{"id":66885,"date":"2019-03-16T17:51:05","date_gmt":"2019-03-16T16:51:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=66885"},"modified":"2019-03-17T18:16:19","modified_gmt":"2019-03-17T17:16:19","slug":"arte-a-venezia-jannis-kounellis-dall-11-maggio-2019-fondazione-prada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=66885","title":{"rendered":"Arte a Venezia &#8211; \u201cJannis Kounellis\u201d dall&#8217; 11 maggio 2019 &#8211; Fondazione Prada"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_66889\" aria-describedby=\"caption-attachment-66889\" style=\"width: 672px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=66889\" rel=\"attachment wp-att-66889\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-66889\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Jannis-Kounellis-672-Senza-titolo-1967.-Foto-Claudio-Abate.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Jannis-Kounellis-672-Senza-titolo-1967.-Foto-Claudio-Abate.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Jannis-Kounellis-672-Senza-titolo-1967.-Foto-Claudio-Abate-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Jannis-Kounellis-672-Senza-titolo-1967.-Foto-Claudio-Abate-542x300.jpg 542w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-66889\" class=\"wp-caption-text\">Jannis-Kounellis-Senza-titolo-1967.-Foto-Claudio-Abate &#8211; particolare<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;JANNIS KOUNELLIS&#8221; &#8211; \u00a0VENEZIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11.5 &#8211; 24.11.2019<\/strong><\/p>\n<p><b>FONDAZIONE PRADA <\/b><b><br \/>\n<\/b><b><\/b><\/p>\n<p><b>CA\u2019 CORNER DELLA REGINA, SANTA CROCE 2215 <\/b><b><br \/>\n<\/b><b>VENEZIA<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u201cJannis Kounellis\u201d<\/span><\/strong>, a cura di Germano Celant, \u00e8 la<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> prima vasta retrospettiva dedicata all\u2019artista<\/span> dopo la sua scomparsa nel 2017<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto, sviluppato con la collaborazione dell\u2019Archivio Kounellis, riunisce 70 lavori dal 1958 al 2016, provenienti da musei e importanti collezioni private in Italia e all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra ricostruisce la storia artistica ed espositiva di Kounellis <span style=\"color: #ff00ff;\">(Pireo 1936 &#8211; Roma 2017) <\/span><\/strong>cercando di stabilire un <strong>dialogo tra le opere e gli spazi settecenteschi di Ca\u2019 Corner della Regina a Venezia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">I primi lavori dell\u2019artista,<\/span><\/strong> esposti originariamente tra il 1960 e il 1966, trattano del linguaggio urbano. <strong>Riprendono scritte, segnali e insegne presenti nelle strade di Roma<\/strong> e, in seguito, contengono lettere, frecce e numeri neri tracciati su tela, carta o altri supporti bianchi. Veicolano una <strong>scomposizione del linguaggio<\/strong> in accordo con la frammentazione del reale che, <span style=\"color: #000000;\"><strong>dal <span style=\"color: #ff00ff;\">1964<\/span>, si ricompone in soggetti ripresi dalla natura, dai tramonti alle rose<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">1967<\/span><\/strong> la ricerca di Kounellis si fa <strong>pi\u00f9 radicale per inglobare elementi concreti e naturali come volatili, terra, cactus, lana, carbone, cotone e fuoco<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si passa dal <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">linguaggio scritto e pittorico a quello fisico e ambientale.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ricorso a entit\u00e0 organiche e inorganiche trasforma il suo linguaggio in un\u2019esperienza corporea, intesa come trasmissione sensoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019artista esplora <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">in particolare la dimensione sonora<\/span><\/strong> in cui<strong> il dipinto si traduce in uno spartito da musicare o da danzare,<\/strong> gi\u00e0 dal 1960 con lo stesso Kounellis che<strong> recita le sue lettere su tela e dal 1970 con la presenza di un musicista o di una ballerina. