{"id":68007,"date":"2019-05-09T17:58:15","date_gmt":"2019-05-09T15:58:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=68007"},"modified":"2019-05-09T18:31:48","modified_gmt":"2019-05-09T16:31:48","slug":"arte-a-venezia-fondazione-prada-presenta-jannis-kounellis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=68007","title":{"rendered":"Arte a Venezia &#8211; Fondazione Prada presenta \u201cJannis Kounellis\u201d"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<figure id=\"attachment_68009\" aria-describedby=\"caption-attachment-68009\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=68009\" rel=\"attachment wp-att-68009\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-68009\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Kunellis-300-Fondazione-Prada-2019.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Kunellis-300-Fondazione-Prada-2019.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Kunellis-300-Fondazione-Prada-2019-246x300.jpg 246w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-68009\" class=\"wp-caption-text\"><br \/>Foto : Jannis Kounellis<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">FONDAZIONE PRADA PRESENTA LA MOSTRA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cJANNIS KOUNELLIS\u201d,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A CURA DI GERMANO CELANT, <strong>DALL\u201911 MAGGIO AL 24 NOVEMBRE 2019 A VENEZIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8211; Fondazione Prada presenta \u201cJannis Kounellis\u201d, a cura di Germano Celant, la prima vasta retrospettiva dedicata all\u2019artista dopo la sua scomparsa nel 2017. La mostra si svolge nel palazzo di Ca\u2019 Corner della Regina, sede veneziana della fondazione, dall\u201911 maggio al 24 novembre 2019 (anteprima stampa mercoled\u00ec 8 maggio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto, sviluppato con la collaborazione dell\u2019Archivio Kounellis, riunisce<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> 70 lavori dal 1958 al 2016,<\/strong><\/span> provenienti da istituzioni e musei italiani e internazionali, come Tate Modern (Londra), Centre Pompidou &#8211; Mus\u00e9e national d\u2019art moderne (Parigi), Museum Boijmans Van Beuningen (Rotterdam), Walker Art Center (Minneapolis) e Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea (Torino), e da importanti collezioni private in Italia e all\u2019estero. La mostra ricostruisce la storia artistica ed espositiva di Kounellis (Pireo 1936 &#8211; Roma 2017),<strong> evidenziando gli sviluppi fondamentali della sua poetica<\/strong> e cercando di stabilire un dialogo tra le opere e gli spazi settecenteschi di Ca\u2019 Corner della Regina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi lavori dell\u2019artista, esposti originariamente tra il 1960 e il 1966, sono presentati in due sale del primo piano nobile del palazzo veneziano e<strong> trattano del linguaggio urbano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una prima fase riprendono <strong>scritte, segnali e insegne presenti nelle strade di Roma<\/strong> e, in seguito, contengono<strong> lettere, frecce e numeri neri tracciati su tela, carta<\/strong> o altri supporti bianchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veicolano una scomposizione del linguaggio in accordo con la <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">frammentazione del reale<\/span><\/strong> che, dal 1964, si ricompone in <strong>soggetti ripresi dalla natura, dai tramonti alle rose<\/strong>, quest\u2019ultime attaccate sulle tele con bottoni automatici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1967, con l\u2019intento di superare l\u2019uniformit\u00e0 tradizionalmente pittorica della sua prima produzione, la ricerca di Kounellis si fa pi\u00f9 radicale per <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">inglobare elementi concreti e naturali come volatili, terra, cactus, lana, carbone, cotone e fuoco.