{"id":71542,"date":"2019-07-31T07:58:48","date_gmt":"2019-07-31T05:58:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=71542"},"modified":"2019-07-31T18:19:49","modified_gmt":"2019-07-31T16:19:49","slug":"arte-mostre-da-non-perdere-2019-agosto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=71542","title":{"rendered":"Arte mostre da non perdere 2019 agosto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=71545\" rel=\"attachment wp-att-71545\">Mostre da non perdere a Milano &#8211; Genova e Venezia<br \/>\n<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-71545 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/dechi.gif\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"202\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=71546\" rel=\"attachment wp-att-71546\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-71546 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/dechirico-002-e1564552315122.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"508\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>GENOVA <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; PALAZZO DUCALE<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>GIORGIO DE CHIRICO. IL VOLTO DELLA METAFISICA<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PROROGATA FINO AL 1\u00b0 SETTEMBRE 2019<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 stata prorogata fino al 1\u00b0 settembre 2019<\/strong><strong>, nelle sale dell\u2019appartamento del Doge di Palazzo Ducale<\/strong>, la mostra <strong><em>Giorgio de Chirico. Il volto della Metafisica, <\/em><\/strong>prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione, curata da Victoria Noel-Johnson, presenta <strong>100 opere<\/strong>, realizzate dal <em>Pictor Optimus<\/em> nell\u2019arco della sua intera carriera, provenienti da importanti istituzioni e musei, come la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico (Roma), la Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna (Roma), il MART (Rovereto), la Galleria d&#8217;Arte Moderna (Palazzo Pitti, Firenze), la Collezione Banca d\u2019Italia, la Fondazione Museo Alberto Sordi (Roma), la Casa-museo Boschi Di Stefano (Milano), il Museo Luigi Bellini (Firenze), il Museo d&#8217;Arte Moderna Mario Rimoldi (Belluno), nonch\u00e9 da prestigiose collezioni private.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna propone una revisione critica della complessa attivit\u00e0 dell\u2019artista, a cento anni dalla decisione (1919) del Maestro di prendere una diversa direzione dalla pittura Metafisica (1910-1918) a favore di stili e tecniche ispirati al Classicismo e ai grandi maestri del passato. In linea con la posizione che de Chirico ha sempre sostenuto, la mostra evidenzia non un distacco, ma un\u2019evoluzione sempre pi\u00f9 sofisticata. \u201c<em>Come i frutti autunnali &#8211; <\/em>spiega lo stesso de Chirico alle fine del 1918 &#8211; <em>siamo ormai maturi per la nuova metafisica [\u2026]. Siamo esploratori pronti per altre partenze<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019esposizione &#8211; afferma la curatrice, Victoria Noel-Johnson &#8211; intende promuovere l\u2019interpretazione di <em>una metafisica continua<\/em> \u2013 sostenuta anche dallo studioso Maurizio Calvesi &#8211; laddove l\u2019intero <em>corpus<\/em>dechirichiano &#8211; nonostante le variazioni di stile, tecnica, soggetto, composizione e tonalit\u00e0 di colore &#8211; \u00e8 da considerarsi metafisico. Influenzate dalla filosofia del tardo Ottocento, ed in particolar modo da Nietzsche, le opere di de Chirico esplorano il capovolgimento del tempo e dello spazio, con prospettive ed ombre illogiche, utilizzando spesso il <em>d\u00e9paysement<\/em>, giustapposizioni senza senso di oggetti comuni in ambienti inaspettati, tipiche dechirichiane. \u00c8 un mondo enigmatico che trasforma la nostra quotidianit\u00e0 e la banalit\u00e0 delle cose in rivelazione, portandoci a scoprire il lato metafisico di ci\u00f2 che il filosofo-poeta de Chirico offre allo spettatore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNella stessa maniera \u2013 continua Victoria Noel-Johnson &#8211; le sue opere dal 1919 in poi \u2013 sia ritratti e nudi sia nature morte e paesaggi \u2013 non solo rappresentano i frutti della sua ricerca sulla tecnica pittorica, ma costituiscono anche uno sviluppo notevole della sua interpretazione della metafisica. Le sue copie delle opere degli antichi, nonch\u00e9 la presenza di appropriazioni e rimandi a quelle dei grandi maestri del passato e ad altre sue stesse opere in un\u2019esplorazione ininterrotta del tempo ciclico dove il passato e il presente coesistono sullo stesso piano in una sorta di eterno ritorno nietzschiano. Scrivendo a Guillaume Apollinaire nel 1916, de Chirico racconta come il filosofo greco Eraclito <em>ci insegna che il tempo non esiste e sulla grande curva dell\u2019eternit\u00e0 il passato \u00e8 uguale all\u2019avvenire.