{"id":70515,"date":"2019-06-25T17:32:19","date_gmt":"2019-06-25T15:32:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=70515"},"modified":"2019-06-25T17:32:19","modified_gmt":"2019-06-25T15:32:19","slug":"isola-delba-vino-come-gli-antichi-greci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=70515","title":{"rendered":"Isola d&#8217;Elba vino come gli antichi greci &#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800080;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=70517\" rel=\"attachment wp-att-70517\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-70517\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Elba-Vino-grecia-antica-in-mare-2a.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Elba-Vino-grecia-antica-in-mare-2a.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Elba-Vino-grecia-antica-in-mare-2a-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Elba-Vino-grecia-antica-in-mare-2a-542x300.jpg 542w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a>La quantit\u00e0 di sale presente dopo 5 giorni in mare ha permesso di evitare l\u2019uso di solfiti &#8230;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">UVA IN IMMERSIONE CON IL METODO DEGLI ANTICHI GRECI DELL\u2019ISOLA DI CHIO:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ESPERIMENTO DEL VITICOLTORE ELBANO ANTONIO ARRIGHI <strong>VINCE A MARSIGLIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto \u00e8 stato presentato in occasione della rassegna Oenovideo e ha vinto due premi:<br \/>\nmiglior cortometraggio e Revue des Oenologues, per l\u2019originalit\u00e0 e<span style=\"color: #800080;\"><strong> il valore della sperimentazione.\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800080;\">\u00a0 \u2013\u00a0<strong>Produrre vino come facevano i Greci 2500 anni fa.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era un segreto degli isolani di Chio quello di tenere l\u2019uva per qualche giorno in mare ed eliminare la sostanza cerosa esterna, detta pruina, <strong><span style=\"color: #800080;\">per avere poi un appassimento pi\u00f9 veloce e riuscire a far mantenere al vino aromi e sostanze.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il viticoltore elbano Antonio Arrighi ci riprova all\u2019isola d\u2019Elba, con metodologie antichissime, quali <strong><span style=\"color: #800080;\">l\u2019uso dell\u2019anfora come vaso vinario e la \u201cmacerazione\u201d delle uve in acqua di mare,<\/span><\/strong> alla maniera dei vini di Chio, ricordata da Plinio e dagli antichi georgici latini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800080;\">L\u2019esperimento, partito con l\u2019Universit\u00e0 di Pisa<\/span><\/strong>, da un\u2019idea del professore ordinario di viticoltura dell\u2019universit\u00e0 di Milano Attilio Scienza, \u00e8 stato documentato dal regista Stefano Muti Muti e prodotto da Cosmomedia. Il corto di 15 minuti \u00e8 stato presentato nei giorni scorsi alla rassegna Oenovideo di Marsiglia vincendo due premi: Miglior Cortometraggio, a riconoscimento della qualit\u00e0 tecnico-artistica dell\u2019opera, e quello della Revue des Oenologues, per l\u2019originalit\u00e0 e il valore della sperimentazione. I premi saranno consegnati il 14 ottobre prossimo a Parigi.<\/p>\n<p>\u201c<strong><span style=\"color: #800080;\">Un esempio di archeologia sperimentale &#8211;<\/span> <\/strong>dichiara il professor Attilio Scienza &#8211; che ci consente di ritornare alle origini, di capire perch\u00e9 questo vino \u00e8 pi\u00f9 famoso degli altri e di dare cos\u00ec risposte a molti interrogativi rimasti inevasi\u201d.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #800080;\">\u201cVolevamo riprodurre il vino dei Greci dell\u2019isola di Chio\u201d,<\/span><\/strong> racconta Antonio Arrighi. \u201cHo un\u2019esperienza nella produzione in anfora e l\u2019Elba ha fondali bellissimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo utilizzato <strong><span style=\"color: #800080;\">le ceste di vimini e l\u2019Ansonica, un\u2019uva resistente e originaria di quelle zone, un incrocio tra due vitigni dell\u2019isola di Chio.