{"id":67293,"date":"2019-03-29T17:48:14","date_gmt":"2019-03-29T16:48:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=67293"},"modified":"2019-03-30T17:51:56","modified_gmt":"2019-03-30T16:51:56","slug":"biennale-di-venezia-2019-padiglione-italia-tutte-le-informazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=67293","title":{"rendered":"Biennale di Venezia 2019 &#8211; Padiglione Italia &#8211; tutte le informazioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia 2019<strong><span style=\"color: #ff0000;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>APERTURA AL PUBBLICO<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 11 maggio al 24 novembre 2019<\/strong> Arsenale, Tese delle Vergini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>ORARI DI APERTURA<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giardini e Arsenale, 11 maggio &#8211; 24 novembre 2019<br \/>\nChiuso il luned\u00ec (escluso luned\u00ec 13 maggio, 2 settembre e 18 novembre)<br \/>\nGiardini e Arsenale<br \/>\nh. 10.00 \u2013 18.00<br \/>\nSolo sede Arsenale: venerd\u00ec e sabato no al 5 ottobre chiusura alle h. 20.00<\/p>\n<p>N\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 26<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>PADIGLIONE ITALIA\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA:<br \/>\nLA SFIDA AL LABIRINTO<br \/>\na cura di<br \/>\nMilovan Farronato<br \/>\nEnrico David<br \/>\nChiara Fumai<br \/>\nLiliana Moro<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Padiglione Italia<\/strong><\/span><br \/>\n58. Esposizione Internazionale d\u2019Arte<br \/>\ndella Biennale di Venezia<br \/>\n<strong>11 maggio \u2013 24 novembre 2019<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 altra N\u00e9 questa: La s da al Labirinto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a cura di Milovan Farronato<br \/>\nEnrico David, Chiara Fumai, Liliana Moro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Direttore Generale DGAAP e Commissario del Padiglione Italia Federica Galloni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>N\u00e9 altra N\u00e9 questa: <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La s da al Labirinto \u00e8 il titolo della mostra, a cura di Milovan Farronato,<\/strong> a cui partecipano, con lavori inediti e opere storiche, tre artisti italiani: Enrico David (Ancona, 1966), Chiara Fumai (Roma, 1978 \u2013 Bari, 2017) e Liliana Moro (Milano, 1961).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spiega Milovan Farronato:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Venezia \u00e8 un labirinto che nei secoli ha affascinato e ispirato l\u2019immaginazione di tanti creativi,<\/strong> tra cui<strong> Jorge Luis Borges e Italo Calvino<\/strong>, i due pi\u00f9 grandi labirintologi contemporanei a detta del matematico Pierre Rosenstiehl. <strong>Venezia, indiscusso centro cartografco del Rinascimento<\/strong>, viene descritta da Calvino come <strong>un luogo in cui le carte geografiche sono sempre da rifare dato che i limiti tra terra e acqua cambiano continuamente,<\/strong> rendendo gli spazi di questa citt\u00e0 dominati da incertezza e variabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in questo contesto dal carattere imprevedibile che emerge N\u00e9 altra N\u00e9 questa, una mostra in cui le opere esposte, in stretto dialogo tra di loro e con l\u2019allestimento, generano continuamente <strong>nuovi percorsi e nuove interpretazioni<\/strong>\u201d<br \/>\n\u201cLa creativit\u00e0 italiana conferma la sua importanza nel panorama internazionale con il<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> PADIGLIONE ITALIA 2<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n&#8220;progetto del Padiglione Italia alla prossima Biennale Arte &#8211; dichiara il Ministro per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali Alberto Bonisoli &#8211; che coniuga la novit\u00e0 della visione del curatore con la bravura degli artisti e la qualit\u00e0 della ricerca. L\u2019Italia \u00e8 orgogliosa del proprio passato, ma sa interpretare lo spirito dei tempi con la sperimentazione e la <strong><span style=\"color: #ff0000;\">valorizzazione dei talenti dell\u2019arte contemporanea\u201d.<\/span><\/strong><br \/>\n\u201cIl lavoro della Direzione Generale &#8211; afferma il Direttore Generale e Commissario del Padiglione Italia Federica Galloni &#8211; \u00e8 orientato alla valorizzazione e alla promozione dell\u2019arte e dell\u2019architettura contemporanee, in linea con quanto accade in Europa. La cultura e la creativit\u00e0 svolgono un ruolo determinante nella crescita dell\u2019individuo. In questa direzione <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">l\u2019arte contemporanea contribuisce a migliorare la qualit\u00e0 della vita<\/span><\/strong> di tutta la comunit\u00e0 dei cittadini occupandosi di temi e di valori comuni in modo straordinario e anticipando rivoluzioni del pensiero e del costume che si ri ettono inevitabilmente nella societ\u00e0.\u201d<br \/>\nIl sottotitolo della mostra allude a<strong> \u201cLa s da al labirinto\u201d, saggio seminale di Italo Calvino del 1962,<\/strong> a cui N\u00e9 altra N\u00e9 questa si ispira. In questo testo l\u2019autore propone <strong><span style=\"color: #ff0000;\">un lavoro culturale aperto a tutti i linguaggi possibili<\/span> <\/strong>e che si senta corresponsabile nella costruzione di un mondo che, avendo perso i propri punti di riferimento tradizionali, non chiede pi\u00f9 di essere semplicemente rappresentato. Per visualizzare le ingarbugliate forme della realt\u00e0 contemporanea, Calvino elabora l\u2019ef cace metafora del labirinto: un apparente intrico di linee e tendenze in realt\u00e0 costruito secondo regole rigorose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interpretando tale linea di pensiero in chiave artistica, N\u00e9 altra N\u00e9 questa attualizza \u2013 gi\u00e0 a partire dal suo titolo, che disorienta attraverso la gura retorica dell\u2019anastrofe \u2013 un progetto <strong>artistico di \u201cs da al labirinto\u201d in cui si comprende la lezione di Calvino, mettendo in scena un percorso espositivo non lineare<\/strong> e non riducibile ad un insieme di traiettorie pulite e prevedibili. Molteplici e generosi sono i percorsi e le interpretazioni offerti allo spettatore, a cui la mostra affida la possibilit\u00e0 di assumere un ruolo attivo nel determinare il proprio itinerario e mettersi cos\u00ec a confronto con l\u2019esito delle proprie scelte, contemplando il dubbio e l\u2019indeterminatezza come parti ineludibili della conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019impegno curatoriale di quest\u2019anno \u2013 sottolinea il Presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta &#8211; mi sembra evidente e gi\u00e0 costituisce motivo di interesse; gli artisti presenti sono davvero degni della nostra attenzione. L\u2019idea del labirinto, che pu\u00f2 condurre per varie vie e interruzioni di percorsi alla dif cile ricerca di una via di uscita, ben si af anca all\u2019idea di una Biennale nella quale si offrono a chi la percorre una miriade di occasioni, di porte aperte e di luoghi del desiderio, tutti affascinanti e disorientanti a un tempo, nei quali perdersi non \u00e8 il peggiore dei peccati.