{"id":70737,"date":"2019-07-03T17:14:08","date_gmt":"2019-07-03T15:14:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=70737"},"modified":"2019-07-04T18:23:05","modified_gmt":"2019-07-04T16:23:05","slug":"arte-a-cremona-riposo-durante-la-fuga-in-egitto%c2%94-capolavori-di-orazio-gentileschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=70737","title":{"rendered":"Arte a Cremona &#8211; Riposo durante la fuga in Egitto\u0094, capolavori di Orazio Gentileschi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Calibri;\"><b>Mostra a cura di Mario Marubbi<\/b><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Dal 19 ottobre, per la prima volta, alla Pinacoteca Ala Ponzone di Cremona, <\/b>si possono ammirare l\u0092una di fianco all\u0092altra due versioni del <b>\u0093Riposo durante la fuga in Egitto\u0094, capolavori di Orazio Gentileschi. <\/b>In una straordinaria mostra promossa dal Comune di Cremona attraverso i suoi Civici Musei, con la <strong>curatela da Mario Marubbi.<\/strong><br \/>\n<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alle due magnifiche tele, la prima del Kunsthistorisches Museum di Vienna e la seconda di collezione privata,<b> la mostra propone una selezione di altri dipinti, sculture, avori, incisioni sulla popolare \u0093Fuga\u0094 tramandata dal solo Vangelo di Matteo, ma protagonista dei Vangeli apocrifi.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Due tele eguali, di mano di Orazio Gentileschi, realizzate l\u0092&#8217;una dopo l&#8217;\u0092altra,<\/strong> dedicate al racconto del \u0093Riposo durante la fuga in Egitto\u0094.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un tema che, cos\u00ec come splendidamente ricreato dal Gentileschi, affascin\u00f2 diversi committenti. Tanto che, accanto alle due versioni riunite a Cremona, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>se ne conoscono altre due, l\u0092una al Louvre e al Birmingham Museum la seconda<\/strong><\/span>. Dipinti che sono riconosciuti tra i pi\u00f9 intriganti del primo Seicento italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le due versioni<strong> esposte all\u0092&#8217;Ala Ponzone<\/strong> risalgono al momento in cui Orazio Gentileschi &#8211; forse il pi\u00f9 <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">precoce, intelligente e spregiudicato interprete tra i pittori caravaggeschi<\/span> <\/strong>&#8211; godeva di enorme fama internazionale. Fama accresciuta a Parigi, dove era stato c<strong><span style=\"text-decoration: underline;\">hiamato alla corte di Maria de\u0092 Medici,<\/span> <\/strong>e ampliata a Londra dove era stato chiamato da <strong>George Villiers, primo duca di Buckingham.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La caduta di Re Carlo I d\u0092Inghilterra provoc\u00f2 anche quella del suo potente ministro e la sua \u0093Fuga in Egitto\u0094 venne messa all&#8217;\u0092asta da George Cromwell ad Anversa nel 1646. Fin\u00ec nelle collezioni dell\u0092&#8217;arciduca Leopoldo Gugliemo, per il suo castello di Praga, e infine al Kunsthistorisches Museum di Vienna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la seconda versione non ebbe pace. Dopo vari passaggi, nell\u0092Ottocento il dipinto fin\u00ec anch\u0092esso nella collezione dei Duchi di Buckingham, a sostituire il gemello finito a Praga. Riproposto sul mercato, entr\u00f2 a far parte della collezione di Paul Getty a Malibu e oggi \u00e8 uno dei tesori di una collezione privata di Mantova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per la prima volta nella storia, le due versioni \u0093Buckingham\u0094 del \u0093Riposo durante la fuga in Egitto\u0094 vengono esposte vis a vis<\/strong>, grazie al prestito concesso dal museo viennese che, in cambio, ricever\u00e0 dai Civici Musei di Cremona uno dei loro capolavori, il \u0093San Francesco\u0094 di Caravaggio. E, naturalmente, grazie alla disponibilit\u00e0 del collezionista che conserva l\u0092altra versione del dipinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occasione ghiotta per tutto il pubblico ma ancora di pi\u00f9 per gli esperti cui la mostra cremonese offre l\u0092opportunit\u00e0 davvero unica di <strong>poter ammirare, affiancate, le due magnifiche tele.<\/strong> Va segnalato come gli studi sin qui condotti abbiano assegnato la primogenitura alla versione conservata nella collezione mantovana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u0092&#8217;opportunit\u00e0 di una simultanea visione dei due dipinti consente anche di ripercorrere il tema iconografico della <i>Fuga in Egitto<\/i> e dei molteplici episodi ad esso collegati, mettendo a fuoco una riflessione teologica e soprattutto iconografica sul tema delle Storie dell\u0092&#8217;infanzia di Cristo attraverso i secoli, a partire dal Medioevo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mostra, le due tele di Orazio Gentileschi vengono affiancate da una selezione molto precisa di avori, sculture, miniature, dipinti e incisioni sul tema nelle sue varie declinazioni iconografiche.<br \/>\nIl racconto della fuga in Egitto, tramandato dal solo Vangelo di Matteo, \u00e8 tra quelli pi\u00f9 amati dagli artisti e dai loro committenti. Un interesse che port\u00f2 al fiorire di una cospicua letteratura e stimol\u00f2 una serie straordinaria di invenzioni pittoriche, attingendo non solo al beve passo tramandato dall\u0092Evangelista ma anche, e di pi\u00f9, dai Vangeli apocrifi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra a cura di Mario Marubbi Dal 19 ottobre, per la prima volta, alla Pinacoteca Ala Ponzone di Cremona, si possono ammirare l\u0092una di fianco<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":70739,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[18062,18063],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70737"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70737"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70737\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70740,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70737\/revisions\/70740"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/70739"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70737"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70737"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70737"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}