{"id":66581,"date":"2019-03-07T21:27:33","date_gmt":"2019-03-07T20:27:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=66581"},"modified":"2019-03-08T18:06:20","modified_gmt":"2019-03-08T17:06:20","slug":"arte-a-milano-ingres-a-palazzo-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=66581","title":{"rendered":"Arte a Milano &#8211; Ingres a Palazzo Reale"},"content":{"rendered":"<div class=\"date_default\">\n<figure id=\"attachment_66589\" aria-describedby=\"caption-attachment-66589\" style=\"width: 672px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=66589\" rel=\"attachment wp-att-66589\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-66589\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/mostra-672-Milano-2019-JEAN-AUGUSTE-DOMINIQUE-INGRES_-696x926.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/mostra-672-Milano-2019-JEAN-AUGUSTE-DOMINIQUE-INGRES_-696x926.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/mostra-672-Milano-2019-JEAN-AUGUSTE-DOMINIQUE-INGRES_-696x926-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/mostra-672-Milano-2019-JEAN-AUGUSTE-DOMINIQUE-INGRES_-696x926-542x300.jpg 542w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-66589\" class=\"wp-caption-text\">Jean-Auguste-Dominique-Ingres, particolare<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Palazzo Reale di Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 12 marzo al 23 giugno 2019 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"><em>Jean Auguste Dominique Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone\u00a0<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Ingres, l\u2019artista che pi\u00f9 di ogni altro si \u00e8 ispirato a Raffaello &#8230;<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">promossa dal Comune di Milano \u2013 Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Civita Mostre e Musei, in collaborazione con StArt e il Museo Ingres di Montauban.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La mostra \u00e8 curata da Florence Viguier-Dutheil,<\/span><\/strong> Conservatore Capo del Patrimonio e Direttrice del Mus\u00e9e Ingres di Montauban e si avvale di un Comitato Scientifico composto da Adrien Goetz, membro dell\u2019Institut de France \u2013 Acad\u00e9mie des Beaux-Arts, St\u00e9phane Gu\u00e9gan, storico dell\u2019arte, Fr\u00e9d\u00e9ric Lacaille, Conservatore del Mus\u00e9e national du Ch\u00e2teau de Versailles, Isabella Marelli, Curatrice della\u00a0 Pinacoteca di Brera e Gennaro Toscano, Professore universitario e consulente scientifico e culturale presso la Biblioteca Nazionale di Francia, Richelieu.<\/p>\n<p><strong>Il 12 giugno del 1805, dopo essersi fatto incoronare a Milano, Napoleone I dichiarava di voler \u00abfrancesizzare l\u2019Italia\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019espressione \u00e8 certamente brutale<\/span>, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">ma testimonia,<span style=\"color: #000000;\"> in quel contesto storico, il desiderio di accelerare<\/span> le trasformazioni della vita pubblica e culturale<\/span> <\/strong>da parte del Generale divenuto Imperatore e poi Re d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coniugando eredit\u00e0 della Rivoluzione e dispotismo autoritario, in effetti la sua politica ha avuto un impatto immediato e duraturo anche al di qua delle Alpi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio in ragione della sua ampiezza e della funzione attribuita alle arti, si \u00e8 sviluppato uno straordinario incontro tra le diverse tendenze che compongono la modernit\u00e0 europea nella <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>stagione del neoclassicismo, di cui Jacques Louis David (1748-1825), Antonio Canova (1757-1822) e Jean Auguste Dominique Ingres (1780-1867) sono stati i punti di riferimento.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Ma il termine \u201cneoclassicismo\u201d non rende giustizia<\/span> <\/strong>a quella che \u00e8 stata una profonda rivoluzione del gusto. <strong>La definizione emerge in epoca romantica ed assume un senso peggiorativo, per stigmatizzare uno stile algido e \u201cmarmoreo\u201d, un banale \u201critorno all&#8217;antico\u201d<\/strong>. <strong>Ci vorr\u00e0 pi\u00f9 di un secolo perch\u00e9 il neoclassicismo ritrovi un senso positivo<\/strong> e una fisionomia originale, nel quadro di una rivalutazione che continua ancora oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra\u00a0<em>Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/em><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">intende presentare al pubblico italiano l\u2019artista che pi\u00f9 di ogni altro si \u00e8 ispirato a Raffaello<\/span> <\/strong>e nello stesso tempo vuole restituire alla vita artistica degli anni a cavallo del 1800 la sua carica di novit\u00e0 e, per cos\u00ec dire, la sua \u201cgiovinezza conquistatrice\u201d. Con una particolare attenzione a <span style=\"text-decoration: underline;\">Milano, che in quella riorganizzazione politica e artistica ebbe un ruolo fondamentale.<\/span> <strong>In una stagione di grande prosperit\u00e0, la citt\u00e0 fu fortemente rimodellata nei suoi monumenti, nei suoi spazi verdi e nelle infrastrutture urbane, <span style=\"color: #ff00ff;\">a partire dalla nuova Pinacoteca di Brera.