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Il calendario degli appuntamenti culturali<\/span> <\/strong>prevede un ciclo di talk a cui partecipano gli artisti Enrico David e Liliana Moro e il Prof. Marco Pasi. Alla lm-maker Anna Franceschini \u00e8 affidata la documentazione della mostra, realizzata come lm corto sperimentale con il titolo Bustrofedico, che verr\u00e0 presentato a Venezia a ne mostra, prodotto da In Between Art Film e Gluck50.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito della mostra verr\u00e0 inoltre realizzato un programma di attivit\u00e0 educative rivolto ai giovani studenti delle accademie e delle scuole di ballo, promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MiBAC, che si articoler\u00e0 in un ciclo di appuntamenti, curati da Milovan Farronato, Stella Bottai e Lavinia Filippi, ospitati all\u2019interno del Padiglione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO <strong>PADIGLIONE ITALIA 3<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIl Padiglione Italia \u00e8 stato realizzato anche grazie al sostegno di Gucci e FPT Industrial, main sponsor della mostra, e al contributo del main donor Nicoletta Fiorucci Russo.<br \/>\nUno speciale ringraziamento anche a tutti gli altri donor, i cui nomi appaiono nel colophon, che hanno dato al progetto un contributo fondamentale; grazie anche agli sponsor tecnici Gemmo, C&amp;C-Milano che hanno generosamente contribuito con le loro forniture e a\u00a0Select Aperitivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Padiglione Italia verr\u00e0 inaugurato in occasione della vernice della 58a\u00a0<\/strong>Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia 2019<strong><span style=\"color: #ff0000;\"> (8, 9 e 10 maggio).<\/span><\/strong> L\u2019apertura al pubblico \u00e8 prevista da sabato 11 maggio a domenica 24 novembre 2019.<br \/>\nINFO GENERALI:<br \/>\nwww.beniculturali.it www.aap.beniculturali.it www.neithernor.it<\/p>\n<p>PADIGLIONE ITALIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVIT\u00c0 CULTURALI<br \/>\nDirezione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane<br \/>\nPadiglione Italia<br \/>\n58. Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia<br \/>\nLa Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane, organizza la partecipazione nazionale alla 58. Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia, ospitando al Padiglione Italia la mostra N\u00e9 altra N\u00e9 questa: La s da al Labirinto a cura di Milovan Farronato.<br \/>\nIl progetto del curatore \u00e8 stato individuato dal Ministro per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali Alberto Bonisoli al termine di una procedura di selezione a cui sono stati invitati a partecipare curatori rappresentativi del panorama artistico nazionale, selezionati in considerazione dell\u2019esperienza maturata e della qualit\u00e0 della ricerca scienti ca svolta in Italia e all\u2019estero.<br \/>\nIl Padiglione Italia, inaugurato nel 2006 all\u2019Arsenale, \u00e8 costituito dai due grandi spazi delle Tese delle Vergini, con uno spazio complessivo di 1.900 metri quadrati, e dal Giardino delle Vergini, una super cie esterna di circa 1.000 metri quadrati.<br \/>\nAnche quest\u2019anno la DGAAP, d\u2019intesa con il curatore Milovan Farronato, Stella Bottai e Lavinia Filippi, offrir\u00e0 un programma di attivit\u00e0 educative rivolto ai giovani studenti delle accademie e delle scuole di ballo, che si svolger\u00e0 nello spazio del Padiglione Italia. I partecipanti, selezionati tramite open call, verranno invitati a studiare e interpretare collettivamente una coreogra a, ideata dall\u2019artista Christodoulos Panayiotou, ispirata alla \u201cDanza delle Gru\u201d che, come racconta il poeta greco antico Callimaco, celebrava l\u2019uscita di Teseo dal labirinto di Cnosso.<br \/>\nLa Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane ha contribuito alla realizzazione del progetto espositivo con un importo pari a 600.000 euro formalizzato, come di consueto, con una convenzione con la Fondazione La Biennale di Venezia stipulata il 13 febbraio 2019. A questo budget si devono sommare le risorse reperite dal curatore tramite l\u2019apporto degli sponsor nanziari tecnici e donor, che al 19 marzo ammontano a 676,620 euro.<br \/>\nIl Padiglione Italia verr\u00e0 inaugurato in occasione della vernice della 58. Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia 2019 (8, 9 e 10 maggio). L\u2019apertura al pubblico \u00e8 prevista da sabato 11 maggio a domenica 24 novembre 2019.<br \/>\nFederica Galloni<br \/>\nDirettore Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane Commissario del Padiglione Italia 2019<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 5<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVIT\u00c0 CULTURALI<br \/>\nDirezione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane<br \/>\nLa Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) istituita con il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri n.171 del 29 agosto 2014 all\u2019art.16, promuove l\u2019arte e l\u2019architettura contemporanee in Italia e all\u2019estero e la rigenerazione, attraverso la cultura, delle periferie italiane.<br \/>\nDal 2015 la DGAAP \u00e8 diretta dall\u2019Arch. Federica Galloni.<br \/>\nDalla sua istituzione ha realizzato numerose attivit\u00e0 di indagine, catalogazione<br \/>\ne di mappatura del patrimonio contemporaneo, progetti che hanno attivato processi di sperimentazione e di nuove pratiche con l\u2019obiettivo di offrire cultura, valorizzando la creativit\u00e0 dei territori e favorendone lo sviluppo socio-economico.<br \/>\n\u00c8 stata costruita e ampliata una tta rete di collaborazione con le istituzioni che da anni lavorano sul territorio nazionale e che operano a vario titolo sulla creativit\u00e0 contemporanea.<br \/>\nSostenere il talento nel settore delle arti visive (dall\u2019arte alla fotogra a, dal video alla performance), del design, dell\u2019architettura \u00e8 uno degli obiettivi strategici della DGAAP che crea e realizza programmi mirati e di eccellenza.<br \/>\nDal 2015 al 2018 la Direzione Generale, con un budget di 42 milioni di euro,<br \/>\nha bandito premi e concorsi, curato progetti di ricerca, sostenuto produzioni artistiche e favorito la circolazione di opere e artisti italiani, vigilato sulle Fondazioni: La Biennale di Venezia, Triennale di Milano, MAXXI di Roma, Quadriennale di Roma.<br \/>\nLa Direzione Generale ha inoltre lavorato per promuovere l\u2019arte italiana all\u2019estero realizzando programmi internazionali quali il Premio New York, il Premio Berlino, il Premio Mosca, il Premio Citt\u00e0 del Capo, il Premio Barcellona e ideando, nel 2017, l\u2019Italian Council, un progetto di ampio respiro nato con l\u2019obiettivo di assicurare un supporto concreto all\u2019arte italiana, che potesse offrire ai nostri talenti la possibilit\u00e0 di valorizzare la propria creativit\u00e0 a livello internazionale.