biennale of Urbanism\/Architecture\u00a0<\/em>di Shenzhen<\/strong> con la quale il museo ha collaborato, sulle esperienze artistiche pi\u00f9 iconiche che hanno <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">reinterpretato le funzioni e le identit\u00e0 della strada negli ultimi vent\u2019anni<\/span><\/strong>. In questo modo il museo si fa portavoce di <strong>una\u00a0riflessione sul futuro della vita urbana e della societ\u00e0 civile, e sulla\u00a0funzione delle istituzioni artistiche e culturali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Progetti site-specific, performance\u00a0ed eventi transdisciplinari\u00a0<\/strong>sono parte di un percorso organizzato per\u00a0temi\u00a0&#8211; le azioni pubbliche, la vita quotidiana, la politica, la comunit\u00e0, l\u2019innovazione, il ruolo dell\u2019istituzione-fondamentali per comprendere le nuove funzioni e identit\u00e0 della strada contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo dalla convinzione che<strong> questo spazio sia il luogo in cui si crea il mondo<\/strong>, esso viene analizzato <strong>come manifesto della vita contemporanea,<\/strong> scenario e punto di vista privilegiato dell\u2019esperienza del quotidiano, un paesaggio in cui la comunit\u00e0 creativa e quella cittadina danno vita a una\u00a0nuova comunit\u00e0\u00a0e a un\u00a0nuovo mondo di creativit\u00e0 urbana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>STREET POLITICS (Resistance, Protest, Occupy, Manifest, Feminism and the Carnevalesque\u2026)\u00a0<\/em>\u00e8 il tema<\/strong> principale della prima parte della mostra,in cui la strada viene descritta non solo come luogo di celebrazioni e feste, ma anche spazio in cui si d\u00e0 voce alle tensioni sociali, una arena di protesta e di resistenza al controllo da parte del potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Su un grande muro trovano posto lavori<\/strong> come quelli di\u00a0Andrea Bowers\u00a0composti da disegni e copertine di stampa di<strong> protesta antirazziale<\/strong>, la grande tela\u00a0<em>Tutto il resto \u00e8 noia\u00a0<\/em>di\u00a0Andrea Salvino\u00a0la cui ricerca \u00e8 spesso dedicata ai <strong>lati oscuri e violenti della storia italiana recente<\/strong>; i collage femministi di\u00a0Marinella Senatore\u00a0che ha fatto delle\u00a0<em>parate<\/em>cittadine uno dei tratti tipici della sua ricerca, i\u00a0<em>Demonstration Drawings\u00a0<\/em>di\u00a0Rirkrit Tiravanija\u00a0e<em>The Devil You Know<\/em>una stella a cinque punte composta con i lampeggianti delle macchine della polizia di\u00a0Kendell Geers, artista che alla protesta politica e sociale dedica tutto il suo lavoro sin dagli anni Ottanta<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Legati a questo tema anche <strong>I lavori di\u00a0Yang Jiechang\u00a0e\u00a0Pak Sheung-Chuen\u00a0che affrontano ricordi e riflessioni legate agli eventi di Piazza Tienanmen nel 1989 e al\u00a0<em>Movimento degli Ombrelli<\/em>per la democrazia a Hong Kong di quattro anni fa<\/strong>; e ancora\u00a0S<strong>am Durant\u00a0con\u00a0<em>Proposal for Public Fountain<\/em>, offre una riflessione su tematiche sociopolitiche e culturali della storia americana<\/strong> utilizzando una personale interpretazione di monumento pubblico, mentre\u00a0<strong>Moe Satt\u00a0con tagli operati nella seta di ombrelli tipici birmani<\/strong> che compongono l\u2019opera\u00a0<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"><em>Parasol Alternative<\/em>, disegna una metafora dell\u2019instabile condizione del popolo del Myanmar.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ruolo fondamentale in tutta la mostra \u00e8 attribuito <strong>al medium del\u00a0<em>video<\/em>, il canale attraverso cui guardiamo il mondo oggi, veicolo ideale per la narrazione<\/strong> e allo stesso tempo dispositivo per la creazione dello spazio, strumento di mappatura e ri-organizzazione dell\u2019ambiente urbano, interfaccia principale fra pubblico e privato. Tra quelli legati al tema della protesta\u00a0<em>Walked The Way Home\u00a0<\/em>di\u00a0Eric Baudelaire,\u00a0<em>Angry Sandwich People\u00a0<\/em>di\u00a0Chto Delat\u00a0e\u00a0<em>O Levante The Uprising\u00a0<\/em>di\u00a0Jonathas de Andrade.