{"id":71204,"date":"2019-07-16T17:15:40","date_gmt":"2019-07-16T15:15:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=71204"},"modified":"2019-07-16T16:51:16","modified_gmt":"2019-07-16T14:51:16","slug":"arte-a-milano-ultimi-giorni-per-la-mostra-roman-opalka","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=71204","title":{"rendered":"Arte a Milano &#8211; ultimi giorni per la mostra Roman Opa\u0142ka"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ultimi giorni per visitare la mostra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Roman Opa\u0142ka, una retrospettiva<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ospitata negli spazi di BUILDING a Milano &#8211;\u00a0Via Monte di Piet\u00e0, 23<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>fino al 20 luglio 2019<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra compone la prima parte del progetto in due capitoli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Roman Opa\u0142ka. Dire il tempo<\/em><\/strong>a cura di <strong>Chiara Bertola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ideato e realizzato da <strong>BUILDING<\/strong> e dalla <strong>Fondazione Querini Stampalia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo capitolo, <em>Roman Opa\u0142ka Mariateresa Sartori<\/em> ospitato alla<strong><span style=\"color: #ff6600;\"> Fondazione Querini Stampalia di Venezia<\/span><\/strong> rester\u00e0 aperto fino al 24 novembre 2019<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Nel 1965 ha cominciato a contare da 1 all\u2019infinito dipingendo i numeri su tele dal fondo sempre pi\u00f9 chiaro, a fotografarsi per registrare i cambiamenti scultorei del suo volto, a registrare la sua voce che, mentre dipingeva, declamava i numeri in polacco. E\u2019 <strong>Roman Opa\u0142ka<\/strong> il grande artista scomparso nel 2011 che ha dedicato la sua vita al tentativo di rappresentare qualcosa che non \u00e8 misurabile: lo scorrere del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A lui \u00e8 dedicato il progetto <strong><em>Roman Opa\u0142ka. Dire il tempo<\/em> a cura di Chiara Bertola<\/strong>, il cui primo capitolo <em><strong>Roman Opa\u0142ka. Una retrospettiva<\/strong><\/em> presentato negli spazi di <strong>BUILDING<\/strong> a <strong>Milano<\/strong>, rester\u00e0 <strong>aperto al pubblico fino al 20 luglio 2019<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ultimi giorni dunque per visitare la mostra milanese<\/strong> che, come il capitolo veneziano alla Fondazione Querini Stampalia, si sviluppa a partire dalla ricerca <em><strong>OPALKA 1965 \/ 1-\u221e<\/strong><\/em>, cui l\u2019artista ha dedicato gran parte della sua vita nel tentativo di misurare il tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei quattro piani espositivi di BUILDING infatti, una selezione di tele della serie <em><strong>D\u00e9tail<\/strong><\/em> viene affiancata da 7 <strong>Cartes de Voyages<\/strong> e 35 <strong>autoritratti fotografici<\/strong>, esposti insieme al <strong>suono registrato della voce dell\u2019artista<\/strong>, per restituire l\u2019insieme significativo di questo straordinario progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso di mostra \u00e8 arricchito anche da un nucleo di <strong>opere realizzate prima del 1965<\/strong>: un disegno accademico, <em><strong>Les Nuages<\/strong><\/em> del 1951, gli <em><strong>\u00c8tudes sur le Mouvement<\/strong><\/em> (1959-60), passando per <em><strong>Chronome<\/strong><\/em> (1963) e <em><strong>Alphabet grec<\/strong><\/em> (1965) \u2013 con i quali sperimenta la parcellizzazione dello spazio e del tempo attraverso il ritmo e il movimento dei segni e dei punti sulla tela \u2013 per arrivare alla <strong>serie<\/strong> dei <em><strong>Fonemats<\/strong><\/em> del 1964, <strong>esposta per la prima volta<\/strong>. Chiude l\u2019esposizione una sezione dedicata al lavoro grafico, con le acqueforti della <em><strong>Descriptions du Monde<\/strong><\/em>, e due fotolitografie\u00a0realizzate dall&#8217;artista tra il\u00a01968 e il 1970.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>capitolo veneziano<\/strong> del progetto, <em>Roman Opa\u0142ka Mariateresa Sartori<\/em>, visibile fino al 24 novembre 2019, <strong>riunisce e presenta per la prima volta le due opere fondamentali dell\u2019intero programma <em>OPALKA 1965 \/ 1-\u221e<\/em>: l\u2019Alfa e l&#8217;Omega<\/strong>, il <strong>primo<\/strong> e l\u2019<strong>ultimo<\/strong><em><strong>D\u00e9tail<\/strong><\/em> riuniti: il <strong>primo<\/strong> proveniente dal Muzeum Sztuki, \u0141\u00f3d\u017a in Polonia, e <strong>visibile per la prima volta in Italia<\/strong>, e l&#8217;<strong>ultimo<\/strong>, rimasto incompiuto, <strong>mai presentato al pubblico<\/strong> e proveniente da una collezione privata. Insieme a questi due dipinti significativi, viene esposta anche una <strong>serie di autoritratti fotografici<\/strong> e il <strong>suono registrato della voce dell&#8217;artista<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alle rappresentazioni sul tempo di Opa\u0142ka, viene presentato un <strong>nucleo di opere<\/strong> di <strong>Mariateresa Sartori<\/strong> (Venezia, 1961), artista di un\u2019altra generazione ma che ha intessuto con l\u2019artista\u00a0 polacco una profonda amicizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Dire il tempo<\/strong><\/em> nasce dalla volont\u00e0 di approfondire la produzione di Opa\u0142ka attraverso una <strong>selezione di opere che segnano tappe fondamentali nella sua ricerca<\/strong>, molte delle quali <strong>mai presentate prima in Italia o mai esposte<\/strong>, provenienti da importanti collezioni private e pubbliche, tra cui il museo <strong>Muzeum Sztuki di \u0141\u00f3d\u017a<\/strong> e soprattutto il <em><strong>Fonds de Dotation Roman Opa\u0142ka<\/strong><\/em>, con cui \u00e8 nata una stretta collaborazione nell&#8217;ideazione del progetto.<\/p>\n<p>Copertina &#8211; particolare di :\u00a0<em>Roman Opa\u0142ka nel suo studio<\/em>, Le Bois Mauclair, 2011,\u00a0Photo\u00a0credits:\u00a0Vincent Lespinasse<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultimi giorni per visitare la mostra Roman Opa\u0142ka, una retrospettiva ospitata negli spazi di BUILDING a Milano &#8211;\u00a0Via Monte di Piet\u00e0, 23 fino al 20<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71207,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[18184],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71204"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=71204"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71204\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71211,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71204\/revisions\/71211"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/71207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=71204"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=71204"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=71204"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}