<br \/>\nDGAAP<br \/>\nDirezione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane<br \/>\nVia di San Michele 22 00153 Roma<br \/>\nTel. 066723.4851 dg-aap@beniculturali.it mbac-dg-aap@mailcert.beniculturali.it www.aap.beniculturali.it<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO<br \/>\nPADIGLIONE ITALIA 6<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">TESTO CURATORIALE<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO<br \/>\na cura di Milovan Farronato<br \/>\nEnrico David, Chiara Fumai, Liliana Moro<br \/>\nN\u00e9 altra N\u00e9 questa: La s da al Labirinto \u00e8 un progetto che cerca di dare forma all\u2019intricata complessit\u00e0 dei rapporti che de niscono l\u2019esperienza del conoscere. Avvalendosi della struttura sica e metaforica del labirinto, la mostra mette in scena l\u2019impossibilit\u00e0 di ridurre l\u2019esistenza a un insieme di traiettorie pulite e prevedibili, cercando piuttosto di evocare la non- linearit\u00e0, il dubbio, la transitoriet\u00e0 e l\u2019intuizione come strumenti ineludibili del sapere umano.<br \/>\nUno dei concetti chiave di N\u00e9 altra N\u00e9 questa, maturato insieme al coordinatore scienti co Stella Bottai, \u00e8 l\u2019idea della \u201cs da al labirinto\u201d formulata dal romanziere e critico Italo Calvino nell\u2019omonimo saggio del 1962, tradotto per la prima volta in inglese nel catalogo della nostra mostra. Ne \u201cLa s da al labirinto\u201d, lo scrittore elabora i termini di un progetto culturale che cerca una letteratura aperta \u201ca tutti i linguaggi possibili\u201d. In risposta alle complessit\u00e0 della cultura industriale, Calvino propone un lavoro intellettuale che si senta corresponsabile nella costruzione di un mondo che ha perso i propri punti di riferimento tradizionali e non chiede pi\u00f9 di essere semplicemente rappresentato. Per visualizzare le ingarbugliate forme della contemporaneit\u00e0, Calvino suggerisce cos\u00ec l\u2019ef cace metafora, cara anche a Jorge Luis Borges, del labirinto: un intrico di linee, immagini, tendenze apparentemente in disaccordo, in realt\u00e0 costruito secondo regole rigorose. \u201c\u00c8 la s da al labirinto che vogliamo salvare, \u00e8 una letteratura della s da al labirinto che vogliamo enucleare e distinguere dalla letteratura della resa al labirinto\u201d.<br \/>\nOgni spazio \u00e8, di regola, identi cato dalla sua funzione pratica o simbolica: in chiesa o in un salotto, il nostro sguardo, le nostre azioni e il nostro cammino vengono orientati con dolcezza o severit\u00e0, con urgenza o calma, con evidenza o garbato mistero. E appunto in quanto spazio, anche il labirinto non sfugge a una teleologia spaziale, anzi, ne \u00e8 forse la pi\u00f9 premeditata delle manifestazioni: il suo determinismo progettuale \u00e8 schiacciante. Dal labirinto, una volta entrati, si deve uscire. Nessun\u2019altra azione \u00e8 concessa se non il tentativo di andare verso una scappatoia, una fuga. Nella sua \u2018s da\u2019, tuttavia, Calvino non \u00e8 alla ricerca di una risoluzione; piuttosto si interroga su come poter vivere dall\u2019interno in maniera attiva l\u2019esperienza del labirinto esistenziale.<br \/>\nL\u2019essenza labirintica non \u00e8 altro che costante differimento: la continua diversione del ne ultimo di questo spazio dell\u2019immaginazione \u00e8 il suo eterno presente, il suo esserci. Spazio- ossimoro per eccellenza, fa della contraddizione la sua regola organizzativa. Come se ogni angolo fosse un continuo \u201cno! no! no!\u201d, che invece di far avvicinare alla meta la fa progressivamente dimenticare. E solo nella dimenticanza di ci\u00f2 che sembra essenziale, urgente, capitale, si trova la libert\u00e0. Liberi dall\u2019ideologia dell\u2019arrivo si pu\u00f2 cominciare a<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 7<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">TESTO CURATORIALE<br \/>\ndanzare in tondo, a seguire con piacere le deviazioni, no a trovar quasi la curva nella retta, o la retta nella curva, negli atomi in niti dello spazio nalmente dilatato che si fa tempo in purezza, dimentichi del fardello della nostra umanit\u00e0, o forse pienamente umani.<br \/>\nGli artisti coinvolti sono Enrico David (Ancona, 1966), Chiara Fumai (Roma, 1978 \u2013 Bari, 2017) e Liliana Moro (Milano, 1961). Sebbene molto diversi, le loro opere e biogra e \u2013 su cui mi soffermer\u00f2 a breve \u2013 sono signi cativi percorsi artistici contemporanei che si distinguono per spirito di ricerca tra passato e presente. Nel labirinto di N\u00e9 altra N\u00e9 questa, che abbiamo disegnato insieme a Liliana ed Enrico, con la compagnia astrale di Chiara e con l\u2019attento contributo progettuale dell\u2019exhibition designer Valerio Di Lucente, coesistono diversi centri, e non in perfetto asse. Stanze di varia misura, pareti di diverse altezze, aperture e passaggi accessibili e non attraversano le due stanze del padiglione rendendole di fatto uno spazio concettualmente unico. Le opere esposte in stretto dialogo con l\u2019allestimento ne rivelano la natura rizomatica, penetrano e attraversano le pareti, a generare continuamente nuove vie. Nel nostro labirinto, per citare Umberto Eco, \u201canche le scelte sbagliate producono soluzioni e tuttavia contribuiscono a complicare il problema\u201d.<br \/>\nLe opere d\u2019arte sono collocate strategicamente in diversi punti del percorso con l\u2019intento di mettere in relazione diretta le tre pratiche artistiche e insieme di enfatizzare meccanismi di drammaticit\u00e0 e sorpresa nell\u2019incontro tra l\u2019opera e il pubblico. Allo spettatore si af da la possibilit\u00e0 di prendere decisioni e orientare il proprio percorso in una direzione piuttosto che in un\u2019altra, creando molteplici narrative percorribili sul modello del meccanismo del libro- gioco (o libro-game), caro anche allo stesso Calvino, il cui Castello dei Destini Incrociati (1969) \u00e8 esempio di letteratura combinatoria in cui le storie nascono da \u201cun numero nito di elementi le cui combinazioni si moltiplicano\u201d.<br \/>\nL\u2019attivazione del ruolo dello spettatore come partecipante chiave nella creazione di un senso per la mostra \u00e8 tratto fondamentale del progetto. L\u2019esplorazione di un labirinto non \u00e8, in fondo, altro che una messa a confronto tra l\u2019individuo e l\u2019esito delle proprie scelte. Il titolo della mostra, N\u00e9 altra n\u00e9 questa, che in inglese abbiamo scelto di tradurre con Neither Nor, riecheggia un titolo del losofo danese S\u00f8ren Kierkegaard: Aut-Aut (1843), in inglese Either\/ Or. L\u2019opera, che si interroga sulle modalit\u00e0 dell\u2019esistenza, esplora, attraverso gli scritti e i pensieri di due personaggi immaginari, altrettante possibilit\u00e0: una \u00e8 la vita estetica, edonistica, improntata al piacere, l\u2019altra invece \u00e8 quella etica, che si basa sulla responsabilit\u00e0 e il rispetto degli altri. Resta ancora oggi in dubbio quale sia davvero la strada consigliata dall\u2019autore, il quale descrive con cos\u00ec tanto coinvolgimento e passione la via edonistica da non sembrare pronto a rinunciarvi completamente. L\u2019attesa del piacere \u00e8 essa stessa il piacere, come sosteneva Gotthold Ephraim Lessing?