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si passa dal <strong>linguaggio scritto e pittorico a quello fisico<\/strong> e ambientale dove l\u2019operazione concettuale si intreccia alle materie elementari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A un idioma elitario, asettico e ufficiale che domina il mondo dell\u2019arte, Kounellis oppone un <strong>linguaggio basato sulla primariet\u00e0 degli elementi vitali e sulla relazione terrestre con l\u2019arte<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ricorso a <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">entit\u00e0 organiche e inorganiche<\/span> <\/strong>trasforma cos\u00ec il suo linguaggio in un\u2019esperienza corporea, intesa come trasmissione e rilevamento sensoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019artista esplora in particolare la <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">dimensione sonora<\/span><\/strong> in cui il dipinto si traduce in uno spartito da musicare o da danzare, gi\u00e0 dal 1960 con lo stesso Kounellis che salmodia le sue lettere su tela e dal 1970 <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>attraverso la presenza di un musicista o di una ballerina<\/strong><\/span>. L\u2019indagine della percezione olfattiva, iniziata nel 1969 con il caff\u00e8, prosegue negli anni Ottanta con sostanze come la grappa, per uscire dai limiti illusori del quadro, <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">abbracciare il mondo dei sensi e congiungersi con il caos vitale della realt\u00e0.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle installazioni realizzate dalla fine degli anni Sessanta ed esposte in mostra, l\u2019artista innesca uno <strong>scontro dialettico tra la leggerezza, l\u2019instabilit\u00e0, la temporalit\u00e0 connesse alla\u00a0<\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\"><strong>fragilit\u00e0 dell\u2019elemento naturale e la pesantezza,<\/strong> la permanenza, <strong>l\u2019artificialit\u00e0 e la rigidit\u00e0 delle strutture industriali,<\/strong> rappresentate da superfici modulari in metallo dipinto di grigio. Questa opposizione opera come una metafora della condizione degli esseri viventi, stretta tra l\u2019aspirazione alla libert\u00e0 assoluta e la costrizione fisica e morale indotta dalle costruzioni sociali.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Kounellis partecipa alle mostre e agli eventi artistici che contribuiscono all\u2019<strong><span style=\"text-decoration: underline;\">elaborazione dell\u2019Arte Povera,<\/span> <\/strong>la cui adesione si traduce nell\u2019evitare l\u2019esaltazione dei materiali a favore di un\u2019autentica forma di espressione visuale che rimanda alla cultura antica, intepretata secondo uno spirito contemporaneo, in contrasto con la perdita di identit\u00e0 storica e politica del secondo dopoguerra.<\/p>\n<p>Con questo fare che <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">oscilla dal classico al radicale,<\/span><\/strong> l\u2019artista realizza opere fondamentali che comportano uno scambio energetico e culturale con lo spettatore. Crea un\u2019arte sempre pi\u00f9 intensa e fluida che ingloba, per la sua valenza mitica, componenti naturali e storiche, corporali e simboliche.<\/p>\n<p>Dal 1967, data della cosiddetta <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u201cmargherita di fuoco\u201d, il fenomeno della combustione<\/span><\/strong> appare frequentemente nell\u2019opera dell\u2019artista: una \u201cscrittura di fuoco\u201d che ne enfatizza il potenziale trasformativo e rigenerante.<\/p>\n<p>Il fuoco assume l\u2019aspetto di una torcia a gas agganciata liberamente e posta a livello dello sguardo dello spettatore cos\u00ec da permettergli l\u2019uso potenziale, o annullarne la vista, a favore di un\u2019attenzione al sentire interiore.<\/p>\n<p>Diventa poi un <strong>reticolo di fiamme disposte sul pavimento<\/strong>, come nell\u2019installazione del 1971 presente in mostra, per annunciare il desiderio di un cambiamento totale. Nel corso degli anni, con l\u2019avvento di situazioni politiche e artistiche di carattere conservatore, prende la forma riduttiva di una candela e di una lampada a petrolio, infine si trasforma in una<strong> cannula, leggera e quasi invisibile, che scorre sulla superficie in lamiera del dipinto.<\/strong><\/p>\n<p>Al vertice del mutamento e del risultato s<strong><span style=\"text-decoration: underline;\">ublime della combustione<\/span><\/strong>, secondo la tradizione <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>alchemica,<\/strong><\/span> si colloca <strong>l\u2019oro che l\u2019artista utilizza in molteplici situazioni.