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Il nucleo\u00a0<\/span><\/strong><em><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">GOOD DESIGN (Innovation, Limitation and Freedom)<\/span><\/strong>\u00a0<\/em>comprende opere che dipingono<strong> la strada come piattaforma ideale in cui sperimentare innovazioni tecnologiche<\/strong> <strong>legate alla comunicazione, la vita, la mobilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In strada sono stati condivisi approcci e conoscenze che hanno reso possibile <strong>non solo una nuova forma di design ma anche nuove condizioni di sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i lavori legati a quest\u2019area\u00a0<em>Ciclom\u00f3vil\u00a0<\/em>di\u00a0Pedro Reyes, i\u00a0<em>Velodream\u00a0<\/em>di\u00a0Patrik Tuttofuoco\u00a0prototipi per una nuova forma di veicoli cittadini sostenibili, e tra gli altri i video di\u00a0Carsten Nicolai\u00a0<em>future past perfect\u00a0<\/em>e\u00a0Cao Fei\u00a0<em>RMB City.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Legato a questo tema anche\u00a0<em>Macchine d\u2019artista\u00a0<\/em>un <strong>grande muro di immagini che raccoglie la\u00a0<em>TOP50\u00a0<\/em>della riflessione artistica sulla protagonista della strada: l\u2019automobile.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Partendo dalla creazione di\u00a0Andy Warhol\u00a0per BMW nel 1979,<\/span><\/strong> questa raccolta comprende le versioni di\u00a040 artisti internazionali\u00a0di un\u2019icona epocale in termini di mobilit\u00e0, status sociale e immaginario.\u00a0Olafur Eliasson,\u00a0Lucy + Jorge Orta,\u00a0Nam June Paik,\u00a0Paola Pivi,\u00a0Erwin Wurm,\u00a0Sisley Xhafa\u00a0e molti altri, ci restituiscono la\u00a0mistica della mobilit\u00e0, la critica socio-economica, la coesistenza fra tecnologia e fai da te, l\u2019ironia e la dimensione della creativit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il tema\u00a0<em>COMMUNITY (<\/em><em>Immigration, Minorities, Diversity, Love and Living Together)\u00a0<\/em>riunisce opere in cui la strada \u00e8 il nodo fondamentale per lo sviluppo di una coscienza condivisa, il laboratorio<\/strong> in cui ridefinire i confini e i caratteri delle minoranze, o \u2013 alla luce dei recenti fenomeni migratori &#8211; ripensare gli strumenti di accoglienza e protezione. Qui troviamo opere come il grande wall dipinto dal collettivo\u00a0Boa Mistura, pensato appositamente per gli spazi del MAXXI, e tipico della loro ricerca legata alle comunit\u00e0 e alla vivibilit\u00e0 degli spazi cittadini, o le panchine \u201csociali\u201d a forma di cerchio di\u00a0Jeppe Hein\u00a0<em>Modified Social Benches.\u00a0<\/em><br \/>\n<strong>E ancorai video<\/strong> di\u00a0Kimsooja,\u00a0Zhou Tao<em>,\u00a0<\/em>Kim Sora<em>, Paradox of Praxis 5\u00a0<\/em>di\u00a0Francis Alys, e\u00a0<em>Niagara\u00a0<\/em>di\u00a0Mark Bradford.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strada \u00e8 una parte rilevante della vita quotidiana: dal lavoro, allo svago, all\u2019alimentazione sono molte le funzioni che vi si concentrano, e per questo \u00e8 stata oggetto dell\u2019intervento creativo di artisti e architetti che l\u2019hanno interpretata come estensione della vita domestica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Attorno al tema\u00a0<em>EVERYDAY LIFE (<\/em><em>Eat, Work and Exchange, Home\/Homeless<\/em><em>\u2026)\u00a0<\/em>ruotano non solo opere<\/strong> che esprimono tutto questo, ma\u00a0anche lavori che sottolineano come la vita in strada possa assumere il carattere di emarginazione ed esclusione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le opere legate a queste riflessioni\u00a0<strong><em>MOBESE (Gold Camera)\u00a0<\/em>di\u00a0Halil Altindere, che richiama in modo ironico al controllo operato dalle telecamente di sorveglianza, le insegne al neon di\u00a0Flavio Favelli<\/strong>, frutto di assemblaggi che ne trasformano l\u2019originaria