<br \/>\nIn attesa di scoprirlo e di fronte alla decisione di avventurarsi o meno nel nostro labirinto, vi lascio con alcune avvertenze d\u2019uso, consigli per la navigazione o per l\u2019eventuale naufragio: indugiare e non avere paura. Non esiste il perdersi, ma solo il tornare sui propri passi, ed \u00e8 legittimo: regredire non signi ca peggiorare. Godete il senso di un tempo dilatato e non abbiate ansia di dover vedere e leggere tutto. Ogni strada si ricongiunge a un\u2019altra, ogni scelta \u00e8 giusta, non ne esiste una sbagliata. Lo spazio \u00e8 generoso, offre ossigeno, non \u00e8 soffocante: si apre, non si chiude. Forse a un certo punto potreste persino trovare voi stessi, come afferma Mario Praz: \u201cSovente l\u2019uomo vi trova se medesimo, ecco perch\u00e9 in fondo al labirinto di frequente \u00e8 collocato uno specchio: l\u2019ultimo mistero della ricerca, dio nascosto o mostro, \u00e8 lui stesso\u201d. Se sarete pi\u00f9 fortunati, invece, da una breccia nel muro o sotto l\u2019orlo<br \/>\ndi un tendaggio che non tocca il pavimento potreste addirittura incontrare qualcun altro che vi distragga, per un momento, da voi stessi e vi faccia ancora una volta cambiar strada,<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 8<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">TESTO CURATORIALE<br \/>\ndistogliendovi dalla ricerca in nita di assoluti introvabili, nalmente interrotta da un affetto improvviso o da una simpatia spontanea, trovati dietro un angolo o nel lampo di un ri esso.<br \/>\nENRICO DAVID<br \/>\nDopo aver partecipato due volte all\u2019Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia \u2013 con Francesco Bonami nel 2003 e Massimiliano Gioni nel 2013 \u2013 Enrico David (Ancona, 1966) rappresenta l\u2019Italia per la prima volta quest\u2019anno. La sua pratica artistica ha un legame stretto con la memoria e con il passato, sia nei contenuti sia nella forma. Attraverso le sue opere David mette in scena ricordi personali e collettivi, esprimendo una vasta gamma di stati emotivi e recuperando tecniche tradizionali. Il suo lavoro ri ette un bagaglio culturale dai tratti italiani sia nei riferimenti estetici e storico-artistici sia nella scelta di alcuni materiali tipici della manifattura artigianale. Tuttavia il suo immaginario \u00e8 ricco di suggestioni maturate nel corso degli anni, a partire dalla formazione avvenuta prevalentemente a Londra, dove ancora oggi risiede. La gura umana \u00e8 uno dei temi ricorrenti di David, che la elabora e la restituisce come testimonianza di continue trasformazioni, attraverso diversi mezzi espressivi tra cui la scultura, la pittura, il disegno, la tessitura di arazzi e l\u2019installazione. Le sue gure antropomorfe asessuate e le sue con gurazioni nascono da intuizioni ed evolvono in un processo di sintesi inclusiva che travalica i con ni individuali e diventa traccia riconoscibile e condivisibile collettivamente. Le immagini che popolano il mondo plastico e pittorico di Enrico sono rassegnate, sbottonate, contorte, grottesche, claudicanti, a volte mostruose e armate di strumenti a noi incomprensibili, che talvolta si sdoppiano e si ripetono tanto da formare labirinti contenutistici e formali.<br \/>\nCongiuntamente alla presentazione di alcune opere storiche, che verranno rivisitate e aggiornate per Venezia, la selezione dei lavori esposti si concentra su nuove produzioni. Da gure antropomorfe a scala naturale in bronzo a piccoli oggetti e dipinti, tutte queste opere sono concepite da David speci catamente per questo itinerario espositivo. David inoltre risponde direttamente, con una scultura, a un intervento di Chiara Fumai.<br \/>\nCHIARA FUMAI<br \/>\nScomparsa a soli 39 anni nell\u2019agosto 2017, Chiara Fumai \u00e8 stata un\u2019importante artista ammirata sia in Italia che all\u2019estero per aver sviluppato una dedicata rilettura in chiave femminista del canone storico occidentale da sempre improntato su valori di dominazione patriarcale. Sebbene cessata prematuramente, la sua carriera ha avuto un\u2019in uenza profonda sulle generazioni successive, visibile soprattutto in questi ultimi anni di riacceso e diffuso interesse verso pratiche magiche e culti profani in relazione al discorso femminista. Con il suo lavoro, Fumai ha portato avanti un\u2019indagine rigorosa,<br \/>\ndai toni personali, passionali e non accademici, focalizzata su avvenimenti e personaggi storici, reali e ttizi, rappresentativi della marginalizzazione subita dalle donne nel corso dei secoli in varie situazioni e contesti dalla cultura alla religione e la politica. La sua ricerca, non solo critica ma anche, sempre, profondamente propositiva, si attualizzava nel presente soprattutto attraverso lavori performativi, spesso in formato di lezione, messi in scena dall\u2019artista stessa. Con i suoi collages, ambienti e impersonazioni, Fumai riportava alla luce e ridava voce a gure di opposizione alla cultura dominante, come le femministe Carla Lonzi e Valerie Solanas, la medium Eusapia Palladino, la dogaressa Elisabetta Querini Valier, e altre donne ancora, spesso dimenticate, marginalizzate, o villipese come la circense Zalumma Agra. L\u2019uso della parola &#8211; scritta, pronunciata, ricamata, talvolta codi cata in<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 9<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">TESTO CURATORIALE<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sigilli magici \u2013 era chiave per Fumai: <strong>dalla minaccia all\u2019apologia, dall\u2019augurio al sortilegio, la valenza simbolica e rappresentativa del verbo diventava strumento essenziale per l\u2019annunciazione, emancipazione e realizzazione pratica di un modus operandi alternativo all\u2019oppressione patriarcale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il Padiglione Italia, verr\u00e0 presentata in esclusiva e anteprima assoluta<strong><span style=\"color: #ff0000;\"> una nuova produzione di Fumai. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo lavoro, inedito, sar\u00e0 accompagnato da opere del passato selezionate con il prezioso aiuto di The Church of Chiara Fumai, organizzazione di cui sono tra i fondatori, presieduta dalla madre di Chiara, Liliana Fumai, e diretta da Francesco Urbano Ragazzi.<br \/>\n<strong>LILIANA MORO<\/strong><br \/>\nInvitata a partecipare alla nona edizione di Documenta del 1992, Liliana Moro propose di installare una Fiat Cinquecento che, perennemente in moto, tentasse invano di trainare con un cavo la pesante struttura del Fredericianum \u2013 sede della mostra in cui erano esposte le opere dei maggiori rappresentanti dell\u2019Arte Povera. Seppur non realizzato, il progetto vive oggi in forma di collage e rimane rappresentativo dell\u2019attitudine di quest\u2019artista nei confronti del passato: il lavoro di Liliana Moro si prende carico della storia e di portarla oltre. Un\u2019operazione che, a detta dell\u2019artista stessa, si avvale proprio di quella \u201csottrazione di peso\u201d stilistica celebrata da Calvino nella prima delle sue Lezioni Americane, La Leggerezza (1985).