{"id":73880,"date":"2020-01-04T18:10:48","date_gmt":"2020-01-04T17:10:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=73880"},"modified":"2020-01-04T19:26:53","modified_gmt":"2020-01-04T18:26:53","slug":"arte-a-pisa-futurismo-e-ritratto-di-artemisia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=73880","title":{"rendered":"Arte a Pisa &#8211; Appuntamenti e Futurismo &#8211; Ritratto di Artemisia ed altro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=73883\" rel=\"attachment wp-att-73883\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-73883\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Arte-3000-Futurismo-23.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"402\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Arte-3000-Futurismo-23.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Arte-3000-Futurismo-23-224x300.jpg 224w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Mostra &#8220;Futurismo&#8221; a <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Palazzo BLU <\/span><\/strong><\/p>\n<p>Pisa<\/p>\n<p>Sino al 9 Febbraio 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 20 febbraio 1909 usciva con un clamore internazionale su \u201cLe Figaro\u201d, a Parigi, il Manifesto di fondazione del futurismo, stilato da F.T Marinetti, poeta, letterato e geniale comunicatore.<\/p>\n<p>I picchi pi\u00f9 significativi di questo straordinario movimento artistico si ritrovano, eccezionalmente, l\u2019uno accanto all\u2019altro nella mostra intitolata \u201cFuturismo\u201d, organizzata da Fondazione Palazzo Blu insieme con MondoMostre e curata da Ada Masoero. La mostra ha il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Pisa. Il catalogo della mostra \u00e8 edito da Skira Editore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso <strong><span style=\"color: #0000ff;\">pi\u00f9 di cento opere dei maestri del futurismo<\/span> <\/strong>(in grande maggioranza, dipinti museali o d\u2019importanti collezioni private, oltre ad alcuni disegni, progetti e oggetti d\u2019arte), la rassegna si propone, per la prima volta, di provare come i pi\u00f9 grandi fra gli artisti futuristi seppero rimanere fedeli alle riflessioni teoriche enunciate nei manifesti, traducendole in immagini dirompenti, innovative e straordinariamente felici sul piano artistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni opera \u00e8 stata dunque scelta, oltre che per la sua qualit\u00e0, per l\u2019aderenza ai punti teorici fondativi del movimento. <strong><span style=\"color: #0000ff;\">E dei numerosi artisti visivi che, nel tempo, si unirono al futurismo, sono stati deliberatamente inseriti i soli firmatari dei manifesti presi in esame:<\/span> <\/strong>con l\u2019inevitabile conseguenza di esclusioni talora dolorose, che tuttavia hanno garantito il sempre alto livello qualitativo delle opere esposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso \u00e8 aperto dagli esordi divisionisti comuni ai cinque \u201cfuturi futuristi\u201d: <strong><span style=\"color: #0000ff;\">Umberto Boccioni, Carlo Carr\u00e0, Luigi Russolo, Giacomo Balla, Gino Severini.<\/span><\/strong><br \/>\nScandita in sezioni intitolate ognuna a un manifesto, la mostra attraversa poi trent\u2019anni di arte futurista, muovendo dal 1910, quando uscirono i due manifesti pittorici firmati dai giovani \u201cpadri fondatori\u201d. Di Umberto Boccioni, Carlo Carr\u00e0, Luigi Russolo, Giacomo Balla, Gino Severini sono esposti numerosi capolavori ispirati con evidenza a quei due testi. Immediatamente dopo, si esplorano le emozionanti trascrizioni visuali del Manifesto della scultura futurista, 1912, steso dal solo Boccioni dopo il viaggio a Parigi di quell\u2019anno.