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">L\u2019indagine della percezione olfattiva, iniziata nel 1969 con il caff\u00e8,<\/span><\/strong> <strong>prosegue negli anni Ottanta con sostanze come la grappa,<\/strong> per uscire dai limiti illusori del quadro e congiungersi con il caos vitale della realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle installazioni realizzate dalla fine degli anni <strong>Sessanta l\u2019artista innesca uno scontro dialettico tra la leggerezza, l\u2019instabilit\u00e0, la temporalit\u00e0 dell\u2019elemento naturale e la pesantezza, la permanenza e la rigidit\u00e0 delle strutture industriali,<\/strong> rappresentate da superfici modulari in metallo dipinto di grigio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli stessi anni Kounellis partecipa alle mostre che contribuiscono all\u2019elaborazione dell\u2019Arte Povera, la cui adesione si traduce in un\u2019autentica forma di espressione visuale che <strong>interpreta la cultura antica in chiave contemporanea,<\/strong> in contrasto con la perdita di identit\u00e0 storica e politica del secondo dopoguerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">1967, data della cosiddetta \u201cmargherita di fuoco\u201d,<\/span><\/strong> il <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>fenomeno della combustione<\/strong><\/span> appare spesso nell\u2019opera dell\u2019artista: una \u201cscrittura di fuoco\u201d che ne enfatizza il potenziale trasformativo e rigenerante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al vertice di questo mutamento, <strong>secondo la tradizione alchemica, si colloca l\u2019oro che l\u2019artista utilizza in molteplici situazioni<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel percorso di Kounellis il <strong>fumo, legato anch\u2019esso al fuoco, funziona sia come residuo di un processo pittorico,<\/strong> sia come prova dello scorrere del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Le tracce di fuliggine sulle pietre, le tele e i muri<\/span> <\/strong>in alcuni lavori del 1979 e 1980 indicano un personale \u201critorno alla pittura\u201d, in opposizione all\u2019approccio a-ideologico ed edonistico di molta produzione pittorica degli anni Ottanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutta la sua ricerca Kounellis sviluppa una relazione tragica e personale con la cultura e la storia, evitando un atteggiamento aulico e reverenziale. Arriva a rappresentare il passato con un insieme incompleto di <strong>frammenti di statue classiche come nell\u2019opera del 1974<\/strong>. Un altro emblema dell\u2019insofferenza dell\u2019artista verso il proprio tempo \u00e8 <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">la porta.<\/span> I varchi tra le stanze sono chiusi con pietre, legno, macchine da cucire e tondelli di ferro<\/strong>, rendendo inaccessibili alcuni ambienti cos\u00ec da esaltarne la dimensione sconosciuta, metafisica e surreale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo \u00e8 completato da<strong> alcune installazioni di grandi dimensioni, realizzate da Kounellis a partire dalla fine degli<span style=\"color: #ff00ff;\"> anni Ottanta<\/span>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi lavori inglobano mensole o costruzioni metalliche contenenti strumenti musicali, sacchi, calchi in gesso, pietre, cappotti, bicchieri, ingranaggi meccanici e frammenti di mobili. In questo contesto si inseriscono i grandi interventi ospitati <strong>nelle sale centrali dei due piani nobili di Ca\u2019 Corner della Regina<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I temi della<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> gravit\u00e0 e dell\u2019equilibrio<\/span> <\/strong>e il confronto con lo spazio architettonico e urbano trovano una realizzazione monumentale nell\u2019installazione del <strong>1992,<\/strong> riproposta nella corte interna del palazzo veneziano.<strong> Concepita per la facciata esterna di un edificio di Barcellona, \u00e8 composta da sette piatti metallici a sostenere sacchi di caff\u00e8<\/strong>.La retrospettiva \u00e8 completata dalla presentazione al piano terra di <strong>film, cataloghi, inviti, manifesti e fotografie d\u2019archivio<\/strong> che testimoniano la storia espositiva di Kounellis e da un focus dedicato ai suoi progetti in campo teatrale.<\/p>\n<p><b>FONDAZIONE PRADA <\/b><b><br \/>\n<\/b><b>CA\u2019 CORNER DELLA REGINA, SANTA CROCE 2215 <\/b><b><br \/>\n<\/b><b>30135 VENEZIA<\/b><\/p>\n<p>Foto copertina:\u00a0Pescheria-Pesaro-2016.-Foto-Michele-Alberto-Sereni &#8211; particolare<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;JANNIS KOUNELLIS&#8221; &#8211; \u00a0VENEZIA 11.5 &#8211; 24.11.2019 FONDAZIONE PRADA CA\u2019 CORNER DELLA REGINA, SANTA CROCE 2215 VENEZIA \u201cJannis Kounellis\u201d, a cura di Germano Celant, \u00e8<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":66888,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[17097],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66885"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66885"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66885\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66890,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66885\/revisions\/66890"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/66888"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66885"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66885"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66885"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}