{"id":76166,"date":"2019-12-20T20:05:03","date_gmt":"2019-12-20T19:05:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=76166"},"modified":"2019-12-21T20:53:17","modified_gmt":"2019-12-21T19:53:17","slug":"torino-da-non-perdere-nuovi-spazi-al-museo-egizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=76166","title":{"rendered":"Torino da non perdere &#8211; Nuovi spazi al Museo Egizio"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"780\" height=\"439\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/GF91kYKEiVE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>IL MUSEO EGIZIO APRE AL PUBBLICO NUOVI SPAZI DEDICATI AL RACCONTO DELLA PROPRIA STORIA<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>5 NUOVE SALE<\/strong><\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_76170\" aria-describedby=\"caption-attachment-76170\" style=\"width: 672px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=76170\" rel=\"attachment wp-att-76170\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-76170\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Egitto-672-Museo-Torino-Iside.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Egitto-672-Museo-Torino-Iside.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Egitto-672-Museo-Torino-Iside-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Egitto-672-Museo-Torino-Iside-542x300.jpg 542w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-76170\" class=\"wp-caption-text\">Iside &#8211; particolare<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>L\u2019inedito percorso biografico si articola nell\u2019allestimento di cinque nuove sale, fra cui quella dedicata alla <strong>fedele ricostruzione di un ambiente museale dell\u2019800<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">L\u2019itinerario alla scoperta dell\u2019antico Egitto \u00e8 introdotto da un racconto sulle origini del Museo stesso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>Una narrazione proposta ora in una modalit\u00e0 rinnovata, approfondita e interattiva.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>Descrivere la storia del Museo Egizio significa ripercorrere un cammino che muove i suoi passi iniziali circa 400 anni fa, quando le prime antichit\u00e0 egizie approdano a Torino<\/strong> per volere dei sovrani di Casa Savoia, alla ricerca di ci\u00f2 che oggi definiremmo uno \u201cstorytelling\u201d, radicato nel mito, che ne legittimasse il potere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Un ruolo, quello della monarchia sabauda, che sar\u00e0 poi determinante nel 1824, con la decisione del Re Carlo Felice di acquistare la <strong>collezione Drovetti,<\/strong> facendone il nucleo fondante del Museo, che nasce cos\u00ec in quello stesso anno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Il nuovo percorso storico \u00e8 stato modellato attorno agli studi condotti all\u2019interno del Museo Egizio dal curatore Beppe Moiso e dall\u2019archivista Tommaso Montonati ed \u00e8 impreziosito e reso di agevole fruizione da un <strong>raffinato progetto di comunicazione visiva<\/strong>, realizzato dagli uffici del Museo in collaborazione di Nationhood per i prodotti multimediale, con il ricorso a immagini d\u2019archivio &#8211; <strong>antiche litografie, stampe e fotografie d\u2019epoca<\/strong> &#8211; nonch\u00e9 a una serie di video e supporti digitali che si incontrano esplorando le cinque sale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Alla prima di esse spetta il compito di illustrare la fase in cui tutto ebbe inizio, a partire dalle ragioni del rapporto tra Torino e l\u2019antico Egitto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Un\u2019introduzione affidata ai depositari di questa vera e propria epopea, ossia quei reperti giunti da antesignani sulle rive del Po: <strong>ad accogliere il visitatore nella nuova area \u00e8 l\u2019imponente statua di Ramesse II,<\/strong> dopo la quale si svelano la Mensa Isiaca, pregevole tavola metallica di provenienza romanica, e via via gli altri reperti che testimoniano la genesi della collezione, fra cui la riproduzione della testa con segni cabalistici, visualizzata in 3D su un apposito schermo, conservata ai Musei Reali, presso il Museo di Antichit\u00e0 di Torino.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Il cammino prosegue poi, dopo aver approfondito il fondamentale contributo delle figure chiave di Vitaliano Donati e Bernardino Drovetti, tratteggiando <strong>lo sviluppo della \u201cEgittomania\u201d in epoca Napoleonica, nata sull\u2019onda della spedizione lungo il Nilo delle truppe francesi,<\/strong> che lo stesso Bonaparte aveva voluto fossero affiancate da oltre 150\u00a0<em>Savants<\/em>, studiosi di varie discipline provenienti dalle Universit\u00e0 francesi, con una decina di disegnatori.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Proprio il lavoro di questi ultimi, confluito negli undici volumi della famosa\u00a0<em>Description de l\u2019\u00c8gypte<\/em>, viene qui messo a disposizione del pubblico in formato digitale, per mezzo di <strong>un monitor touchscreen che consente di scorrerne le pagine della seconda edizione, stampata tra il 1821 e il 1829.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Sulla parete opposta allo schermo si estende il suggestivo e scenografico <strong>riallestimento del libro dei morti di\u00a0<em>Iuefankh<\/em>, papiro la cui lunghezza sfiora i 19 metri,<\/strong> esposto corredato da un apparato infografico che ne percorre e descrive minuziosamente l\u2019intero sviluppo, sulla base degli studi compiuti dalla curatrice e filologa del Museo, Susanne T\u00f6pfer, consentendo al visitatore di osservare da vicino e comprendere i disegni e le formule che compongono questo straordinario reperto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Nella prosecuzione del percorso espositivo numerosi sono gli elementi che restituiscono il clima del tempo, e il fervore sviluppatosi attorno all\u2019antico Egitto e ai suoi reperti in quegli anni pionieristici per l\u2019egittologia:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">in tal senso, di particolare interesse appare l\u2019inedita sezione dedicata al contesto europeo ed egiziano, che permette di comprendere in che modo la collezione torinese si inscriva entro un quadro pi\u00f9 generale di grande interesse per la nascente disciplina.