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Il primo decennio della storia europea dopo la Grande Guerra<\/span><\/strong> pu\u00f2 essere distinto in due periodi: dal 1919 al 1925 furono gli anni della \u201cpace senza pacificazione\u201d; dal 1925 al 1929, furono gli anni della \u201cpacificazione precaria\u201d. Nelle vicende internazionali, le gravi rivalit\u00e0 generate dalla pace di Versailles, acute fino al 1923, nei due anni successivi parvero appianate dallo \u201cspirito di Locarno\u201d: nel settembre del <strong><span style=\"color: #0000ff;\">1929, con la conciliazione fra Francia e Germania, nella Societ\u00e0 delle nazioni furono auspicati gli Stati Uniti d\u2019Europa<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle vicende interne dei paesi europei, alle turbolenze convulsionarie degli anni fra il 1919 e il 1924, seguirono <strong><span style=\"color: #0000ff;\">fra il 1925 e il 1929 la stabilizzazione precaria dei governi democratici e la instaurazione di governi antidemocratici,<\/span><\/strong> fra i quali i due nuovi regimi totalitari del comunismo e del fascismo. Tuttavia, senza la grande crisi del 1929, l\u2019Europa non era destinata ad avere un terzo regime totalitario nella Germania repubblicana.<\/p>\n<p>:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p>INCONTRI<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">10 Gennaio ore 17.00<\/span><\/strong><br \/>\nIncontro con Elena Gigli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giacomo Balla e le grandi dimostrazioni 1914-1919<\/p>\n<p>Elena Gigli, storica dell\u2019arte ed esperta studiosa di Giacomo Balla, ci racconta come il 28 giugno 1914 scoppia la Prima Guerra Mondiale e l\u2019Italia si proclama neutrale, mentre i futuristi sono per l\u2019intervento (la guerra \u00e8 \u201cigiene del mondo\u201d).<br \/>\nPer Giacomo Balla l\u2019interventismo \u00e8 una posizione morale ma anche una colorata sintesi dell\u2019entusiasmo giovanile.<br \/>\nNel corso del 1915, Balla viene arrestato due volte. Nascono quindi le opere dedicate alle Dimostrazioni Interventiste collegate proprio agli eventi bellici: si va da Le insidie del 9 Maggio a Forme-volume del grido \u201cViva l\u2019Italia\u201d a Bandiere all\u2019Altare della Patria alla rievocazione della Breccia di Porta Pia nell\u2019opera XX Settembre\u2026per concludersi con Battimani + gridi patriottici e Corazzata + vedova + vento.<\/p>\n<p>:::::::::::::::::::::<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">12 Gennaio ore 11.00<\/span><\/strong><br \/>\nDomenica in musica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Introduce Alessandro Cecchi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michele Marasco, flauto<br \/>\nIrene Veneziano, pianoforte<br \/>\nMusiche di Beethoven, Faur\u00e9, Berio, Messiaen<\/p>\n<p>Riparte la consueta stagione di musica classica organizzata in collaborazione con la Fondazione Area. Si prosegue con la conoscenza degli strumenti dell\u2019orchestra gi\u00e0 intrapresa con successo lo scorso anno. Sar\u00e0 Michele Marasco a presentarci il flauto, in duo con Irene Veneziano (per motivi personali Marta Cencini ha dovuto rinunciare all\u2019esibizione), che lo accompagna al pianoforte. Introduce il concerto inaugurale il prof. Alessandro Cecchi.<br \/>\nRicordiamo che la stagione 2020 di Domenica in musica \u00e8 interamente dedicata alla memoria di Marco Grondona, grande musicologo (e filologo), vera anima ispiratrice del ciclo di Domenica in musica.<br \/>\nPROGRAMMA<br \/>\nLudwig Van Beethoven, Serenata op. 41<br \/>\nEntrata, Menuetto, Allegro molto, Andante con variazioni, Allegro scherzando e vivace, Adagio, Allegro vivace e disinvolto<br \/>\nGabriel Faur\u00e8, Fantaisie op.79<br \/>\nLuciano Berio, Sequenza I<br \/>\nOlivier Messiaen, Le Merle Noir<br \/>\nGli spettacoli sono gratuiti, per accedere \u00e8 necessario registrarsi;\u00e8 possibile farlo online tramite questa pagina coloro che non hanno accesso ad internet possono richiedere assistenza presso la biglietteria di Palazzo BLU a partire dalle 14:30 del marted\u00ec precedente la data dell\u2019evento.Il personale della biglietteria NON \u00e8 in possesso di tagliandi aggiuntivi oltre a quelli messi a disposizione sul web.