funzione pubblicitaria,\u00a0<em>La strada di Roma<\/em>di\u00a0Jimmie Durham, una scultura composta di materiali trovati per la strada e accumulati. Accanto a queste i video di\u00a0Adel Abdessemed, Francis Alys,\u00a0Iv\u00e1n Argote, Marcela Armas, Fang Lu, Mark Lewis\u00a0e\u00a0Jill Magid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Attorno al tema\u00a0<em>INTERVENTIONS\u00a0<\/em><em>(Walk, Play and Getting lost\u2026)\u00a0<\/em>ruotano le\u00a0opere video<\/strong> di oltre 30 artisti, da\u00a0Allora &amp; Calzadilla\u00a0a\u00a0Cao Fei,da\u00a0Martin Creed\u00a0a\u00a0Jean-Baptiste Ganne, dal collettivo\u00a0Ha Za Vu Zu\u00a0a\u00a0David Hammons\u00a0e molti altri; interventi che rivelano comegrazie alle esperienze degli artisti degli anni Sessanta e Settanta, gli artisti contemporanei, abbiano considerato la strada come uno dei contesti privilegiati d\u2019intervento in cui sperimentare azioni pi\u00f9 ordinarie e altre pi\u00f9 complesse, fino a spingersi all\u2019indagine della sensazione di smarrimento connaturata alla dimensione urbana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il video\u00a0<em>New Pompidou project\u00a0<\/em>di\u00a0Simon Fujiwara, e le opere\u00a0<em>Work in Public Space\u00a0<\/em>di\u00a0Thomas Hirschhorn,<em>The Road Show<\/em>di\u00a0Chim\u2191Pome\u00a0<em>Riding Modern Art\u00a0<\/em>di\u00a0Rapha\u00ebl Zarka, danno voce al tema\u00a0<em>OPEN INSTITUTIONS (Street As Museum, Museum as Street)\u00a0<\/em>ossia come il museo abbia fatto sue <strong>alcune caratteristiche della strada, portando al suo interno\u00a0esperienze, lavori e ricerche concepiti per lo spazio urbano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">In parallelo il museo stesso \u00e8 diventato una strada,<\/span><\/strong> perdendo in parte la sua identificazione come luogo della protezione di un patrimonio comune, perch\u00e9 oggi si propone come piazza di condivisione, in cui in continuo divenire si alternano eventi e avvengono cose. <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Il MAXXI stesso \u00e8 concepito come connettore urbano, luogo ideale per sperimentare e attuare<\/span><\/strong> questa nuova tipologia d\u2019istituzione aperta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ultimo tema affrontato dalla mostra \u00e8\u00a0<strong><em>MAPPING (Planned \/ Unplanned, Built \/ Un-built)\u00a0<\/em>in cui vengono evidenziate le caratteristiche comuni tra la ricerca artistica contemporanea e quella architettonico<\/strong> \u2013 urbanistica oggi caratterizzata da progetti verticali, sopraelevazioni, sottopassaggi, attraversamenti futuristi o utopici spesso in contrasto con lo spazio costruito e l\u2019utopia urbana della strada come elemento ordinatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo tema si lega anche, inevitabilmente la <strong>questione dei flussi di uomini e merci che proprio nella strada trovano una delle criticit\u00e0 pi\u00f9 evidenti.<\/strong> Tra i lavori legati a questi temi\u00a0<em>Free Post Mersey Tunnel<\/em>una struttura disordinata composta da tubi di metallo di\u00a0Rosa Barba,\u00a0o\u00a0<em>In extremis (Fragments of Death)\u00a0<\/em>il pavimento di asfalto costellato da forme di gatti investiti da automobile di\u00a0ZhaoZhao. Accanto a questi I video di\u00a0Daniel Crooks,\u00a0Map Office\u00a0e\u00a0Zhu Jia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due timeline\u00a0che raccontano la strada anche dal punto di vista storico, approfondiscono ulteriormente il tema:\u00a0<strong><em>RETHINKING THE CITY\u00a0<\/em>che racconta la sua evoluzione da un punto di vista architettonico e urbanistico, un itinerario che da fine Ottocento arriva alle visioni post moderniste<\/strong> che comprende ad esempio immagini storiche, il\u00a0<em>Piano per Algeri<\/em>di\u00a0Le Corbusier, immagini di\u00a0<em>Las Vegas Studio<\/em>(1966-71) dall\u2019archivio di\u00a0Robert Venturi\u00a0e\u00a0Denise Scott Brown, il\u00a0<em>Sistema disequilibrante<\/em>di\u00a0Ugo La Pietra\u00a0e<em>No-Stop City<\/em>(1970-1974) di\u00a0Archizoom.