{"id":73263,"date":"2019-09-28T07:30:06","date_gmt":"2019-09-28T05:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=73263"},"modified":"2019-09-29T18:09:48","modified_gmt":"2019-09-29T16:09:48","slug":"arte-da-non-perdere-il-grandissimo-albrecht-durer-entrata-gratuita-a-bagnocavallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=73263","title":{"rendered":"Arte da non perdere &#8211; \u00a0Il grandissimo Albrecht D\u00fcrer entrata gratuita a Bagnocavallo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=73270\" rel=\"attachment wp-att-73270\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-73270\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/D\u00fcrer-PICCOLO-CAVALLO.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"610\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/D\u00fcrer-PICCOLO-CAVALLO.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/D\u00fcrer-PICCOLO-CAVALLO-197x300.jpg 197w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=73268\" rel=\"attachment wp-att-73268\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-73268\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/D\u00fcrer-Insegne-della-Morte-400.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"561\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/D\u00fcrer-Insegne-della-Morte-400.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/D\u00fcrer-Insegne-della-Morte-400-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Albrecht D\u00fcrer, un genio inquieto, un talento dell\u2019arte nordica fatalmente attratto dall\u2019arte rinascimentale italiana &#8230;<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Per D\u00fcrer l\u2019arte incisoria fu il mezzo ideale per trasmettere una nuova iconografia, sacra o profana, un modo modernissimo per dialogare con il proprio tempo &#8230;<\/strong><\/p>\n<div>\n<div>\n<p><strong>ALBRECHT D\u00dcRER<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il privilegio dell&#8217;inquietudine<\/strong><\/p>\n<p>dal 21 settembre 2019 al 19 gennaio 2020<\/p>\n<p>a cura di Patrizia Foglia e Diego Galizzi<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff99cc;\">ingresso gratuito<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Museo Civico delle Cappuccine<\/strong><br \/>\nVia Vittorio Veneto 1\/a &#8211; Bagnacavallo (RA)<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo Francisco Goya e Max Klinger, il filone espositivo promosso dal\u00a0<strong>Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo<\/strong>\u00a0sui pi\u00f9 importanti artisti internazionali che hanno saputo esprimere massimamente la loro grandezza attraverso l\u2019incisione non poteva che proseguire con\u00a0<strong>Albrecht D\u00fcrer<\/strong>\u00a0(1471-1528).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 21 settembre scorso ha aperto al pubblico la mostra\u00a0<em><strong>Albrecht D\u00fcrer. Il privilegio dell\u2019inquietudine<\/strong><\/em><strong>(fino al 19 gennaio 2020)<\/strong>, organizzata dal<strong>\u00a0Comune di Bagnacavallo\u00a0<\/strong>e curata da<strong>\u00a0Diego Galizzi\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0Patrizia Foglia.<\/strong>\u00a0L&#8217;evento espositivo di grande rilievo\u00a0\u2013 con\u00a0<strong>pi\u00f9 di 120 opere grafiche<\/strong>\u00a0del maestro di Norimberga provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private italiane\u00a0\u2013 ha gi\u00e0 riscosso notevole successo dal punto di vista del pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D\u00fcrer \u00e8 il \u201cpadre nobile\u201d del pensiero grafico<\/strong>, colui che ha saputo innalzare il disegno e l\u2019incisione a espressione artistica non pi\u00f9 ancella della pittura, ma pienamente libera e autonoma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo riconosceva lo stesso\u00a0<strong>Max Klinger<\/strong>: \u00ab<em>Un\u2019opera grafica di D\u00fcrer non si riferisce n\u00e9 a un quadro replicato, n\u00e9 traduce sensazioni di colore in forme estranee alla tecnica adottata. \u00c8 compiuta in se stessa e definitiva, priva solo di quanto l\u2019idea, <strong><span style=\"color: #ff99cc;\">eternamente inarrivabile<\/span><\/strong>, rifiuta alle possibilit\u00e0 di ogni artista<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il<strong>\u00a0progetto espositivo\u00a0<\/strong>si pone come un<strong>\u00a0invito ad incontrare le diverse anime di D\u00fcrer<\/strong>, sia come<strong>\u00a0uomo\u00a0<\/strong>che come<strong>\u00a0artista<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua personalit\u00e0, il suo spirito e naturalmente la sua arte non sono semplici da cogliere nella loro unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La critica lo ha definito ora<strong><span style=\"color: #ff99cc;\"> un umanista, ora un gotico, ora un artigiano, ora un teorico:<\/span> <\/strong>la verit\u00e0 \u00e8 che non \u00e8 possibile separare le sue singole anime, era tutto questo insieme, aveva in s\u00e9 l\u2019eterna contraddizione che contraddistingue i pi\u00f9 grandi artisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>All\u2019interno della narrazione che abbiamo fatto del grande maestro norimberghese<\/em>\u00a0\u2013 spiega\u00a0<strong>Diego Galizzi<\/strong>, direttore del museo e curatore della mostra \u2013\u00a0<em>si possono ammirare<strong>\u00a0i pi\u00f9 noti capolavori dell\u2019artista\u00a0<\/strong>come il ciclo dell\u2019<\/em><strong>Apocalisse<\/strong><em>, il\u00a0<\/em><strong>Sant\u2019Eustachio<\/strong><em>, il\u00a0<strong>San Girolamo nello studio<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Il\u00a0<\/strong><strong>Cavaliere la morte e il diavolo<\/strong><strong>.