<\/p>\n<p>::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">PALAZZO BLU<\/span><\/strong> storia e indirizzo<\/p>\n<div class=\"mod\" lang=\"it-IT\" data-md=\"50\" data-hveid=\"CAoQAA\" data-ved=\"2ahUKEwiZm9OstermAhVDDuwKHaBnBaIQkCkwF3oECAoQAA\">\n<div class=\"PZPZlf hb8SAc\" data-attrid=\"description\" data-hveid=\"CAoQAQ\" data-ved=\"2ahUKEwiZm9OstermAhVDDuwKHaBnBaIQziAoADAXegQIChAB\">\n<div>\n<div class=\"kno-rdesc\">\n<div style=\"text-align: justify;\">Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi si trova sul Lungarno Gambacorti di Pisa.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Non lontano dalla chiesa longobarda di Santa Cristina.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">\u00c8\u00a0 recentemente pi\u00f9 noto come Palazzo Blu;\u00a0<\/span><\/strong>per il restaurato colore dell&#8217;intonacatura e del nome del museo costruito in alcune delle sue sale interne.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div lang=\"it-IT\" data-md=\"30\" data-hveid=\"CAoQAw\" data-ved=\"2ahUKEwiZm9OstermAhVDDuwKHaBnBaIQ6-0CMBh6BAgKEAM\"><\/div>\n<div class=\"mod\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\" data-md=\"30\" data-hveid=\"CAoQAw\" data-ved=\"2ahUKEwiZm9OstermAhVDDuwKHaBnBaIQ6-0CMBh6BAgKEAM\"><strong>INFORMAZIONI &#8211; PALAZZO BLU<\/strong><br \/>\nLungarno Gambacorti 9, 56125<br \/>\nPisa | Tel. +39 050 220 46 50<br \/>\n<a href=\"mailto:info@palazzoblu.it\">info@palazzoblu.it<\/a><\/div>\n<p>:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p>Entra a far parte delle Collezioni della Fondazione Pisa in mostra a Palazzo Blu<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=73886\" rel=\"attachment wp-att-73886\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-73886\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Artemisia-ritratto-di-Simon-Vouret.png\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"275\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Artemisia-ritratto-di-Simon-Vouret.png 275w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Artemisia-ritratto-di-Simon-Vouret-150x150.png 150w\" sizes=\"(max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Simon Vouet e il ritratto di Artemisia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">28 Settembre 2019 &#8211; 8 Marzo 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Ritratto di Artemisia Lomi Gentileschi di Simon Vouet<\/strong> entra a far parte delle Collezioni della Fondazione Pisa in mostra a Palazzo Blu.<\/p>\n<p>Questo<span style=\"color: #0000ff;\"><strong> eccezionale acquisto<\/strong><\/span> prosegue il programma di arricchimento delle nostre collezioni con importanti opere in rapporto con l\u2019arte e con la storia di Pisa e del suo territorio. L\u2019acquisizione, inoltre, conserva al patrimonio artistico italiano un\u2019opera di grande importanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Eseguito a Roma attorno al 1623, il dipinto \u00e8 l\u2019unico ritratto conosciuto di Artemisia Lomi<\/strong> <\/span>Gentileschi, realizzato da un grande artista suo contemporaneo: Simon Vouet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Museo di Palazzo Blu, l\u2019opera di Vouet va ad aggiungersi alla celebre Clio Musa della Storia dipinta dalla stessa Artemisia a Napoli attorno al 1632, ai dipinti del padre Orazio e degli zii Aurelio e Baccio, componenti della famosa famiglia di pittori pisani Lomi Gentileschi.<br \/>\nLega l\u2019opera a Pisa anche il suo committente: il Ritratto di Artemisia \u00e8, infatti, annoverato negli elenchi delle collezioni di Cassiano dal Pozzo, amatore d\u2019arte formatosi tra Pisa e Firenze nipote dell\u2019influente Cardinale Carlo Antonio Dal Pozzo, Arcivescovo di Pisa e ministro del Granduca Ferdinando I de\u2019 Medici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Ritratto di Artemisia Lomi Gentileschi di Vouet rester\u00e0 in mostra fino all\u20198 marzo 2020<\/strong> per andare in prestito alla National Gallery, insieme alla Clio Musa della Storia, per la prima grande mostra monografica su Artemisia Gentileschi a Londra, organizzata in occasione dell\u2019ingresso in collezione della Santa Caterina di Alessandria che il prestigioso museo londinese ha recentemente acquistato.