<br \/>\nLavorando con diversi materiali e in diversa scala, Liliana Moro ha attitudine all\u2019essenzialit\u00e0. Da non confondersi con uno stile minimal, il suo fare netto e preciso porta alla creazione di gesti apparentemente semplici che, proprio in quanto tali, si aprono a una miriade di interpretazioni diverse. Poetica ma non romantica, Moro mette in gioco contenuti e oggetti d\u2019uso comune non tanto per illustrarli quanto per rivisitare la loro funzione originale e invitarci ad andare oltre ci\u00f2 che \u00e8 visibile. Un importante lo conduttore nella sua ricerca \u00e8 l\u2019uso dello spazio nelle sue declinazioni formali, concettuali e semantiche: per esempio attraverso interventi nello spazio pubblico, o con l\u2019alterazione dei rapporti di scala tra oggetti, per arrivare alla spazialit\u00e0 intrinseca a molte sue opere, che spesso instaurano meccanismi di relazione con lo spettatore tali per cui un\u2019azione attiva, come l\u2019abbassarsi o il salire, diventa implicitamente necessaria all\u2019esperienza.<br \/>\nPer il Padiglione Italia verranno presentate alcune opere storiche accanto a nuove produzioni, comprendenti non solo nuove commissioni ma anche lavori esistenti e mai esposti, accumulati dall\u2019artista nel proprio studio nel corso degli anni. Questa costellazione mette insieme i momenti fondativi della ricerca dell\u2019artista e del suo sviluppo, dando visibilit\u00e0 alla viscerale coerenza nell\u2019arco di un lungo tempo del suo iter.<br \/>\nMilovan Farronato<br \/>\nCuratore del Padiglione Italia<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 10<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">BIOGRAFIE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong>MILOVAN FARRONATO Curatore del Padiglione Italia<\/strong><br \/>\nBorgonovo Val Tidone (Piacenza), 1973. Vive e lavora tra Milano e Londra.<br \/>\nMilovan Farronato \u00e8 Direttore e Curatore del Fiorucci Art Trust, per il quale ha sviluppato il progetto di residenza itinerante Roadside Picnic e, dal 2011, il festival annuale Volcano Extravaganza, nato a Stromboli e poi migrato prima a Napoli nel 2017 e poi a Dhaka, Bangladesh, nel 2018. Con Paulina Olowska ha dato vita al simposio Mycorial Theatre tenutosi nel 2014 a Rabka, Polonia, e nel 2016 a S\u00e3o Paulo, Brasile. Ha collaborato le Serpentine Galleries per le Magazine Sessions (2016).<br \/>\nFarronato ha ideato The violent No!, parte del programma pubblico della 14. Biennale di Istanbul nel 2015. Dal 2005 al 2012 Farronato \u00e8 stato direttore dell\u2019organizzazione no-pro t Viafarini e curatore al DOCVA Documentation Centre for Visual Arts di Milano.<br \/>\nDal 2006 al 2010 \u00e8 stato Curatore Associato della Galleria Civica di Modena e, dal 2008 al 2015, docente di Cultura Visiva al CLADEM dell\u2019Universit\u00e0 IUAV.<br \/>\nTra le esposizioni curate: Nightfall, con Fernanda Brenner e Erika Verzutti, Mendes Wood DM Bruxelles (2018); Nick Mauss, Illuminated Window, La Triennale e Torre Velasca, Milano (2017); la prima personale di Lucy McKenzie in Italia, La Kermesse H\u00e9ro\u00efque alla Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia (2017); Si Sedes Non Is alla The Breeder Gallery, Atene (2017); Prediction da Mendes Wood DM, S\u00e3o Paulo, (2016); la mostra personale di Peter Doig alla Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia (2015); la personale di Christodoulos Panayiotou al Kaleidoscope Project Space, Milano (2014) e Arimortis al Museo del Novecento, Milano (2013), co-curata con Roberto Cuoghi.<br \/>\nMilovan Farronato \u00e8 stato membro del team curatoriale del IV Dhaka Art Summit ed \u00e8 parte del Comitato di Sviluppo della Chisenhale Gallery a Londra.<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 11<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">BIOGRAFIE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff0000;\">ENRICO DAVID<\/span><\/strong><br \/>\nArtista del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019<br \/>\nAncona, 1966. Vive e lavora a Londra.<br \/>\nNominato per il Turner Prize nel 2009.<br \/>\nHa gi\u00e0 partecipato due volte all\u2019Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia \u2013 con Francesco Bonami nel 2003 e con Massimiliano Gioni nel 2013.<br \/>\nHa esposto in importanti mostre personali e collettive quali: Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington D.C. (2019); MCA, Chicago (2018); Blum &amp; Poe, Los Angeles (2018); Michael Werner Gallery, Londra (2017); Sharjah Art Foundation, Emirati Arabi Uniti (2016); Collezione Maramotti, Reggio Emilia (2015); Hepworth Wake eld, West Yorkshire (2015); CLA Hammer Museum, Los Angeles (2013); Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia (2011); Museum f\u00fcr Gegenwartskunst, Basilea (2009); Seattle Art Museum, Seattle (2008) e ICA London, Londra (2007).<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 12<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BIOGRAFIE<\/strong><br \/>\n<strong>CHIARA FUMAI<\/strong><br \/>\nArtista del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019<br \/>\nRoma, 1978 \u2013 Bari, 2017.<br \/>\nHa partecipato a dOCUMENTA (13), Kassel (2012).<br \/>\nHa esposto in importanti mostre personali e collettive quali: Museion, Bolzano (2015); Nottingham Contemporary, Nottingham (2014), Whitechapel Gallery, Londra (2014); De Appel Arts Center, Amsterdam (2014); Fondazione Querini Stampalia, Venezia (2013); MUSAC Museo de Arte Contempor\u00e1neo de Castilla y Le\u00f3n, Le\u00f3n (2013); MACRO Testaccio, Roma (2011); Careof &#8211; DOCVA, Milano (2008).<br \/>\nVincitrice del Premio Furla nel 2013 e del Premio New York del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero per i beni e le attivit\u00e0 culturali nel 2017.<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 13<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">BIOGRAFIE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff0000;\">LILIANA MORO<\/span><\/strong><br \/>\nArtista del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019<br \/>\nMilano, 1961. Vive e lavora a Milano.<br \/>\nHa partecipato a Documenta IX, Kassel (1992) e a Aperto &#8211; 45. Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia.<br \/>\nNel 1989 fonda, insieme ad altri artisti, lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi a Milano.<br \/>\nHa esposto in importanti mostre personali e collettive quali: Triennale Milano (2015); MAMbo Bologna (2013); Fondazione Antonio Ratti Como (2012); Mart Rovereto (2012); Italics, Palazzo Grassi, Venezia (2008); Istituto Italiano di Cultura Los Angeles (2007); De Appel Amsterdam (1999); PS1 New York (1999); Moderna Museet Stoccolma (1998); MUHKA Antwerpen (1996); Castello di Rivoli (1994).<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 14<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BIOGRAFIE<\/strong><br \/>\n<strong>FEDERICA GALLONI Commissario del Padiglione Italia<\/strong><br \/>\n\u00c8 Direttore Generale Arte, Architettura contemporanee e Periferie urbane del Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali.<br \/>\n\u00c8 Commissario del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia e Presidente della Commissione dell\u2019Italian Council.