<\/em> L\u2019obiettivo della mostra \u00e8 portare avanti tale concetto, avvalendosi di una struttura divisa per temi piuttosto secondo un ordine cronologico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna si apre con una selezione di lavori che introduce il tema <strong>del viaggio e del ritorno<\/strong>, metafora per la scoperta della metafisica \u201cmultidimensionale\u201d secondo la lettura di de Chirico. Sono esposte opere che dialogano anche con la teoria nietzschiana dell\u2019eterno ritorno, come <em>L\u2019ebreo errante<\/em> (1917), <em>Ulisse (Autoritratto)<\/em> del 1922, <em>Ritorno di Ulisse <\/em>(1968), <em>Il figliuol prodigo <\/em>del 1974 e del 1975.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spettatore entra poi nel mondo <strong>degli esterni metafisici<\/strong>, uno dei temi pi\u00f9 riconoscibili della sua arte, come i panorami urbani (le piazze d\u2019Italia, le torri), e i bagni misteriosi, qui raccontati attraverso le illustrazioni realizzate per <em>Mythologie <\/em>di Jean Cocteau del 1934.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono quindi esplorate <strong>le figure<\/strong> che frequentemente popolano le sue opere, dagli anni dieci agli anni settanta, quali i trovatori-manichini, i personaggi mitologici come Diana, Mercurio, Ettore ed Andromaca, le muse inquietanti e gli archeologi. A queste si aggiungono i disegni illustrativi per il libro di Massimo Bontempelli <em>Siepe a nordovest<\/em> (1922).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Genova, saranno anche in mostra i diversi approcci sul tema <strong>degli interni metafisici<\/strong> che risalgono al suo soggiorno ferrarese durante la prima guerra mondiale e che furono oggetto di un successivo sviluppo; tra questi, quadri e disegni con un assortimento di costruzioni architettoniche e geometriche, frammenti di antichit\u00e0, templi, quadri e altri oggetti inaspettati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra prosegue con l\u2019analisi del tema <strong>della natura metafisica<\/strong>, con nature morte o <em>vite silenti<\/em> (come de Chirico prefer\u00ec definirle a partire dal 1942), come <em>Il dolce siciliano<\/em> (1919), <em>Mandarini su un ramo<\/em>(1922-23), <em>Natura morta<\/em> (1930) e <em>Corazze con cavaliere (natura morta ariostea)<\/em> del 1940, nonch\u00e9 una selezione di cavalli in riva al mare ed i paesaggi neobarocchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna si chiude con la sezione <strong>La metafisica incontra la tradizione<\/strong>con vari ritratti figurativi che contengono chiari riferimenti alla ritrattistica quattrocentesca e cinquecentesca \u2013 quale <em>Ritratto della madre<\/em> (1911) e <em>La signora Gartzen<\/em> (1913) &#8211; ma anche autoritratti di de Chirico in abiti del Seicento ispirati alle opere di Rubens e Vel\u00e1zquez. Sono inoltre presenti copie e libere interpretazioni di opere dei grandi maestri quali D\u00fcrer, Watteau, Courbet e Renoir, e di grandi artisti italiani: <em>La gravida da Raffaello<\/em> (1920) e <em>Testa di fanciulla da Perugino<\/em> (1921).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accompagna la mostra un catalogo <strong>Skira<\/strong>, con testi della curatrice, di Simona Bartolena, Fabio Benzi, Daniela Ferrari e Ara H. Merjian.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>GIORGIO DE CHIRICO. IL VOLTO DELLA METAFISICA<\/strong><br \/>\nGenova, Palazzo Ducale (piazza Matteotti 9)<br \/>\n<strong>Prorogata fino al 1\u00b0 settembre 2019<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Orari<\/strong><br \/>\ndal marted\u00ec alla domenica, 10.00 &#8211; 19.30<br \/>\n(la biglietteria chiude un\u2019ora prima)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Biglietti<\/strong><br \/>\nIntero: \u20ac12,00<br \/>\nRidotto: \u20ac10,00<br \/>\nbambini dai 6 ai 14 anni: \u20ac4,00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Informazioni<\/strong><br \/>\nTel. 010 8171665 (dal marted\u00ec al venerd\u00ec dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Informazioni e prenotazioni scuole<\/strong><br \/>\nTel. 010 8171604<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Informazioni e prenotazioni gruppi<\/strong><br \/>\nTel. 02 36638600<br \/>\n<a href=\"mailto:segreteria@vidicultural.com\">segreteria@vidicultural.