{"id":68059,"date":"2019-04-17T18:27:24","date_gmt":"2019-04-17T16:27:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=68059"},"modified":"2019-04-17T18:27:24","modified_gmt":"2019-04-17T16:27:24","slug":"arte-a-pistoia-domani-inaugura-nuovo-sistema-museale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=68059","title":{"rendered":"Arte a Pistoia &#8211; Domani inaugura Nuovo Sistema Museale"},"content":{"rendered":"<p><strong>FONDAZIONE PISTOIA MUSEI<\/strong><\/p>\n<p><strong>A PISTOIA INAUGURA UN NUOVO SISTEMA MUSEALE <\/strong><br \/>\n<strong>PROMOSSO DA FONDAZIONE CARIPT<\/strong><br \/>\nPALAZZO DE\u2019 ROSSI\u00a0 \u2219\u00a0 ANTICO PALAZZO DEI VESCOVI\u00a0 \u2219\u00a0 SAN SALVATORE\u00a0 \u2219\u00a0 PALAZZO BUONTALENTI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quattro mesi dall\u2019annuncio della sua nascita, la <strong>Fondazione Pistoia Musei<\/strong> inaugura le proprie attivit\u00e0 <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">aprendo le porte di tre delle quattro sedi<\/span> <\/strong>che costituiscono il nuovo sistema museale cittadino affidato alla <strong>Direzione Scientifica di Philip Rylands: Palazzo Buontalenti<\/strong> apre al pubblico con la mostra <em><strong>Italia Moderna 1945 \u2013 1975. Dalla Ricostruzione alla Contestazione<\/strong><\/em> a cura di <strong>Marco Meneguzzo<\/strong>; <strong>Palazzo de\u2019 Rossi<\/strong> presenta <strong><em>Pistoia Novecento 1900-1945<\/em><\/strong>, un <strong>rinnovato percorso espositivo<\/strong> dedicato all\u2019arte del Novecento pistoiese, a cura di <strong>Annamaria Iacuzzi<\/strong> e <strong>Philip Rylands<\/strong>; <strong>Antico Palazzo dei Vescovi<\/strong>offre un racconto visivo della citt\u00e0, dal percorso archeologico all\u2019Arazzo \u2018millefiori\u2019, dalla collezione del poeta Piero Bigongiari dedicata al Seicento fiorentino alle tempere murali di Boldini. L\u2019inaugurazione di <strong>San Salvatore<\/strong> \u2013 quarto edificio del sistema museale \u2013 \u00e8 invece prevista per settembre 2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">UNA MOSTRA IN DUE TAPPE<br \/>\nITALIA MODERNA 1945-1975. Dalla Ricostruzione alla Contestazione<br \/>\nOpere dalle collezioni Intesa Sanpaolo<br \/>\na cura di Marco Meneguzzo<br \/>\nPistoia, Palazzo Buontalenti<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">PRIMA TAPPA:<\/span><\/strong> Le macerie e la speranza<br \/>\n18 aprile \u2013 25 agosto 2019<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">SECONDA TAPPA<\/span><\/strong>: Il benessere e la crisi<br \/>\n13 settembre \u2013 17 novembre 2019<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Pistoia Musei presenta ITALIA MODERNA 1945-1975. Dalla Ricostruzione alla Contestazione a cura di Marco Meneguzzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, allestita <strong>negli spazi di Palazzo Buontalenti<\/strong> e suddivisa in due tappe accomunate dal medesimo intento storico critico \u2013 Le macerie e la speranza visibile dal 18 aprile al 25 agosto 2019 e Il benessere e la crisi visibile dal 13 settembre al 17 novembre 2019 \u2013 presenta oltre centocinquanta opere tutte selezionate dalle collezioni di Intesa Sanpaolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna punta a mostrare il <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>complesso tessuto artistico italiano in uno dei periodi di trasformazione del Paese tra i pi\u00f9 fecondi. La \u201cRicostruzione\u201d e la \u201cContestazione\u201d<\/strong><\/span> non sono infatti solo due poli cronologici entro cui si dipana l\u2019idea della Modernit\u00e0, declinata alla maniera italiana, ma sono due indicazioni culturali e mostrano gi\u00e0 un arco di sviluppo di idee e di costumi che hanno portato l\u2019Italia alla ribalta internazionale, sia come economia che come cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suddivisa in sezioni che non seguono solo l\u2019andamento tradizionale ma preferiscono evocare contesti sociali e culturali in cui si incontravano anche tendenze