{"id":72689,"date":"2019-09-10T19:53:40","date_gmt":"2019-09-10T17:53:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=72689"},"modified":"2019-09-11T16:43:54","modified_gmt":"2019-09-11T14:43:54","slug":"salute-occhio-sconosciuto-cheratocomo-gratuito-lesame","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=72689","title":{"rendered":"Salute occhio &#8211; Sconosciuto Cheratocomo  &#8211; Gratuito l&#8217;esame"},"content":{"rendered":"<p>MESE DELLA PREVENZIONE DEL CHERATOCONO<\/p>\n<p><strong>&#8230; percezione di un\u2019immagine sfocata e deformata (soprattutto le fonti luminose tendono ad essere allungate come se avessero una coda luminosa) &#8230;<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8230;molte malattie, degenerazioni, cicatrici possono provocare opacit\u00e0 e\/o deformare la cornea<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">cheratocono: <\/span>malattia progressiva della cornea che pu\u00f2 provocare una riduzione anche molto grave della capacit\u00e0 visiva<\/p>\n<p>UNA MALATTIA POCO CONOSCIUTA<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">SE NON SI FA L&#8217;ESAME CORRETTO <span style=\"color: #000000;\">DA BAMBINI \/ RAGAZZI PUO&#8217; DEGENERARE E PORTARE AL TRAPIANTO DELLA CORNEA<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Patologia subdola che non si nota se non quando la vista \u00e8 compromessa<\/strong><\/p>\n<p>Da settembre a ottobre VISITE GRATUITE<\/p>\n<p>Prenotare <a href=\"http:\/\/Patologia subdola che non si nota se non quando la vista \u00e8 compromessa\"><strong>www.curagliocchi.it<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Il Cheratocono \u00e8 una malattia degenerativa, progressiva, di entrambi gli occhi, colpisce i giovani e non \u00e8 percepibile facilmente, ma quando ci si accorge pu\u00f2 essere tardi.<\/p>\n<p>Ora esistono\u00a0 terapie per evitare il peggioramento, ma si devono fare gli esami adeguati per riconoscere il cheratocono.<\/p>\n<p>Riguarda anche chi soffre di astigmatismo, malattie reumatiche e sindrome di Down.<\/p>\n<p>Informazioni per i malati al numero 800 62 90 33 &#8211;\u00a0 A.I.C.H.E.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Cheratocono causa l<strong>\u2019assottigliamento e la deformazione della cornea,<\/strong> pu\u00f2 esordire fin dalla pubert\u00e0 e <strong><span style=\"color: #ff0000;\">se non viene immediatamente diagnosticato<\/span> <\/strong>\u00e8 difficilmente curabile se non con un trapianto di cornea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL CHERATOCONO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cheratocono \u00e8 una <strong><span style=\"color: #ff0000;\">malattia progressiva della cornea che pu\u00f2 provocare una riduzione anche molto grave della capacit\u00e0 visiva.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consiste in un assottigliamento e deformazione della cornea stessa, che tende a sfiancarsi protrudendo in avanti, a volte in modo cos\u00ec evidente da assumere una forma conica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La causa non \u00e8 nota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si verifica una alterazione del collagene nello stroma corneale, le cui molecole perdono compattezza e il tessuto diventa pi\u00f9 debole e deformabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vi \u00e8 un certo grado di familiarit\u00e0<\/strong> ma non si pu\u00f2 considerare il cheratocono una malattia ereditaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica <strong>\u00e8 da sospettare maggiormente se in famiglia vi \u00e8 un\u2019altra o pi\u00f9 persone affette.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 osservata anche una associazione con allergie durante la crescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per alcuni<strong><span style=\"color: #ff0000;\"> la causa potrebbe essere lo sfregamento degli occhi indotto dall\u2019allergia<\/span><\/strong> a danneggiare la cornea: a scopo preventivo \u00e8 consigliabile evitarlo il pi\u00f9 possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deve inoltre <strong><span style=\"color: #ff0000;\">sempre insospettire un difetto rifrattivo con astigmatismo<\/span><\/strong> che aumenta nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 comparire a partire dai 10-14 anni di et\u00e0, ma, il pi\u00f9 delle volte, viene diagnosticato pi\u00f9 avanti negli anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prevalenza di cheratocono nella popolazione generale \u00e8 di un caso su 2.000 individui. <strong>Rappresenta la prima causa di trapianto corneale<\/strong> e dai dati epidemiologici pi\u00f9 recenti risulta che sono interessati pazienti sempre pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La velocit\u00e0 e l\u2019entit\u00e0 della progressione della deformazione corneale da cheratocono sono estremamente variabili. <strong>Come regola generale la velocit\u00e0 di evoluzione \u00e8 maggiore nei giovanissimi e diminuisce sensibilmente con l\u2019et\u00e0.