{"id":75546,"date":"2019-11-30T07:45:09","date_gmt":"2019-11-30T06:45:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=75546"},"modified":"2019-11-29T19:26:41","modified_gmt":"2019-11-29T18:26:41","slug":"arte-a-bagnocavallo-ravenna-il-genio-di-albrecht-durer-dal-14-dicembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=75546","title":{"rendered":"Arte a Bagnocavallo &#8211; Ravenna &#8211; Il genio di\u00a0Albrecht D\u00fcrer dal 14 dicembre"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=75548\" rel=\"attachment wp-att-75548\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-75548\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Durer_Madonna-Patrocinio.png\" alt=\"\" width=\"274\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Durer_Madonna-Patrocinio.png 274w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Durer_Madonna-Patrocinio-221x300.png 221w\" sizes=\"(max-width: 274px) 100vw, 274px\" \/><\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>IL RITORNO DI ALBRECHT D\u00dcRER<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La \u2018Madonna del Patrocinio\u2019<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>a Bagnacavallo 50 anni dopo<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a cura di\u00a0<strong>Diego Galizzi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La celebre tavola del Maestro di Norimberga<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>torna eccezionalmente a Bagnacavallo dopo 50 anni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>protagonista di un focus nelle sale del Museo Civico,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>un tempo Monastero delle suore Clarisse Cappuccine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>dove fino al 1969 il dipinto era custodito e venerato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>nel segreto della clausura<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 14 dicembre 2019 al 2 febbraio 2020<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">INGRESSO GRATUITO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Museo Civico delle Cappuccine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Via Vittorio Veneto 1\/a &#8211; Bagnacavallo (RA)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">www.museocivicobagnacavallo.it<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dallo scorso settembre le sale del\u00a0<strong>Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo<\/strong><strong>(RA)<\/strong>, ospitano la mostra<em>\u00a0Albrecht D\u00fcrer. Il privilegio dell\u2019inquietudine<\/em>, un ambizioso progetto espositivo sulla produzione grafica di D\u00fcrer, con pi\u00f9 di 120 opere provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra compone la cornice perfetta per\u00a0<strong>un evento eccezionale<\/strong>: dal prossimo\u00a0<strong>14 dicembre 2019 e fino al 2 febbraio 2020<\/strong>, infatti, il museo ospiter\u00e0 la speciale esposizione della\u00a0<em><strong>Madonna del Patrocinio<\/strong><\/em>, nota anche come\u00a0<em><strong>Madonna di Bagnacavallo<\/strong><\/em>, uno straordinario dipinto del grande Maestro di Norimberga \u201cscoperto\u201d nel 1961 dal sacerdote-studioso Antonio Savioli dopo che, a memoria d\u2019uomo, <strong>era sempre stato davanti agli occhi delle monache di clausura bagnacavallesi come anonimo oggetto di devozione. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quel momento la\u00a0<em>Madonna del Patrocinio<\/em>\u00a0\u201criemerse\u201d alla luce della ricerca storico-artistica con la forza di una rivelazione inaspettata e sorprendente, <strong>provocando sin da subito l\u2019estasiata sorpresa di Roberto Longhi che non esit\u00f2 a ravvisarvi la mano del grande Albrecht D\u00fcrer.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019improvviso interesse mediatico e della comunit\u00e0 scientifica intorno a quel dipinto rappresent\u00f2 allo stesso tempo un motivo di turbamento per le monache, che si ritrovarono inconsapevolmente custodi di un vero e proprio tesoro, ma soprattutto, come ricordano le cronache dell\u2019epoca, si ritrovarono a non saper pi\u00f9 come fare <strong>\u00abper rispondere alle numerosissime richieste di visionare l\u2019opera che giungono loro da ogni parte d\u2019Italia e dall\u2019estero\u00bb. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per questo motivo la comunit\u00e0 matur\u00f2 l\u2019idea di alienare la preziosa tavola, progetto che si concretizz\u00f2 all\u2019inizio del 1969 con la vendita al collezionista-mecenate Luigi Magnani. In quella data la\u00a0<em>Madonna del Patrocinio<\/em>\u00a0lasci\u00f2 cos\u00ec per sempre Bagnacavallo, senza che ci fosse mai stato un solo momento di esposizione ai cittadini bagnacavallesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Assume dunque un particolare significato culturale e civile la mostra\u00a0<em><strong>IL RITORNO DI ALBRECHT D\u00dcRER. La \u2018Madonna del Patrocinio\u2019 a Bagnacavallo 50 anni dopo<\/strong><\/em>, a cura di\u00a0<strong>Diego Galizzi<\/strong>, direttore del museo, e organizzata dal Comune di Bagnacavallo grazie alla collaborazione della\u00a0<strong>Fondazione Magnani Rocca<\/strong>\u00a0e