{"id":70253,"date":"2019-06-14T17:31:49","date_gmt":"2019-06-14T15:31:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=70253"},"modified":"2019-06-14T17:31:49","modified_gmt":"2019-06-14T15:31:49","slug":"arte-a-nuoro-museoman-sweets-of-sin-le-dolcezze-del-peccato-ingresso-libero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=70253","title":{"rendered":"Arte a Nuoro MuseoMAN &#8211; Sweets of Sin &#8211; Le dolcezze del peccato &#8211; Ingresso libero"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito del Preludio del Festival Letterario Isola delle Storie di Gavoi<\/p>\n<p>il Museo MAN di Nuoro presenta la mostra<\/p>\n<p>Miroslaw Balka<br \/>\nSweets of Sin &#8211; Le dolcezze del peccato<br \/>\nA cura di Luigi Fassi<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Da domenica 16 giugno a domenica 7 luglio 2019<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Opening<\/strong><\/span>: domenica 16 giugno 2019, <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">ore 18.00<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Museo del Fiore Sardo, Gavoi (NU)<br \/>\nVia Margherita 9<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>MuseoMAN di Nuoro<\/strong> \u00e8 lieto di presentare la mostra Sweets of Sin &#8211; Le dolcezze del peccato dell\u2019artista polacco Miroslaw Balka (1958), a cura di Luigi Fassi, ospitata al Museo del Fiore Sardo di Gavoi da domenica 16 giugno a domenica 7 luglio 2019, nell\u2019ambito del Preludio del Festival Letterario Isola delle Storie di Gavoi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto espositivo ruota attorno all\u2019opera scultorea 250 x 280 x 120 (Sweets of Sin), realizzata da Balka nel 2004 come omaggio a James Joyce e alla sua celebre opera Ulisse, concepita come riflessione paradossale e umoristica sull\u2019esistenza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra le figure pi\u00f9 note della scena artistica internazionale, Miroslaw Balka<\/strong> pone al centro del proprio lavoro <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">temi storici e sociali in rapporto alla memoria collettiva<\/span><\/strong>, con una particolare <strong>attenzione alle vicende europee e a eventi autobiografici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue opere indagano <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">il ruolo della figura umana mediante sculture create con materiali comuni<\/span><\/strong> che ne evocano la presenza in forma simbolica, rappresentando stanze, fontane, letti e sedute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;opera 250 x 280 x 120 (Sweets of Sin) Balka mette in scena una riflessione sulla figura di James Joyce (1882-1941). <strong>L\u2019artista nel corso degli anni si \u00e8 confrontato pi\u00f9 volte con il rivoluzionario scrittore irlandese del XX secolo alla ricerca delle ragioni del reciproco fare artistico e di somiglianze biografiche,<\/strong> come ad esempio una comune matrice culturale fortemente cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Centrale nella riflessione di <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Balka \u00e8 il capolavoro di Joyce, Ulisse<\/span><\/strong>, monumentale e labirintico resoconto di una giornata, il 16 giugno 1904, in cui<strong> alcuni abitanti di Dublino incrociano le loro vite sviluppando una narrazione costruita mediante il monologo interiore. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figura chiave del romanzo \u00e8 Leopold Bloom, ebreo irlandese e piccolo borghese di limitati orizzonti umani e professionali, dedito a tradire la moglie Molly da cui \u00e8 a sua volta tradito. A Bloom si contrappone Stephen Dedalus, insegnante di storia colto, tormentato e insicuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Proprio da uno spunto dell&#8217;Ulisse prende nome l&#8217;opera di Balka presentata in mostra: Sweets of Sin (Le dolcezze del peccato) \u00e8 il titolo di un romanzo erotico<\/span><\/strong> &#8211; in cui figurano una moglie, un marito e un amante &#8211; che Bloom compra per la moglie da un venditore ambulante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La scultura della fontana di whisky realizzata da Balka<\/span><\/strong> in 250 x 280 x 120 (Sweets of Sin) fonde tra loro con grandecapacit\u00e0 evocativa molteplici elementi legati alla storia personale, letteraria e linguistica dello scrittore irlandese:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">la biografia (la passione di Joyce per l&#8217;alcool),<\/span><\/strong> il suo<strong> uso letterario della sinestesia (l&#8217;opera sprigiona un forte odore di whisky che si propaga nello spazio<\/strong>), le ore del riposo notturno a letto in una<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> condizione di irrequietezza<\/span><\/strong> (il piano orizzontale di gommapiuma bianca), la minzione dei personaggi di Bloom e Stephen alla fine di Ulisse (il fluire del whisky dalla fontana) e altri passaggi corporei e sessualmente espliciti contenuti nell&#8217;Ulisse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Il whisky, inoltre, \u00e8 il protagonista della ballata folk irlandese di Finnegans Wake,<\/span><\/strong> da cui prende <strong>spunto l&#8217;omonimo romanzo di Joyce<\/strong>. Nella storia di Finnegan, il whiskey (uisce beatha &#8211; &#8220;acqua della vita&#8221; in gaelico) \u00e8 causa al tempo stesso della morte e della grottesca resurrezione del protagonista Tim Finnegan, divenendo allegoria del ciclo ininterrotto della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua capacit\u00e0 di unire tra loro elementi alti (il fluire del liquido come immagine del flusso di coscienza, tecnica narrativa principale della letteratura di Joyce) e bassi (il corpo, il suo stordimento alcolico e le sue secrezioni), 250 x 280 x 120 (Sweets of Sin) commenta e interpreta l&#8217;opera di Joyce mediante una sua evocazione sovversiva, umoristica e quasi astratta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Miroslaw Balka ha creato con quest&#8217;opera un omaggio non solo all&#8217;immortale figura letteraria di Joyce ma anche ai paradossi dell&#8217;esistenza, alle cadute e alle rinascite che caratterizzano la vita di ciascuno nel mondo, affidando cos\u00ec all&#8217;arte un messaggio di empatia e redenzione universale.<\/p>\n<p>Si ringrazia la Fondazione Antonio Dalle Nogare di Bolzano per il prestito dell&#8217;opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Didascalia immagini:\u00a0 Miroslaw Balka, 250x280x120 (Sweets of Sin), 2004. Ph. Ivan Capra<br \/>\nScarica il comunicato stampa in pdf<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Miroslaw Balka<br \/>\nSweets of Sin &#8211; Le dolcezze del peccato<br \/>\nA cura di Luigi Fassi<br \/>\nDa domenica 16 giugno a domenica 7 luglio 2019<br \/>\nOpening: domenica 16 giugno 2019, ore 18.00<br \/>\nMuseo del Fiore Sardo<br \/>\nvia Margherita 9, Gavoi (NU)<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Ingresso libero<\/span><\/strong><\/p>\n<p>ORARI<br \/>\nDal marted\u00ec alla domenica (lunedi chiuso)<br \/>\nDal 16 al 28 giugno 2019 dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00<br \/>\nDal 4 al 7 luglio 2019 dalle 10.00 alle 22.00<\/p>\n<p>NOTE BIOGRAFICHE<br \/>\nMiroslaw Balka (1958) vive e lavora a Varsavia e Otwock, Polonia. Nel 1985 si \u00e8 diplomato all&#8217;Accademia di Belle Arti di Varsavia, dove dal 2011 dirige lo Studio di attivit\u00e0 spaziali presso la Facolt\u00e0 di Media Art. Tra il 1986 e il 1989 insieme a Miros\u0142aw Filonik e Marek Kijewski fonda il gruppo artistico &#8220;Consciousness Neue Bieremiennost&#8221;. Nel 1991 gli \u00e8 stato conferito il Mies van der Rohe Stipend dai Musei d&#8217;arte di Krefeld. \u00c8 membro dell&#8217;Accademia delle arti di Berlino. Balka ha partecipato a importanti mostre in tutto il mondo tra cui: Biennale di Venezia (1990, 2003, 2005, 2013, rappresentando la Polonia nel 1993), documenta IX, Kassel (1992), Sydney Biennale (1992, 2006), The Carnegie International, Pittsburgh (1995), Biennale di San Paolo (1998), Biennale di Liverpool (1999), Biennale di Santa Fe (2006).<\/p>\n<p>MAN | Museo d\u2019Arte Provincia di Nuoro<br \/>\nIl MAN apre al pubblico nel 1999 all\u2019interno di un edificio degli anni Venti, gi\u00e0 sede dell\u2019Istituzione provinciale, situato tra le arterie del centro storico di Nuoro. Il primo nucleo della collezione nasce dall\u2019accorpamento di alcune raccolte pubbliche (Provincia, Comune, Ente provinciale per il turismo, Camera di commercio). L\u2019idea di una pinacoteca provinciale trova presto sviluppo in un progetto museale aggiornato in cui al lavoro di ricerca e conservazione si affianca un\u2019intensa attivit\u00e0 espositiva e laboratoriale. La collezione si arricchisce di nuove acquisizioni e l\u2019attivit\u00e0 si estende al contesto territoriale. Nel 2004 il museo acquisisce autonomia gestionale, strutturandosi come Istituzione senza personalit\u00e0 giuridica, ed entra a fare parte &#8211; unico in Sardegna &#8211; di Amaci, l\u2019Associazione Nazionale dei Musei d\u2019Arte Contemporanea. Nel 2013 il MAN ottiene il riconoscimento regionale come museo d\u2019eccellenza. Il piano di sviluppo attualmente in corso prevede l\u2019apertura di un nuovo complesso espositivo, nato dal recupero di due edifici storici situati in piazza Sebastiano Satta, e la destinazione della sede attuale a dimora della collezione permanente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MAN_Museo d\u2019Arte della Provincia di Nuoro<br \/>\nVia Sebastiano Satta 27, Nuoro<br \/>\nT. +39.0784.252110<br \/>\nwww.museoman.it | info@museoman.it<br \/>\nOrario continuato: 10 &#8211; 19 | luned\u00ec chiuso<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito del Preludio del Festival Letterario Isola delle Storie di Gavoi il Museo MAN di Nuoro presenta la mostra Miroslaw Balka Sweets of Sin &#8211;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":70259,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[17952],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70253"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70253"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70253\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70261,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70253\/revisions\/70261"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/70259"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70253"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70253"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70253"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}