{"id":67443,"date":"2019-04-03T20:11:37","date_gmt":"2019-04-03T18:11:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=67443"},"modified":"2019-04-02T20:24:10","modified_gmt":"2019-04-02T18:24:10","slug":"salute-virus-dellepatite-e-hev-diagnostica-molecolare-puo-velocemente-individuare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=67443","title":{"rendered":"Salute &#8211; Virus dell\u2019epatite e ( hev ) diagnostica molecolare per individuarlo velocemente"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>HEV in Italia \u00e8 soprattutto alimentare e legata al consumo di carni suine e cinghiali ma anche <span style=\"color: #ff00ff;\">polli e tacchini<\/span> crude o<span style=\"color: #ff00ff;\"> poco cotte<\/span> \u00a0..<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019epatite E (HEV) \u00e8 forse la meno nota tra le epatiti virali &#8230;<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>IL VIRUS DELL\u2019EPATITE E (HEV), UN VIRUS \u2018IN INCOGNITO\u2019 CHE LA DIAGNOSTICA MOLECOLAR<\/u><\/strong><strong><u>E PUO\u2019 VELOCEMENTE INDIVIDUARE <\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>HEV \u00c8<span style=\"color: #ff00ff;\"> ENDEMICO ANCHE IN ITALIA.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>NEL 90% DEI CASI L\u2019INFEZIONE\u00a0 \u00c8<span style=\"color: #ff00ff;\"> ASINTOMATICA,<\/span> MA PU\u00d2 RIVELARSI <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">LETALE NELLE DONNE IN GRAVIDANZA.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 TEMPO DI MIGLIORARE LA DIAGNOSTICA\u00a0 DI HEV IN TUTTI GLI OSPEDALI.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema dell\u2019Epatite E (HEV) in Italia, punto della situazione secondo quanto commentato dal <b><u>prof. Massimo Galli, Presidente SIMIT, Societ\u00e0 Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, Direttore della divisione universitaria di malattie infettive dell\u2019Ospedale Sacco di Milano, e dal dr. Carlo Roccio biologo, componente del comitato ricerca, sviluppo e innovazione di Federchimica e direttore scientifico Cerba HC Italia<\/u><\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una possibilit\u00e0 da considerare<strong><span style=\"text-decoration: underline;\"> non solo per chi viaggia<\/span> <\/strong>nelle aree notoriamente a rischio. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La trasmissione di HEV in Italia \u00e8 <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>soprattutto alimentare e legata al consumo di carni suine crude<\/strong> <\/span><span style=\"color: #ff00ff;\"><strong>o poco cotte. <\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Non esistono cure specifiche<\/strong> e non \u00e8 ancora disponibile in Europa un vaccino efficace. Avere pi\u00f9 informazioni sulla sua diffusione \u00e8 indispensabile per disegnare strategie di prevenzione. Affinare le metodiche diagnostiche ed estendere costantemente la ricerca di questa infezione nei casi di sospetta epatite \u00e8 un passo importante in questa direzione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Milano, 2 aprile 2019<\/strong> \u2013\u00a0 Un\u2019infezione spesso considerata meno del dovuto e <strong>non sempre rapidamente diagnosticata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati epidemiologici disponibili sulla presenza di anticorpi nel sangue di italiani sani fanno ipotizzare che l\u2019infezione sia frequente anche in chi non ha mai viaggiato fuori dal paese, anche se spesso si risolve senza dare malattia evidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tende ancora a sospettare l\u2019infezione e a svolgere le appropriate indagini su HEV solo in chi ha soggiornato nelle zone endemiche, soprattutto in Asia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAnche per l\u2019epatite E una diagnostica rapida e sicura esiste ed \u00e8 stata realizzata grazie alla biologia molecolare. Ma l\u2019approccio \u00e8 ancora poco diffuso, specialmente tra gli ospedali italiani\u201d,\u00a0 afferma <strong><u>Carlo Roccio, biologo, <\/u>componente del comitato ricerca, sviluppo e innovazione di Federchimica e direttore scientifico Cerba HC Italia. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I rischi delle epatiti virali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ogni anno 1,34 milioni di persone muoiono nel mondo a causa di un \u2018epatite virale\u2019,<\/strong> un numero comparabile con i decessi provocati dalle grandi infezioni killer, come quelle da HIV e come la malaria e la tubercolosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i virus che causano epatite parte del leone nel causare decessi la fanno l\u2019epatite B e l\u2019epatite C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il tempo si sono affinati gli strumenti per prevenire, diagnosticare e curare queste malattie e i paesi aderenti all\u2019WHO (Organizzazione mondiale della sanit\u00e0) si sono posti l\u2019obiettivo di ridurre le morti da epatiti del 65% e le nuove infezioni del 90% entro il 2030.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Per l\u2019epatite B si dispone di un valido vaccino e di farmaci in grado di bloccare la progressione di malattia<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la C, la scoperta di nuovi farmaci rivoluzionari, in grado di \u2018cancellare\u2019 l\u2019infezione dopo poche settimane di terapia per bocca nella quasi totalit\u00e0 delle persone trattate, ha aperto una nuova era.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cPer eliminare il virus C e continuare il contenimento del B, oltre agli investimenti in terapie e farmaci gi\u00e0 effettuati (e che hanno dato grandi risultati) bisogna puntare anche\u00a0 fare emergere il sommerso, a portare cio\u00e8 a diagnosi chi \u00e8 portatore di queste infezioni e non sa di esserlo. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli investimenti in questa direzione sarebbero una percentuale limitata rispetto a quelli gi\u00e0 effettuati\u201d ha commentato<u>Massimo Galli Presidente SIMIT, Societ\u00e0 Italiana di Malattie Infettive e Tropicali<\/u>. \u201cChiamateci pure incontentabili, ma in questo contesto merita attenzione anche il <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">miglioramento della diagnostica dell\u2019epatite E, una malattia in genere benigna<\/span><\/strong> e raramente mortale, che non tende a cronicizzare se non nelle persone immunodepresse, ma che merita comunque attenzione nei piani di prevenzione e di sicurezza alimentare.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019epatite E (HEV) \u00e8 forse la meno nota tra le epatiti virali,<\/strong> ma \u00e8 da tempo una sorvegliata speciale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basti pensare che, secondo alcuni esperti,<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> 1\/3 della popolazione mondiale \u00e8 venuta in contatto con questo virus<\/strong><\/span> e che, ogni anno a livello globale, 20 milioni di persone contraggano queste infezioni e fino 600mila persone muoiano per cause legate all\u2019epatite E, quasi tutte nei paesi in via di sviluppo. Il virus \u00e8 presente con genotipi differenti \u00a0(varianti diverse) nelle diverse aree geografiche, ognuno dei quali ha caratteristiche peculiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso i monitoraggi effettuati dal <strong>Seieva<\/strong> (Sistema epidemiologico integrato dell\u2019epatite virale acuta) si \u00e8 visto che negli ultimi 30 anni \u00e8 diminuita progressivamente l\u2019incidenza dell\u2019epatite A e, ancor di pi\u00f9, delle epatiti B, C e Delta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019infezione da epatite E, invece, per la quale si registra <span style=\"color: #ff00ff;\">un aumento del numero di casi autoctoni<\/span> (cio\u00e8 <span style=\"color: #ff00ff;\">non legati a viaggi<\/span> in aree endemiche) si sta invece configurando come malattia emergente. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo dipende anche dall\u2019affinarsi delle capacit\u00e0 di laboratorio, che hanno consentito di porre pi\u00f9 agevolmente diagnosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il virus killer delle donne in gravidanza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare la percentuale di mortalit\u00e0 associata all\u2019epatite E \u00e8 stimata tra l\u20191 e il 3%. Se per\u00f2 l\u2019analisi viene effettuata <strong>sulle donne in gravidanza che contraggono questo virus la percentuale si innalza in maniera elevata fino al 15-25%<\/strong>. \u201cNon sono ancora note le cause di questa elevata incidenza di manifestazioni patologiche nelle donne gravide e del perch\u00e9 l\u2019esito letale avvenga soprattutto nel terzo trimestre di gestazione (quando la letalit\u00e0 pu\u00f2 raggiungere il 5-25%), ma l\u2019ipotesi al momento pi\u00f9 accreditata \u00e8 quella di un ruolo da parte di fattori immunologico che limitino nella gravida la capacit\u00e0 di combattere il virus\u201d commenta <strong><u>Galli, che \u00e8 anche direttore della divisione universitaria di malattie infettive dell\u2019Ospedale Sacco di Milano<\/u>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Epatite E, una malattia ancora in incognito ma in contatto con 1 italiano su 10<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Epatite E \u00e8 una malattia sottostimata a causa della mancanza di strumenti di diagnosi sensibili.