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.palazzoducale.genova.it\/\">www.palazzoducale.genova.it<\/a><\/strong><\/p>\n<p>::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"27oyaE3lZF\"><p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=68898\">Arte fotografica &#8211; Magnum al Museo Diocesano<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=68898&#038;embed=true#?secret=27oyaE3lZF\" data-secret=\"27oyaE3lZF\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Arte fotografica &#8211; Magnum al Museo Diocesano&#8221; &#8212; DonneCultura\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p><strong>MILANO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostra alla <strong>Pinacoteca Ambrosiana<\/strong> nell\u2019anno di <strong>Leonardo da Vinci<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">celebrazioni del 2019 per i <strong>500 anni dalla morte<\/strong> del genio toscano del Rinascimento (Anchiano 1452 \u2013 Amboise nel 1519)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Organizzate dal Collegio dei Dottori della <strong>Biblioteca Ambrosiana<\/strong> e curate dai <strong>maggiori espert<\/strong>i di Leonardo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>46 fogli (23 ciascuna) dal Codice Atlantico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">tra cui:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\u00a0lo studio per il tiburio del Duomo di Milano<\/li>\n<li>\u00a0la celebre pianta di <strong>Milano dall\u2019alto\u00a0<\/strong><\/li>\n<li><strong>il primo studio sul sistema idraulico della Conca dell\u2019Incoronata, per unire il Naviglio della Martesana alla Cerchia dei Navigli\u00a0<\/strong><\/li>\n<li><strong>il progetto per il monumento equestre a Francesco Sforza<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=64564\" rel=\"attachment wp-att-64564\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-64564\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Mostra-450-Codice-Atlantico-Leonardo-Ambrosiana-mostra-2019-1a.jpg\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Mostra-450-Codice-Atlantico-Leonardo-Ambrosiana-mostra-2019-1a.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Mostra-450-Codice-Atlantico-Leonardo-Ambrosiana-mostra-2019-1a-300x197.jpg 300w\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"295\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<article id=\"post-118236\" class=\"dlarticle dlarticle--post post-118236 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-mostre\">\n<div class=\"dlarticle-card-box\">\n<div class=\"dlarticle__content\">\n<ul>\n<li>\u201cLeonardo in Francia. Disegni di epoca francese dal Codice Atlantico\u201d (a cura di Pietro C. Marani)<br \/>\n<strong>18 giugno \u2013 15 settembre 2019<\/strong><\/li>\n<li>\u201cLeonardo e il suo lascito: gli artisti e le tecniche (a cura di Benedetta Spadaccini)<br \/>\n<strong>17 settembre 2018 \u2013 12 gennaio 2020<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Orari: da marted\u00ec a domenica, dalle 10.00 alle 18.00; <strong>chiuso il luned\u00ec<\/strong><\/p>\n<p><strong>Biglietti: intero: 15 \u20ac;<\/strong> ridotto: 10 \u20ac; scuole: 5 \u20ac; universitari: 10 \u20ac<\/p>\n<p>Informazioni: tel. 02.806921<\/p>\n<p>:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=71548\" rel=\"attachment wp-att-71548\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-71548 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/5.