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche gli artisti italiani furono coinvolti nell\u2019ondata di lavori e di cantieri che ne segu\u00ec. <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Appiani nella pittura e Canova nella scultura<\/span><\/strong> si avvalsero ampiamente di questa \u201cpolitica delle arti\u201d, ascrivibile all\u2019arte del governare di Napoleone Bonaparte. Ma non fu da meno l\u2019iniziativa privata di nuovi protagonisti, estranei al mecenatismo aristocratico: primo fra tutti Giovanni Battista Sommariva, definito da Francis Haskell \u201cil mecenate indubbiamente pi\u00f9 importante dopo l\u2019imperatore e la sua famiglia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Ingres \u00e8 parte integrante di queste storie incrociate,<\/span> <\/strong>senza le quali l\u2019Europa di oggi sarebbe incomprensibile. Con la mostra<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>, il pittore delle odalische, nella sua modernit\u00e0, svela anche la sua italianit\u00e0,<\/strong><\/span> un\u2019impronta che fa di lui una figura fondamentale della vita artistica prima, durante e dopo l\u2019Impero. <strong>Nato nel 1780 nel sud-ovest della Francia, a Montauban,<\/strong> Ingres dimostra presto<strong> un talento straordinario per il disegno<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da<strong>l 1797 \u00e8 a Parigi nella cerchia di David<\/strong>. Nel 1800 concorre per il prix de Rome e nel 1806, dopo aver completato il<strong> grande\u00a0<em>Napoleone in costume sacro<\/em><\/strong>, \u00e8 finalmente <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">a Roma, dove pu\u00f2 approfondire gli studi e la passione per Raffaello<\/span><\/strong>. Inviato in Italia sotto l\u2019Impero e poi coinvolto nei cantieri imperiali di Roma, Ingres decide di restare \u00abitaliano\u00bb fino al 1824, per tornare pi\u00f9 avanti a dirigere Villa Medici.\u00a0<a name=\"_Hlk532294942\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Della vita artistica in questo periodo, oggi abbiamo una visione globale, che non oppone pi\u00f9 la componente severa e apollinea, rappresentata da David e Canova, agli aspetti pi\u00f9 \u201cmoderni\u201d o pi\u00f9 sorprendenti, rappresentati dalle bizzarrie di Girodet e dall\u2019erotismo di Ingres, dall&#8217;onirismo e dal gusto del macabro, dallo slancio delle donne pittrici e dalla reinvenzione del nudo femminile. Dato che si proclamava come continuazione degli antichi, la \u201cparadossale modernit\u00e0 del neoclassicismo\u201d (Marc Fumaroli) richiede insomma di essere apprezzata nelle sue tensioni, nelle sue contraddizioni, nella sua dualit\u00e0 solare e tenebrosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per documentare la grande variet\u00e0 stilistica e tematica del \u201cnuovo classicismo\u201d il percorso espositivo si sviluppa in varie sezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prima parte mette in evidenza l\u2019invenzione del nuovo linguaggio figurativo tra l\u2019Ancien Regime e la Rivoluzione Francese di cui \u00e8 protagonista David<\/strong> insieme ai suoi allievi pi\u00f9 vicini, con un lessico fatto di corpi virili e di una grande energia. Ma l\u2019\u201duomo nuovo\u201d che questi dipinti intendono rappresentare si esprime anche attraverso l\u2019evoluzione del ritratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Molto presto una sorta di preromanticismo verr\u00e0 a controbilanciar<\/span><\/strong>e l&#8217;esaltazione del cittadino devoto ai suoi compatrioti. Girodet incarna questa svolta, precedendo Gros e Prud&#8217;hon nell&#8217;esplorazione del fantastico, del dramma e del ripiegamento melanconico. Per arrivare al sorprendente\u00a0<em>Sogno di Ossian<\/em>, uno dei capolavori di Ingres esposti in mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro fenomeno decisivo di questa stagione \u00e8<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> lo slancio e il successo delle donne pittrici e in particolare di Elisabeth Vig\u00e9e Le Brun (1755 \u2013 1842), dal 1774<\/span><\/strong> <strong>ritrattista ufficiale della regina Maria Antonietta.<\/strong> La sua carriera dovette presto affrontare le rivalit\u00e0 dell&#8217;ambiente, ma sarebbe stata inimmaginabile al di fuori della societ\u00e0 degli anni 70 del Settecento, molto pi\u00f9 aperta di quanto si creda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La campagna d\u2019Italia e Napoleone sono protagonisti delle sezioni successive, <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">con alcuni famosi ritratti tra cui quelli di Appiani.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019altra capitale dell\u2019Impero sono dedicate opere d<strong>i Greuze, Canova, Gerard, Finelli, con alcuni disegni di Ingres<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Una sala \u00e8 riservata alla figura di Giovanni Battista Sommariva,<\/span> a partire dal ritratto di Pierre Paul Prud\u2019hon e dalla\u00a0<em>Tersicore<\/em>di Canova. Il percorso espositivo giunge cos\u00ec al <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">solenne e magnifico ritratto di Napoleone in costume sacro,<\/span> <\/strong>preceduto da una serie di disegni preparatori di Ingres.