diverse, <strong>ITALIA MODERNA 1945-1975<\/strong> vuole evidenziare il clima, l\u2019atmosfera, il tessuto connettivo dell\u2019arte italiana, pi\u00f9 ancora della presenza di nomi e opere gi\u00e0 molto conosciute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Il contesto dell\u2019arte italiana tra il \u201945 e gli anni \u201970<\/strong> \u2013 spiega il curatore Marco Meneguzzo \u2013 accompagna l\u2019evoluzione del Paese e spesso la anticipa: questa rassegna vuole mostrare proprio il fermento, il \u201cbrodo di coltura\u201d entro cui si \u00e8 sviluppata una nuova grande stagione dell\u2019arte italiana, ormai riconosciuta anche internazionalmente\u201d.\u2028La novit\u00e0 espositiva della mostra sta anche nella formula adottata per l\u2019allestimento, che mira a essere esaustivo e al contempo a \u201cfidelizzare\u201d il visitatore. Gli spazi di Palazzo Buontalenti \u2013 sede della Fondazione Pistoia Musei dedicata alle mostre temporanee, restaurati per l\u2019occasione \u2013 non sarebbero infatti stati sufficientemente vasti per accogliere le circa centocinquanta opere scelte dal curatore, e d\u2019altro canto una scelta numericamente inferiore non sarebbe stata sufficiente a mostrare il contesto ricco e variegato dell\u2019arte italiana, privilegiando soltanto i \u201csoliti noti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco dunque la scelta di raccogliere due mostre sotto lo stesso titolo e di offrire al pubblico un percorso in due capitoli:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>nella prima tappa si possono quindi ammirare opere tradizionali,<\/strong> per quanto innovative nel linguaggio, che vanno <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">dal 1945 e il 1960<\/span><\/strong>, mentre nella seconda tappa, quasi a ostentare il distacco anche dei materiali e dei concetti da quella precedente, <strong>il fulcro cronologico essenziale \u00e8 quello che va dal 1960 al 1975.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa Modernit\u00e0 \u2013 afferma Marco Meneguzzo \u2013 pu\u00f2 cos\u00ec essere guardata e interpretata nei suoi mutamenti generali e radicali, ma anche nelle peculiarit\u00e0 e nelle varianti proposte dai singoli artisti, in una sorta di grande affresco corale sul recente passato.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nPALAZZO DE\u2019 ROSSI, UNA COLLEZIONE DEDICATA AL NOVECENTO<br \/>\nPISTOIA NOVECENTO 1900 \u2013 1945<br \/>\na cura di Annamaria Iacuzzi e Philip Rylands<\/p>\n<p>18 aprile 2019 \u2013 19 aprile 2020<br \/>\nPistoia, Palazzo de\u2019 Rossi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Pistoia Musei presenta Pistoia Novecento 1900-1945il rinnovato percorso espositivo di Palazzo de\u2019 Rossi curato da Annamaria Iacuzzi e Philip Rylands che apre al pubblico dal 18 aprile 2019 e rester\u00e0 visibile fino al 19 aprile 2020. Il nuovo allestimento della collezione permanente di Fondazione Pistoia Musei vede esposte alcune delle opere pi\u00f9 rappresentative del Novecento pistoiese acquisite dalla Fondazione Caript e affiancate a opere in comodato dalla collezione Intesa Sanpaolo.<br \/>\nIl riallestimento pensato da Iacuzzi e Rylands consente una lettura del panorama artistico pistoiese nel suo articolarsi di generazioni e momenti espositivi nell\u2019arco del primo quarantennio del secolo: a dipinti, sculture e opere grafiche degli autori pistoiesi attivi tra il 1900 e il 1945 sono state affiancate opere di artisti non pistoiesi, il cui ruolo si \u00e8 rivelato significativo per la circostanza culturale cittadina del periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel percorso sono visibili, tra le altre, le opere dello <strong>scultore simbolista Andrea Lippi e quelle del pittore futurista Mario Nannini, spazzati via dalla prima guerra mondiale;<\/strong> quelle di <strong>Francesco Chiappelli, Alberto Caligiani, Giulio Innocenti<\/strong> fino ad arrivare alla Scuola pittorica pistoiese attiva tra le due guerre, di cui fecero parte <strong>il giovane Marino Marini<\/strong> assieme a <strong>Renzo Agostini, Pietro Bugiani, Alfiero Cappellini, Corrado Zanzotto, Umberto Mariotti, Egle Marini.