{"id":76242,"date":"2019-12-24T14:56:57","date_gmt":"2019-12-24T13:56:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=76242"},"modified":"2019-12-24T14:56:57","modified_gmt":"2019-12-24T13:56:57","slug":"brescia-arte-denuncia-di-donna-curda-prigioniera-in-turchia-zehra-dogan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=76242","title":{"rendered":"Brescia arte denuncia di donna curda prigioniera in Turchia &#8211; Zehra Do\u011fan"},"content":{"rendered":"<h4 class=\"francois-one editor-title\" style=\"text-align: center;\">AVREMO ANCHE GIORNI MIGLIORI<\/h4>\n<p><strong><span style=\"color: #ff99cc;\">Un&#8217;artista che ha pagato il diritto alla libert\u00e0 personalmente<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Arte per raccontare le testimonianze delle donne Yazide sopravvissute alle violenze dell&#8217; Isis<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le opere in mostra sono state create, prevalentemente, durante i due anni di prigionia<\/strong> perch\u00e9 accusata di terrorismo per avere postato sui social un acquarello ispirato ad una foto di un soldato turco.<\/p>\n<p>Ai lavori d&#8217;arte, la mostra abbina anche le pagine del diario che mostrano l&#8217;impegno di questa giornalista-artista che ha fondato l&#8217;agenzia femminista curda Jinha.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere sono create con il materiale disponibile in carcere: <strong><span style=\"color: #ff99cc;\">t\u00e8, caff\u00e8, spezie, carta di giornale ecc&#8230;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>I pennelli sono stati fatti con i capelli delle detenute.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La produzione di questa artista \u00e8 stata <strong>apprezzata anche dai grandi nomi dell&#8217;arte contemporanea come Banksy e Ai Weiwei.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_76243\" aria-describedby=\"caption-attachment-76243\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=76243\" rel=\"attachment wp-att-76243\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-76243\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Zehra-Dogan-1.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"324\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Zehra-Dogan-1.jpg 700w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Zehra-Dogan-1-300x139.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Zehra-Dogan-1-648x300.jpg 648w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-76243\" class=\"wp-caption-text\">Zehra Do\u011fan &#8211; 2018<br \/>particolare<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_76245\" aria-describedby=\"caption-attachment-76245\" style=\"width: 672px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=76245\" rel=\"attachment wp-att-76245\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-76245\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Zehra-Dogan-672-particolare-2017.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Zehra-Dogan-672-particolare-2017.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Zehra-Dogan-672-particolare-2017-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Zehra-Dogan-672-particolare-2017-542x300.jpg 542w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-76245\" class=\"wp-caption-text\">Zehra Do\u011fan 2017 particolare<\/figcaption><\/figure>\n<h4 class=\"francois-one editor-title\" style=\"text-align: center;\">AVREMO ANCHE GIORNI MIGLIORI<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff99cc;\">Zehra Do\u011fan. Opere dalle carceri turche.<\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><span class=\"lato\">CURATORE:<\/span>\u00a0Elettra Stamboulis<\/p>\n<p><strong>Dal 16 Novembre 2019 al 01 Marzo 2020<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0<strong>Comune di Brescia<\/strong>\u00a0e la\u00a0<strong>Fondazione Brescia Musei, diretta da Stefano Karadjov<\/strong>, presentano per la prima volta in Italia, nella cornice del\u00a0<strong>Museo di Santa Giulia<\/strong>, una personale dell\u2019<strong>artista e giornalista curda Zehra Do\u011fan<\/strong>\u00a0(Diyarbakir, Turchia, 1989).