{"id":67085,"date":"2019-03-21T18:10:39","date_gmt":"2019-03-21T17:10:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=67085"},"modified":"2019-03-21T19:39:03","modified_gmt":"2019-03-21T18:39:03","slug":"arte-a-trieste-futuro-primordiale-suono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=67085","title":{"rendered":"Arte a Trieste &#8211; &#8221; Futuro Primordiale &#8211; Suono &#8220;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">\n<div><b>CIVICO MUSEO SARTORIO E CASTELLO DI SAN GIUSTO<\/b><\/div>\n<div><b>Trieste<\/b><\/div>\n<p><strong><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<div><b>VENIA DIMITRAKOPOULOU<\/b><\/div>\n<div><b>FUTURO PRIMORDIALE<\/b><\/div>\n<div><b>Suono<\/b><\/div>\n<p><strong><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<div><i>a cura di Afrodite Oikonomidou e Matteo Pacini<\/i><\/div>\n<div><i>con testo critico di Franco Fanelli<\/i><\/div>\n<p><strong><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<div>13 aprile &#8211; 16 giugno 2019<\/div>\n<div><b>inaugurazione venerd\u00ec 12 aprile, ore 17<\/b><\/div>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Tra le pregevoli stanze della villa settecentesca &#8211;<\/span><\/strong>\u00a0sede del <b>Civico Museo Sartorio<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">A Trieste, nelle storiche sale del Civico Museo Sartorio e del Castello di San Giusto, si compie la trilogia di esposizioni italiane della scultrice greca <b>Venia Dimitrakopoulou <\/b>con la mostra<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">&#8220;Futuro Primordiale &#8211; Suono&#8221; <\/span><\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">a cura di <b><\/b>Afrodite Oikonomidou e Matteo Pacini<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">dal 13 aprile al 16 giugno 2019<\/div>\n<div>prezzo del biglietto <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">intero \u20ac 3,00<\/span> <\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Con la <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">terza importante personale italiana l&#8217;artista,<\/span><\/strong> dopo aver affrontato le tematiche della &#8220;materia&#8221; a Palermo e del &#8220;logos&#8221; a Torino, propone ora <b>una nuova selezione di lavori dedicati al tema del &#8220;suono&#8221;<\/b> , che vanno, come da sua impronta stilistica, dalla piccola alla grande dimensione e spaziano dalla scultura tradizionale all&#8217;installazione, dal video all&#8217;azione, dalla scrittura alla grafica. La trilogia italiana &#8220;Futuro Primordiale&#8221;, intesa come un unico progetto in evoluzione, ha voluto presentare in ciascuna citt\u00e0 e spazio espositivo opere diverse, con l&#8217;obiettivo di integrare il lavoro della scultrice nell&#8217;ambiente museale al fine di creare un dialogo visivo con gli oggetti esposti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">A Trieste l&#8217;artista procede quindi per evocazioni sonore e l&#8217;esposizione si snoda <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">tra le pregevoli stanze della villa settecentesca<\/span><\/strong>, sede del <b>Civico Museo Sartorio<\/b> , in dialogo con gli arredi d&#8217;epoca ancora presenti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00c8 cos\u00ec che troviamo ad accogliere il visitatore, al piano terra, l&#8217;emblematico video <i>Zoodochos Pighi <\/i>(Fonte di Vita, 2011), opera drammatica in senso etimologico del termine, che vede le mani dell&#8217;artista ergersi a simbolo della forza generatrice della dimensione scultorea, in un incessante processo metamorfico di creazione e distruzione della forma sottolineato dalla musica del noto compositore contemporaneo <b>Pablo Ortiz<\/b> .<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Al primo piano, nell&#8217;Appartamento del Duca, spicca l&#8217;opera <i>Insomnia bed<\/i> (2011), un grande drappo in carta adagiato sul letto che campeggia nella stanza, sul quale<strong> prendono la forma di un&#8217;annotazione caleidoscopica &#8211; con una tecnica affine alla scrittura automatica e al flusso di coscienza di joyciana memoria &#8211;<span style=\"color: #ff00ff;\"> parole in varie lingue, visioni, epifanie<\/span>, ripensamenti, sogni, sensazion<\/strong>i, fino ai pensieri pi\u00f9 intimi e personali; il tutto arricchito da suggestioni sonore restituite in racconto attraverso la voce della stessa Dimitrakopoulou.