<\/strong> Nell\u2019installazione Senza titolo (Tragedia civile) del 1975 il <strong>contrasto tra la foglia d\u2019oro che ricopre interamente una parete spoglia e il nero degli indumenti, appesi a un attacapanni,<\/strong> testimonia la drammaticit\u00e0 di una scena che allude a una crisi storica e personale. \u00c8 il ritratto dell\u2019artista, sacrificato e quindi assente, che esprime una sofferta condizione esistenziale e creativa: una <strong>scissione tra passato e presente che ha ancora qualche speranza di ricomporsi,<\/strong> come suggerisce la presenza della lampada ad acetilene accesa.<\/p>\n<p>Nel percorso di <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Kounellis il fumo, legato naturalmente al fuoco<\/span><\/strong>, funziona sia come residuo di un processo pittorico di transito energetico, sia come prova della trasformazione delle sostanze e dello scorrere del tempo.<\/p>\n<p>Le<strong> tracce di fuliggine sulle pietre, le tele e i mu<\/strong>ri che caratterizzano alcuni lavori del 1979 e 1980, indicano un personale \u201critorno alla pittura\u201d, in opposizione all\u2019approccio a-ideologico ed edonistico di molta produzione pittorica degli anni Ottanta. Negli stessi anni compare il<strong> motivo della ciminiera, ovvero l\u2019esatto contrario della forza primigenia della fiamma<\/strong> che \u00e8 infatti imprigionata nella struttura in mattoni. Se il fuoco\u00a0<span style=\"font-size: 1.0625rem;\">simboleggia una possibilit\u00e0 d\u2019intervento rivoluzionario sulla realt\u00e0, la fuliggine e il fumo sprigionati dalla ciminiera rappresentano il dissolvimento e la fine di ogni potenziale azione politica e sociale tramite l\u2019arte.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Le due opere del 1980 e 2006,<strong> composte da strumenti musicali collegati a bombole a gas e campane in ferro battuto<\/strong>, sono idealmente collegate a due lavori datati 1971.<\/p>\n<p>Nel primo caso alcuni <strong>flautisti suonano un frammento della Passione Secondo Matteo<\/strong> di Johann Sebastian Bach, mentre nel secondo un dipinto a olio riporta le note di un\u2019altra composizione sacra di Bach eseguita dal vivo da un violoncellista. Con queste due operazioni Kounellis rinnova<strong> la dimensione sacrale della musica legata al mito di Orfeo<\/strong> che attribuisce al canto la capacit\u00e0 di convertire l\u2019inerte in vivente, cos\u00ec da opporsi alla morte.<\/p>\n<p>Questi lavori sostituiscono o collegano l\u2019immagine con il suono <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>superando le tradizionali distinzioni tra linguaggi artistici,<\/strong> <\/span>mentre la ripetizione di frammenti musicali e la presenza fisica dei musicisti permettono all\u2019artista di esplorare ancora una volta la dimensione corporea dell\u2019opera e la condivisione dell\u2019esperienza concettuale e sensoriale tra autore e spettatore.<\/p>\n<p>In tutta la sua ricerca Kounellis sviluppa una <strong>relazione tragica e personale con la cultura e la storia,<\/strong> evitando un atteggiamento aulico e reverenziale. Arriva a rappresentare il passato con un insieme incompleto di frammenti, come nell\u2019opera del 1974 composta da porzioni di copie in gesso di statue classiche disposte su un tavolo e accostate a una lampada a petrolio accesa.<\/p>\n<p>Mentre <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>in altri lavori l\u2019eredit\u00e0 greco-romana \u00e8 esplorata attraverso l\u2019elemento della maschera,<\/strong> <\/span>come nell\u2019installazione del 1973 costituita da una cornice in legno su cui sono disposti a intervalli regolari calchi in gesso di volti. Il supporto ligneo racchiude una tela nera che evoca uno spazio teatrale in cui la maschera, secondo la tradizione greca, stabilisce il ruolo e l\u2019identit\u00e0 del personaggio e ne definisce le origini e il destino.<\/p>\n<p>Un altro emblema dell\u2019insofferenza dell\u2019artista verso le dinamiche del proprio tempo \u00e8 la porta, presente in mostra in tre diverse declinazioni datate tra il 1974 e il 2004<strong>. I varchi tra le stanze sono chiusi con pietre, legno, macchine da cucire e tondelli di ferro,<\/strong> mostrando l\u2019interiorit\u00e0 storica dell\u2019edificio e rendendo inaccessibili alcuni ambienti cos\u00ec da<span style=\"text-decoration: underline;\"> esaltarne la dimensione sconosciuta, metafisica e surreale.