{"id":75192,"date":"2019-11-21T18:10:34","date_gmt":"2019-11-21T17:10:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=75192"},"modified":"2019-11-23T18:09:23","modified_gmt":"2019-11-23T17:09:23","slug":"arte-a-mendrisio-da-non-perdere-intorno-a-un-pollo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=75192","title":{"rendered":"Arte a Mendrisio &#8211; Da non perdere &#8211; Intorno a un pollo"},"content":{"rendered":"<div class=\"date_default\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=75196\" rel=\"attachment wp-att-75196\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-75196\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Koen-Vanmechelen-500-Mendrisio-19.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Koen-Vanmechelen-500-Mendrisio-19.jpg 500w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Koen-Vanmechelen-500-Mendrisio-19-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Koen-Vanmechelen-500-Mendrisio-19-478x300.jpg 478w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sino a domenica 2 febbraio 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Teatro dell&#8217;architettura dell\u2019USI a Mendrisio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">mostra \u201c<strong>KOEN VANMECHELEN &#8211; THE WORTH OF LIFE &#8211; 1982\/2019<\/strong>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">promossa dalla Fondazione Teatro dell\u2019architettura<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ampia rassegna con pi\u00f9 di sessantacinque opere dell\u2019artista Koen Vanmechelen:<strong> sculture, dipinti, neon, fotografie e installazioni allestite all\u2019esterno<\/strong> e <strong>nei tre piani del Teatro dell\u2019architettura Mendrisio, progettato dall\u2019architetto Mario Botta.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Artista belga di fama internazionale, noto per le sue sperimentazioni e contaminazioni tra arte e scienza,\u00a0<strong>Koen Vanmechelen\u00a0ha imperniato il proprio lavoro sulla relazione tra natura e cultura<\/strong> cercando, attraverso la propria arte, di comprendere e interrogarsi sulle grandi sfide del 21\u00b0 secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scultore, pittore, performer, videasta, studioso, oltre che attivista dei diritti umani &#8211; in un\u00a0percorso lungo quasi quarant\u2019anni\u00a0&#8211;\u00a0l\u2019artista\u00a0ha affiancato progetti <strong>di ibridazione di animali o vegetali alla contaminazione delle arti figurative<\/strong>, dei materiali e degli strumenti espressivi, facendo della\u00a0proliferazione formale nella complessit\u00e0 concettuale\u00a0la cifra di una <strong>poetica tanto singolare quanto inconfondibile.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua arte \u00e8 al tempo stesso espressione di<strong>\u00a0un\u2019estetica della meraviglia e di un\u2019etica\u00a0fondata sul valore della vita,<\/strong> dalle\u00a0prime sculture in legno degli anni \u201980, allo s<strong>viluppo di un\u00a0vasto programma di ricerca mirato alla generazione di nuove razze avicole,<\/strong> fino alla recente creazione di un formidabile parco della biodiversit\u00e0 chiamato\u00a0<strong>LABIOMISTA\u00a0dove, tra grande architettura e paesaggio, coabitano installazioni, opere e volatili delle specie pi\u00f9 diverse.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella mostra\u00a0\u201cKoen Vanmechelen &#8211; The Worth of Life &#8211; 1982\/2019\u201d, a cura di Didi Bozzini,\u00a0oltre sessantacinque lavori, realizzati tra il 1982 ed il 2019,\u00a0ne raccontano l\u2019articolato\u00a0percorso artistico mettendo\u00a0in evidenza gli aspetti pi\u00f9 prettamente plastici dell\u2019opera dell\u2019artista, con un\u2019attenzione particolare al suo carattere neo-barocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, <strong>l\u2019immaginario di Vanmechelen, che ruota intorno alla figura della gallina quale simbolo incarnato dell\u2019evoluzione bioculturale, si nutre di reiterazioni iconografiche e di\u00a0accumulazioni semantiche, di metafore e di metamorfosi, di teatralit\u00e0 e di allegorie,<\/strong> per dare origine ad un\u00a0universo visuale proteiforme e irregolare\u00a0come una perla scaramazza, di fatto barocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un universo di possente impatto emotivo, attraversato in tutta la sua estensione,\u00a0tanto <strong>dall\u2019energia della vita quanto dall\u2019esuberanza del\u00a0gesto creativo<\/strong>, nel quale la sollecitazione dell\u2019intelletto \u00e8 in primo luogo effetto del coinvolgimento estetico e del\u00a0fascino viscerale che la\u00a0trasfigurazione di forme naturali in immagini chimeriche\u00a0esercita sullo sguardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso i propri lavori, l\u2019artista cerca infatti di ricreare la complessit\u00e0 della vita per\u00a0magnificarla e celebrarne il valore in un <strong>equilibrio dinamico tra il conoscere e l\u2019immaginare, tra l\u2019anima e l\u2019animale, tra il bello ed il giusto.