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/5.jpg 283w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/5-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=71549\" rel=\"attachment wp-att-71549\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-71549\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/battaglia-mostra-Ve-2019-Tre-Oci-1a.png\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/battaglia-mostra-Ve-2019-Tre-Oci-1a.png 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/battaglia-mostra-Ve-2019-Tre-Oci-1a-300x135.png 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>VENEZIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VENEZIA\/TRE OCI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DAL 20 MARZO AL 18 AGOSTO 2019<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LETIZIA BATTAGLIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fotografia come scelta di vita<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>a cura di Francesca Alfano Miglietti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 20 marzo al 18 agosto 2019, la Casa dei Tre Oci di Venezia inaugura una grande antologica di<\/strong> <strong>Letizia Battaglia<\/strong>(Palermo, 1935), una delle protagoniste pi\u00f9 significative della fotografia italiana, che ne ripercorre l\u2019intera carriera.<br \/>\nLa mostra, curata da Francesca Alfano Miglietti, organizzata da <strong>Civita Tre Venezie<\/strong>, promossa da <strong>Fondazione di Venezia<\/strong> con la partecipazione di <strong>Tendercapital<\/strong>, presenta <strong>300 fotografie, molte delle quali inedite<\/strong>, che rivelano il contesto sociale e politico nel quale sono state scattate. La scelta delle fotografie, svolta in collaborazione con l\u2019archivio di Letizia Battaglia, si \u00e8 avvalsa inizialmente del contributo di Marta Sollima e, per la ricerca delle successive selezioni, di Maria Chiara Di Trapani.<br \/>\nIl percorso espositivo, ordinato tematicamente, si focalizza su quegli argomenti che hanno costruito la cifra espressiva pi\u00f9 caratteristica di Letizia Battaglia, che l\u2019ha portata a fare una profonda e continua critica sociale, evitando i luoghi comuni e mettendo in discussione i presupposti visivi della cultura contemporanea.<br \/>\nI ritratti di donne, di uomini o di animali, o di bimbi, sono solo alcuni capitoli che compongono la rassegna; a questi si aggiungono quelli sulle citt\u00e0 come Palermo, e quindi sulla politica, sulla vita, sulla morte, sull&#8217;amore e due filmati che approfondiscono la sua vicenda umana e artistica.<br \/>\nQuello che ne risulta \u00e8 il vero ritratto di Letizia Battaglia, una intellettuale controcorrente, ma anche una fotografa poetica e politica, una donna che si \u00e8 interessata di ci\u00f2 che la circondava e di quello che, lontano da lei, la incuriosiva.<br \/>\nCome ha avuto modo di ricordare la stessa Battaglia, \u201c<em>La fotografia l&#8217;ho vissuta come documento, come interpretazione e come altro ancora [&#8230;]. L&#8217;ho vissuta come salvezza e come verit\u00e0\u201d.<br \/>\n<\/em><em>\u201cIo sono una persona <\/em>&#8211; afferma ancora Letizia Battaglia<em>, non sono una fotografa. Sono una persona che fotografa. La fotografia \u00e8 una parte di me, ma non \u00e8 la parte assoluta, anche se mi prende tantissimo tempo\u201d.<br \/>\n<\/em>\u201cQuelle che il progetto della mostra si propone di esporre \u2013 ricorda Francesca Alfano Miglietti, del percorso di Letizia Battaglia, sono \u2018forme d\u2019attenzione\u2019: qualcosa che viene prima ancora delle sue fotografie, perch\u00e9 Letizia Battaglia si \u00e8 interrogata su tutto ci\u00f2 che cadeva sotto al suo sguardo, fosse un omicidio o un bambino, uno scorcio o un raduno, una persona oppure un cielo. Guardare \u00e8 stata la sua attivit\u00e0 principale, che si \u00e8 \u2018materializzata\u2019 in straordinarie immagini\u201d.<br \/>\nConosciuta soprattutto per aver documentato con le sue fotografie quello che la mafia ha rappresentato per la sua citt\u00e0, dagli omicidi ai lutti, dagli intrighi politici alla lotta che s\u2019identificava con le figure di Falcone e Borsellino, nel corso della sua carriera Letizia Battaglia ha raccontato anche la vita dei poveri e le rivolte delle piazze, tenendo sempre la citt\u00e0 come spazio privilegiato per l\u2019osservazione della realt\u00e0, oltre che del suo paesaggio urbano.<br \/>\nLetizia Battaglia \u2018tratta\u2019 il suo lavoro come un manifesto, esponendo le sue convinzioni in maniera diretta, vera, poetica e colta, rivoluzionando cos\u00ec il ruolo della fotografia di cronaca.<br \/>\nImpara la tecnica direttamente \u2018in strada\u2019, e le sue immagini si distinguono da subito per il tentativo di catturare una potente emozione e quasi sempre un sentimento di \u2018pietas\u2019.