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl nuovo allestimento Pistoia 1900-1945 \u2013 afferma Annamaria Iacuzzi \u2013 \u00e8 <strong>un&#8217;occasione straordinaria che ci permette, attraverso le opere del patrimonio della Fondazione Pistoia Musei, che oggi assume su di s\u00e9 il ruolo collezionistico che fu della Fondazione Caript e della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia (ora Intesa Sanpaolo), di cogliere a pieno l&#8217;esuberanza artistica cittadina in questo secolo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">L&#8217;avvicendarsi delle generazioni degli artisti,<\/span><\/strong> a partire <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">dal primo decennio del Novecento<\/span><\/strong>, mette in luce una citt\u00e0 da sempre rivolta con attenzione al contemporaneo e impegnata nell&#8217;elaborazione di autonomi linguaggi creativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo fa di Pistoia un esempio unico tra le citt\u00e0 toscane dell&#8217;epoca: <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>non intimorita dal ruolo predominante della vicina Firenze,<\/strong> <\/span>essa fu luogo di continui fermenti culturali. Togliendoci da un&#8217;ottica provinciale, la lettura di queste esperienze all&#8217;interno del panorama pi\u00f9 ampio dei contesti internazionali, mostra come Pistoia abbia spesso apportato un contributo di grande originalit\u00e0 a cui si affiancava una rivendicazione costante di una propria autonomia artistica e poetica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La collezione della Fondazione Caript che, al suo costituirsi nel 1992, prende avvio con l\u2019acquisizione di una donazione di opere del pittore e scultore Corrado Zanzotto, si pone in linea di continuit\u00e0 con l\u2019opera collezionistica della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia che lungo gli anni Ottanta aveva dato vita alla Collezione d\u2019arte pistoiese moderna e contemporanea (ora confluita nella collezione Intesa Sanpaolo), ubicata all\u2019interno del Museo dell\u2019Antico Palazzo dei Vescovi. Queste collezioni avevano l\u2019intenzione di valorizzare e salvaguardare l\u2019arte del Novecento, secolo di grande pregio artistico con importanti riconoscimenti di carattere nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con la nascita di Fondazione Pistoia Musei, Palazzo de\u2019 Rossi diventa uno dei vertici del nuovo sistema museale,<\/strong> connotandosi come <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">centro dedicato all\u2019arte del Novecento pistoiese<\/span><\/strong>, punto di riferimento per la conoscenza delle varie generazioni artistiche che si sono succedute lungo il secolo scorso. Artisti di belle speranze e autentica motivazione poetica che, pur partendo da una piccola citt\u00e0 divenuta provincia nel 1927, avevano l\u2019ardimento di confrontarsi con i grandi nomi della storia dell\u2019arte partecipando alle Biennali veneziane, alle Triennali milanesi e alle Quadriennali romane, a mostre in Italia e all\u2019estero.<\/p>\n<p>Foto: Mario Nannini,\u00a0Rose 1917, (dettaglio). Courtesy Fondazione Pistoia Musei &#8211; particolare<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FONDAZIONE PISTOIA MUSEI A PISTOIA INAUGURA UN NUOVO SISTEMA MUSEALE PROMOSSO DA FONDAZIONE CARIPT PALAZZO DE\u2019 ROSSI\u00a0 \u2219\u00a0 ANTICO PALAZZO DEI VESCOVI\u00a0 \u2219\u00a0 SAN SALVATORE\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/68059"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=68059"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/68059\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":68063,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/68059\/revisions\/68063"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=68059"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=68059"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=68059"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}