<\/strong> Il motivo \u00e8 il naturale \u201cirrigidimento\u201d della struttura corneale nel corso degli anni.<br \/>\nIl cheratocono \u00e8 da considerarsi una patologia bilaterale, che coinvolge entrambi gli occhi, ma il pi\u00f9 delle volte questo avviene in modo anche marcatamente asimmetrico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">I SINTOMI<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vi sono di norma disturbi come dolore o infiammazione oculare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I problemi avvertiti dal paziente consistono in un <strong><span style=\"color: #ff0000;\">peggioramento della capacit\u00e0 visiva indotto dall\u2019alterazione, spesso progressiva,<\/span><\/strong> della cornea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In molti casi <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">l\u2019occhio affetto da cheratocono diventa<\/span> miope, <span style=\"color: #000000;\">ma \u00e8<\/span> l\u2019astigmatismo <span style=\"color: #000000;\">irregolare a disturbare maggiormente la visione,<\/span><\/span> <\/strong>inducendo la <strong>percezione di un\u2019immagine sfocata e deformata (soprattutto le fonti luminose tendono ad essere allungate come se avessero una coda luminosa)<\/strong>. Questo sfuocamento in casi medi e avanzati pu\u00f2 essere tale da ostacolare seriamente le attivit\u00e0 quotidiane del paziente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>GLI ESAMI DIAGNOSTICI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a quelli che normalmente vengono eseguiti durante una visita oculistica, per esaminare bene la cornea <strong><span style=\"color: #ff0000;\">occorrono esami pi\u00f9 specifici<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #ff0000;\">topografia corneale<\/span><\/strong>: serve a fare una precisa mappatura della forma della curvatura della cornea: \u00e8 l\u2019esame pi\u00f9 importante per la diagnosi del cheratocono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #ff0000;\">pachimetria<\/span><\/strong>: serve a misurare lo spessore della cornea: nel cheratocono e in in alcune altre patologie della cornea si possono riscontare zone molto sottili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">L\u2019OCT del segmento anteriore<\/span><\/strong> (Tomografia a Coerenza Ottica): serve a visualizzare alcune caratteristiche dell\u2019anatomia della cornea in modo completamente non invasivo, come ad esempio la profondit\u00e0 esatta di eventuali opacit\u00e0.<br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">L\u2019aberrometria:<\/span> serve ad identificare alcune anomalie rifrattive della cornea e dell\u2019occhio in generale; <span style=\"color: #ff0000;\">l\u2019aberrometria<\/span> fornisce informazioni sulla qualit\u00e0 visiva dell\u2019occhio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CORNEA: UNA LENTE DELL\u2019OCCHIO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019occhio si compone di varie strutture anatomiche ognuna delle quali deve avere caratteristiche ben precise per consentire una visione corretta. La parte anteriore \u00e8 costituita dalla cornea, una struttura di forma convessa formata da tessuto trasparente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cornea per consentire una buona vista deve essere trasparente e di forma regolare; in caso contrario, la vista ne viene compromessa in modo pi\u00f9 o meno rilevante in relazione all\u2019entit\u00e0 dell\u2019anomalia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cornea e il cristallino sono le lenti dell\u2019occhio: la cornea \u00e8 la piccola calotta trasparente che chiude la parte anteriore del bulbo oculare, mentre il cristallino \u00e8 una piccola lente situata internamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cornea \u00e8 la lente pi\u00f9 \u201cimportante\u201d dell\u2019occhio. L\u2019efficienza ottica della cornea dipende da due sue caratteristiche, straordinarie per un tessuto biologico: una perfetta trasparenza e una curvatura regolare.