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dedicata invece<strong> alla ricerca artistica dagli anni Sessanta ai Novanta del Novecento, periodo cruciale per la formazione della visione attuale, \u00e8 la timeline\u00a0<em>STORIES OF THE STREET\u00a0<\/em><\/strong>in cui materiali documentari diventano una serie di racconti a fumetti realizzati per l\u2019occasione da\u00a0Liu Qingyuan, dedicati alle vicende emblematiche di alcuni dei protagonisti di queste pratiche, da\u00a0Vito Acconci\u00a0a\u00a0Daniel Buren.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">accompagnata da una\u00a0rassegna video\u00a0nella videogallery del museo e un ciclo di\u00a0talk,\u00a0<\/span><\/strong>prevede anche una serie di\u00a0interventi artistici fuori dal museo\u00a0e un calendario di\u00a0performance\u00a0commissionate per l\u2019occasione, tutte a ingresso libero.<br \/>\nTra gli\u00a0interventi esterni\u00a0un lavoro site specific di\u00a0Barbara Kruger, e le opere\u00a0<em>Ai nati oggi\u00a0<\/em>di\u00a0Alberto Garutti,\u00a0<em>Untitled (Green Woman on the Traffic Light)\u00a0<\/em>di\u00a0Anna Scalfi<em>, Don\u2019t Miss a Sec\u2019.\u00a0<\/em>di\u00a0Monica Bonvicini<em>,\u00a0<\/em><em>Chiaroscuro\u00a0<\/em>di\u00a0Alfredo Jaar<em>,\u00a0<\/em>cui si aggiunge\u00a0una\u00a0nuova produzione\u00a0di\u00a0Liu\u00a0Qingyuan: una serie di immagini ispirate all\u2019incisione che compongono il racconto di alcune importanti azioni artistiche dal 1960 al 2000.<br \/>\n<strong>Le\u00a0performance\u00a0si svolgono per tutta la durata della mostra\u00a0<\/strong>dal 7 dicembre 2018 al 14 aprile 2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 accompagnata da un\u00a0libro\/catalogo\u00a0articolato in\u00a0due volumi\u00a0a cura di Hou Hanru e dello staff curatoriale e di ricerca del museo, edito da\u00a0Quodlibet, una mini-enciclopedia che esplora il tema della strada, con un\u00a0<em>volume 1\u00a0<\/em>pensato come manuale introduttivo e antologia, e un\u00a0<em>volume 2\u00a0<\/em>composto come un libro \u201cvisivo\u201d dedicato ai sette temi affrontati dalla mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">:::::::::::::::::::<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 06 Dicembre 2018 al 28 Aprile 2019<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>ROMA<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">via Guido Reni 4\/a<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">ORARI:<\/span> 11-19; sabato 11-22. Chiuso tutti i Luned\u00ec, 25 Dicembre, 1 Maggio. La biglietteria chiude un\u2019ora prima del museo<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">CURATORI:<\/span> Hou Hanru con il team curatoriale del MAXXI<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">COSTO DEL BIGLIETTO:<\/span> <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">intero \u20ac 12, r<\/span><\/strong>idotto \u20ac 8. Gratuito minori di 14 anni; disabili che necessitano di accompagnatore; accompagnatore del disabile; dipendenti MiBACT; accompagnatori e guide turistiche Regione Lazio; 1 insegnante ogni 10 studenti; membri ICOM; soci AMACI; giornalisti accreditati; possessori della membership card del MAXXI; studenti e ricercatori universitari di Arte e Architettura dal marted\u00ec al venerd\u00ec* (festivi esclusi); il giorno del tuo compleanno presentando un documento di identit\u00e0<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">TELEFONO PER INFORMAZIONI:<\/span> +39 06 3201954<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">E-MAIL INFO:<\/span> <a href=\"mailto:infopoint@fondazionemaxxi.it?subject=Richiesta%20informazioni.\">infopoint@fondazionemaxxi.it<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">SITO UFFICIALE:<\/span> <a href=\"http:\/\/www.maxxi.art\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.maxxi.art<\/a><\/p>\n<p>copertina :\u00a0The-big-duck-672-negozio-su-autostrada-per-Long-Island-1970 &#8211; particolare<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo Dal 7 dicembre 2018 al 28 aprile 2019 La strada. 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