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella parte finale la mostra assume un carattere monografico ed \u00e8 costituita in larga misura da <strong>opere di Ingres eccezionalmente provenienti dal Museo di Montauban<\/strong>, a partire da una serie di straordinari ritratti maschili, seguiti da un nucleo di disegni e poi di <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">ritratti femminili, di Veneri e di Odalische,<\/span><\/strong> oltre ad un dipinto del 1818 che rappresenta la morte di Leonardo da Vinci, tanto pi\u00f9 significativo nell\u2019anno in cui si celebra il suo quinto centenario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un certo modo Ingres porta all&#8217;ultimo stadio di <strong>straniamento e di erotismo l&#8217;eredit\u00e0 di David e\u00a0dei suoi migliori allievi<\/strong> (di cui fece parte lui stesso). La mostra intende dimostrare in che modo <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">il suo preteso classicismo sia un&#8217;illusione<\/span><\/strong>, rivelando il colorista che \u00e8 dietro il disegnatore e mostrando la sua pittura religiosa insieme alle scene \u201ctrobadoriche\u201d in prossimit\u00e0 di odalische dai lunghi colli e dalle anche salienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra comprende oltre 150 opere, di cui pi\u00f9 di 60 dipinti e disegni<\/strong> del grande maestro francese, riunite grazie a prestiti internazionali <span style=\"text-decoration: underline;\">da alcune delle pi\u00f9 grandi collezioni di tutto il mondo come<\/span> il The Metropolitan Museum of Art di New York, il Columbus Museum of Art dell\u2019Ohio, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Mus\u00e9e du Louvre, il Mus\u00e9e d&#8217;Orsay, il Petit Palais, Mus\u00e9e des Beaux-Arts de la Ville de Paris oltre al gi\u00e0 citato museo di Montaubaun, dal quale proviene il nucleo pi\u00f9 corposo di opere, e da grandi musei italiani come la Pinacoteca di Brera, la Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano, i Musei Civici di Brescia e ancora da collezioni private.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo percorso \u00e8 singolare e sorprendente. Considerato come un inclassificabile, percepito <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">come l\u2019erede di Raffaello e allo stesso tempo come il precursore di Picasso<\/span><\/strong>, tra il maestro della bella forma e quello della non-forma\u00a0Jean Auguste DominiqueIngres\u00a0\u00e8 innanzitutto un \u201crivoluzionario\u201d. Realista e manierista al contempo, egli affascina tanto per le sue esagerazioni espressive quanto per il suo gusto del vero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il catalogo della mostra \u00e8 pubblicato da Marsilio Editori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 12 Marzo 2019 al 23 Giugno 2019<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>MILANO<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">LUOGO:<\/span> Palazzo Reale<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">INDIRIZZO:<\/span> piazza Duomo 12<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">ORARI:<\/span> luned\u00ec 14.30-19.30; marted\u00ec, mercoled\u00ec, venerd\u00ec e domenica 9.30-19.30; gioved\u00ec e sabato 9.30-22.30. La biglietteria chiude un\u2019ora prima<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">CURATORI:<\/span> Florence Viguier-Dutheil<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">ENTI PROMOTORI:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\n<div>Comune di Milano \u2013 Cultura<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">COSTO DEL BIGLIETTO:<\/span> <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">open 16, intero<\/span><\/strong> 14 \u20ac, ridotto semplice 12 \u20ac \/ 10 \u20ac \/ 6 \u20ac. Gratuito per minori di 6 anni, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, un accompagnatore per disabile che ne presenti necessit\u00e0, giornalisti accreditati dall\u2019Ufficio Stampa del Comune o della mostra, guide turistiche abilitate, tesserati ICOM, dipendenti della Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Architettonici di Milano<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">E-MAIL INFO:<\/span> <a href=\"mailto:mostre@civita.it?subject=Richiesta%20informazioni.\">mostre@civita.it<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">SITO UFFICIALE:<\/span> <a href=\"http:\/\/www.mostraingres.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.mostraingres.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palazzo Reale di Milano dal 12 marzo al 23 giugno 2019 Mostra Jean Auguste Dominique Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone\u00a0 Ingres,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":66588,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[17016],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66581"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66581"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66581\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66591,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66581\/revisions\/66591"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/66588"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}