<br \/>\nUna cornea trasparente e con curvatura regolare, lavorando \u201cinsieme\u201d ad un cristallino trasparente e ad una retina sana, consente a un occhio di vedere nitidamente (a condizione che anche le altre strutture dell\u2019occhio siano normali).<\/p>\n<p>:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p><strong>Questa informazione \u00e8<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">promossa dall\u2019Universit\u00e0 di Verona e dal Centro Nazionale di Alta Tecnologia in Oftalmologia dell\u2019Universit\u00e0 di Chieti-Pescara, da CAMO (Centro Ambrosiano Oftalmico) in collaborazione con NEOVISION e con il patrocinio dell\u2019A.I.CHE Associazione Italiana Cheratoconici, della SOI Societ\u00e0 Oftalmologica Italiana, della S.I.T.R.A.C. Societ\u00e0 Italiana Trapianto di Cornea, l\u2019iniziativa si propone di realizzare una grande campagna di prevenzione e diagnosi sul Cheratocono, una malattia di cui poco si parla ma che pu\u00f2 portare alla cecit\u00e0. Il Cheratocono causa l\u2019assottigliamento e la deformazione della cornea, pu\u00f2 esordire fin dalla pubert\u00e0 e se non viene immediatamente diagnosticato \u00e8 difficilmente curabile se non con un trapianto di cornea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questa importante campagna di informazione e prevenzione, che vedr\u00e0 coinvolti decine di centri su tutto il territorio nazionale, \u00e8 stato inoltre richiesto il patrocinio del Ministero della Salute, e della Regione Veneto.<\/p>\n<p>:::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">LE CURE POSSIBILI DEL CHERATOCONO<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chirurgia della cornea ha visto straordinari sviluppi negli ultimi anni; grazie anche a grandi avanzamenti tecnologici, specie nel campo dei laser, il chirurgo oculista ha oggi a disposizione molteplici tecniche per intervenire sulla cornea. Tali tecniche vanno da procedure minimamente invasive fino a interventi chirurgici maggiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019avere a disposizione molte \u201carmi\u201d consente<\/strong> quindi al chirurgo oculista di scegliere la modalit\u00e0 meno invasiva e pi\u00f9 adatta alla soluzione di ogni singolo caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il cheratocono pu\u00f2 presentarsi in stadi estremamente diversi, che richiedono soluzioni \u201csu misura\u201d<\/strong><\/span> che verranno valutate dal chirurgo oculista caso per caso. La scelta dipende da numerose variabili, ma cerchiamo di elencare gli interventi possibili e il loro razionale, partendo dalle soluzioni meno invasive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL CROSS LINKING CORNEALE (CXL)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trattamento che ha dimostrato <strong>efficacia nel rallentare e in molti casi a fermare<\/strong> l\u2019evoluzione del cheratocono \u00e8 il cross linking corneale o CXL. \u00c8 un trattamento fondamentale nella cura del cheratocono e delle altre ectasie corneali. Non \u00e8 un intervento chirurgico, nel senso che non vengono effettuate incisioni, suture o altre manovre invasive; \u00e8 un intervento chiamato \u201cparachirurgico\u201d.<br \/>\n\u00c8 una procedura che viene applicata per la terapia del cheratocono iniziale, cio\u00e8 quando ancora lo spessore e le curvature della cornea sono discretamente o completamente conservate, Talvolta si applica questo trattamento anche a pazienti affetti da cheratocono in uno stadio evolutivo pi\u00f9 avanzato al fine soprattutto di limitare la velocit\u00e0 di progressione.<br \/>\nQuesto metodo, chiamato cross linking del collagene corneale, consiste nell\u2019applicazione sulla cornea di un prodotto chiamato Riboflavina; esso viene poi attivato, da una luce ultravioletta della famiglia dei raggi UVA. L\u2019azione della luce associata al farmaco, stimola la cornea a rinforzare i legami tra i tessuti che la compongono, determinando un arresto o quanto meno un rallentamento dell\u2019evoluzione della malattia. Lo scopo \u00e8 sostanzialmente quello di aumentare la rigidit\u00e0 e la resistenza della cornea.<br \/>\nI risultati ottenuti fino ad ora sono molto favorevoli, in quanto i pazienti trattati presentano un rallentamento del processo di assottigliamento della cornea con una conseguente stabilizzazione del difetto visivo dovuto alla deformazione della cornea affetta da cheratocono.