{"id":70306,"date":"2019-06-15T17:00:47","date_gmt":"2019-06-15T15:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=70306"},"modified":"2019-06-15T18:09:14","modified_gmt":"2019-06-15T16:09:14","slug":"arte-a-lecco-franco-cardinali-inquietudine-necessaria-ingresso-libero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=70306","title":{"rendered":"Arte a Lecco &#8211; &#8220;Franco Cardinali. Inquietudine necessaria&#8221; &#8211; ingresso libero"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">Per tutta l&#8217;estate a <b>Lecco<\/b> si ammira l&#8217;importante antologica<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&#8220;Franco Cardinali. Inquietudine necessaria&#8221;<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">a cura di Raffaella Resch<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">presso il Palazzo delle Paure<\/span><\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">dal 29 giugno al 1 settembre 2019<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Prosegue, in seguito al grande successo della mostra milanese riscosso nel gennaio scorso, l&#8217;approfondimento sulla figura di <b>Franco Cardinali<\/b> , artista ligure di notevole spessore, con una mostra a lui dedicata che ripercorre <b><\/b>la sua fervida attivit\u00e0 <b><\/b>attraverso una selezione di <b>oltre quaranta opere<\/b> , che vanno <b>dai lavori della met\u00e0 degli anni &#8217;50 fino alle grandi enigmatiche tele degli ultimi anni<\/b> , precedenti la sua morte nel 1985.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo <strong>segue uno sviluppo cronologico e tematico<\/strong>, che illustra fasi diverse tra loro, cambiamenti decisi, intuizioni ardite e un segno sempre preciso e netto, dalla fortissima personalit\u00e0. Come puntualizza la curatrice, le opere a cavallo degli anni &#8217;50 e &#8217;60, come l&#8217;olio su tela <i>Saint Hilaire<\/i> del 1955, che rivelano inizialmente influenze picassiane e modiglianesche, \u00absono condizionate dalla ricerca di una figurazione originale, con risultati che fanno emergere sembianze da bassorilievo, da statuaria paleocristiana, subito abbandonata in favore di uno studio pi\u00f9 attento alla materia. La sperimentazione sembra ancora ibridare la tela con la tridimensionalit\u00e0 della scultura, ma sposta in maniera irreversibile il fulcro della rappresentazione: l&#8217;opera non \u00e8 pi\u00f9 un oggetto posto a simularne un altro, bens\u00ec diviene protagonista\u00bb.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00c8 l\u00ec che le superfici si fanno <strong>spesse, composite e vissute, trattate con interventi profondi, lacerature o crateri,<\/strong> immaginando che sul &#8220;corpo&#8221; della pittura si possano scatenare gli elementi:<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> il fuoco<\/span><\/strong> possa incenerire come per <i>Fleur incin\u00e9r\u00e9e<\/i> del 1968, l&#8217;acqua possa dilavare come in <i>Linge sale pour laver en familie <\/i>dell&#8217;82, l&#8217;aria possa sollevare nuvole di polvere iridescente come in <i>Site cosmique aux reflets d&#8217;aurore<\/i> dell&#8217;83.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00abLe sue tele &#8211; prosegue Resch &#8211; scavano oltre la dimensione del visibile, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">con profonde ferite che sembrano trapassare la superficie, come i tagli di Fontana;<\/span><\/strong> la materia densa con cui inizia a lavorare a partire dalla fine degli anni &#8217;60, che poi subito diventer\u00e0 sabbia trattata con caseina e pigmenti, passa da uno stato inerte a uno attivo, sperimentale, con combustioni (che, differenza di Burri, sono &#8220;riprodotte&#8221; con la pittura), essiccazioni, mute di epidermide, impronte. L&#8217;opera si fa organismo vivente e diventa partecipe del mistero di un cosmo sempre pi\u00f9 complesso\u00bb.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">In corrispondenza a questo processo materico si assiste ad una<strong><span style=\"text-decoration: underline;\"> semplificazione delle immagini che tende fortemente all&#8217;astrattismo<\/span> <\/strong>e richiama un simbolismo privato dell&#8217;artista come cerchi, onde sinusoidali, croci; sono significativi in proposito <i>Fossile lunaire<\/i> del 1967, <i>Trames liguriennes<\/i> del 1968 e <i>Segnale propiziatorio<\/i> del 1977, oltre ai lavori ispirati al mondo naturale, composto da ambienti e animali che vanno a creare bestiari curiosi e inquietanti, come fossero fossili impressi sulla tela, e rivelano un&#8217;insoddisfazione personale e artistica che si evince dal tratteggio profondo, dai paesaggi inquieti e dall&#8217;increspamento delle superfici. Anche <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">la dimensione delle tele aumenta, cos\u00ec come il loro peso:<\/span><\/strong> sono come &#8220;nuovi dolmen&#8221; di un tempio che Cardinali sta dedicando alla sua arte inquieta, che sembra pretendere una redenzione o un sacrificio.