<\/strong> Diffusa soprattutto in Asia meridionale. In India, ad esempio, \u00e8 responsabile del 62% dei casi di<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> epatite fulminante tra gli adulti e del 40% tra i bambini.<\/span><\/strong> Studi sieroepidemiologici hanno evidenziato un\u2019elevata presenza di anticorpi dell\u2019Epatite E (HEV), il 5-20%, anche nella popolazione sana di molti paesi industrializzati, il che testimonia un contatto con il virus anche in Europa dove dunque \u00e8 diventato endemico. In Italia, in particolare, una recente indagine ha riscontrato <strong>che l\u20198,6% della popolazione italiana ha gli anticorpi dell\u2019Epatite E.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le cause di contagio del virus<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019infezione da HEV, nell\u2019indagine italiana, \u00e8<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> nel 90% dei casi asintomatica,<\/span><\/strong> mentre pu\u00f2 causare epatiti acute e croniche nei pazienti immunodepressi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La causa principale di contagio dell\u2019Epatite E \u00e8 <strong>alimentare (soprattutto carne cruda di maiali e cinghiali ma anche polli e tacchini)<\/strong> come sembrerebbe dimostrare la predominanza del dato nelle regioni del centro Italia in cui \u00e8 maggiore il consumo di alimenti come le salsicce di fegato, le principali sospettate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019epatite E pu\u00f2 pertanto\u00a0 essere considerata anche una <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>zoonosi emergente, cio\u00e8 una malattia infettiva con trasmissione da animale a uomo<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 il principale serbatoio animale sono i suini, <strong>le persone che lavorano a stretto contatto con tali animali possono essere considerate a maggior rischio di infezione<\/strong>. Oltre al consumo di alimenti con carne infetta, alla trasmissione oro-fecale, alle acque contaminate e alla <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">trasmissione verticale madre-figlio<\/span><\/strong> esiste anche il rischio di trasmissione attraverso trasfusioni di sangue infetto. Al momento esiste un vaccino per HEV commercializzato solo in Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa migliore prevenzione quindi consiste nel<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> porre attenzione all\u2019igiene, al consumo alimentare e di acque di sospetta derivazione<\/strong> <\/span>nonch\u00e9 sensibilizzare verso la velocit\u00e0 di analisi per individuare con sicurezza e nel pi\u00f9 breve tempo possibile l\u2019infezione, attraverso lo sviluppo tecnologico di soluzioni diagnostiche certificate\u201d, conclude Carlo Roccio che attraverso i laboratori di Clonit, societ\u00e0 biotech, ha messo a punto un kit di diagnostica molecolare con sistema RT-PCR che ricerca tutti i quattro sottotipi del virus dell\u2019Epatite E con una tecnologia Made in Italy e certificata CE-IVD, in grado di dare risultati in meno di due ore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il kit Clonit quanty HEV \u00e8 stato valutato utilizzando lo standard \u00a0PEI code 8578\/13, Version 2.0, Novembre 2015\u00a0dichiarato\u00a0come il 1<sup>\u00b0<\/sup>\u00a0WHO International Reference Panel per HEV genotypes per le tecniche NAT<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>HEV in Italia \u00e8 soprattutto alimentare e legata al consumo di carni suine e cinghiali ma anche polli e tacchini crude o poco cotte \u00a0..<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":61699,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[29,26],"tags":[17210,17209,17208,17211],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67443"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=67443"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67443\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67447,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/67443\/revisions\/67447"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/61699"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=67443"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=67443"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=67443"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}