<br \/>\nIn alcuni casi si \u00e8 anche assistito ad una lieve riduzione del difetto refrattivo (miopia e\/o astigmatismo) con conseguente miglioramento della qualit\u00e0 visiva. Alla terapia consegue una stabilizzazione della malattia, una migliore tolleranza delle lenti a contatto, un beneficio della qualit\u00e0 della vista ed un allontanamento dell\u2019eventuale intervento di trapianto.<br \/>\nLe tecniche del CXL Ci sono varie modalit\u00e0 di eseguire il crosslinking; tutte comunque vengono fatte in anestesia con colliri, sono indolori ed eseguibili ambulatorialmente; la tecnica di esecuzione \u00e8 semplice e poco invasiva rispetto alle altre proposte terapeutiche del cheratocono.<br \/>\nTecnica standard EPI-OFF<br \/>\nIl paziente viene anestetizzato con alcune gocce di collirio. Vengono poi instillate alcune gocce di antibiotico e di disinfettante oculare.<br \/>\nViene applicato un telino sterile intorno all\u2019occhio e le palpebre vengono aperte mediante due piccoli divaricatori. Il medico oculista rimuove l\u2019epitelio, cio\u00e8 lo strato di cellule che ricopre la cornea (tecnica EPI-OFF) e poi instilla ripetutamente la Riboflavina in gocce per un tempo di circa 15\u2019. Avvicina poi all\u2019occhio uno strumento che emette una luce della famiglia degli U-V e irradia la cornea per circa 30\u2019, continuando di tanto in tanto ad instillare delle gocce di Riboflavina.<br \/>\nIl medico applica poi una lente a contatto terapeutica per facilitare il processo di guarigione e ridurre i fastidi al paziente nel periodo che segue il trattamento; applica poi qualche goccia di collirio antibiotico e invia il paziente in sala d\u2019attesa. Egli potr\u00e0 poi andare a casa dopo 15\u2019-20\u2019.<br \/>\nTecnica di crosslinking EPI-ON<br \/>\nNel 2009 un\u2019azienda italiana leader del settore ha introdotto una Riboflavina modificata legandola ad una sostanza capace di superare lo strato superficiale della cornea (epitelio); in tal modo si pu\u00f2 effettuare il trattamento di Cross-linking corneale senza togliere l\u2019epitelio (EPI-ON) e di conseguenza in modo meno fastidioso per il paziente. Per cui utilizzando questa modalit\u00e0 la tecnica di crosslinking diviene pi\u00f9 semplice. Tuttavia secondo alcuni studi si otterrebbe un minor effetto terapeutico.<br \/>\nIl CXL, come \u00e8 stato inizialmente eseguito e come tutt\u2019ora viene fatto nella grande maggioranza dei casi, ha durata complessiva di quasi un\u2019ora (30\u2019 per la preparazione dell\u2019occhio e rimozione dell\u2019epitelio e imbibizione della cornea con Riboflavina e altri 30 minuti di irraggiamento). La durata del trattamento transepiteliale (EPI-ON) \u00e8 pure di circa un\u2019ora (30 minuti di imbibizione + 30 minuti di irraggiamento). La tecnica EPI-ON \u00e8 stata introdotta nel 2010.<br \/>\nEntrambe le tecniche EPI-OFF ed EPI-ON hanno il limite di essere ritenute lunghe e fastidiose dai pazienti a causa dei tempi di esecuzione, circa un\u2019ora per ogni paziente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IONTOFORESI CORNEALE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La iontoforesi corneale, sviluppata in Italia nel 2010 \u00e8 <strong><span style=\"color: #ff0000;\">una recente scoperta della ricerca e consente una drastica riduzione dei tempi di trattamento del CXL<\/span><\/strong>, dagli attuali 60 minuti della tecnica EPI-OFF e EPI- ON ai 15 minuti con la nuova procedura. La iontoforesi (da i\u00f2ntos=ione e ph\u00f2resis = trasporto, trasporto di ioni) consiste nel trasferimento unidirezionale di molecole, fornite di carica ionica, all\u2019interno dei tessuti da trattare, grazie ad un campo elettrico a bassa intensit\u00e0. Grazie alla iontoforesi, si raggiunge nello stroma corneale una concentrazione di riboflavina equivalente alla imbibizione della tecnica standard.<br \/>\nLa iontoforesi oculare risulta estremamente semplice nell\u2019esecuzione ed \u00e8 ottimamente tollerata dal paziente.<br \/>\nEcco come si svolge l\u2019intervento. Il trattamento viene effettuato mediante l\u2019applicazione sul paziente dei due elettrodi collegati ad un delicato generatore di corrente continua. Per primo, viene posizionato l\u2019elettrodo positivo a forma di cerotto al centro della fronte del paziente, e, successivamente, l\u2019altro sull\u2019occhio del paziente. Poi, viene riempito l\u2019elettrodo negativo, situato nell\u2019occhio, con un\u2019apposita formulazione di riboflavina specifica per iontoforesi corneale. Viene attivata la corrente elettrica a bassissima intensit\u00e0, ottimamente tollerata dal paziente per cinque minuti. Il flusso di corrente (a bassa intensit\u00e0) tra i due elettrodi permette alla formulazione di Riboflavina di penetrare rapidamente nello stroma corneale, attraverso l\u2019epitelio integro (quindi senza disepitelizzazione).