<br \/>\nArchitetto, si \u00e8 specializzata sui temi del recupero urbano e del restauro architettonico.<br \/>\nIn tali ambiti ha svolto per decenni attivit\u00e0 di ricerca e di insegnamento presso universit\u00e0 italiane e straniere.<br \/>\nNel 2006 viene nominata Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per<br \/>\nil Comune di Roma e nel 2010, in veste di Direttore Generale passa a dirigere la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio no al 2014.<br \/>\nCome Direttore del Complesso Monumentale del Vittoriano sovrintende alla realizzazione di circa 50 mostre d\u2019arte.<br \/>\nConta numerosissimi interventi a convegni, pubblicazioni scienti che e contributi su cataloghi, attualmente i suoi temi di ricerca riguardano la riquali cazione e il recupero delle periferie urbane con attenzione particolare alla tutela del paesaggio e alle trasformazioni urbane.<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 15<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CATALOGO<\/strong><br \/>\n<strong>N\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a cura di Milovan Farronato Ed. Humboldt Books<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il volume \u00e8 pensato come uno strumento di completamento dell\u2019esperienza di visita alla mostra, aggiunge contenuti di alto pro lo e accompagna nella scoperta dei tre artisti presentati al Padiglione Italia alla 58. Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia.<br \/>\nIn apertura vi sono i testi istituzionali del Ministro per I Beni e le Attivit\u00e0 Culturali Alberto Bonisoli, del Presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta e del Commissario del Padiglione Italia Federica Galloni. A seguire, un testo introduttivo rmato da Milovan Farronato illustra i riferimenti chiave della genesi del progetto in relazione all\u2019idea di labirinto come struttura narrativa, come espediente di display e nel suo signi cato esistenziale; introduce un\u2019analisi critica delle scelte artistiche in relazione a questo tema; contestualizza i contenuti del volume da un punto di vista editoriale.<br \/>\nIl libro presenta, per la prima volta nella traduzione inglese, il saggio di Italo Calvino<br \/>\nLa s da al Labirinto (N.5 di \u00abMenab\u00f2\u00bb, Einaudi, Torino 1962): un testo fondamentale che ha ispirato il procedimento curatoriale del Padiglione. L\u2019analisi del labirinto \u00e8 arricchita da un saggio narrativo di Emanuele Trevi, concepito per l\u2019occasione, che ripercorre l\u2019idea storica del Labirinto, dagli antecedenti letterari ai giorni nostri. Un saggio fotogra co espande la visione del dedalo in termini metaforici presentando, tra gli altri, luoghi labirintici come il Cretto di Burri a Gibellina e il Labirinto Borges a Venezia, i Sassi di Matera e gli archivi di Pompei. Il saggio visivo presenta una raccolta di luoghi identi cati come epifenomeni di uno spazio sico caotico ma logicamente organizzato, che de niscono un legame tra l\u2019arte, l\u2019architettura e la cultura contemporanea.<br \/>\nIl lavoro degli artisti viene rappresentato sia attraverso le immagini delle opere in mostra, sia come espressione testuale in riferimento all\u2019idea del labirinto: una serie di saggi brevi, raccolti sotto la regia di Milovan Farronato e Stella Bottai e corredati dalle note di approfondimento di Lavinia Filippi, danno vita a una architettura polifonica costruita sulle parole chiave che hanno guidato il curatore e gli artisti nello sviluppo del progetto espositivo. Autori dei saggi sono gli stessi curatori insieme agli artisti Enrico David, Chiara Fumai e Liliana Moro. Chiude il catalogo una lettera dell\u2019artista cipriota Christodoulos Panayiotou al Curatore del Padiglione, un omaggio alla citt\u00e0-labirinto per antonomasia: Venezia.<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 16<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">CATALOGO<\/span><\/strong><br \/>\nN\u00e9 altra N\u00e9 questa: La s da al Labirinto<br \/>\nPadiglione Italia alla 58. Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia Catalogo della mostra a cura di Milovan Farronato<br \/>\nTesti: Stella Bottai, Italo Calvino, Enrico David, Milovan Farronato, Lavinia Filippi, Chiara Fumai, Liliana Moro, Christodoulos Panayiotou, Emanuele Trevi<br \/>\nProgetto gra co: Studio Julia<br \/>\nBrossura, 15 x 23,5 cm<br \/>\n420 pagine<br \/>\nImmagini AA.VV. 120 tavole b\/n; 64 tavole colore<br \/>\n\u20ac 30.00<br \/>\nItaliano, inglese<br \/>\nISBN 9788899385606<br \/>\nHumboldt Books \u00e8 una casa editrice specializzata in narrazioni ed esperienze di viaggio che d\u00e0 vita a progetti editoriali interdisciplinari incrociando geogra a e letteratura, fotogra a e arte. Humboldt Books collabora con artisti, scrittori, fotogra , designer e architetti internazionali, ne raccoglie le storie di viaggio \u2013 reali o immaginarie \u2013 e racconta queste esperienze con sguardo nuovo e non convenzionale. La casa editrice \u00e8 stata fondata nel 2012 da Alberto Saibene e Giovanna Silva. Tra i titoli recenti: Nathalie Du Pasquier The Strange Order of Things; Mario Schifano America 1970; OMA Manifesta 12 \u2013 Palermo Atlas; Emanuele Trevi, Giovanna Silva Ontani a Bali; Riccardo Venturi Passione dell\u2019indifferenza. Francesco Lo Savio; Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi The Arrow of Time. Notes from a Russian Journey 1989 \u2013 1990.<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 17<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>EDUCATIONAL<\/strong><br \/>\nIniziative promosse dalla<br \/>\nDirezione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MIBAC<br \/>\nin occasione di Biennale Arte 2019<br \/>\nAnche quest\u2019anno la Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee<br \/>\ne Periferie urbane del MIBAC, in occasione della partecipazione del Padiglione Italia alla 58. Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia, promuove le attivit\u00e0 educative rivolte ai giovani, articolate in un ciclo di quattro workshop performativi curato da Milovan Farronato, Sella Bottai e Lavinia Filippi.<br \/>\nGli appuntamenti si terranno all\u2019interno del Padiglione Italia, da maggio a settembre 2019, e sono dedicati a tutti i giovani che studiano o si interessano alla danza. I partecipanti saranno individuati attraverso open call indirizzate ad accademie e scuole di ballo regionali e nazionali.<br \/>\n<strong>CONTENUTI E OBIETTIVI<\/strong><br \/>\nUna delle principali <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>caratteristiche dell\u2019arte contemporanea \u00e8 l\u2019interdisciplinarit\u00e0<\/strong><\/span>. Le connessioni tra i diversi campi di ricerca che de niscono molte pratiche artistiche attuali sono profonde e feconde. L\u2019obiettivo di questo progetto \u00e8 di esplorare le possibilit\u00e0 aperte da un incontro tra arte e danza all\u2019interno della mostra N\u00e9 altra N\u00e9 questa: La s da al Labirinto, per coinvolgere e avvicinare, in modo attivo e innovativo, un pubblico di giovani all\u2019arte contemporanea, alla danza e alla cultura in generale.