{"id":72307,"date":"2019-09-01T18:19:35","date_gmt":"2019-09-01T16:19:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=72307"},"modified":"2019-09-02T18:07:55","modified_gmt":"2019-09-02T16:07:55","slug":"arte-a-bologna-mast-anthropocene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=72307","title":{"rendered":"arte a Bologna &#8211; MAST &#8211; Anthropocene"},"content":{"rendered":"<div class=\"date_default\">\n<figure id=\"attachment_72314\" aria-describedby=\"caption-attachment-72314\" style=\"width: 672px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=72314\" rel=\"attachment wp-att-72314\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-72314\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/ARTE-672-Photosphor-tallings-pond-4-Near-Lakeland-Florida-USA-2012-particolare.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/ARTE-672-Photosphor-tallings-pond-4-Near-Lakeland-Florida-USA-2012-particolare.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/ARTE-672-Photosphor-tallings-pond-4-Near-Lakeland-Florida-USA-2012-particolare-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/ARTE-672-Photosphor-tallings-pond-4-Near-Lakeland-Florida-USA-2012-particolare-542x300.jpg 542w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-72314\" class=\"wp-caption-text\">-Photosphor-tallings-pond-4-Near-Lakeland-Florida-USA-2012-particolare<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_72315\" aria-describedby=\"caption-attachment-72315\" style=\"width: 672px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=72315\" rel=\"attachment wp-att-72315\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-72315\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/ARTE-672-Tyrone-mine-3-Silver-City-New-Mexico-USA-particolare-2012.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/ARTE-672-Tyrone-mine-3-Silver-City-New-Mexico-USA-particolare-2012.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/ARTE-672-Tyrone-mine-3-Silver-City-New-Mexico-USA-particolare-2012-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/ARTE-672-Tyrone-mine-3-Silver-City-New-Mexico-USA-particolare-2012-542x300.jpg 542w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-72315\" class=\"wp-caption-text\">-Tyrone-mine-3-Silver-City-New-Mexico-USA-particolare-2012<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al\u00a0<strong>MAST &#8211; Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia di Bologna<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sino al 5 gennaio 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">la mostra multidisciplinare\u00a0<em><strong>Anthropocene<\/strong><\/em>\u00a0che indaga l\u2019impatto dell\u2019uomo sul pianeta attraverso le straordinarie immagini di Edward Burtynsky, i filmati di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier e installazioni di realt\u00e0 aumentata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto\u00a0<em>Anthropocene<\/em>\u00a0\u00e8 un\u2019esplorazione multimediale che<strong><span style=\"color: #008000;\"> documenta l\u2019indelebile impronta umana sulla Terra: dalle barriere frangiflutti edificate sul 60% delle coste cinesi alle ciclopiche macchine costruite in Germania, dalle psichedeliche miniere di potassio <\/span><\/strong>nei monti Urali in Russia alla devastazione della Grande Barriera Corallina australiana, dalle surreali vasche di evaporazione del litio nel Deserto di Atacama alle cave di marmo di Carrara e<span style=\"color: #008000;\"><strong> ad una delle pi\u00f9 grandi discariche del mondo a Dandora, in Kenya.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto si basa sulla ricerca di un gruppo internazionale di scienziati (Anthropocene Working Group) impegnato nel raccogliere prove del passaggio dall\u2019attuale epoca geologica &#8211; l\u2019Olocene, iniziata circa 11.700 anni fa &#8211; all\u2019Antropocene (dal greco<em>\u00a0anthropos<\/em>, uomo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> La ricerca \u00e8 volta a dimostrare che gli esseri umani sono diventati la singola forza pi\u00f9 determinante sul pianeta. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terraformazione del pianeta mediante l\u2019estrazione mineraria, l\u2019urbanizzazione, l\u2019industrializzazione e l\u2019agricoltura; la proliferazione delle dighe e la frequente deviazione dei corsi d\u2019acqua;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> l\u2019eccesso di CO2 e l\u2019acidificazione degli oceani<\/span><\/strong> dovuti al cambiamento climatico; la presenza <strong><span style=\"color: #008000;\">pervasiva e globale della plastica,<\/span><\/strong> del cemento e di altri tecno-fossili; un\u2019impennata senza precedenti nei <strong><span style=\"color: #008000;\">tassi di deforestazione ed estinzione:<\/span><\/strong> queste incursioni umane su scala planetaria &#8211; argomentano gli scienziati &#8211; sono cos\u00ec pesanti che i loro effetti sono destinati a perdurare e a influenzare il corso delle ere geologiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Burtynsky documenta questo proliferare di interventi a danno della natura, sempre pi\u00f9 invasivi,<\/span> <\/strong>e lo fa attraverso la forza essenziale delle sue immagini e lo sguardo attento su simmetrie, figure circolari, griglie e linee geometriche pure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si compone di diversi elementi tra cui<strong><span style=\"color: #008000;\"> 35 fotografie di Edward Burtynsky che illustrano temi quali l\u2019estrazione delle risorse naturali, le deforestazioni, le grandi infrastrutture di trasporto, il cambiamento climatico, le discariche e l\u2019inquinamento.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quattro enormi murales ad alta risoluzione, realizzati utilizzando tecnologie fotografiche all\u2019avanguardia, offrono <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>esperienze di visione sorprendenti<\/strong><\/span> e consentono agli spettatori di esaminare nei pi\u00f9 minuti dettagli la complessit\u00e0 delle incursioni umane sulla Terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I murales sono arricchiti da filmati di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, che consentono ai visitatori di <strong>vivere un\u2019esperienza immersiva, esplorando in dettaglio i singoli scenari rappresentativi delle teorie dell\u2019Antropocene. I filmati evidenziano la sinergia dei medium espressivi<\/strong> che caratterizza la collaborazione di ampio respiro tra Burtynsky, Baichwal e de Pencier.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli spettatori avranno accesso a questi filmati integrati mediante la app gratuita AVARA (Apple App Store e Google Play); tablet gi\u00e0 configurati saranno disponibili gratuitamente anche all\u2019interno del MAST.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra include anche <strong>videoinstallazioni di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier. Si tratta di vivide riflessioni sull\u2019Antropocene<\/strong> che, grazie a questo mezzo espressivo, favoriscono la comprensione della portata e dell\u2019impatto del fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dal tunnel ferroviario pi\u00f9 lungo della Svizzera allo storico rogo in Kenya delle zanne di avorio nel 2016, dalle ciclopiche macchine costruite in Germania alla devastazione senza precedenti della grande barriera corallina,<\/span><\/strong> le installazioni di Baichwal e de Pencier si avvalgono di tecniche di ripresa all\u2019avanguardia per documentare l\u2019evidenza e fornire un\u2019esperienza diretta del dominio dell\u2019uomo sul pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel percorso espositivo si trovano inoltre tre installazioni di realt\u00e0 aumentata che come avviene per i murales sono accessibili tramite AVARA, la App gratuita per smartphone e tablet (disponibile su Apple App Store e Google Play): composte da migliaia di immagini fisse e assemblate attraverso un processo chiamato fotogrammetria, ogni installazione di realt\u00e0 aumentata porter\u00e0 il visitatore a vivere un\u2019esperienza immersiva grazie ad un\u2019immagine 3D a grandezza quasi naturale. \u00c8 parte integrante della mostra al MAST il premiato film\u00a0<em>ANTHROPOCENE: The Human Epoch<\/em>\u00a0(<em>ANTHROPOCENE: l\u2019Epoca Umana<\/em>), codiretto dai tre artisti. Terzo capitolo di una trilogia che include<em>\u00a0Manufactured Landscapes<\/em>(2009) e\u00a0<em>Watermark<\/em>\u00a0(2013), il film testimonia con un approccio esperienziale e non didattico un momento critico nella storia geologica del pianeta, proponendo una provocatoria e indimenticabile esperienza dell\u2019impatto e della portata della nostra specie. La voce narrante \u00e8 del premio oscar Alicia Vikander. Il film sar\u00e0 distribuito in Italia da Fondazione Stensen e Valmyn.