{"id":69714,"date":"2019-05-28T16:50:17","date_gmt":"2019-05-28T14:50:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=69714"},"modified":"2019-05-29T18:06:39","modified_gmt":"2019-05-29T16:06:39","slug":"arte-a-torino-mario-merz-prize-inaugurazione-3-giugno-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=69714","title":{"rendered":"Arte a Torino &#8211; Mario Merz Prize &#8211; inaugurazione 3 giugno 2019"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Mario Merz Prize\u20283\u00b0 Edizione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unico premio internazionale per l\u2019arte e la musica\u2028\u00a0\u2028Mostra dei 5 finalisti della 3\u00b0 ed. del Mario Merz Prize settore arte\u2028Bertille Bak, Mircea Cantor, David Maljkovic, Maria Papadimitriou, Unknown Friend\u2028a cura di Claudia Gioia, Samuel Gross, Beatrice Merz<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">3 giugno \u2013 6 ottobre 2019\u2028\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Opening: luned\u00ec 3 giugno, ore 18.00 \u2013 20.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fondazione Merz<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>via Limone, 24 &#8211; Torino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Merz presenta,<strong> da luned\u00ec 3 giugno a domenica 6 ottobre 2019<\/strong>, la mostra <span style=\"text-decoration: underline;\">collettiva dei 5 finalisti della 3\u00b0 edizione del Mario Merz Prize per il settore arte<\/span>.<\/p>\n<p>Gli artisti protagonisti della collettiva sono<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bertille Bak (Francia, 1983), Mircea Cantor (Romania, 1977), David Maljkovic (Croazia, 1973), Maria Papadimitriou (Greta, 1957) e Unknown Friend, duo composto da Stephen G. Rhodes (USA, 1977) e Barry Johnston (USA, 1980).<\/p>\n<p>Il percorso espositivo allestito <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">presso la sede della Fondazione include linguaggi e soluzioni formali molto diversi tra loro,<\/span> <\/strong>ma accomunati da una potente tensione interrogatoria nei confronti del presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Molteplici storie, traiettorie individuali che si mescolano alla collettivit\u00e0 e vicende generazionali<\/strong> distinte convergono nel tentativo di costruire un nuovo linguaggio per catturare il tempo contingente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Cinque processi diversi di iconizzazione del presente<\/span><\/strong> che trasformano il reale in altrettanti racconti: la vita della comunit\u00e0 di appartenenza per Bertille Bak, <span style=\"text-decoration: underline;\">le rovine che evocano tragedie collettive nelle opere di Mircea Cantor,<\/span> la memoria e la sua organizzazione in archivio in David Malijkovic, <span style=\"text-decoration: underline;\">l\u2019indagine sul legame sociale nella ricerca di Maria Papadimitrou,<\/span> una <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">narrazione tragicomica che ribalta il normale equilibrio tra realt\u00e0 e finzione<\/span><\/strong> nell\u2019attitudine ironica di Unknown Friend.<\/p>\n<p>Proclamati nel corso del mese di dicembre 2018, i finalisti sono stati selezionati da una giuria composta da Samuel Gross (responsabile artistico Istituto Svizzero), Claudia Gioia (curatrice indipendente) e BeatriceMerz (presidente Fondazione Merz), curatori della collettiva presso la Fondazione Merz.<\/p>\n<p>A partire dall\u2019inaugurazione, <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">anche il pubblico potr\u00e0 partecipare attivamente alle selezioni,<\/span> <\/strong>esprimendo la propria preferenza sul sito <a href=\"http:\/\/mariomerzprize.org.\">mariomerzprize.org.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019annuncio dell\u2019esito del premio avr\u00e0 luogo a Madrid, in occasione dell\u2019apertura della mostra monografica dedicata a Mario Merz presso il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia. Il <strong>vincitore avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di dare forma a un progetto espositivo personale a novembre 2020,<\/strong> commissionato e prodotto da Fondazione Merz.<\/p>\n<p>Il Mario Merz Prize \u00e8 l\u2019unico premio internazionale a <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">essere dedicato anche alla musica<\/span><\/strong>, i finalisti della terza edizione per questa sezione sono:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Annachiara Gedda (Italia, 1986), Mauro Lanza (Francia, 1975), Filippo Perocco (Italia, 1972), Robert HP Platz (Germania, 1958) e Jay Schwartz (Germania, 1965).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Coordinate della mostra:<\/span> <\/strong><\/p>\n<p>Titolo: Mostra collettiva dei 5 finalisti della 3\u00b0 edizione del Mario Merz Prize per il settore arte.