<br \/>\nPer fare questo, \u00e8 stato individuato il punto di partenza del progetto: una danza rituale dell\u2019antica Grecia, la \u201cDanza delle gru\u201d (\u03b3\u03ad\u03c1\u03b1\u03bd\u03bf\u03c2, gh\u00e9ranos) che secondo diverse fonti raccontava l\u2019uscita di Teseo dal labirinto di Cnosso. Questa danza, la cui iconogra a \u00e8 stata riconosciuta anche in alcuni reperti archeologici, sarebbe stata coreografata da Teseo in fuga da Creta. La prima tappa del suo ritorno a casa, infatti, era stata l\u2019isola di Delo dove l\u2019eroe &#8211; seguito dagli altri giovani atenesi che aveva salvato dal sacri cio &#8211; avrebbe mimato e messo in scena le complesse manovre che aveva eseguito per scon ggere il Minotauro<br \/>\ne scappare dal labirinto. L\u2019origine del nome \u201cDanza delle gru\u201d non \u00e8 certo; potrebbe essere stato scelto in riferimento alle spettacolari parate di accoppiamento messe in atto dagli uccelli, oppure alla loro abitudine di disporsi in la indiana prima delle migrazioni. Nei secoli, questa danza ha ispirato diversi balli e messe in scena tradizionali e in tempi recenti il mito di Teseo e del labirinto \u00e8 stato pi\u00f9 volte rivisitato, anche in chiave psicoanalitica, dalla coreografa americana Martha Graham (1894 &#8211; 1991) a partire da Errand into<br \/>\nthe Maze (1947).<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 18<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>EDUCATIONAL<\/strong><br \/>\nPer ridare vita ai leggendari movimenti della <strong><span style=\"color: #ff0000;\">\u201cDanza della Gru<\/span><\/strong>\u201d e metterli in relazione con le opere e con i contenuti del labirinto del Padiglione Italia,\u00e8 stato invitato l\u2019artista cipriota Christodoulos Panayiotou a<strong> ideare una nuova coreogra a, ispirata all\u2019antica danza e riadattata al contesto.<\/strong> L\u2019artista sar\u00e0 anche alla guida di una serie di quattro workshop durante i quali, dopo aver illustrato la sua visione e interpretazione della danza, inviter\u00e0 i partecipanti a esercitarsi insieme per apprendere i passi della coreogra a all\u2019interno degli spazi del Padiglione Italia. Alla ne di ogni workshop, i partecipanti metteranno in scena la coreogra a, accompagnata da suoni e eventualmente da parole, disegnando un percorso attraverso il labirinto di N\u00e9 altra N\u00e9 questa.<br \/>\nL\u2019iniziativa, curata da Milovan Farronato, Stella Bottai e Lavinia Filippi, intende celebrare il corpo come elemento narrativo, reinterpretando sia l\u2019antica leggenda che lo spazio espositivo, attraverso il movimento, la consapevolezza dello spazio interno ed esterno, la relazione all\u2019altro e l\u2019ascolto reciproco.<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 19<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ministro per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali<br \/>\nAlberto Bonisoli<br \/>\nSottosegretari di Stato<br \/>\nLucia Borgonzoni Gianluca Vacca<br \/>\nCapo di Gabinetto<br \/>\nTiziana Coccoluto<br \/>\nSegretario Generale<br \/>\nGiovanni Panebianco<br \/>\nPadiglione Italia<br \/>\nDirezione generale<br \/>\nArte e Architettura contemporanee e Periferie urbane<br \/>\nDirettore generale DGAAP e Commissario del Padiglione Italia<br \/>\nFederica Galloni<br \/>\nDirigente Servizio I<br \/>\nFabio De Chirico<br \/>\nCoordinamento generale<br \/>\nReferente per l\u2019arte contemporanea Carolina Italiano<br \/>\nAmministrazione<br \/>\nMassimo Epifani Giovanna Terranova Antonella Zotta<br \/>\nSegreteria<br \/>\nAnnamaria Abbamonte Anna Mazzuoccolo Claudio Ricci<br \/>\nUf cio stampa MIBAC Capo Uf cio stampa Giorgio Giorgi<br \/>\nUf cio stampa DGAAP<br \/>\nAlessandra Santerini<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff0000;\">PADIGLIONE ITALIA 20<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff0000;\">COLOPHON<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 altra N\u00e9 questa: La s da al Labirinto<br \/>\nCuratore<br \/>\nMilovan Farronato<br \/>\nCoordinamento Scienti co<br \/>\nStella Bottai<br \/>\nAllestimento e Progetto Gra co<br \/>\nJulia (Valerio Di Lucente &amp; Erwan Lhuissier<br \/>\ncon l\u2019assistenza di Francesco Bruno, Alberto Malossi)<br \/>\nCoordinamento della produzione<br \/>\nGiorgia Gallina<br \/>\nConsulente alla ricerca<br \/>\nLavinia Filippi<br \/>\nUf cio Stampa<br \/>\nPCM Studio di Paola C. Manfredi<br \/>\nRealizzazione<br \/>\nLa Biennale di Venezia<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO<br \/>\nPADIGLIONE ITALIA 21<br \/>\nCOLOPHON<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Main Sponsor<br \/>\nGucci<br \/>\nFPT Industrial<br \/>\nSponsor Tecnici<br \/>\nGemmo C&amp;C-Milano Select Aperitivo<br \/>\nMain Donor<br \/>\nNicoletta Fiorucci Russo, Founder of Fiorucci Art Trust<br \/>\nGeneroso Supporto<br \/>\nSpada Partners<br \/>\nGentile Supporto<br \/>\nBeatrice Bulgari per<br \/>\nIn Between Art Film<br \/>\nMartin Hatebur e Peter Handschin Luigi Maramotti<br \/>\nMario Nuciforo, Gluck50<br \/>\nFondazione Sandretto Re Rebaudengo Andrea Zegna<br \/>\nSupporto Aggiuntivo<br \/>\nRika e Dirk Hamann, Berlin<br \/>\nStudio Legale Giuseppe Iannaccone e Associati<br \/>\nEmmy e Danny Lipschutz Tawil Frances Reynolds per Instituto Inclusartiz<br \/>\nMuriel e Freddy Salem<br \/>\nAndrea e Francesca Viliani; Gino e Antonella Viliani<br \/>\nFondi ricevuti anche da parte di<br \/>\nFabio Cherstich<br \/>\nNadia e Rajeeb Samdani Antonio e Carla Sersale<br \/>\nRingraziamenti<br \/>\nThe Church of Chiara Fumai Fiorucci Art Trust<br \/>\nGalleria de\u2019 Foscherari Granarolo<br \/>\nInternational Studio &amp; Curatorial Program (ISCP) in New York Francesco Pantaleone Contemporary Art<br \/>\nTenuta Sette Cieli Michael Werner Gallery<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO<br \/>\nPADIGLIONE ITALIA 22<br \/>\nSPONSOR E DONOR<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MAIN SPONSOR<br \/>\nGucci \u00e8 il main sponsor del Padiglione Italia<br \/>\nalla 58. Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia<br \/>\nRoma, 27 marzo 2019 \u2013 Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, ha scelto di sostenere il progetto di Milovan Farronato, curatore del Padiglione Italia alla 58. Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia, intitolato N\u00e9 altra N\u00e9 questa: La sfida<br \/>\nal Labirinto.<br \/>\nPer l\u2019esposizione il curatore ha coinvolto tre importanti artisti italiani \u2013 Enrico David, Chiara Fumai e Liliana Moro \u2013 che rappresenteranno il nostro Paese con lavori inediti e opere storiche, e i cui percorsi artistici contemporanei si distinguono per spirito di ricerca tra passato e presente.<br \/>\nMilovan Farronato e Alessandro Michele condividono lo stesso sguardo curioso e appassionato verso la contemporaneit\u00e0. Spiriti affini e complementari, sono accomunati dalla continua ricerca delle mutevoli, inaspettate espressioni del sentire artistico e della creativit\u00e0 in ogni forma e suggestione.