<\/p>\n<p><em><strong>Avremo anche giorni migliori \u2013 Zehra Do\u011fan. Opere dalle carceri turche<\/strong><\/em>\u00a0<strong>\u00e8 un progetto originale curato da Elettra Stamboulis<\/strong>\u00a0e costituisce la prima mostra di impianto critico curatoriale dedicata all\u2019opera della fondatrice dell\u2019agenzia giornalistica femminista curda\u00a0<em>Jinha<\/em>\u00a0e sar\u00e0 aperta al pubblico da sabato 16 novembre 2019 al 1\u00b0 marzo 2020. Dopo il grande successo della performance organizzata lo scorso maggio presso la Tate Modern di Londra, citt\u00e0 in cui Zehra Do\u011fan ha scelto provvisoriamente di vivere il proprio esilio, l\u2019artista \u00e8 ora protagonista a Brescia di una potente esposizione, in occasione della sua partecipazione al\u00a0<em>Festival della Pace<\/em>, organizzato dal Comune di Brescia e dalla Provincia di Brescia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arte di questa artista si interseca e intreccia con la vicenda personale e, inevitabilmente, con i drammatici eventi politici della pi\u00f9 stringente attualit\u00e0.\u00a0<strong>La mostra fa luce sulla sua poetica, affrontandone le tematiche e i motivi ricorrenti, evidenziandone la complessit\u00e0 linguistica e mostrando l\u2019ampia gamma di supporti e tecniche utilizzate per produrre opere d\u2019arte<\/strong>: oggetti inconsueti, estremamente fragili, ma di grande potenza espressiva.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo concepito da\u00a0<strong>Elettra Stamboulis<\/strong>\u00a0riunisce circa<strong>\u00a060 opere inedite<\/strong>, tra disegni, dipinti e lavori a tecnica mista, che interessano tutto il periodo della detenzione dell\u2019artista nelle carceri di Mardin, Diyarbakir e Tarso, dove Zehra \u00e8 stata rinchiusa per 2 anni, nove mesi e 22 giorni con l\u2019accusa di propaganda terrorista per aver postato su Twitter un acquarello tratto da una fotografia scattata da un soldato turco. Questo disegno digitale mostrava la citt\u00e0 di Nusaybin distrutta dall\u2019esercito nazionale nel giugno 2016 con le bandiere issate e trionfanti, e i blindati trasformati in scorpioni.<br \/>\n<strong>Accanto alle immagini, anche brani del diario scritto durante la prigionia<\/strong>. Si tratta di riflessioni in cui Zehra Do\u011fan pi\u00f9 volte fa riferimento ad artisti che nel corso della storia hanno manifestato il proprio dissenso senza pagarne, almeno apparentemente, le conseguenze e a quegli artisti che invece si rifiutano di prendere una posizione.<\/p>\n<p>La mostra d\u00e0 conto della necessit\u00e0 irrefrenabile di produrre e raccontare non tanto la propria, quanto l\u2019altrui condizione con l\u2019immagine e la parola. Dalla carta di giornale alle stagnole dei pacchetti di sigarette, dagli indumenti di uso comune ai frammenti di tessuto: ne emerge una amplissima gamma di strumenti e materiali, spesso legata alle particolari contingenze entro le quali le opere hanno trovato vita. Qualunque elemento tratto dal quotidiano incorre nella creazione, come il caff\u00e8, gli alimenti, il sangue mestruale o i pi\u00f9 tradizionali pastelli e inchiostri, quando reperibili.<\/p>\n<p>Una prima sezione della mostra \u00e8 dedicata alle macchie, forme generatesi dalla casuale sovrapposizione di materiale a un supporto scelto in quel momento come superficie creativa. A partire dalle macchie l\u2019artista delinea un immaginario simbolico, dominato dalla figura umana sintetizzata nell\u2019esaltazione di alcune componenti specifiche come gli occhi, le mani e gli attributi della femminilit\u00e0. La figura femminile, quale singolo individuale o corpo collettivo, costituisce la seconda sezione di questo itinerario. Attivista femminista, tra i primi giornalisti internazionali ad avere raccolto le testimonianze delle donne Yazide scampate all\u2019ISIS, Do\u011fan dedica alla rappresentazione della donna la parte pi\u00f9 vasta della propria produzione.<br \/>\nIl corpo rientra nella rappresentazione politica con scene di guerra in cui di nuovo incorre la predominanza della presenza femminile, a sottolineare come la prima delle battaglie da vincere sia quella contro il patriarcato. Pablo Picasso, quello di\u00a0<em>Guernica<\/em>\u00a0e dell\u2019elaborazione di un linguaggio specifico della disperazione \u00e8, nelle parole dell\u2019artista stessa, il punto di riferimento fondamentale per definire una narrativa del dolore.<br \/>\nConclude la mostra un nucleo di opere create dopo l\u2019esperienza in carcere.