<br \/>\nContemporaneamente alla iontoforesi \u00e8 stata introdotta un\u2019altra innovazione; la riduzione dei tempi di irraggiamento da 30\u2019 a 9\u2019 grazie ad un nuovo strumento che emette irradiazione necessaria in un tempo pi\u00f9 breve.<br \/>\nIl CXL \u00e8 indicato praticamente sempre nei giovani e giovanissimi vista la quasi ineluttabile tendenza a peggiorare e comunque ogni qualvolta si riscontrino segni di evolutivit\u00e0. Sebbene la funzione del CXL sia quella di irrobustire la cornea e non di correggere difetti refrattivi o modificare la vista, in diversi casi si \u00e8 osservato un miglioramento visivo a distanza di tempo dal trattamento CXL, in genere dopo diversi mesi. Ad oggi la tecnica standard EPI-OFF (cio\u00e8 con rimozione dell\u2019epitelio) vanta un lungo follow-up; essa viene eseguita in Italia dal 2007 ed ha dimostrato negli anni di essere una tecnica sicura ed efficace per il trattamento del cheratocono e delle ectasie corneali. Si calcola che dall\u2019avvio della tecnica ad oggi siano stati praticati oltre un milione di trattamenti nel mondo.<br \/>\nIl CXL \u00e8 anche indicato in associazione a trattamenti conservativi come la PRK customizzata o l\u2019impianto di anelli intrastromali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ALTRE TECNICHE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo in casi lievi, in cui le curvature corneali sono ancora abbastanza ben conservate, \u00e8 possibile una correzione ottimale con lenti da occhiale.<br \/>\nLe lenti a contatto o LAC (rigide, ma anche semirigide o morbide) in molti casi permettono, se tollerate, di ottenere eccellenti risultati visivi. \u00c8 spesso necessaria una certa dose di pazienza sia al contattologo che al paziente per trovare la giusta lente che fornisca un buon risultato visivo. Un concetto che a volte genera confusione e aspettative errate \u00e8 quello che la lente a contatto rigida sia in grado di contrastare lo sfiancamento e rallentare l\u2019evoluzione del cheratocono. Purtroppo la lente a contatto \u00e8 solo appoggiata sulla cornea e non \u00e8 in grado di \u201ccontenerla\u201d e quindi evitare la progressione della malattia. Permette invece di correggere molto efficacemente il difetto rifrattivo irregolare tipico del cheratocono. Ci\u00f2 viene ottenuto perch\u00e9 lo strato di lacrime che si viene a trovare tra cornea e lente a contatto \u201cammortizza\u201d le irregolarit\u00e0 corneali e ci\u00f2 consente di migliorare la qualit\u00e0 visiva; inoltre, la correzione ottica fornita dalla LAC comporta un aumento dell\u2019acuit\u00e0 visiva. Se il cheratocono \u00e8 troppo avanzato, la lente a contatto pu\u00f2 non essere tollerata e debbono essere prese in considerazione le possibilit\u00e0 chirurgiche, pi\u00f9 o meno conservative, a seconda della gravit\u00e0 del quadro.<br \/>\nL\u2019impianto di anelli intrastromali in casi selezionati permette di contrastare lo sfiancamento e regolarizzare la curvatura centrale della cornea (l\u2019assottigliamento della cornea non deve essere troppo marcato). La regolarizzazione di curvatura consente una pi\u00f9 facile correzione con occhiale o lente a contatto e un miglioramento della capacit\u00e0 visiva. Gli anelli vengono impiantati con una procedura ambulatoriale minimamente invasiva nella quale non viene asportato tessuto corneale; l\u2019intervento \u00e8 anche completamente reversibile.<br \/>\nLa Fotocheratectomia refrattiva (PRK) pu\u00f2 essere utile in casi di cheratocono stabile e in forma leggera, cio\u00e8 senza eccessivo sfiancamento e senza troppo assottigliamento corneale. Un trattamento su misura o \u201ccustomizzato\u201d permette di ridurre le irregolarit\u00e0 di curvatura pi\u00f9 marcate o anche di eliminare alcune opacit\u00e0 superficiali che a volte insorgono anche dopo uso prolungato di lenti a contatto. La PRK in tali casi deve essere accompagnata anche dal CXL. In alcuni casi, soprattutto in caso di stabilit\u00e0 del cheratocono ed in pazienti non troppo giovani, un difetto rifrattivo molto elevato associato al cheratocono \u2013 di regola di tipo miopico e astigmatico- pu\u00f2 essere corretto anche grazie alla tecnica dell\u2019impianto di un cristallino artificiale aggiuntivo o \u201cIOL fachica\u201d (cosiddetta tecnica del \u201cdoppio cristallino\u201d) in modo del tutto analogo a quanto viene effettuato in casi di miopia elevata, con o senza astigmatismo.