<br \/>\nDopo il progetto espositivo The Artist is Present al Museo Yuz di Shanghai, curato da Maurizio Cattelan, l\u2019annuncio del sostegno alla mostra fotografica PAOLO DI PAOLO. Mondo perduto che aprir\u00e0 al pubblico il 17 aprile al MAXXI di Roma, attraverso questa nuova collaborazione con il Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019 e la Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali, Gucci e Michele riconfermano il proprio impegno a favore della cultura.<br \/>\nIl supporto al Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019 si aggiunge, infatti, a diverse altre iniziative per promuovere il patrimonio artistico e culturale italiano che negli ultimi anni hanno incluso: il contribuito al progetto culturale \u201cPrimavera di Boboli\u201d promosso dal Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali e patrocinato dal Comune di Firenze, che prevede una partnership con le Gallerie degli Uffizi per il restauro e la valorizzazione del patrimonio botanico del Giardino di Boboli; le collaborazioni con i parchi archeologici di Pompei, Ercolano e Selinunte che hanno l\u2019intento di promuovere e preservare questi antichi siti, portando all\u2019attenzione delle nuove generazioni il fascino e la memoria storica di questi luoghi, e il recente annuncio che nel corso dei prossimi due anni, Gucci contribuir\u00e0 al progetto di recupero della celebre Rupe Tarpea, la parete rocciosa posta sul lato meridionale del Campidoglio. La cifra stilistica e estetica di Alessandro Michele si esprime e si nutre attraverso il dialogo costante con differenti entit\u00e0 creative.<br \/>\nGUCCI<br \/>\nFondato a Firenze nel 1921, Gucci \u00e8 uno dei principali marchi mondiali nel settore del lusso con una riconosciuta reputazione per creativit\u00e0, innovazione e artigianalit\u00e0 italiana. Gucci fa parte del gruppo mondiale del lusso Kering, che sostiene e promuove lo sviluppo di alcuni tra i pi\u00f9 rinomati marchi di moda, pelletteria, gioielli e orologi.<br \/>\nPer ulteriori informazioni su Gucci, visitare il sito www.gucci.com<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 23<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corporate Logo The corporate version of the logo should only be used as per the CNHI Brand Identity Manual.<br \/>\n<strong>MAIN SPONSOR<\/strong><br \/>\nRoma, 27 marzo 2019 \u2013 In occasione della 58. Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia, FPT Industrial annuncia il proprio sostegno, in qualit\u00e0 di main sponsor, al Padiglione Italia a cura di Milovan Farronato, e coglie questa prestigiosa occasione per annunciare il proprio impegno a sostegno dell\u2019arte.<br \/>\nFPT Industrial \u00e8 il marchio del gruppo CNH Industrial dedicato alla progettazione, produzione e commercializzazione di motori per applicazioni industriali e marine, power generation, trasmissioni e assali. Grazie ai suoi sette Centri di Ricerca &amp; Sviluppo e ai team dedicati all\u2019innovazione, FPT Industrial \u00e8 da anni pioniere nel campo della riduzione di emissioni e inquinanti ed \u00e8 stata la prima a introdurre i motori a gas naturale per il trasporto a lungo raggio. Con pi\u00f9 di 8 mila dipendenti e pi\u00f9 di 1 motore prodotto ogni minuto nei suoi 10 siti produttivi in tutto il mondo, FPT Industrial ogni giorno muove milioni di mezzi industriali \u2013 camion, trattori, macchine movimento terra, imbarcazioni \u2013 che permettono di sviluppare e accrescere la nostra economia.<br \/>\nFondata su ricerca scienti ca, innovazione tecnologica e attenzione costante a temi sociali ed etici, la visione di FPT Industrial si manifesta concretamente attraverso lo sviluppo di progetti a sostegno dell\u2019ambiente e delle comunit\u00e0 locali di tutto il mondo, come Urban Forestry con cui l\u2019azienda si impegna nel suo stesso territorio per la nascita di una nuova foresta urbana nella citt\u00e0 di Torino, e Yes, we Kenya grazie al quale dona un sistema di irrigazione all\u2019universit\u00e0 di Nairobi con l\u2019obiettivo di porre le basi per un\u2019agricoltura sostenibile nel paese. Con il progetto TechPro2 supporta il sociale sostenendo un programma internazionale di formazione rivolto a giovani provenienti da situazioni disagiate, e ancora, con la partnership per il progetto Clean Sea Life, dimostra un costante interesse all\u2019ambiente, sensibilizzando al tema della salvaguardia dei mari dall\u2019inquinamento dei ri uti.<br \/>\nProprio per la forte attenzione alla tutela del mare, FPT Industrial sceglie Venezia, citt\u00e0 che con l\u2019acqua ha un rapporto unico, per sottolineare ulteriormente il suo impegno concreto, e lo fa legandosi per la prima volta al mondo dell\u2019arte contemporanea.<br \/>\nLa partnership con il Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019 costituisce per l\u2019azienda una importante occasione di sostegno all\u2019eccellenza italiana, e il contesto internazionale della Biennale Arte \u00e8 quello ideale per porsi anche come promotore culturale.<br \/>\nIn tale contesto, oltre al sostegno al Padiglione Italia, FPT presenter\u00e0 in citt\u00e0 l\u2019opera site speci c di Christian Holstad Consider yourself as a guest (Cornucopia), ispirata al tema della protezione dei mari. L\u2019installazione, realizzata dall\u2019artista statunitense selezionato da Milovan Farronato proprio per la sua attenzione a temi come il consumismo e il suo effetto sul mondo, sar\u00e0 una cornucopia realizzata interamente di ri uti plastici: l\u2019opera traduce in arte l\u2019impegno di FPT Industrial nella tutela ambientale, portando letteralmente a galla un problema sempre pi\u00f9 attuale e urgente.<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 24<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MAIN SPONSOR<br \/>\n\u201cCome azienda multinazionale, ma dal forte radicamento italiano, fondato sulla ricerca e l\u2019eccellenza, \u2013 dichiara Carlo Moroni, Head of Communication di FPT Industrial \u2013 non potevamo non sostenere un progetto culturale come quello del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2019. Questa \u00e8 per noi un\u2019occasione preziosa per aprirci al mondo della cultura, e l\u2019arte contemporanea ci ha fornito anche il linguaggio giusto per sensibilizzare alla salvaguardia del mare e sottolineare il nostro impegno ambientale\u201d.<br \/>\nN\u00c9 ALTRA N\u00c9 QUESTA: LA SFIDA AL LABIRINTO PADIGLIONE ITALIA 25<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia 2019\u00a0 APERTURA AL PUBBLICO dal 11 maggio al 24 novembre 2019 Arsenale, Tese delle Vergini ORARI DI APERTURA<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":51742,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,358],"tags":[17171],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67293"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=67293"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67293\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67294,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67293\/revisions\/67294"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/51742"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=67293"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=67293"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=67293"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}