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Ma altrettanto fondamentale per comprendere il Museo Egizio risulta essere la <strong>conoscenza di fasi storiche dense di entusiasmo,<\/strong> come accade con il racconto della M.A.I. &#8211; Missione Archeologica Italiana in Egitto e della direzione di Ernesto Schiaparelli, oppure il ricordo di momenti cupi quali gli anni del Fascismo e l\u2019impatto sul Museo della Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>Entrare in una sala del Museo Egizio dell\u2019800<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong>Uno degli aspetti che si \u00e8 inteso approfondire, nell\u2019ottica di offrire al pubblico <strong>un\u2019esperienza<\/strong> <strong>immersiva reale,<\/strong> \u00e8 quello relativo alla storia delle modalit\u00e0 espositive della collezione egittologica torinese, della loro evoluzione nel tempo:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong> per introdurre il visitatore nell\u2019autentica atmosfera ottocentesca<\/strong> e far meglio comprendere l\u2019aspetto del Museo di allora, \u00e8 stata realizzata una sala che riproduce puntualmente l\u2019allestimento di quegli anni, che rende pi\u00f9 che mai evidenti il gusto e i canoni museali dell\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>In quel periodo le antichit\u00e0 in pietra e le statue erano collocate al piano terreno dell\u2019edificio<\/strong>, come documentato da un acquerello di Marco Nicolosino, mentre il resto stava ai piani superiori, come invece illustrano le due tele di Lorenzo Delleani, rispettivamente del 1871 e 1881, che immortalano due momenti allestitivi distinti con vetrine di tipo diverso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">La ricostruzione storica ha pertanto preso a modello proprio la testimonianza pittorica del 1871:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">al piacevole disordine che caratterizza l\u2019ambiente, ancora inteso quale luogo di studio pi\u00f9 che sala museale, con reperti sparsi sul pavimento, si contrappongono<strong> severe vetrine a parete ingentilite da una delicata colorazione pastello;<\/strong> in alcuni casi sono esposte le medesime antichit\u00e0, nel tentativo di trasmettere al visitatore il fascino di vivere la stessa esperienza di chi lo ha preceduto di 150 anni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00a0Gli oggetti sono sistemati all\u2019interno di alcune <strong>vetrine ottocentesche e, come allora, sono privi di didascalie,<\/strong> segno di una fruizione ancora riservata a pochi.\u00a0 Il centro della sala ospita una vetrina storica con all\u2019interno il Canone Regio, un preziosissimo papiro che ha contribuito alla ricostruzione della cronologia egiziana antica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">A fianco<strong> una mummia ancora completamente bendata all\u2019interno del suo sarcofago<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Tutto intorno altre teche, appartenenti al primo allestimento, contengono oggetti di culto e di uso quotidiano.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Una parete intera \u00e8 dedicata all\u2019esposizione delle stele funerarie, in pietra e in legno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00c8 infine possibile vedere &#8211; grazie al prestito dei Musei Reali di Torino &#8211;<strong> una selezione delle oltre 3000 medaglie e monete di epoca tolemaica e romana<\/strong> facenti parte della collezione riunita da Bernardino Drovetti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong><em>Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>\u201cDopo quasi 200 anni di storia il Museo Egizio continua a caratterizzarsi come un\u2019istituzione dinamica e in continuo fermento. Il riallestimento delle sale che introducono la visita con il racconto delle origini di questa collezione, costituisce un\u2019occasione preziosa per riscoprire e approfondire le profonde connessioni tra la storia di questo luogo e quella del territorio che lo ospita, nonch\u00e9 a collocarla all\u2019interno del pi\u00f9 generale contesto socio-culturale nazionale e internazionale. Un progetto particolarmente significativo lungo il percorso di avvicinamento al bicentenario del Museo Egizio che celebreremo nel 2024 e per il quale siamo gi\u00e0 all\u2019opera per sviluppare un\u2019opportuna concertazione con il Mibact, la Soprintendenza, gli enti del territorio e gli altri soggetti coinvolti\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong><em>Christian Greco, direttore del Museo Egizio<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>\u201cL\u2019esigenza di intervenire sull\u2019assetto espositivo a meno di cinque anni dal riallestimento della collezione pone le sue basi nella natura stessa di un museo e dell\u2019Egizio in particolare: questo \u00e8 un luogo vivo, in continuo divenire, che muta e si evolve in virt\u00f9 dei risultati della ricerca e del suo essere parte attiva della comunit\u00e0. Cambiare e adeguare s\u00e9 stessi \u00e8 quindi una naturale vocazione per un\u2019istituzione come la nostra\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>\u201cPer questo importante progetto la ricerca rappresenta ancora una volta il punto di partenza per la nostra attivit\u00e0 espositiva. Grazie al lavoro svolto dai nostri curatori sugli archivi, infatti, il nuovo percorso espositivo sviluppa ed espande la narrazione sulla storia del Museo, con elementi utili a rappresentare il contesto culturale al cui interno si \u00e8 sviluppata. Tale scelta ha permesso di affiancare alla narrazione principale altre storie, che finora non erano state approfondite all\u2019interno dell\u2019esposizione, che, tra l\u2019altro, contribuiscono a inserire la vicenda torinese nel quadro pi\u00f9 complesso della realt\u00e0 egiziana ed europea\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL MUSEO EGIZIO APRE AL PUBBLICO NUOVI SPAZI DEDICATI AL RACCONTO DELLA PROPRIA STORIA 5 NUOVE SALE L\u2019inedito percorso biografico si articola nell\u2019allestimento di cinque<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":76169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,2730],"tags":[19267],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76166"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76166"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76166\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76172,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76166\/revisions\/76172"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/76169"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}