<br \/>\nLa cheratoplastica. A secondo dell\u2019entit\u00e0 dello sfiancamento, la curvatura irregolare provoca alterazioni dell\u2019acuit\u00e0 e della qualit\u00e0 visiva fino a una perdita quasi completa. In casi molto rari l\u2019assottigliamento della cornea pu\u00f2 essere cos\u00ec marcato da mettere a rischio l\u2019integrit\u00e0 del globo oculare: in tali casi bisogna intervenire tempestivamente con un trapianto di cornea. In casi di cheratocono pi\u00f9 avanzato \u00e8 necessario ripristinare la struttura corneale mediante un trapianto di cornea o cheratoplastica. Quando le condizioni anatomiche lo consentono il chirurgo oculista cercher\u00e0 di preservare gli strati pi\u00f9 profondi della cornea e l\u2019endotelio corneale eseguendo una cheratoplastica lamellare anteriore (DALK \u00e8 la modalit\u00e0 pi\u00f9 comune). In alcuni casi, si pu\u00f2 rendere necessario trapiantare la cornea in tutto il suo spessore eseguendo la cheratoplastica perforante. Con entrambi i tipi di trapianto si possono ottenere buoni risultati nel recupero della capacit\u00e0 visiva.<\/p>\n<p><strong>IL TRAPIANTO DI CORNEA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo<strong> molte malattie, degenerazioni, cicatrici possono provocare opacit\u00e0 e\/o deformare la cornea<\/strong> a un punto tale che la capacit\u00e0 visiva non \u00e8 migliorabile con procedure conservative, redendo necessaria la sostituzione del tessuto corneale, cio\u00e8 effettuando un trapianto di cornea o \u201ccheratoplastica\u201d.<br \/>\nSi stima in oltre 6.000 trapianti corneali all\u2019anno in Italia e il fabbisogno annuo \u00e8 di 130 cornee per milione di popolazione. La percentuale di sopravvivenza del lembo innestato \u00e8 del 95% dopo un anno e del 60% dopo dieci anni.<br \/>\nI trapianti di cornea hanno una percentuale di successo anatomico molto alta, circa del 95%. Una delle ragioni principali che spiegano questi eccellenti risultati \u00e8 che la cornea \u00e8 uno dei pochi tessuti umani che pu\u00f2 essere trapiantato con un rischio molto basso di rigetto, venendo quindi \u201caccettata\u201d dall\u2019organismo ricevente. Inoltre lo sviluppo di nuove tecniche mini-invasive ha ulteriormente ridotto questo rischio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Banche degli occhi<br \/>\nPer effettuare un trapianto di cornea \u00e8 necessario sostituire la cornea malata del ricevente con una trasparente da donatore.<br \/>\nIl tessuto corneale proviene da persone che hanno deciso di essere donatori perch\u00e8 altri possano averne un beneficio. A queste persone va il ringraziamento di tutti noi, sia pazienti che medici. Tutti i tessuti di donatori vengono sottoposti a screening per escludere la possibilit\u00e0 di infezioni, quali epatite, sifilide, AIDS. Esiste una rete nazionale che si occupa delle donazioni, che afferiscono alle cosiddette Banche degli Occhi. Si tratta di un network nazionale e sovranazionale regolato da criteri estremamente rigorosi che garantiscono il rispetto e la segretezza dei donatori oltre alla sicurezza dei pazienti e che opera in collegamento con il Centro Nazionale Trapianti. Ogni anno si raccolgono 12.000-15.000 cornee.<br \/>\nOltre infatti alla possibilit\u00e0 di effettuare un trapianto a tutto spessore (cheratoplastica perforante), si sono aggiunte tecniche cosiddette \u201clamellari\u201d, nelle quali \u00e8 solo uno strato della cornea ad essere trapiantato.<br \/>\nSi distinguono cheratoplastica lamellare anteriore, nella quale sono gli strati pi\u00f9 esterni della cornea ad essere trapiantati, e cheratoplastica lamellare posteriore o endoteliale, nella quale \u00e8 lo strato pi\u00f9 interno, quello che supporta le cellule endoteliali, ad essere sostituito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DOMANDE<br \/>\nCome vengono reperite le cornee da trapianto?<br \/>\nIl tessuto corneale proviene da persone che hanno deciso di effettuare la donazione perch\u00e8 altri possano averne un beneficio. Esiste una rete nazionale che si occupa delle donazioni, che afferiscono alle cosiddette Banche degli Occhi. Oggi, grazie a una maggiore sensibilizzazione della popolazione e ad una efficiente organizzazione dei prelievi e della selezione dei tessuti, la disponibilita\u0301 di cornee \u00e8 maggiore e quindi il trapianto di cornea non deve pi\u00f9 essere visto come un evento eccezionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le persone sono potenziali donatori di cornea?