<br \/>\nI soggetti di Letizia, scelti non affatto casualmente, hanno tracciato un percorso finalizzato a rafforzare le proprie ideologie e convinzioni in merito alla societ\u00e0, all\u2019impegno politico, alle realt\u00e0 emarginate, alla violenza provocata dalle guerre di potere, all\u2019emancipazione della donna.<br \/>\nMolti sono i documentari che hanno indagato la sua figura di donna e di artista, il pi\u00f9 recente dei quali \u00e8 stato presentato all\u2019edizione 2019 del <em>Sundance Film Festival<\/em>. Il film <em>Shooting The mafia<\/em>, per la regia di Kim Longinotto, racconta Letizia Battaglia, giornalista e artista, che con la sua macchina fotografica, e la propria movimentata vita, \u00e8 testimone in prima persona di un periodo storico fondamentale per la Sicilia e per l\u2019Italia tutta, quello culminato con le barbare uccisioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.<br \/>\nAccompagna la mostra un catalogo <strong>Marsilio Editori<\/strong>, con testi di Francesca Alfano Miglietti, Leoluca Orlando, Maria Chiara Di Trapani, Filippo La Mantia, Paolo Ventura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note biografiche<\/strong><br \/>\nLetizia Battaglia \u00e8 nata a Palermo nel 1935 ed \u00e8 madre di tre figlie. \u00c8 tra le prime donne fotoreporter italiane. Dirige dal 1974 al 1991 il team fotografico del quotidiano comunista del pomeriggio \u201cL\u2019ORA\u201d di Palermo e fonda l\u2019agenzia \u201cInformazione Fotografica\u201d. Le sue immagini raccontano con passione militante i sanguinosi anni delle guerre di mafia siciliana. In un bianco e nero denso di contrasti, il suo archivio si compone di foto struggenti nella perfezione della loro composizione. Crea immagini lontane da quel clamore che spesso fa parte della cronaca, silenziose e solenni.<br \/>\nOltre i corpi di giudici e vittime senza nome, con il suo obiettivo continua a raccontare i suoi soggetti prediletti, bambine e giovani donne ritratte come espressione di un futuro possibile.<br \/>\nNon \u00e8 solo una fotografa, \u00e8 regista, ambientalista, assessore dei Verdi con la giunta di Leoluca Orlando negli anni della Primavera Siciliana, deputata all&#8217;Assemblea Regionale Siciliana, editore delle Edizioni della Battaglia. \u00c8 cofondatrice del centro di documentazione \u201cGiuseppe Impastato\u201d.<br \/>\n\u00c8 la prima donna europea a ricevere, a New York, nel 1985 il Premio Eugene Smith per la fotografia sociale e a San Francisco, <em>The Mother Johnson Achievement for Life<\/em> (1999).<br \/>\nNel 2007 in Germania la societ\u00e0 tedesca di fotografia le assegna \u201cThe Erich Salomon Prize\u201d. Nel maggio 2009 a New York viene premiata con il \u201cCornell Capa Infinity Award\u201d.<br \/>\nFondatrice nel 1991 della rivista&#8221; Mezzocielo&#8221;, bimestrale realizzato da sole donne. Nella lista delle 1000 donne segnalate per il Nobel per la pace, nominata dal <em>Peace Women Across the Globe<\/em>. The New York Times la nomina (unica italiana) tra le 11 donne pi\u00f9 rappresentative del 2017.<br \/>\n\u00c8 invitata a tenere <em>lecture<\/em> e <em>workshop<\/em> per musei e istituzioni in Italia e all&#8217;estero. Dal 2017 realizza il suo sogno inaugurando il Centro Internazionale di Fotografia, presso i Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo. Ne dirige e cura la selezione di mostre e incontri dedicati alla fotografia storica e contemporanea.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<div id=\"dlsidebar-blog\" class=\"dlsidebar dlsidebar--\">\n<div id=\"custom_html-25\" class=\"widget_text dlsidebar__widget widget_custom_html\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"textwidget custom-html-widget\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"custom_html-20\" class=\"widget_text dlsidebar__widget widget_custom_html\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"textwidget custom-html-widget\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"custom_html-23\" class=\"widget_text dlsidebar__widget widget_custom_html\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"textwidget custom-html-widget\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"search-2\" class=\"dlsidebar__widget widget_search\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostre da non perdere a Milano &#8211; Genova e Venezia GENOVA &#8211; PALAZZO DUCALE GIORGIO DE CHIRICO. 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