{"id":80378,"date":"2020-05-07T17:41:59","date_gmt":"2020-05-07T15:41:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=80378"},"modified":"2020-05-07T19:15:16","modified_gmt":"2020-05-07T17:15:16","slug":"arte-da-vedere-gratis-on-line-collezione-peggy-guggenheim","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=80378","title":{"rendered":"Arte da vedere gratis on line &#8211; Collezione Peggy Guggenheim"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/fondazionesolomonrguggenheim.img.musvc2.net\/static\/124417\/assets\/2\/mo-site.jpg\" \/><\/p>\n<p><strong>Il collezionismo senza confini di Peggy Guggenheim\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si tratta della prima mostra organizzata a Palazzo Venier dei Leoni dedicata all\u2019arte \u201cnon occidentale\u201d collezionata da Peggy Guggenheim. Perch\u00e9 ora?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vivien Greene<\/strong>:\u00a0<strong><em>Migrating Objects<\/em><\/strong>\u00a0nasce da un\u2019idea di Karole P.B. Vail, Direttrice della Collezione Peggy Guggenheim. Gli oggetti provenienti dall\u2019Africa, dall\u2019Oceania, dalla Mesoamerica e dalle regioni andine e amazzoniche collezionati da Peggy Guggenheim sono rimasti a lungo in un relativo oblio, ancor pi\u00f9 evidente se pensiamo all&#8217;attenzione, sia da parte del grande pubblico che degli studiosi, rivolta alla maggior parte della sua collezione occidentale,\u00a0<strong>famosa cornucopia dell\u2019arte del XX secolo<\/strong>, soprattutto di ambito surrealista e dell\u2019astrazione europea e statunitense. Tuttavia, se si osservano le numerose fotografie scattate a Venezia, a\u00a0<strong>Palazzo Venier dei Leoni<\/strong>\u00a0e nell\u2019adiacente\u00a0<strong>barchessa<\/strong>, si scopre come la collezionista esponesse sempre le sculture non occidentali tra le icone moderniste. Ci \u00e8 sembrato dunque il momento giusto per rivedere queste opere con occhi nuovi e analizzarli dal punto di vista del XXI secolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco pi\u00f9 di due settimane prima che fossimo costretti a chiudere le porte di Palazzo Venier dei Leoni al pubblico, la Collezione Peggy Guggenheim ha presentato la mostra\u00a0<em><strong>Migrating Objects. Arte dall\u2019Africa, dall&#8217;Oceania e dalle Americhe nella Collezione Peggy Guggenheim<\/strong>.\u00a0<\/em>Oggi, grazie a questa intervista, le curatrici Vivien Greene,\u00a0Senior Curator, 19th- and Early 20th-Century Art, Guggenheim Museum and Curator-at-Large Peggy Guggenheim Collection, ed Ellen McBreen, Associate Professor, History of Art, Wheaton College, Mass., entrambe parte del Comitato scientifico che ha curato l&#8217;esposizione, ne raccontano genesi e significato, insieme ad altri curiosi aneddoti sul collezionismo senza confini di Peggy Guggenheim.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come e perch\u00e9 Peggy Guggenheim comincia a collezionare questi oggetti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VG:\u00a0<\/strong>Peggy Guggenheim comincia a collezionare opere provenienti dall\u2019Africa, dall\u2019Oceania e dalle culture indigene delle Americhe alla fine del\u00a0<strong>1959<\/strong>, ma non \u00e8 propriamente chiaro perch\u00e9 abbia scelto questo momento (nella sua autobiografia racconta che questa scelta fu dettata dal fatto che gli oggetti erano disponibili a un costo accessibile, ma di certo questo non fu l&#8217;unico o il principale motivo). Di sicuro era venuta precedentemente in contatto con opere non occidentali quando era sposata con\u00a0<strong>Max Ernst<\/strong>, con cui viveva a Beekman Place a New York, nei primi anni &#8217;40. Ernst collezionava con grande passione oggetti delle culture indigene dell&#8217;Oceania, in particolare della Papua Nuova Guinea, e del sud-ovest degli Stati Uniti. Ancor prima, artisti e scrittori che Peggy frequentava o di cui acquistava le opere avevano collezionato arte africana, mesoamericana o oceanica, tra cui Andr\u00e9 Breton, Henry Moore e Pablo Picasso. A Venezia, negli anni &#8217;50, anche il giovane\u00a0<strong>artista e collezionista americano Robert Brady<\/strong>, suo amico, acquista opere provenienti