\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La mostra ha il suo punto focale in quell\u2019enigmatico capolavoro che \u00e8 la<span style=\"color: #ff99cc;\">\u00a0<strong>Melanconia<\/strong><\/span>, un\u2019opera pregna di intellettualismo fin quasi all\u2019esoterismo, che cela un vero e<strong><span style=\"color: #ff99cc;\"> proprio autoritratto spirituale dell\u2019artista, giunto alla melanconica presa di coscienza<\/span><\/strong> che<span style=\"text-decoration: underline;\"> <strong>un approccio razionale all\u2019arte e al mondo non pu\u00f2 che dare risposte insufficient<\/strong>i.<\/span><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00bb<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in una Germania ancora permeata da uno spirito gotico e medievale che prende il via l\u2019avventura artistica di <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Albrecht D\u00fcrer, un genio inquieto, un talento dell\u2019arte nordica fatalmente attratto dall\u2019arte rinascimentale italiana<\/strong><\/span> e insolitamente disposto alla ricerca teorica e scientifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non fosse stato per l\u2019influenza dell\u2019intellettuale e amico Willibald Pirckheimer, probabilmente quest\u2019umile figlio di un artigiano orafo avrebbe orientato i suoi interessi artistici verso Nord, verso la lezione fiamminga, come molti altri artisti suoi conterranei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Pirckheimer lo orient\u00f2 alla dimensione culturale del nostro Rinascimento,<\/strong> <\/span>spalancando la mente dell\u2019artista a ricerche a lui aliene, in primo luogo quella tesa a carpire i segreti della rappresentazione dello spazio e della bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 \u00e8 stato possibile essenzialmente per un motivo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D\u00fcrer, come Leonardo, era un ricercatore universale, continuamente ansioso di produrre cose nuove<\/strong>, aveva, come diceva Carl Gustav Carus, \u00ab<em>un anelito incessante verso una perfezione irraggiungibile e un\u2019acuta coscienza di problemi insolubili<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff99cc;\">Per D\u00fcrer l\u2019arte incisoria fu il mezzo ideale per trasmettere una nuova iconografia,<\/span><\/strong> sacra o profana, un modo modernissimo per dialogare con il proprio tempo, con la contemporaneit\u00e0 di quel Rinascimento che era caratterizzato dall\u2019avventura del sapere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il taglio che i curatori hanno voluto dare all\u2019<strong>allestimento\u00a0<\/strong>offre al pubblico molto pi\u00f9 che una rassegna di opere d\u2019arte, ma un<strong>\u00a0vero e proprio racconto<\/strong>, che procede attraverso<strong>\u00a0dieci sezioni tematiche<\/strong>, immergendo il visitatore nel visionario sogno di perfezione di un ragazzo, figlio di un umile orafo di Norimberga, che ha voluto inseguire il suo desiderio di appropriarsi dei segreti della rappresentazione della bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>In stretto collegamento con la mostra<\/em>\u00a0\u2013 anticipa Galizzi \u2013\u00a0<em><strong>dal 14 dicembre il museo ospiter\u00e0 un eccezionale e attesissimo ritorno, quello della\u00a0<\/strong><\/em><strong>Madonna del Patrocinio<\/strong><em><strong>\u00a0di Albrecht D\u00fcrer<\/strong>, un vero capolavoro pittorico che dopo 50 anni torna dalla Fondazione Magnani Rocca alla sede dove si trovava custodita fino al 1969, ovvero l\u2019<strong>ex monastero delle suore Clarisse Cappuccine di Bagnacavallo, oggi museo civico cittadino<\/strong><\/em>.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra<strong><em>Albrecht D\u00fcrer. Il privilegio dell\u2019inquietudine \u00e8<\/em><\/strong>\u00a0patrocinata dall\u2019Istituto Beni Culturali dell\u2019Emilia-Romagna e sostenuta da Edison Stoccaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realizzazione della mostra \u00e8 stata possibile grazie anche all\u2019<strong>Art Bonus<\/strong>\u00a0e per questo il Comune ringrazia la ditta\u00a0<strong>Mixer S.p.A.\u00a0<\/strong>di Bagnacavallo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albrecht D\u00fcrer, un genio inquieto, un talento dell\u2019arte nordica fatalmente attratto dall\u2019arte rinascimentale italiana &#8230; Per D\u00fcrer l\u2019arte incisoria fu il mezzo ideale per trasmettere<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":73282,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[18640],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73263"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=73263"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73263\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73272,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73263\/revisions\/73272"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/73282"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=73263"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=73263"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=73263"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}