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Proseguendo nel percorso, la Sala Musica viene pervasa da un&#8217; <b>installazione sonora <\/b><b><i>site-specific<\/i><\/b> <b>composta in collaborazione con Pablo Ortiz<\/b> , mentre nel Salotto Rosa ritroviamo un&#8217;installazione creata da opere cardine dell&#8217;intera trilogia.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> \u00abIl suono ha un enorme potere evocativo<\/span><\/strong> &#8211; specifica Ortiz riguardo al suo lavoro con la scultrice &#8211; che deriva dalla sua natura astratta.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Suggerisce narrazioni che<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> ognuno di noi sviluppa e completa a suo piacimento nell&#8217;intimit\u00e0 della propria mente.<\/strong><\/span> Come la proverbiale <i>madeleine <\/i>proustiana un suono \u00e8 in grado di riportare sensazioni della nostra vita, vissute in tempi ormai lontani, ed ha anche il potere di aprire una soglia ad una nuova comprensione del mondo. I suoni di questa installazione non sono pensati per essere ascoltati: semplicemente contribuiscono alla natura coinvolgente dell&#8217;esperienza.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ascolto di questi suoni dovrebbe completare in modo quasi subliminale le sensazioni provocate dalle opere d&#8217;arte in mostra\u00bb.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La mostra si completa poi sul<\/span><\/strong> <b>colle di San Giusto<\/b> , tra le mura del <b>Castello<\/b> triestino, spazio ideale per intrecciare una profonda riflessione sulla <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>creazione monumentale<\/strong> <i>Promahones<\/i> , opera simbolo dell&#8217;artista.<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Gli imponenti dischi in acciaio, sfrangiati sulla sommit\u00e0, <strong>attualmente esposti nel cortile principale del Museo Archeologico Nazionale di Atene,<\/strong> sono qui evocati attraverso la video installazione <i>The Sound of Promahones<\/i> , che restituisce i suoni provenienti dall&#8217;opera stessa rielaborati da Ortiz con la scultrice. La loro peculiarit\u00e0 \u00e8 comunicata gi\u00e0 dal nome della scultura, che significa <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">&#8220;Bastioni&#8221; e rimanda all&#8217;idea di fortezza, di mura, ma anche a paratie mobili,<\/span> <\/strong>grafemi o addirittura a \u00abstrumenti musicali a percussione, capaci di produrre arcane melodie\u00bb, come rileva <b>Franco Fanelli<\/b> nel testo critico in catalogo:<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00ab<strong>Mura attraversabili, bastioni percorribili, fatti di metallo d&#8217;ombre e suoni,<\/strong> i <i>Promahones<\/i> possono dettare altri ritmi, ad esempio quelli della danza o della performance, senza per questo contrarsi in pura scenografia\u00bb, ma intessendo un gioco sonoro, fatto di rimandi e di echi passati, per guardare al presente e costruire il futuro.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Anche <b>Pablo Ortiz<\/b> specifica in proposito:<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00abHo lavorato con Venia Dimitrakopoulou per molti anni su vari progetti e sull&#8217;installazione monumentale <i>Promahones<\/i> al Museo Benaki di Atene. Durante la nostra proficua collaborazione il punto di partenza e l&#8217;obiettivo principale per me \u00e8 stato quello di riuscire a collegare il suono con la sostanza fisica. Nel caso di <i>Promahones<\/i> , in particolare, ci\u00f2 significava suonare letteralmente con le bacchette sull&#8217;acciaio della scultura, registrare i risultati e, successivamente, elaborarli per creare una sintesi: un suono come un respiro emanato organicamente dalla scultura stessa\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Arricchiscono l&#8217;allestimento<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> alcune teste di guerrieri che simbolicamente rimandano alla prima mostra palermitana,<\/span><\/strong> a conclusione di un percorso lineare e circolare allo stesso tempo, come afferma l&#8217;artista stessa:<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00abLa trilogia si conclude a Trieste, citt\u00e0 rilevante sia per la sua posizione geografica che per la sua storia.