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Organizzata dal <b>Comune di Lecco<\/b> &#8211; <b>Sistema Museale Urbano Lecchese<\/b> , dalla <b>Camera di Commercio di Como-Lecco <\/b>e <b><\/b>dall&#8217;<b>Associazione Culturale Franco Cardinali<\/b> , l&#8217;esposizione mette in luce la poetica di un artista le cui opere appartengono ad importanti istituzioni pubbliche e collezioni private in Italia, Europa e Stati Uniti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La rassegna gode del <b>patrocinio<\/b> del Comune di Chiusi della Verna e del Club per l&#8217;UNESCO di Aquileia.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Arricchisce l&#8217;esposizione un esaustivo <b>catalogo<\/b> in edizione italiana e inglese pubblicato da Scalpendi Editore, con tutte le opere in mostra oltre a una ricca selezione della produzione dell&#8217;artista, con introduzione e testo critico di Raffaella Resch e una testimonianza dell&#8217;amico Benito Boschetto.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><u>Cenni biografici<\/u> <b>Franco Cardinali<\/b> (1926-1985) nasce in Liguria, a Rapallo, nel 1926 e si trasferisce a Parigi nel 1950, formandosi nell&#8217;ambiente parigino di Montparnasse nell&#8217;ambito dell&#8217; <i>\u00c9cole de Paris<\/i> , l&#8217;ampio gruppo di artisti e intellettuali che operarono a Parigi tra le due guerre. Nel &#8217;53 esordisce a Milano con una personale alla Galleria San Babila e due anni pi\u00f9 tardi espone con gli artisti della Cit\u00e9 Vercing\u00e9torix, sotto il patrocinio di Jean Cocteau, con il quale instaura una solida amicizia e intrattiene frequenti scambi epistolari; incontra quindi Jacques Pr\u00e9vert, che dedica una poesia ad una sua opera pittorica. Entrambi, Cocteau e Pr\u00e9vert, lo promuoveranno presso gli ambienti artistici parigini e della Costa Azzurra. Cardinali partecipa quindi nelle estati del 1955 e del 1956 all&#8217;esuberante attivit\u00e0 artistica di Vallauris ed espone alla Galleria Charpentier nel gruppo <i>\u00c9cole de Paris<\/i> , con opere selezionate da Raymond Nacenta. Conosce poi il grande Pablo Picasso, da cui \u00e8 stimolato a lavorare con la ceramica.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Si divide tra Vallauris e Parigi fino al 1968, quando un profondo bisogno di solitudine lo conduce a ritirarsi in Toscana in un villaggio di montagna, La Rocca della Verna, dove costruisce la sua casa e il suo atelier, e prosegue per dodici anni le sue ricerche.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel novembre del 1980, ancora lacerato dall&#8217;insoddisfazione, parte alla volta di un viaggio in Costa Azzurra per ritrovare l&#8217;amico Jean Haechler, il quale diventer\u00e0 suo mentore e mecenate. Si stabilisce quindi a Saint Paul de Vence nel 1982 e a dicembre tiene una personale a Nizza, poi nel febbraio del 1983 a Ginevra, in marzo a Parigi e in aprile a Sion, in Svizzera. La sua ultima esposizione lo vede a giugno con una personale a Saint Paul de Vence. Si suicida il 12 aprile 1985, a soli 59 anni. Nel 1989 l&#8217;Accademia di Belle Arti di Brera gli dedica una mostra postuma a cura di Osvaldo Patani.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Associazione Culturale Franco Cardinali, nata nel 2018, ha dato il via alla creazione di un archivio delle opere dell&#8217;artista, costituendosi punto di riferimento per le collezioni pubbliche e private europee e americane.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Un ringraziamento particolare va allo <i>Sponsor<\/i> Aboca da sempre attento alla cultura.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b><u>Coordinate mostra<\/u><\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Titolo<\/b> Franco Cardinali. Inquietudine necessaria<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>A cura di<\/b> Raffaella Resch<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Sede <\/b>Palazzo delle Paure, Piazza XX Settembre 22, Lecco<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Date<\/b> 29 giugno &#8211; 1 settembre 2019<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Inaugurazione<\/b> venerd\u00ec 28 giugno, ore 18<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Orari <\/b>mar-ven ore 9.30-19 | sab-dom 10-19 | luned\u00ec chiuso<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Ingresso<\/b> libero<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Catalogo <\/b>Scalpendi Editore<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Info pubblico <\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">www.museilecco.org<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Tel.\u00a0+39 0341 286729<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">segreteria.museo@comune.lecco.it<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">cultura.turismo@comolecco.camcom.it<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per tutta l&#8217;estate a Lecco si ammira l&#8217;importante antologica &#8220;Franco Cardinali. 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