con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali e dell\u2019IBC Emilia Romagna. Il progetto non solo vuole colmare quella sorta di \u201cdebito\u201d rimasto aperto nei confronti della cittadinanza, ma vuole anche essere l\u2019occasione per fare il\u00a0<strong>punto sulle ricerche storico-artistiche intorno all\u2019opera e per ricostruire la sua intricata vicenda storico-conservativa<\/strong>, dalle pi\u00f9 antiche notizie circa la sua origine fino alla passione collezionistica di Luigi Magnani e all\u2019attuale conservazione presso la Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto espositivo\u00a0<em><strong>IL RITORNO DI ALBRECHT D\u00dcRER<\/strong><\/em><strong>si concentrer\u00e0 dunque su tre aspetti. Il primo<\/strong>\u00a0\u00e8 dedicato a\u00a0<strong>ripercorrere i momenti salienti, i protagonisti e le vicissitudini<\/strong>\u00a0di una storia che, a partire dalla scoperta nel 1961 e fino alla sua vendita, vide al centro quel piccolo dipinto fino ad allora ignorato. Si tratta di una stagione lunga, intricata e ricca di colpi di scena, caratterizzata di volta in volta dalla convergenza o dal conflitto di interessi diversi: devozionale, storico-artistico, economico e civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il secondo aspetto<\/strong>\u00a0su cui si focalizza la mostra \u00e8 rappresentato dalla\u00a0<strong>ricostruzione della storia conservativa del dipinto<\/strong>, partendo dalla sua presenza nel monastero come oggetto di devozione e provando a risalire il pi\u00f9 indietro possibile nel tempo, indagando sulle circostanze per le quali un dipinto di tale importanza sia giunto tra le mura di un piccolo convento di provincia. Sotto questo aspetto gli studi condotti per l\u2019occasione hanno raccolto numerosi elementi utili alle ricerche intorno al possibile luogo di origine, ai possessori e alla committenza della<em>\u00a0Madonna<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il terzo aspetto<\/strong>\u00a0\u00e8 naturalmente l\u2019<strong>indagine storico-artistica sulla tavola<\/strong>, che analizzando gli aspetti formali e iconografici dell\u2019opera entra nel merito della sua collocazione all\u2019interno del percorso artistico di D\u00fcrer, non mancando di prendere in considerazione il dibattito provocato da una parte della critica riguardo alla sua attribuzione o meno alla mano del grande maestro di Norimberga. La mostra vuole dunque riordinare e sintetizzare le principali ipotesi formulate sulla\u00a0<em>Madonna del Patrocinio<\/em>, gettando luce sulle argomentazioni e soprattutto su quegli elementi concreti che, esaminati nell\u2019insieme, non solo avvalorano la paternit\u00e0 du\u0308reriana dell\u2019opera, ma ne rivelano\u00a0<strong>una qualit\u00e0 tale da configurarla come una prova di assoluto valore dell\u2019artista<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ritorno della\u00a0<em>Madonna del Patrocinio<\/em>\u00a0a Bagnacavallo si inserisce all\u2019interno di un progetto culturale ben pi\u00f9 ampio, appositamente pensato dal\u00a0<strong>Museo Civico delle Cappuccine<\/strong>\u00a0al fine di creare il contesto ideale per questo speciale evento: la grande mostra sull\u2019attivit\u00e0 grafica di Albrecht Du\u0308rer,\u00a0<em><strong>Il privilegio dell\u2019inquietudine<\/strong><\/em>, curata dallo stesso\u00a0<strong>Diego Galizzi<\/strong>\u00a0con\u00a0<strong>Patrizia Foglia<\/strong>, gi\u00e0 allestita negli spazi espositivi del museo e visitabile fino al 19 gennaio 2020. La mostra \u00e8 un invito a incontrare le diverse anime di D\u00fcrer, sia come uomo che come artista. Definito dalla critica ora un umanista, ora un gotico, ora un artigiano, ora un teorico, D\u00fcrer rappresenta perfettamente l\u2019idea del genio inquieto, incline a una costante curiosit\u00e0 sui fenomeni del mondo e anche, perch\u00e9 no, a ripensarsi continuamente. Egli era un ricercatore universale, come Leonardo, continuamente ansioso di produrre cose nuove e fatalmente attratto dalla ricerca teorica e scientifica.\u00a0<strong>Tra le opere esposte alcuni tra i piu\u0300 noti capolavori dell\u2019artista<\/strong>\u00a0come il ciclo dell\u2019<em>Apocalisse<\/em>, il\u00a0<em>Sant\u2019Eustachio<\/em>, il\u00a0<em>San Girolamo nello studio<\/em>\u00a0e il\u00a0<em>Cavaliere la morte e il diavolo<\/em>, ma soprattutto quell\u2019enigmatico capolavoro che e\u0300 la\u00a0<em>Melanconia<\/em>, vero punto focale della mostra.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL RITORNO DI ALBRECHT D\u00dcRER La \u2018Madonna del Patrocinio\u2019 a Bagnacavallo 50 anni dopo a cura di\u00a0Diego Galizzi \u00a0 La celebre tavola del Maestro di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":58152,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[19117,19118],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75546"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75546"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75546\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75549,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75546\/revisions\/75549"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58152"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}