<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> Un crocevia che collega il Nord al Sud, esattamente come la Grecia<\/strong><\/span>. Del resto, la dualit\u00e0 \u00e8 uno dei cardini principali del mio lavoro, come anche lo spazio intermedio. Iniziando da Palermo dove protagonista \u00e8 stata la Materia, con tappa intermedia a Torino con il Logos, arrivo ora a Trieste con il Suono, cio\u00e8 la &#8220;non materia&#8221;. Un tentativo di mappatura della condizione umana e del ciclo della vita, cos\u00ec come io la percepisco. Il momento storico in cui si svolge la mia traversata in Italia \u00e8 un momento di grandi cambiamenti sia in Europa che nel mondo. In questo paesaggio piuttosto annebbiato, l&#8217;arte oggi pu\u00f2 avere un ruolo importante e l&#8217;artista deve affrontare la sua responsabilit\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La memoria e la storia sono il filo conduttore<\/span><\/strong> che arriva dal profondo del tempo e sento che, se riusciamo a tenerlo stretto tra le mani, ci potr\u00e0 guidare al futuro con maggiore sicurezza. A Trieste quindi tento, con mezzi semplici e intangibili, in particolare attraverso i suoni, di attivare la memoria. Il ricordo individuale e personale al Museo Sartorio e il ricordo collettivo al Castello di San Giusto\u00bb.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esposizione triestina corona la <b>trilogia di mostre italiane <\/b>organizzata dalla <b>Fondazione Ellenica di Cultura &#8211; Italia <\/b>in co-organizzazione, per questa tappa conclusiva, con il <b>Comune di Trieste<\/b> e in collaborazione con <b>Artespressione di Milano<\/b> , galleria di riferimento dell&#8217;artista in Italia, e la <b>Comunit\u00e0 Greco Orientale di Trieste<\/b> .<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L&#8217;evento gode dei <b>patrocini<\/b> del Ministero della Cultura e dello Sport della Repubblica Ellenica, dell&#8217;Ambasciata di Grecia a Roma, dei Consolati di Grecia e di Cipro a Trieste, del Museo Nazionale di Arte Contemporanea di Atene (EMST) e dell&#8217;Associazione Trieste-Grecia &#8220;G. Costantinides&#8221;.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\">Le tre esposizioni di Venia Dimitrakopoulou nel nostro Paese, a Palermo, Torino e Trieste, rientrano nel programma &#8221; <b>Tempo Forte Italia &#8211; Grecia<\/b> &#8220;, iniziativa promossa dall&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia ad Atene e sancita nel corso del Primo Vertice Intergovernativo tra Italia e Grecia, tenutosi il 14 settembre 2017 a Corf\u00f9, volta a favorire e sostenere il rafforzamento delle relazioni culturali tra i due Paesi, nel rispetto dell&#8217;equilibrio tra i vari ambiti culturali, dalla tradizione al contemporaneo, dal passato al futuro.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\">La rassegna \u00e8 accompagnata da un esaustivo <b>catalogo<\/b> bilingue, italiano e inglese, edito da <b>Umberto Allemandi<\/b> .<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff00ff;\"><b><u>Coordinate mostra a Trieste<\/u><\/b><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Titolo<\/b> Venia Dimitrakopoulou. Futuro Primordiale &#8211; Suono<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Mostra organizzata da<\/b> Fondazione Ellenica di Cultura &#8211; Italia<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>In co-organizzazione con<\/b> Comune di Trieste<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>In collaborazione con<\/b> Galleria Artespressione di Milano e Comunit\u00e0 Greco Orientale di Trieste<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>A cura di<\/b> Afrodite Oikonomidou e Matteo Pacini<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Sede<\/b> Civico Museo Sartorio, Largo Papa Giovanni XXIII 1, Trieste &#8211; Castello di San Giusto, Piazza della Cattedrale 3, Trieste<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Date<\/b> 13 aprile &#8211; 16 giugno 2019<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Inaugurazione<\/b> venerd\u00ec 12 aprile, ore 17<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Ingresso <\/b>Civico Museo Sartorio: libero &#8211; Castello di San Giusto: compreso nel prezzo del biglietto <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">(intero \u20ac 3,00<\/span> <\/strong>&#8211; ridotto \u20ac 2,00)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Catalogo<\/b> edito da Umberto Allemandi con testo critico di Franco Fanelli<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Info pubblico <\/b>veniad.italia@gmail.com<\/div>\n<div><\/div>\n<div>foto copertina &#8211; particolare &#8211;\u00a0Venia-Dimitrakopoulou_Insomnia-Bed_2011.