<br \/>\nIn caso di decesso di una persona, \u00e8 necessario che i parenti tramite i medici o il personale infermieristico del reparto ospedaliero, manifestino la volont\u00e0 di donare le cornee e firmino un&#8217;autorizzazione scritta. \u00c9 compito del personale sanitario avviare le procedure per il prelievo. I tessuti prelevati vengono inviati alla pi\u00f9 vicina Banca degli occhi, che, dopo averne valutato l&#8217;idoneit\u00e0, li distribuisce alle strutture, dove i chirurghi oftalmologi eseguono i trapianti. Si tratta di un network nazionale e sovranazionale regolato da criteri estremamente rigorosi che garantiscono il rispetto e la segretezza dei donatori oltre alla sicurezza dei pazienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cornee per il trapianto possono trasmettere malattie?<br \/>\nA differenza degli organi, come per esempio il cuore o i reni, la cornea \u00e8 un tessuto, e non contiene vasi sanguigni: per questo motivo \u00e8 difficile che i germi responsabili di malattie infettive possano contaminare il tessuto corneale. In ogni caso, vengono esclusi i donatori positivi per epatite B, epatite C, AIDS e i tessuti vengono sottoposti ad accurati controlli microbiologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un intervento doloroso?<br \/>\nNo. L\u2019intervento non comporta dolore. Se si esegue in anestesia generale il paziente viene completamente addormentato, se si esegue in anestesia locale, tutta la zona intorno al bulbo oculare ed il bulbo oculare vengono anestetizzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto tempo impiega l&#8217;occhio a recuperare la vista?<br \/>\nI tempi per un pieno recupero visivo variano da persona a persona e da occhio a occhio. Per ottimizzare la visione pu\u00f2 essere indicato l&#8217;uso di occhiali o di lenti a contatto o la rimozione di uno o pi\u00f9 punti di sutura. In generale, comunque occorrono alcuni mesi affinch\u00e9 la visione sia discretamente buona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rigetto della cornea \u00e8 possibile?<br \/>\nLa maggior parte dei casi clinici di cheratocono che necessitano di trapianto di cornea perforante sono interventi a basso rischio di rigetto. Se si manifesta il rigetto, pu\u00f2 essere fatto regredire con una pronta ed efficace terapia a base di colliri. Il rischio di rigetto si verifica per lo pi\u00f9 dopo circa un mese e si riduce gradualmente con il passare del tempo. Nei casi in cui il rigetto abbia comportato l&#8217;opacamento della cornea trapiantata, l&#8217;intervento pu\u00f2 essere ripetuto, instaurando per\u00f2 una adeguata terapia preventiva. Nel caso del trapianto lamellare anteriore, il rischio di un rigetto \u00e8 virtualmente assente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono i sintomi del rigetto?<br \/>\nIl rigetto si manifesta all&#8217;inizio con lievi disturbi quali appannamento della vista, fastidio alla luce, arrossamento dell&#8217;occhio e talvolta dolore oculare. Quindi, se questi sintomi compaiono \u00e8 importante recarsi immediatamente dall&#8217;oculista perch\u00e8 \u00e8 fondamentale, per evitare danni al trapianto, iniziare la terapia il pi\u00f9 presto possibile. Il rischio di rigetto aumenta quando l&#8217;occhio \u00e8 irritato o quando vengono fatti interventi o tolti punti alla cornea. \u00c9 necessario quindi fare molta attenzione a tutte quelle situazioni che possono determinare infiammazioni dell&#8217;occhio operato: vento, polvere, sostanze irritanti, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DOMANDE SUL CROSS-LINKING CORNEALE<br \/>\nIl cross-linking corneale (CXL) \u00e8 un intervento chirurgico?<br \/>\nNo, \u00e8 un intervento \u201cpara-chirurgico\u201d. La cornea non viene sottoposta a manovre chirurgiche come incisioni o suture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In cosa consiste?<br \/>\nIn sostanza la cornea viene irraggiata da una sorgente a raggi ultravioletti dopo essere stata imbibita di una sostanza, la riboflavina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cosa serve il CXL?<br \/>\nInduce la formazione di legami chimici fra le molecole di collagene della cornea, aumentandone la rigidit\u00e0 e la resistenza. Per questo motivo permette di rallentare o arrestare la tendenza allo sfiancamento in alcune patologie della cornea, prima fra tutte il cheratocono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove e come viene eseguito il CXL?