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800080;\">L\u2019abbiamo messa in profondit\u00e0 per alcuni giorni<\/span> <\/strong>ed \u00e8 stata proprio una ricerca, una prova per capire quanto potesse resistere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo riusciti nel nostro progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800080;\">L\u2019uva \u00e8 stata poi messa ad appassire sulle cannucce e successivamente in anfora<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800080;\">La quantit\u00e0 di sale presente dopo 5 giorni in mare ha permesso di evitare l\u2019uso di solfiti:<\/span><\/strong> il sale ha fatto da antiossidante e conservante. A marzo, quando abbiamo assaggiato il vino con Attilio Scienza, ci siamo emozionati: \u00e8 probabilmente un vino come usciva dalle cantine dell\u2019isola di Chio, fino a questo passaggio identico a come lo abbiamo prodotto noi\u201d. Uno studio volto anche a fare tornare all\u2019Elba una produzione di qualit\u00e0. \u201cStiamo lavorando \u2013 sottolinea il viticoltore elbano &#8211; perch\u00e9 l\u2019Isola d\u2019Elba torni ad avere lo spazio che merita: nella prima met\u00e0 dell\u2019ottocento era il principale produttore di uva della Toscana, con 5000 ettari presenti sul territorio. Il vino arrivava in Liguria e fino al sud della Francia\u201d.<\/p>\n<p>Un viticoltore che esplora nuovi metodi e si dice curioso di provare cose che <strong><span style=\"color: #800080;\">\u201cnon sono inventate ma arrivano dalla storia\u201d;<\/span> <\/strong>un produttore che si \u00e8 messo alla prova: nel 2018 Antonio Arrighi ha voluto cimentarsi in questa sfida. Non \u00e8 la prima volta che sperimenta antichi modi di fare il vino.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 stato con la vinificazione in anfore di terracotta, sul modello degli antichi romani.<br \/>\nL\u2019idea della tecnica dell\u2019uva in immersione nasce dal professor Attilio Scienza, che l\u2019ha illustrata ad Arrighi durante ElbAleatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800080;\">L\u2019uva si tiene alcuni giorni in mare, in apposite \u201cnasse\u201d (ceste) di vimini, in modo che l\u2019acqua di mare elimini dagli acini la pruina, una sostanza cerosa che protegge i chicchi.<\/span><\/strong> In questo modo si accelera il tempo di disidratazione dell\u2019uva, portandola a perfetta maturazione. Viene poi messa sulle cannucce ad asciugare e appassire, per essere in seguito vendemmiata nelle anfore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 stato facile reperire ceste di vimini: Arrighi \u00e8 andato fino in Sardegna a Castelsardo, dove ancora vengono realizzate dai pescatori. \u00c8 quindi partito l\u2019esperimento insieme all\u2019Universit\u00e0 di Pisa, che ha seguito i passaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A met\u00e0 settembre 2018 \u00e8 stata raccolta l\u2019uva: le nasse sono state posizionate a una profondit\u00e0 di 7 metri su un fondale di 10, in mare aperto ma vicino al porto di Porto Azzurro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019aiuto di sub sono state sospese e legate ad una catenaria posata sul fondo per impedire l\u2019oscillazione dei contenitori, in modo che le correnti (utili ad eliminare la pruina) non influissero sulle nasse. Ogni mattina un campione \u00e8 stato issato e controllato per vedere lo stato dell\u2019uva. I primi giorni si presentava molto dura e coperta da una patina composta da una sostanza che si forma sull\u2019acino a difesa del salino del mare, scomparsa una volta messa l\u2019uva al sole. Arrighi per questo esperimento non ha utilizzato solfiti. Unico disinfettante antiossidante usato \u00e8 il sale. Al momento il vino non risulta ancora adatto ad essere commercializzato, nonostante le numerose richieste che sono giunte al produttore una volta diffusasi la notizia dell\u2019esperimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800080;\">L\u2019esperimento sar\u00e0 ripetuto nel 2019, apportando alcune modifiche per perfezionare il metodo.<\/span><\/strong> Per esempio sar\u00e0 anticipata la raccolta dell\u2019uva per immergerla nelle acque ancora estive, godendo quindi di un maggior calore solare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br \/>\nScopri di pi\u00f9 su Visit Elba al sito www.visitelba.info e nel blog blog.visitelba.info<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Segui Visit Elba su Facebook, Instagram e Twitter @visitelbait<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La quantit\u00e0 di sale presente dopo 5 giorni in mare ha permesso di evitare l\u2019uso di solfiti &#8230; UVA IN IMMERSIONE CON IL METODO DEGLI<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":70516,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[54,9411,53],"tags":[18014,18015],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70515"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70515"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70515\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70518,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70515\/revisions\/70518"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/70516"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70515"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70515"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70515"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}