<\/span> Nel corso degli anni il motivo della porta \u00e8 ripresentato da Kounellis in numerose versioni costituite anche da <strong>campane e da calchi di statue classiche, memorie stratificate di un\u2019eredit\u00e0 sensoriale<\/strong> e visuale, profonda e impenetrabile.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo \u00e8 completato da <strong>alcune installazioni di grandi dimensioni,<\/strong> realizzate da Kounellis a partire dalla fine degli anni Ottanta.<\/p>\n<p>Questi insiemi, che moltiplicano le modularit\u00e0 dei lavori storici per appropriarsi dello spazio, inglobano mensole o costruzioni metalliche che contengono oggetti di varia provenienza: da <strong>strumenti musicali a sacchi, da calchi in gesso a pietre, da cappotti a bicchieri, da ingranaggi meccanici a frammenti di mobili<\/strong>. In questo contesto si inseriscono i grandi interventi ospitati nelle sale centrali dei due piani nobili di Ca\u2019 Corner della Regina. Al primo piano sono allestite tre imponenti opere del 1994,<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">2011 e 2013. La pi\u00f9 recente \u00e8 composta da <strong>due binari che sorreggono sei strutture di ferro, che richiamano la sua \u201ccotoniera\u201d<\/strong> (1967), ognuna delle quali contiene al suo interno 200 kg di materiale di varia natura. Il portego del secondo piano ospita invece l\u2019intervento del 1993- 2008, costituito da armadi di diversi colori e forme sospesi a soffitto. Concepita per la prima volta per gli spazi di Palazzo Belmonte Riso a Palermo, <span style=\"text-decoration: underline;\">l\u2019opera sfida le leggi della gravit\u00e0<\/span> e, nella successione di ante casualmente aperte, sembra<span style=\"text-decoration: underline;\"> imitare le impossibili fughe prospettiche della pittura barocca.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano dell\u2019intervento esterno, Kounellis fin dal 1967 affronta nei suoi lavori i motivi della <span style=\"text-decoration: underline;\">gravit\u00e0 e dell\u2019equilibrio<\/span>, sfruttando le possibilit\u00e0 formali e immaginative insite nell\u2019atto di appendere un oggetto, ma \u00e8 negli anni Ottanta e Novanta che approfondisce il confronto con lo spazio architettonico e urbano. Entrambi gli aspetti trovano una r<span style=\"text-decoration: underline;\">ealizzazione monumentale nell\u2019installazione del 1992, riproposta nella corte interna del palazzo veneziano<\/span> che, concepita per la facciata esterna di un edificio di Barcellona, \u00e8 composta da sette piatti metallici a sostenere sacchi contenenti chicchi di caff\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La retrospettiva \u00e8 completata dalla presentazione al piano terra di <strong>documenti come film, cataloghi, inviti, manifesti e fotografie d\u2019archivio<\/strong> che testimoniano la storia espositiva di Kounellis e da un focus dedicato ai suoi progetti in campo teatrale. La mostra \u00e8 accompagnata da un volume che, con un saggio di Germano Celant e un\u2019ampia cronologia illustrata, documenta e approfondisce il percorso biografico e professionale dell\u2019artista. Progettato dallo studio 2&#215;4 di New York, il libro \u00e8 pubblicato da Fondazione Prada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">fondazioneprada.org<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FONDAZIONE PRADA PRESENTA LA MOSTRA \u201cJANNIS KOUNELLIS\u201d, A CURA DI GERMANO CELANT, DALL\u201911 MAGGIO AL 24 NOVEMBRE 2019 A VENEZIA \u00a0&#8211; Fondazione Prada presenta \u201cJannis<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":68950,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[17329],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/68007"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=68007"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/68007\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":68951,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/68007\/revisions\/68951"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/68950"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=68007"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=68007"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=68007"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}