<\/p>\n<p>La mostra si completa con un percorso didattico interattivo, corredato da attivit\u00e0 dedicate sia all\u2019infanzia sia all\u2019adolescenza con &#8211;<em>\u00a0MAST Dialogues on Anthropocene<\/em>\u00a0&#8211; ricco programma di eventi culturali, letture, tavole rotonde, proiezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere di grande formato sono un crescendo di forme e colori e sono affiancate al materiale filmico, realizzato da Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, caratterizzato da inquadrature e tagli che si fondono con l\u2019effetto coinvolgente e crudo delle immagini al rallentatore. L\u2019osservatore viene catturato e affascinato esattamente come avviene, per un ascoltatore, con la\u00a0<em>Quinta Sinfonia<\/em>\u00a0di Beethoven\u201d, spiega il cocuratore Urs Stahel.<\/p>\n<p>Edward Burtynsky \u00e8 uno dei fotografi pi\u00f9 conosciuti e apprezzati al mondo. I suoi straordinari scatti fotografici di paesaggi industriali sono conservati nelle collezioni di oltre sessanta musei tra cui la National Gallery of Canada, il Museum of Modern Art and il Guggenheim Museum di New York, il Reina Sofia di Madrid, la Tate Modern di Londra, e il Los Angeles County Museum of Art, in California. Tra i riconoscimenti conferiti a Burtynsky figurano il\u00a0<em>TED Prize<\/em>\u00a0nel 2005 che ha condiviso con Bono e Robert Fischell, il\u00a0<em>Governor General\u2019s Award in Visual and Media Arts<\/em>, l\u2019<em>Outreach Award ai Rencontres d\u2019Arles<\/em>, il premio\u00a0<em>Roloff Beny Book<\/em>, e il premio\u00a0<em>Rogers<\/em>\u00a0come miglior film canadese. Nel 2018 Burtynsky \u00e8 stato nominato\u00a0<em>Master of Photography<\/em>\u00a0a\u00a0<em>Photo London 2018<\/em>, e ha ricevuto la menzione di\u00a0<em>Peace Patron<\/em>\u00a0del Mosaic Institute. Gli sono state conferite otto lauree honoris causa.<\/p>\n<p>Jennifer Baichwal ha diretto e prodotto documentari per oltre 25 anni. I suoi film sono stati visti in tutto il mondo e hanno ottenuto un gran numero di riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui un\u00a0<em>International Emmy<\/em>, tre premi\u00a0<em>Gemini<\/em>, e ancora i premi per il miglior documentario culturale e il miglior documentario indipendente canadese al festival\u00a0<em>Hot Docs<\/em>, per opere quali<em>\u00a0Let It Come Down: The Life of Paul Bowles<\/em>\u00a0(1998),<em>\u00a0The Holier It Gets<\/em>\u00a0(1999),\u00a0<em>The True Meaning of Picture<\/em>\u00a0(2002),\u00a0<em>Act of God<\/em>\u00a0(2009), e\u00a0<em>Payback<\/em>\u00a0(2012).<em>Manufactured Landscapes<\/em>\u00a0ha ricevuto, tra gli altri, la menzione come miglior film canadese al\u00a0<em>TIFF<\/em>\u00a0e il\u00a0<em>Reel Current Award<\/em>\u00a0di Al Gore. Il film \u00e8 stato proiettato in oltre 15 paesi del mondo, e il\u00a0<em>TIFF<\/em>\u00a0l\u2019ha incluso tra le 150 opere essenziali della storia del cinema canadese nel 2016. Il documentario\u00a0<em>Watermark<\/em>\u00a0\u00e8 stato presentato in anteprima al\u00a0<em>TIFF 2013<\/em>, vincendo il premio della Toronto Film Critics Association, come miglior documentario canadese. Da allora \u00e8 stato distribuito in undici paesi. Baichwal \u00e8 membro del consiglio di amministrazione di Swim Drink Fish Canada, e del consiglio consultivo della School of Image Arts della Ryerson University. Dal 2016 fa parte del consiglio di amministrazione del\u00a0<em>Toronto International Film Festival<\/em>\u00a0ed \u00e8 ambasciatrice appassionata della campagna\u00a0<em>Share Her Journey<\/em>, progetto quinquennale che mira a promuovere e ad accrescere la partecipazione, le capacit\u00e0 e le opportunit\u00e0 a favore delle donne, sia dietro la macchina da presa che davanti all\u2019obiettivo.<\/p>\n<p>Nicholas de Pencier \u00e8 un documentarista, produttore e direttore di fotografia. Tra i suoi lavori pi\u00f9 noti figurano\u00a0<em>Let It Come Down: The Life of Paul Bowles<\/em>\u00a0(<em>International Emmy<\/em>),\u00a0<em>The Holier It Gets<\/em>\u00a0(miglior documentario canadese al festival\u00a0<em>Hot Docs<\/em>),\u00a0<em>The True Meaning of Pictures<\/em>\u00a0(premio\u00a0<em>Gemini<\/em>\u00a0per miglior documentario artistico),<em>\u00a0Hockey Nomad<\/em>\u00a0(premio\u00a0<em>Gemini<\/em>\u00a0per miglior documentario sportivo),\u00a0<em>Manufactured Landscapes<\/em>\u00a0(miglior lungometraggio canadese al TIFF; vincitore del premio\u00a0<em>Genie<\/em>\u00a0come miglior documentario), e\u00a0<em>Act of God<\/em>\u00a0(film d\u2019apertura del festival\u00a0<em>Hot Docs<\/em>). \u00c8 stato produttore e direttore della