dall\u2019Africa e dell\u2019Asia. Tuttavia, il 1959 \u00e8 l&#8217;anno in cui la mecenate ritorna negli Stati Uniti per l&#8217;inaugurazione del museo fondato dallo zio Solomon R. Guggenheim, allora chiamato\u00a0<em>The Museum of Non-Objective Painting<\/em>. Quel viaggio \u00e8 caratterizzato da diversi avvenimenti. Grazie a Brady visita la\u00a0<strong>Barnes Foundation<\/strong>\u00a0a Merion, in Pennsylvania, dove il collezionista Albert Barnes aveva allestito una raccolta di opere di formati, periodi e provenienze differenti, che comprendeva pezzi di origine africana e d&#8217;arte moderna occidentale. Peggy rimane molto colpita da questa collezione. Ma soprattutto il mercante d\u2019arte di Ernst,\u00a0<strong>Julius Carlebach<\/strong>, ha da poco aperto la sua nuova galleria su Madison Avenue e sta suscitando attenzione in un momento in cui l&#8217;arte africana comincia a essere presa seriamente in considerazione in ambito museale e a diventare di moda come oggetto d\u2019arredamento. Proprio nella galleria di Carlebach la mecenate fa i suoi primi acquisti.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div>\n<div>\n<div class=\"img-container center autowidth fullwidth\" align=\"center\"><a tabindex=\"-1\" href=\"http:\/\/fondazionesolomonrguggenheim.musvc2.net\/e\/t?q=7%3dKTGXKY%26y%3dW%268%3dVEY%269%3dUHWS%26M%3duNDH6_Lkuc_Wu_Jdwj_Ts_Lkuc_VzO0Q.1MtAyFu93E-998Ap9.3L_5umr_E03L_5umr_E07G6NB7-rPyF7C_Bsft_L8zICL59_Bsft_L8zC1JnN3Ft-IvBr7DK_5umr_E0_Bsft_M8uNDH_5umr_F5_Bsft_L8_5umr_E0GO0.AE9t980rC7-NrH35r.CD_Jdwj_UsODE_6IEJp9_Bsft_M619GKy9DLrL_Bsft_LX8N7_Er83Mz_Lkuc_WxEnC6M3_Lkuc_VPM7G_w3zJuAtH_Bsf5u3nt_M619GK_5umr_EYLbz53D8J%26x%3dE8MF5E.HyL%26vM%3dMUMV\"><img decoding=\"async\" class=\"center autowidth fullwidth\" title=\"Image\" src=\"http:\/\/fondazionesolomonrguggenheim.img.musvc2.net\/static\/124417\/assets\/2\/2_pg_salotto%20(1).jpg\" alt=\"Image\" width=\"765\" align=\"center\" border=\"0\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p><strong>Quali criteri curatoriali e teorici sono stati adottati nell\u2019allestimento della mostra? Cosa si intende trasmettere con i diversi approcci? Forse possiamo iniziare dal significato del titolo stesso?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Elle McBreen<\/strong>: Il titolo\u00a0<strong><em>Migrating Objects<\/em>\u00a0evoca le grandi distanze, letterali e metaforiche, che queste opere hanno percorso rispetto ai loro luoghi d\u2019origine<\/strong>. La concatenazione di eventi che sottende le realta\u0300 della\u00a0<strong>conquista<\/strong>, del\u00a0<strong>colonialismo<\/strong>\u00a0e del\u00a0<strong>commercio<\/strong>, ha fatto si\u0300 che queste e molte opere analoghe siano state allontanate dalla loro terra d\u2019origine: lontane dall\u2019ambiente usuale, al loro arrivo in Europa e negli Stati Uniti sono state riconfigurate in modo drastico, mentre ne venivano dimenticate le origini e rimaneva per lo piu\u0300 ignorato lo scopo per cui erano state create. Alla fine del XIX secolo e agli inizi del XX secolo gli artisti d\u2019avanguardia volgevano gi\u00e0 a proprio vantaggio gli oggetti non occidentali e i loro attributi reali o immaginari, appropriandosene in piu\u0300 sensi.\u00a0Il\u00a0<strong>Comitato scientifico<\/strong>\u00a0ha inteso esaminare questa collezione entro i parametri di un approccio revisionista alla produzione culturale dei paesi dell\u2019Africa, dell\u2019Oceania e delle culture indigene delle Americhe che fosse aggiornato alla contemporaneit\u00e0. Sono state perci\u00f2 messe in discussione le convinzioni consolidate in merito agli oggetti,\u00a0<strong>riformulandoli allo scopo di sottolineare il loro significato passato e il loro eventuale significato presente<\/strong>. L\u2019allestimento presenta dunque le opere d\u2019arte africana, oceanica e delle culture indigene mesoamericane collezionate da Peggy Guggenheim in\u00a0<strong>gruppi che privilegiano i contesti originari o, in alternativa, che prendono in esame i dialoghi che la collezionista aveva concepito con la pittura e la scultura europea<\/strong>. Il primo approccio richiama l&#8217;attenzione sulle culture che definiscono gli oggetti, riconoscendo come dei singoli