<\/p>\n<p>:::::::::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Pisa gli anni \u201960. Il boom e il rock<\/span><\/strong><br \/>\n<strong>Sino al 19 Aprile 2020<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fotografie dall&#8217;Archivio Frassi<br \/>\n<strong>in mostra vinili degli anni &#8217;60<\/strong> dai Beatles a Woodstock<\/p>\n<p>Dopo quella sugli anni Cinquanta, un\u2019altra mostra ricavata dalle immagini dell\u2019archivio di Luciano Frassi, storico fotoreporter pisano a cura di Giuseppe Meucci e Stefano Renzoni.<br \/>\nIn primo piano gli anni Sessanta quando la citt\u00e0 cominci\u00f2 a crescere dopo la ricostruzione postbellica e fu adottato un Piano Regolatore che ribaltava gli orientamenti urbanistici fino ad allora seguiti. Fu anche il decennio del grande e disordinato sviluppo della motorizzazione nel centro urbano, della formazione a Pisa della prima giunta di centrosinistra con il sindaco pi\u00f9 giovane d\u2019Italia (Umberto Viale) e della espansione delle strutture dell\u2019Universit\u00e0 in seguito al vertiginoso aumento degli iscritti. Ma gli anni Sessanta sono anche quelli della strage di Kindu nell\u2019ex Congo belga in cui furono uccisi tredici aviatori pisani, dell\u2019alluvione del 4 novembre 1966 e delle manifestazioni di piazza del Sessantotto. In mostra anche le immagini della visita di Paolo VI, delle nuove tendenze della moda e della promozione del Pisa in serie A.<br \/>\nUn ampio spazio sar\u00e0 dedicato al decennio del rock con l\u2019esposizione di storici dischi in vinile dai Beatles al grande raduno di Woodstock.<\/p>\n<p>:::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Terraneo. Isola di tutti i popoli<\/span><\/strong><br \/>\n<strong>Sino al 9 Febbraio 2020<\/strong><\/p>\n<p>Le illustrazioni di Vincenzo Del Vecchio a Palazzo Blu<\/p>\n<p>Appuntamento irrinunciabile con il Pisa Book Festival. &#8220;Terrano.isola di tutti i popoli&#8221; la mostra con le suggestive illustrazioni di Vincenzo del Vecchio tratte dal libro Terraneo, scritto in collaborazione con Marino Amodio, va ad impreziosire dal 7 novembre fino al 9 febbraio, la gi\u00e0 ricca offerta espositiva di Palazzo Blu.<\/p>\n<p><strong>Il libro visionario dei due giovani architetti narra di un\u2019isola mitica,<\/strong> chiamata Terraneo, punteggiata da citt\u00e0 affascinanti con una storia millenaria come Gibilterra, Venezia, Istambul, il Cairo\u2026 15 tavole a china, alcune colorate in digitale, saranno esposte, come di consueto, nella sala al piano terra di Palazzo Blu, aperta con ingresso gratuito a tutti gli appassionati di illustrazione e di mitologia, grandi e piccini, e ai sognatori di ogni et\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra &#8220;Futurismo&#8221; a Palazzo BLU Pisa Sino al 9 Febbraio 2020 Il 20 febbraio 1909 usciva con un clamore internazionale su \u201cLe Figaro\u201d, a Parigi,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":73882,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[18765],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73880"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=73880"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76485,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/73880\/revisions\/76485"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/73882"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=73880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=73880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=73880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}