fotografia dei film\u00a0<em>Watermark<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Black Code<\/em>\u00a0(presentato al\u00a0<em>TIFF 2016<\/em>), quest\u2019ultimo da lui scritto e diretto. Tra le installazioni di video art, realizzate con Jennifer Baichwal, figurano\u00a0<em>Watermark Cubed<\/em>\u00a0presentata al festival<em>\u00a0Nuit Blanche<\/em>\u00a0di Toronto nel 2014,<em>\u00a0Music Inspired by the Group of Seven<\/em>\u00a0del 2015 con la band rock Rheostatics, nella Walker Court dell\u2019Art Gallery of Ontario, e l\u2019installazione\u00a0<em>Ice Forms<\/em>, parte integrante della mostra di Lawren Harris, esposta all\u2019Art Gallery of Ontario nell\u2019estate del 2016. De Pencier \u00e8 membro del consiglio di amministrazione di Hot Docs e DOC Toronto.<\/p>\n<p>Baichwal e De Pencier hanno collaborato alla realizzazione di\u00a0<em>Long Time Running<\/em>, un lungometraggio documentaristico dedicato all\u2019 ultimo commovente tour del gruppo Tragically Hip del 2016. Prodotto dalla Banger Films, il film \u00e8 stato presentato al Gala del\u00a0<em>TIFF<\/em>\u00a0nel 2017, e successivamente distribuito da Elevation Pictures e trasmesso da Bell e Netflix. Pi\u00f9 recentemente, sono stati a Katowice, in Polonia, dove sono state esposte le installazioni cinematografiche di\u00a0<em>The Anthropocene Project<\/em>\u00a0come parte del\u00a0<em>COP24<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 curata da Urs Stahel, curatore della PhotoGallery e della collezione MAST, Sophie Hackett, curatrice della fotografia dell\u2019Art Gallery of Ontario di Toronto e da Andrea Kunard, curatrice del Canadian Photography Institute della National Gallery of Canada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Anthropocene<\/em>\u00e8 frutto della collaborazione quadriennale tra il fotografo di fama mondiale Edward Burtynsky e i registi pluripremiati Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier che, combinando arte, cinema, realt\u00e0 aumentata e ricerca scientifica, documenta i cambiamenti che l\u2019uomo ha impresso sulla Terra e testimonia gli effetti delle attivit\u00e0 umane sui processi naturali. Il progetto ha debuttato in Canada a settembre 2018 con il film\u00a0<em>Anthropocene: The Human Epoch<\/em>\u00a0proiettato in anteprima mondiale al\u00a0<em>Toronto International Film Festival<\/em>\u00a0e con la mostra allestita in contemporanea all\u2019Art Gallery of Ontario di Toronto (AGO) e alla National Gallery of Canada di Ottawa (NGC) &#8211; organizzata in partnership con la Fondazione MAST &#8211; e arriva per la prima volta in Europa, al MAST dal 16 maggio al 22 settembre 2019.<\/p>\n<p>________________________________________<\/p>\n<p><strong>Dal 16 Maggio 2019 al 05 Gennaio 2020<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>BOLOGNA<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">LUOGO:<\/span>\u00a0MAST Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">INDIRIZZO:<\/span>\u00a0via Speranza 42<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">CURATORI:<\/span>\u00a0Urs Stahel<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">PROLUNGATA:<\/span>\u00a0Fino al 5 gennaio 2020<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">SITO UFFICIALE:<\/span>\u00a0<a href=\"http:\/\/theanthropocene.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/theanthropocene.org<\/a><\/p>\n<p>Foto copertina\u00a0Edward-Burtynsky-Uralkall-potasch-mine-4-Beresniki-Russia-2017-particolare<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al\u00a0MAST &#8211; Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia di Bologna sino al 5 gennaio 2020 la mostra multidisciplinare\u00a0Anthropocene\u00a0che indaga l\u2019impatto dell\u2019uomo sul pianeta attraverso le<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":72313,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[18446],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72307"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=72307"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72307\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72319,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72307\/revisions\/72319"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/72313"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=72307"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=72307"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=72307"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}