{"id":67280,"date":"2019-03-29T17:00:29","date_gmt":"2019-03-29T16:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=67280"},"modified":"2019-03-29T18:26:11","modified_gmt":"2019-03-29T17:26:11","slug":"arte-a-milano-pac-o-amor-se-faz-revolucionario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=67280","title":{"rendered":"Arte a Milano &#8211; PAC &#8211; O amor se faz revolucion\u00e1rio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=67284\" rel=\"attachment wp-att-67284\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-67284\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Mostra-PAC-19-.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Mostra-PAC-19-.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Mostra-PAC-19--211x300.jpg 211w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anna Maria Maiolino<br \/>\nO AMOR SE FAZ REVOLUCION\u00c1RIO<br \/>\n29.3 \u2013 9.6 2019<\/p>\n<p>PAC Padiglione d\u2019Arte Contemporanea \u00a0Milano<\/p>\n<p>pacmilano.it<\/p>\n<p>Il PAC Padiglione d\u2019Arte Contemporanea di Milano presenta<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> O AMOR SE FAZ REVOLUCIONAR<\/span><\/strong>IO, la prima mostra italiana in un\u2019istituzione pubblica dell\u2019artista italo-brasiliana Anna Maria Maiolino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con una selezione di oltre 300 opere che spaziano dai disegni di una giovanissima Maiolino &#8211; studentessa d\u2019arte a Caracas &#8211; fino alle ultime sue creazioni, la mostra curata da Diego Sileo si configura come la pi\u00f9 ampia retrospettiva dell\u2019artista mai realizzata fino ad ora. Un\u2019occasione unica per comprendere il percorso eclettico e rivoluzionario di un\u2019artista che \u00e8 riuscita a fondere in <strong>uno stile esemplare ed inimitabile la creativit\u00e0 italiana e la sperimentazione delle avanguardie brasiliane.<\/strong><\/p>\n<p>Dal 29 marzo al 9 giugno 2019 al PAC <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">disegni, dipinti, sculture, fotografie, video e installazioni<\/span> <\/strong>raccontano per decadi una storia artistica iniziata nei primi anni Sessanta e ancora oggi vitale e fertile, in grado di influenzare molti artisti delle nuove generazioni. Un\u2019 installazione site spefic realizzata interamente in argilla, materiale iconico per l\u2019artista, introdurr\u00e0 il visitatore in mostra, dove per la prima volta si potranno ammirare anche le sue grandi pitture degli anni Novanta mai esposte prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Venerd\u00ec 5 aprile alle ore 19:00,<\/strong> nella settimana dell\u2019Art Week e in occasione di miart, l\u2019artista realizzer\u00e0 nel cortile del PAC una nuova performance \u2013 Al di l\u00e0 di \u2013 che la vedr\u00e0 coinvolta in prima persona insieme alla performer Gaya Rachel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Promossa dal Comune di Milano e prodotta dal PAC con Silvana Editoriale, la mostra si sposter\u00e0 a Londra nel settembre 2019 grazie alla collaborazione con la Whitechapel Gallery, con la curatela di Trinidad Fombella e Diego Sileo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Il tema dell\u2019amore<\/span> <\/strong>\u2013 quello per le sue origini, per la sua famiglia, per la sua terra d\u2019adozione, per il suo lavoro &#8211; \u00e8 sempre stato per Maiolino il motivo pulsante e scatenante delle sue produzioni, un ardore artistico indomabile e rivoluzionario, mai sopito, capace di resistere anche alle condizioni storico-politiche avverse che hanno tormentato il Brasile negli ultimi decenni. \u00c8 <strong>questo \u201camore che si fa rivoluzionario\u201d l\u2019anima dell\u2019arte e della poetica di Maiolino: una forza che divampa dalle sue opere e travolge gli spettatori<\/strong> delle sue mostre, una tensione dinamica che fa scorrere energia. L\u2019amore, inteso come energia libera e coraggiosa, che d\u00e0 significato e mette in condizione di affrontare nuove sfide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Partita dall\u2019Italia per raggiungere il Venezuela con la sua famiglia<\/span><\/strong> all\u2019et\u00e0 di 12 anni, nel 1960 Anna Maria Maiolino si sposta in Brasile per frequentare la Scuola Nazionale di Belle Arti di Rio de Janeiro. Qui inizia la sua pratica artistica ponendosi questioni di identit\u00e0 legate all&#8217;essere donna, migrante e artista a confronto con un lingua e un luogo lontani dalle sue origini. \u00a0A confronto con gli anni della dittatura militare (1964 -1985), la sfera personale dell\u2019artista e quella pubblica si condensano in una stessa dimensione, affrontando questioni riguardanti l&#8217;oggetto e il soggetto dell&#8217;arte, cercando nuovi significati inerenti lo spazio e il tempo, coltivando un rapporto tra spettatore e opera secondo un approccio esperienziale. Non l\u2019uomo astratto, ma l\u2019uomo concreto \u00e8 \u2013 nella poetica di Maiolino &#8211; il solo capace di vivere l\u2019esperienza estetica. \u00c8 il corpo a entrare in rapporto diretto con l\u2019opera attraverso un concetto di tempo reale, vissuto, tutt\u2019altro che teorico. In questo senso Maiolino \u00a0guarda all\u2019esperienza dei Neoconcretisti brasiliani, fino a firmare con H\u00e9lio Oiticica, Lygia Pape e Lygia Clark il\u00a0manifesto della Nuova Oggettivit\u00e0 Brasiliana e ad essere inclusa nella mostra collettiva che lo fece conoscere nel 1967.