<\/strong> Lungo il percorso espositivo\u00a0&#8211; tra sculture, dipinti, neon, fotografie e installazioni &#8211; i visitatori potranno trovarsi allo stesso tempo davanti ad un campo di grano delimitato, <strong>scoprire le mani di un gigante che offrono semi e proteggono un pulcino,<\/strong> perdersi con lo sguardo nei colori accesi di una pittura informale o\u00a0ancora sfogliare un ponderoso volume contenente l\u2019infinita serie costituita da miliardi di cifre\u00a0e lettere con la quale si trascrive il genoma di una gallina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vanmechelen concepisce l\u2019arte come prassi di re-invenzione della natura, porta di accesso privilegiata ai suoi segreti e\u00a0presupposto della sua salvaguardia. E,\u00a0 simmetricamente, si rivolge alla\u00a0scienza, quasi fosse una branca della poesia, chiedendole di materializzare in modo pressoch\u00e9 magico le visioni del suo fantasticare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Koen Vanmechelen\u00a0<\/strong>(1965) <strong>\u00e8 un artista fiammingo, o pi\u00f9 precisamente, limburghese. Vale a dire originario di quella regione situata tra la Vestfalia, il Brabante ed i Paesi Bassi che ha dato i natali a Bruegel, Bosch e Rubens.<\/strong> E nella quale, qualche secolo pi\u00f9 tardi, \u00e8 venuto al mondo anche Joseph Beuys.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo lavoro Vanmechelen impiega una variet\u00e0 di approcci differenti alla sua<strong> pratica interdisciplinare, dalla pittura e scultura, dai video alle installazioni,<\/strong> dal disegno alla lavorazione del vetro, oltre alle sue iniziative artistiche con soggetti viventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nell&#8217;ultimo decennio, ha collaborato con scienziati di differenti discipline.<\/strong> Le sue ricerche e il suo lavoro gli hanno valso, nel 2010, un dottorato honoris causa presso l&#8217;Universit\u00e0 di Hasselt e il premio\u00a0Golden Nica Hybrid Art\u00a0nel 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua ricerca, con il supporto dei suoi partner nel progetto, \u00e8 confluita nella creazione della\u00a0Open University of Diversity, per invitare personalit\u00e0 provenienti da differenti ambiti di studio, ricerca e pratica\u00a0con l\u2019obiettivo di\u00a0impegnarsi in uno spazio di dialogo e in nuovi progetti che affrontino le idee riferite alla diversit\u00e0. Vanmechelen ha esposto nelle principali istituzioni di tutto il mondo, tra cui The National Gallery di Londra, Victoria and Albert Museum (Londra), Museum Kunst Palast (D\u00fcsseldorf), Venice Projects (Venezia), Muziekgebouw aan &#8216;t IJ (Amsterdam), Museum of Art e Design (New York), Museo Pushkin (Mosca) e in tutto il Belgio, tra cui la Fondazione Verbeke, Watou, Museum M e Z33. Nel 2015 ha partecipato alla Biennale dell&#8217;Avana, dove il suo\u00a0Cosmopolitan Chicken Project\u00a0\u00e8 stato responsabile della reintroduzione a Cuba di una specie di pollo autoctona estinta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sino al 02 Febbraio 2020<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>MENDRISIO | MONDO<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">Teatro dell\u2019architettura Mendrisio<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">via Turconi 25<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">ORARI:<\/span>\u00a0marted\u00ec \/ mercoled\u00ec \/ venerd\u00ec \/ sabato \/ domenica: ore 12.00-18.00; gioved\u00ec: ore 14.00-20.00<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Curatore:<\/span>\u00a0Didi Bozzini<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">ENTI PROMOTORI:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\n<div>Fondazione Teatro dell\u2019architettura<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">COSTO DEL BIGLIETTO:<\/span><strong><span style=\"color: #0000ff;\">\u00a0Intero: CHF\/Euro 10<\/span><\/strong>.-, Ridotto: CHF\/Euro 7.- (Studenti con tessera, FAI Italia, FAI Swiss, OTIA, AVS\/AI, gruppi). Ingresso gratuito: Studenti e docenti USI-SUPSI, Amici dell\u2019Accademia di architettura, tutti sotto i 18 anni e tutti gli studenti delle scuole del Cantone Ticino<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">TELEFONO PER INFORMAZIONI:<\/span>\u00a0+41 58 666 5867<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">E-MAIL INFO:<\/span>\u00a0<a href=\"mailto:info.tam@usi.ch?subject=Richiesta%20informazioni.\">info.tam@usi.ch<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sino a domenica 2 febbraio 2020 Teatro dell&#8217;architettura dell\u2019USI a Mendrisio mostra \u201cKOEN VANMECHELEN &#8211; THE WORTH OF LIFE &#8211; 1982\/2019\u201d promossa dalla Fondazione Teatro<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":75197,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[19020],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75192"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75192"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75192\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75198,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75192\/revisions\/75198"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/75197"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}