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff99cc;\"><strong>Zehra Do\u011fan\u00a0\u00e8 stata rilasciata il 24 febbraio 2019<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua storia di artista dissidente ha da subito raccolto l\u2019interesse e la solidariet\u00e0 del mondo dell\u2019arte internazionale, tanto che <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Ai Weiwei le ha scritto una lettera personale e, lo scorso anno, Banksy le ha dedicato il pi\u00f9 ambito dei muri di Manhattan,<\/strong><\/span> il\u00a0<em>Bowery Wall<\/em>, con un\u2019opera che la raffigura dietro le sbarre, mentre impugna la sua arma pi\u00f9 potente: una matita. In tutto questo periodo, l\u2019artista non ha mai cessato la propria attivit\u00e0 artistica e giornalistica, realizzando opere con materiale di recupero, collaborando con le compagne detenute nella costruzione di immagini e nella realizzazione di un giornale di bordo che documentasse la loro detenzione.<\/p>\n<p>La mostra\u00a0<strong><em>Avremo anche giorni migliori &#8211; Zehra Do\u011fan. Opere dalle carceri turche<\/em>\u00a0\u00e8 affiancata da un ricco programma di attivit\u00e0 di approfondimento per il pubblico adulto, per le famiglie e le scuole<\/strong>, a cura dei Servizi educativi della Fondazione Brescia Musei.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 resa possibile grazie all\u2019impegno del web magazine\u00a0<strong><em>Kedistan<\/em><\/strong>\u00a0(<em>Il Paese dei gatti<\/em>\u00a0in turco) che ha curato il salvataggio e il trasporto delle opere di Zehra Do\u011fan dalla Turchia e che si occupa dell&#8217;archivio dell&#8217;artista e di\u00a0<strong>Associazione Mirada<\/strong>, partner del progetto.<\/p>\n<p>Un ringraziamento particolare per la sensibilit\u00e0 dimostrata al progetto a\u00a0<strong>Abracadabra Cooperativa Sociale onlus<\/strong>, alla\u00a0<strong>Associazione Cuochi Bresciani<\/strong>, alla\u00a0<strong>Strada del Vino Colli dei Longobardi<\/strong>\u00a0che concorreranno al buffet dell\u2019inaugurazione aperto a tutta la cittadinanza.<\/p>\n<p>:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong>Dal 16 Novembre 2019 al 01 Marzo 2020<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>BRESCIA<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Museo di Santa Giulia<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">I<\/span>\u00a0Via Musei 81\/b<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">ORARI:<\/span>\u00a0Mar &#8211; Ven 9 &#8211; 17 | Sab &#8211; Dom e Festivi 9 &#8211; 18 | Lun non festivi chiuso<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">CURATORE:<\/span>\u00a0Elettra Stamboulis<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">ENTI PROMOTORI:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<div>Comune di Brescia<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>Fondazione Brescia Musei<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">COSTO DEL BIGLIETTO:<\/span>\u00a0 1\u00b0 Dic 2019 &#8211; 6 Gen 2020:<strong> Intero 5 \u20ac<\/strong> \/ Ridotto (dai 14 ai 18 anni e sopra i 65 anni, studenti universit\u00e0 e accademie, gruppi da 10 a 30 persone e convenzioni) 4 \u20ac \/ Ridotto (scuole, dai 6 ai 13 anni, gruppi di min. 10 studenti universitari) 3 \u20ac \/ Ridotto (scuole con attivit\u00e0 didattica) 5 \u20ac \/ Per visite guidate e laboratori per gli adulti: biglietto d\u2019ingresso + 4 \u20ac contributo per l\u2019attivit\u00e0 \/ <strong>Gratuito per minori<\/strong><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">TELEFONO PER INFO:<\/span>\u00a0030 2977833 &#8211; 834<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"mailto:santagiulia@bresciamusei.com?subject=Richiesta%20informazioni.\">santagiulia@bresciamusei.com<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"http:\/\/www.bresciamusei.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.bresciamusei.com<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AVREMO ANCHE GIORNI MIGLIORI Un&#8217;artista che ha pagato il diritto alla libert\u00e0 personalmente Arte per raccontare le testimonianze delle donne Yazide sopravvissute alle violenze dell&#8217;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":76245,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[19293,19294],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76242"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76242"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76242\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76247,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76242\/revisions\/76247"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/76245"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76242"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76242"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76242"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}