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arte di Maiolino comunica un&#8217;essenzialit\u00e0 che penetra e diventa gesto, nei disegni, nei cuciti, nei dipinti cos\u00ec come nelle sculture e nelle installazioni. Nel suo lavoro la parola \u201cgesto\u201d \u00e8 determinante e si avvicina al latino gestare, nel senso di portare avanti, elaborare e formare le idee in una successione di eventi che assomigliano a un poema epico. Il gesto ritorna nelle serie dei disegni ricamati (Ind\u00edcios), nei disegni a inchiostro di china (Piccole Note e Aguadas), nelle sculture in vetro (Emanados), \u00a0in gesso (S\u00e3o) e in cemento (Da Terra &#8211; Err\u00e2ncia Po\u00e9tica), ma anche nell\u2019argilla modellata site specific e in ri-creazione perpetua (Terra Modelada): variazioni di materiali e tecniche, che incarnano la convergenza di sensazione, movimento e memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tempo per Anna Maria Maiolino ha lo stesso significato che il movimento della mano ha per la materia, \u00e8 la misura del suo lavoro. Il corpo immerge le mani nell&#8217;argilla, lascia tracce ininterrotte mentre segue il filo o la goccia di inchiostro sulla carta. In questo senso le sue opere sono a misura d&#8217;uomo.<br \/>\nDalla fine degli anni \u201960 il linguaggio e il corpo diventano terreno di interesse per Maiolino. La sua arte trova una forma organica, vitale, trasformativa, in cui i simboli e i formati si muovono attraverso il corpo e i suoi orifizi. Lei ingurgita i riferimenti e le forme e li rigurgita portando i segni del passaggio corporeo.La bocca, organo del linguaggio deputato anche al consumo di cibo, insieme con l\u2019apparato digerente sono motivi ricorrenti nel suo lavoro \u2013 emblematici l\u2019incisione Glu Glu e il pezzo scultoreo Glu Glu Glu &#8211; e potrebbero riferirsi, in parte, all&#8217;influente Manifesto Antropofago di Oswald De Andrade (1928), in cui il poeta descriveva argutamente il consumo e il rigurgito creativo di altre culture come forza nazionale e mezzo di produzione di un paese moderno e indipendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mancano in mostra anche alcuni dei suoi lavori pi\u00f9 iconici come Por um fio ed Entrevidas: il primo, 1976, mostra Maiolino seduta tra sua madre e sua figlia, i loro legami familiari rinforzati da segmenti di corda che le tre donne tengono in bocca e il secondo nasce da una performance avvenuta a Rio de Janeiro nel 1981, un\u2019azione dettata dell\u2019incertezza suscitata dalla situazione politica brasiliana dell\u2019epoca in cui l\u2019artista scegli l\u2019 uovo come metafora di precariet\u00e0, di coesistenza tra vita e morte, adottandolo poi nella sua iconografia come simbolo di speranza e rinnovamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il catalogo, in italiano e in inglese pubblicato da Silvana Editoriale, conterr\u00e0 nuovi testi critici del curatore, di Michael Asbury, di Chatherine de Zegher, di Marcio Doctor, di Paulo Myada e di Tania Rivera, un\u2019intervista inedita all\u2019artista realizzata dal curatore e la riproduzione di tutte le opere in mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 realizzata con il sostegno di TOD\u2019S, sponsor dell\u2019attivit\u00e0 espositiva del PAC, con il contributo di Alcantara e Cairo Editore e con il supporto di Vulcano.<\/p>\n<p>pacmilano.it<br \/>\nT 02 88446359<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anna Maria Maiolino O AMOR SE FAZ REVOLUCION\u00c1RIO 29.3 \u2013 9.6 2019 PAC Padiglione d\u2019Arte Contemporanea \u00a0Milano pacmilano.it Il PAC Padiglione d\u2019Arte Contemporanea di Milano<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":67283,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67280"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=67280"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67280\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67286,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67280\/revisions\/67286"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/67283"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=67280"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=67280"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=67280"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}