<br \/>\nIl trattamento viene eseguito ambulatorialmente, con il paziente sdraiato su un lettino in un ambiente protetto come un ambulatorio chirurgico. Sia l\u2019imbibizione che l\u2019irraggiamento possono essere eseguiti con modalit\u00e0 e tempi diversi. In particolare, vi \u00e8 una tendenza nell\u2019evoluzione della tecnica a utilizzare modalit\u00e0 che accelerano l\u2019imbibizione della cornea da parte delle riboflavina e irraggiamenti di maggiore intensit\u00e0, che permettono di abbreviare notevolmente i tempi dell\u2019intervento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa significano i termini epi-on, epi-off e iontoforesi applicati al CXL?<br \/>\nEpi-off \u00e8 la prima tecnica, nella quale l\u2019epitelio corneale viene asportato all\u2019inizio del trattamento per far s\u00ec che la riboflavina penetri con facilit\u00e0 nella cornea: consente di ottenere un buon irrigidimento della cornea, ma \u00e8 un po\u2019 invasivo e fastidioso per il paziente, e il recupero visivo \u00e8 piuttosto lento.<br \/>\nEpi-on significa che l\u2019epitelio corneale non viene toccato, e si utilizza una apposita formulazione di riboflavina che riesce ad attraversarlo per penetrare all\u2019interno della cornea: questa modalit\u00e0 consente al paziente di avere meno disturbi ma l\u2019effetto di irrigidimento sulla cornea \u00e8 meno marcato rispetto alla tecnica classica.<br \/>\nLa iontoforesi applicata al CXL consente di \u201cforzare\u201d il passaggio della riboflavina attraverso l\u2019epitelio corneale grazie all\u2019utilizzo di un lieve campo elettrico fornito da due piccole batterie. In questo modo si ottiene lo stesso effetto di irrigidimento della cornea della tecnica epi-off, ma senza gli inconvenienti ed i fastidi legati all\u2019asportazione dell\u2019epitelio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un intervento doloroso?<br \/>\nNo. L\u2019intervento non comporta dolore. Vengono utilizzate delle gocce di anestetico e al termine dell\u2019intervento viene applicata una lente a contatto terapeutica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono i disturbi dopo l\u2019intervento?<br \/>\nCon la tecnica epi-off sono normali una iniziale difficolta\u0301 a tenere l&#8217;occhio aperto, un certo fastidio specie alla luce e una certa lacrimazione, con una certa frequenza, dolore: tutto questo migliora rapidamente nell&#8217;arco di uno-due giorni. Con la tecnica di iontoforesi i disturbi sono minori rispetto alla tecnica epi-off. In pratica quasi nessun fastidio con la tecnica epi-on.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto tempo impiega l&#8217;occhio a recuperare la vista?<br \/>\nIl recupero della vista pu\u00f2 richiedere alcune giorni e a volte settimane per la tecnica epi-off, mentre \u00e8 pi\u00f9 rapido per la tecnica con iontoforesi e con la tecnica epi-on.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il difetto visivo preesistente pu\u00f2 ridursi con il trattamento di CXL?<br \/>\n\u00c9 abbastanza frequente assistere ad una lieve riduzione del difetto refrattivo (astigmatismo o miopia ) indotti dalla malattia con conseguente miglioramento della qualit\u00e0 visiva. Si tratta in genere di un miglioramento che si avverte nel giro di mesi e spesso tende a migliorare ulteriormente a 1-2 anni dal trattamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, cosa si vuole ottenere con il CXL?<br \/>\nLa tecnica, irrobustendo la cornea, si propone di stabilizzare la malattia. Se eseguito precocemente pu\u00f2 evitare la necessit\u00e0 di fare il trapianto di cornea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESE DELLA PREVENZIONE DEL CHERATOCONO &#8230; percezione di un\u2019immagine sfocata e deformata (soprattutto le fonti luminose tendono ad essere allungate come se avessero una coda<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":61699,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[27,9411,3288,29,32,30,51],"tags":[18510,18508,18509],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72689"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=72689"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72689\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72693,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72689\/revisions\/72693"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/61699"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=72689"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=72689"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=72689"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}