artisti li abbiano creati con scopi sociali e spirituali radicalmente diversi dai fini museali. Per una serie di ragioni i nomi di questi artisti sono sconosciuti, sono rimasti occultati o non sono stati registrati. Un unico oggetto in mostra \u00e8 riconducibile a un atelier specifico,\u00a0<strong>il copricapo Ago Egungun della bottega di Oniyide Adugbologe<\/strong>\u00a0(1875\u20131949 c.) di\u00a0<strong>Abeokuta<\/strong>\u00a0in Nigeria. Il secondo approccio affronta la tradizione problematica che porta Peggy ad accostare opere d\u2019arte moderna a opere non occidentali sulla base di una percezione di affinit\u00e0 formali e concettuali, proprio come fatto dagli artisti modernisti prima di lei. La scelta di impiegare questi due metodi divergenti permette di sottolineare la narrazione errata che \u00e8 stata imposta agli oggetti rimossi nel corso delle loro nuove storie con nuovi proprietari, e come questo aiuti a tracciare le loro numerose vite, dagli artefici al mercato al museo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div>\n<div>\n<div class=\"img-container center autowidth fullwidth\" align=\"center\"><a tabindex=\"-1\" href=\"http:\/\/fondazionesolomonrguggenheim.musvc2.net\/e\/t?q=6%3dLTFWLY%26x%3dV%269%3dVDX%260%3dUGVT%26M%3dtMEH5_Klub_Vv_Jcvk_Tr_Klub_U1O9P.2Ms0zFt84E-889Ao8.4L_4tnr_D94L_4tnr_D98G5MC7-qOzF6B_Cses_M8yHDL48_Cses_M8yB2JmM4Fs-HwBq6EK_4tnr_D9_Cses_N8tMEH_4tnr_E4_Cses_M8_4tnr_D9HO9.0F9s890qB8-NqG45q.BE_Jcvk_UrNEE_5HFJo8_Cses_N6z8HKx8ELqK_Cses_MX7M8_Eq74My_Klub_VyEmB7M2_Klub_UQM6F_x3yIvAsG_Cse4v3ms_N6z8HK_4tnr_DXMby44D7I%26y%3dE7LG5D.GzL%26uL%3dNULU\"><img decoding=\"async\" class=\"center autowidth fullwidth\" title=\"Image\" src=\"http:\/\/fondazionesolomonrguggenheim.img.musvc2.net\/static\/124417\/assets\/2\/MO_NL.jpg\" alt=\"Image\" width=\"765\" align=\"center\" border=\"0\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni sabato sulle piattaforme social del museo vengono approfonditi diversi aspetti legati alla mostra grazie anche a<strong>\u00a0brevi video<\/strong>\u00a0da parte dei membri del Comitato scientifico che ha curato l&#8217;esposizione. Le pillole video sono disponibili anche sulla pagina del\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/fondazionesolomonrguggenheim.musvc2.net\/e\/t?q=3%3d3VBT3a%26t%3dS%26p%3dX0U%26q%3dWCSA%26O%3dpJvJ1_HSwX_Sc_LYsR_Vn_HSwX_RhQ5M.iOo7gHp5kG-45pCk5.kN_zqUt_06kN_zqUt_06oI1Jt9-mLgH29_tuap_40uEuNz5_tuap_40u9iLiJkHo-EdDm3vM_zqUt_06_tuap_50pJvJ_zqUt_A1_tuap_40_zqUt_06yQ5.7wAo5pBm9o-PmDk7m.9v_LYsR_WnKvG_1EwLk5_tuap_58v5yMt5vNmH_tuap_4Z3Jo_Gm4kOu_HSwX_SfGi9nOx_HSwX_R8O2C_e5uFcCoD_tua1c5ip_58v5yM_zqUt_0U4du1kF3F%26f%3dG3Ix70.DgN%26qI%3d5WHR\" rel=\"noopener\">sito dedicata<\/a><\/strong>\u00a0e sul canale\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/fondazionesolomonrguggenheim.musvc2.net\/e\/t?q=A%3dAW4bAb%26l%3da%26x%3dY2c%26y%3dX5aI%26P%3dhR4Ks_PaxP_ak_MQ1Z_Wf_PaxP_ZpRwU.9JuR57e.AyH_rycu_2D5NeP_2vSx_BAVCxDcCQPgEoIhCsH_rycu_3DrOtN_2vSx_C6_rycu_2D_2vSx_BAwU7.BuEq0nFoDm-ToIiAo.Dt_PaxP_apPtK_3JuPm0_rycu_3Bx0wQv0tRoM_rycu_2d5Om_Ko99k6aiSw_MQ1Z_XdKkDlSz_MQ1Z_W6S4H_c9wKaGqI_rycu_3Bx0wQ_2vSx_BZ2hw6iJ5K%26d%3dK5NvAB.IeR%26sN%3d3aJW\" rel=\"noopener\">YouTube<\/a><\/strong>\u00a0del museo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il collezionismo senza confini di Peggy Guggenheim\u00a0 Si tratta della prima mostra organizzata a Palazzo Venier dei Leoni dedicata all\u2019arte \u201cnon occidentale\u201d collezionata da Peggy<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":80382,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[20235],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80378"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=80378"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80378\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80381,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80378\/revisions\/80381"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/80382"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=80378"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=80378"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=80378"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}