<br \/>\nArtisti: Bertille Bak, Mircea Cantor, David Maljkovic, Maria Papadimitriou, Unknown Friend<br \/>\n<strong>Date: 3 giugno \u2013 6 ottobre 2019<\/strong><br \/>\nLuogo: <strong>Fondazione Merz, via Limone \u2013 24, 10141 Torino<\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Inaugurazione: luned\u00ec 3 giugno 2019, 18.00 \u2013 20.00<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Orari: marted\u00ec \u2013 domenica | 11.00 \u2013 19.00<\/strong><\/p>\n<p>Biglietti: <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u20ac 6,00 intero,<\/span><\/strong> \u20ac 3,50 ridotto (visitatori di et\u00e0 compresa tra i 10 e i 26 anni, maggiori di 65 anni, gruppi organizzati min. 10 persone, possessori di Pyou Card) &#8211; Gratuito (bambini fino a 10 anni, disabili e accompagnatori, possessori tessera Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card, Card ContemporaneamenteItalia, membri ICOM, giornalisti con tessera in corso di validit\u00e0 o accreditati, amici Fondazione Merz e ogni prima domenica del mese)<br \/>\nInfo: tel. 011 19719437 www.fondazionemerz.org<\/p>\n<p>I FINALISTI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bertille Bak (Arras, Francia, 1983) \u00e8 diretta. La sua scelta \u00e8 politica e immersiva. Sceglie di confondersi nella vita delle comunit\u00e0 che ogni volta coinvolge nella realizzazione dei suoi lavori, per iconizzare il presente, fatto di opposte marginalit\u00e0, privazioni ed eccessi ma anche di tradizione e senso di appartenenza, per raccontare con immagini condivise condizioni che accomunano tutti anche quando sembrano distanti. Dallo sperdimento dei minatori che suggerisce anche l\u2019eclisse del soggetto produttivo come lo si \u00e8 conosciuto nel 900, al nomadismo dei gipsy che \u00e8 anche del pensiero contemporaneo. Un presente che cerca un nuovo linguaggio per i diritti, le regole della convivenza, il cambiamento sociale. Dal passato prossimo passando per il presente in cerca di un nuovo da declinare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mircea Cantor (Oradea, Romania, 1977).\u00a0 Unpredictable Futur e Les Mondes sono le parole prime del suo manifesto creativo dove alla certezza preferisce il dubbio della ricerca e il dialogo tra le culture. Un\u2019arte responsabile perch\u00e9 capace di attraversare la storia, riconoscere la condizione umana, attingere all\u2019arcaicit\u00e0, alla bipolarit\u00e0 dei significati e a tutti i temi maggiori e poi tracciare in un tempo breve quello che si \u00e8 imparato del mondo. E\u2019 nella tensione immaginativa che prende forma l\u2019iconizzazione di un presente talmente carico di tutte le possibilit\u00e0 che la creativit\u00e0 pu\u00f2 gi\u00e0 passare ad altro senza didascalie e aggiunta di spiegazioni. Dalla rappresentazione di una natura capace di mitigare le distorsioni della tecnologia, alla semplicit\u00e0 di materiali modellati come rovine antiche per evocare tragedie attuali, al sorriso di un bambino che disarma perch\u00e9 non chiede e non d\u00e0 nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">David Maljkovic (Rijeka, Croazia, 1973) \u00e8 un archivista della visione e delle sue parabole. Partito dall\u2019eredit\u00e0 culturale e dalla disillusione delle utopie societarie del 900 ha trasfuso una vena malinconica nell\u2019azione continua di costruzione e decostruzione di immagini, tagli fotografici e oggetti impaginati in set reali o vagheggiati, sempre aperti e mai del tutto finiti. Un perfezionista del display, chirurgico, appassionato ma anche distaccato come si addice a un esperto di archiviazione. Proteggere la memoria collettiva \u00e8 l\u2019obiettivo e il suo presente \u00e8 concentrato sui meccanismi di riproduzione e trasmissione della visione, sostanza conoscitiva delle cose. Nella composizione e scomposizione degli elementi trova infatti nutrimento il tentativo di accordarsi al fluire del tempo, arginarlo, celebrarlo e renderlo non finito. Un processo mentale oltre che di produzione dove tutte le cose sono in divenire e nella durata scongiurano la smemoratezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maria Papadimitrou (Atene, 1957) \u00e8 nel legame sociale che indica la chiave di tutti i processi di riconoscimento, rigenerazione e cambiamento culturale. Il mito, la tradizione, i mestieri antichi, la citt\u00e0 e i suoi abitanti dimenticati, object o space trouv\u00e9, tutto confluisce in una pratica di esplorazione per scoprire cose nuove o celate dalla \u201cnormalit\u00e0\u201d e renderle visibili perch\u00e9 capaci di agire comunit\u00e0. Dunque un processo creativo generoso, che confida nelle persone, nel lavoro e nella vita comune. Che all\u2019attivismo tout-court preferisce l\u2019interazione e il \u201cboicottaggio\u201d solidale per creare nuove visioni e pensieri. Il presente \u00e8 nel racconto sociale, nell\u2019 insieme, nella condivisione valoriale dove tutto \u00e8 connesso e si progetta futuro per e con tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Unknown Friend (Stephen G. Rhodes, Houston, USA, 1977 e Barry Johnston, Alton, USA, 1980) con attitudine tragico- giocosa varcano le soglie del presente, attraversando consciamente e inconsciamente stadi successivi della realt\u00e0 per ribaltare e scomodare verit\u00e0 e finzioni.