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>:::::::::::::::::::::::<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><u>Cenni biografici<\/u> : <span style=\"color: #ff00ff;\"><b>Venia Dimitrakopoulou <\/b><\/span>\u00e8 una<strong><span style=\"color: #000000;\"> scultrice greca<\/span><\/strong>, le cui opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Nata e formatasi ad Atene<\/span> <\/strong>presso l&#8217;Accademia di Belle Arti, si diploma alla Scuola Superiore di Arte Drammatica del Conservatorio di Atene, per perfezionarsi poi presso l&#8217;Atelier Vivant de l&#8217;\u00c9cole Nationale Sup\u00e9rieure des Beaux-Arts di Parigi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Attualmente<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> vive e lavora tra la capitale greca e l&#8217;isola di Egina<\/strong><\/span>, \u00e8 membro della Camera di Belle Arti della Grecia e del gruppo di lavoro del programma &#8220;Tempo Forte Italia &#8211; Grecia&#8221; dell&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia ad Atene.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Numerose le mostre personali e collettive in Grecia e all&#8217;estero<\/strong><\/span>, dove le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private. La sua <b><\/b>scultura monumentale <b><\/b><i>Promahones<\/i> \u00e8 esposta e presentata nell&#8217;inverno 2014-15 presso il Museo Benaki di Atene, unitamente alla pubblicazione <i>&#8220;Venia Dimitrakopoulou &#8211; Promahones&#8221; <\/i>edita da Hatje Cantz; quindi nell&#8217;ottobre 2016 l&#8217;opera trova la sua collocazione nel cortile principale del Museo Archeologico Nazionale della capitale greca.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 2015 presenta la sua attivit\u00e0 artistica in Italia nel quadro dei programmi educativi della Biennale Sessions di Venezia dove si svolgono due incontri: <i>&#8220;Immagini dalla Grecia contemporanea a Venezia&#8221;<\/i> e <i>&#8220;Intervista di Giorgia Florio a Venia Dimitrakopoulou&#8221;<\/i>organizzati dalla Fondazione Ellenica di Cultura &#8211; Italia in collaborazione con l&#8217;Universit\u00e0 Ca&#8217; Foscari di Venezia e la sezione giovani del FAI &#8211; Fondo Ambiente Italiano. Gli eventi sono a cura di Caterina Carpinato unitamente alla galleria Artespressione di Milano di Paula Nora Seegy, dove nell&#8217;aprile 2016 inaugura la sua prima personale italiana dal titolo <i>Selected works, <\/i>a cura di Charis <i><\/i>Kanellopoulou e Matteo Pacini. Da questi due incontri, per iniziativa dell&#8217;artista e di Aliki Kefalogianni, direttrice della Fondazione Ellenica di Cultura &#8211; Italia, prende il via il progetto del tour di mostre italiane che, dopo due anni di lavoro, si concretizza nella trilogia &#8220;Futuro Primordiale&#8221;.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 2017 il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella le conferisce l&#8217;onorificenza di <i>Cavaliere dell&#8217;Ordine della Stella d&#8217;Italia\u00a0<\/i><\/strong>per il suo contributo, attraverso l&#8217;operato artistico, al rafforzamento dei rapporti tra Grecia e Italia.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">www.dimitrakopoulou.com<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CIVICO MUSEO SARTORIO E CASTELLO DI SAN GIUSTO Trieste VENIA DIMITRAKOPOULOU FUTURO PRIMORDIALE Suono a cura di Afrodite Oikonomidou e Matteo Pacini con testo critico<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":67086,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[17125,17126],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67085"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=67085"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67085\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67087,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67085\/revisions\/67087"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/67086"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=67085"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=67085"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=67085"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}