<br \/>\nDall\u2019incontro tra sogno anarchico e fantasia,\u00a0 la dimensione narrativa del processo creativo\u00a0 \u00e8\u00a0 performance continua (convergendovi immagine video, parola, musica e valenza scultorea), sforzo ora distruttivo ora conciliatorio, ora sarcasticamente individualista ora utopico, verso qualcosa che ancora non \u00e8 chiaro ma certamente vagheggia un altrove presente\u00a0 meno compromesso, dove le parole e le direzioni di senso siano libere dalle pieghe del XIX secolo, dai suoi epigoni di propaganda e dai condizionamenti sociali.<\/p>\n<p>IL PREMIO<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Il Mario Merz Prize, a cadenza biennale<\/span><\/strong>, nasce con l\u2019intenzione di individuare e segnalare, attraverso la competenza di una fitta rete internazionale di esperti, personalit\u00e0 nel campo dell\u2019arte e che, parallelamente, consenta a giovani compositori di proporsi per un progetto innovativo di musica contemporanea. Il progetto vuol dar vita a una nuova rete di programmazione espositiva e di attivit\u00e0 musicale in Italia e in Svizzera. La scelta di gemellare due nazioni \u00e8 scaturita dalle caratteristiche dei due Paesi: entrambi centri di produzione e di cultura. La Svizzera rappresenta inoltre, l\u2019origine e la nazionalit\u00e0 di Mario Merz e l\u2019Italia la sua nazione d\u2019adozione e il luogo di creazione. Con la ferma certezza che l\u2019arte rappresenta la libert\u00e0 di pensiero senza confini e che attraverso di essa si rafforza l\u2019autodeterminazione e la libera circolazione della cultura e delle idee, il premio sar\u00e0 dedicato a coloro che nutrono la giusta volont\u00e0 di perseguire le proprie ricerche al di l\u00e0 delle opposizioni derivanti dall\u2019appartenenza politica, sociale, geografica. I processi artistici degli ultimi due decenni sono stati fortemente caratterizzati dalla particolare attenzione ai mutamenti storici, sociali e politici per questo e per le tragedie che ancora vedono l\u2019umanit\u00e0 protagonista, il Premio intende rintracciare nell\u2019opera e nel percorso individuale degli artisti e dei compositori, caratteristiche di internazionalit\u00e0, generosit\u00e0 di pensiero, attenzione sociale oltre alla ricerca dell\u2019innovazione. Il Premio \u00e8 indirizzato ad artisti e compositori di media carriera. Non sono previsti limiti di et\u00e0, nazionalit\u00e0 o media. Artisti e compositori non possono autonominarsi ma sono indicati attraverso un sistema di candidature via web da parte di curatori, direttori di museo, critici, galleristi, membri di altre associazioni culturali, istituzioni musicali, interpreti, critici e personalit\u00e0 del mondo della musica e dell\u2019arte. Superata una fase eliminatoria, le composizioni dei concorrenti finalisti sono eseguite in un concerto e le opere degli artisti allestite in una mostra collettiva. Infine ai vincitori scelti dalle giurie internazionali e dal voto del pubblico, sono commissionate all\u2019artista una produzione da presentare nell\u2019ambito di una mostra personale e al compositore un brano per orchestra d&#8217;archi e un intervento musicale per uno spazio museale, legando in questo modo le diverse arti fra loro. Oltre al voto del pubblico le giurie per la scelta dei vincitori sono composte: per l\u2019arte da Manuel Borja-Villel (Direttore Museo Nacional Centro de Arte Reina Sof\u00eda, Madrid), Lawrence Weiner (artista), Massimiliano Gioni (Capo Curatore New Museum, New York &#8211; Direttore artistico Fondazione Trussardi, Milano) e Beatrice Merz; per la musica da Thomas Demenga (violoncellista e compositore), Dieter Ammann (compositore), Alexander Lonquich (pianista) e Willy Merz.<\/p>\n<p>I vincitori delle trascorse edizioni sono stati: per il settore arte Wael Shawky e Petrit Halilaj, per la sezione musica Cyrill Sch\u00fcrch e Geoffrey Gordon per la sezione musica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.mariomerzprize.org\">www.mariomerzprize.org<\/a><\/p>\n<p>www.fondazionemerz.org<br \/>\nDidascalie immagini<br \/>\n&#8211; Ph. Paolo Pellion &#8211; particolare<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mario Merz Prize\u20283\u00b0 Edizione L\u2019unico premio internazionale per l\u2019arte e la musica\u2028\u00a0\u2028Mostra dei 5 finalisti della 3\u00b0 ed. del Mario Merz Prize settore arte\u2028Bertille Bak,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[17803],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69714"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=69714"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69714\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69719,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69714\/revisions\/69719"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=69714"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=69714"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=69714"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}