{"id":81656,"date":"2020-06-12T17:29:45","date_gmt":"2020-06-12T15:29:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=81656"},"modified":"2020-06-13T18:36:41","modified_gmt":"2020-06-13T16:36:41","slug":"torino-mostra-al-museo-egizio-da-non-perdere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=81656","title":{"rendered":"Torino &#8211; mostra al Museo Egizio da non perdere !"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=81661\" rel=\"attachment wp-att-81661\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-81661\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mUSEO-700-egizio-MUM.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mUSEO-700-egizio-MUM.jpg 700w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mUSEO-700-egizio-MUM-300x123.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/mUSEO-700-egizio-MUM-650x267.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a>\u201cLo sguardo dell\u2019antropologo\u201d: un nuovo allestimento per esplorare le connessioni tra<\/p>\n<p class=\"Standard\"><span style=\"font-family: Georgia, Default Serif, serif;\"><b>egittologia e antropologia<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><i><span style=\"font-family: Georgia, Default Serif, serif;\">La mostra, realizzata in collaborazione con il Museo di Antropologia dell\u2019Universit\u00e0 di Torino, restituisce al pubblico una parte della collezione dell\u2019istituto universitario, chiuso dal 1984.<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia, Default Serif, serif; font-size: medium;\"><strong>Il ruolo di protagonista spetta a una mummia di una giovane donna, caratterizzata da una tunica finemente plissettata.<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia, Default Serif, serif; font-size: medium;\">Dopo la riapertura al pubblico delle proprie sale, il Museo Egizio riprende anche l\u2019attivit\u00e0 espositiva temporanea:<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia, Default Serif, serif; font-size: medium;\"> da domani, <strong>sabato 13 giugno, e fino al 15 novembre<\/strong>, la visita della collezione egittologica viene arricchita da &#8220;Lo sguardo dell&#8217;antropologo\u201d,<strong> una piccola mostra allestita in una sala del primo piano<\/strong> e realizzato dai curatori del Museo Egizio in collaborazione con il Museo di Antropologia ed Etnografia dell&#8217;Universit\u00e0 di Torino (MAET).<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia, Default Serif, serif; font-size: medium;\">La mostra nasce\u00a0dall&#8217;intento\u00a0di mettere in dialogo le collezioni dei due musei, proponendo una riflessione sulle modalit\u00e0 con cui la cultura scientifica europea, tra la fine del XIX secolo e la prima met\u00e0 del XX, percepiva e classificava i suoi \u201caltri\u201d. Un progetto che mira a ricostruire i rapporti tra egittologia e antropologia, individuando prospettive di ricerca e possibili aree di collaborazione futura.<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia, Default Serif, serif; font-size: medium;\">&#8220;Lo sguardo dell&#8217;antropologo\u201d espone una <strong>quarantina di oggetti,<\/strong> in gran parte prevenienti dalle collezioni etnografiche del MAET, rappresentativi delle culture extraeuropee e dell\u2019antico Egitto: fra essi i<strong>l ruolo di protagonista spetta a una mummia di una giovane donna, caratterizzata da una tunica finemente plissettata,<\/strong> proveniente dal sito archeologico di Gebelein, oggetto di recenti indagini scientifiche e il cui restauro \u00e8 stato da poco concluso presso il Centro Conservazione e Restauro &#8220;La Venaria Reale&#8221;.<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia, Default Serif, serif; font-size: medium;\">L\u2019esposizione intende dare particolare risalto alle tracce degli \u201csguardi\u201d che si sono posati sui reperti nel momento del loro rinvenimento da parte di studiosi e antropologi: sguardi colmi di stupore, meraviglia ma anche di disprezzo o di compiacimento, improntati a una visione che classificava i gruppi umani all\u2019interno di una griglia evolutiva. In quella prospettiva, gli abitanti dell\u2019Africa &#8211; insieme alla maggior parte delle culture extraeuropee &#8211; erano visti come dei \u201cprimitivi\u201d immersi nella magia e nella superstizione; l\u2019Egitto, invece, fu idealmente disconnesso dal continente cui appartiene, per essere invece considerato la culla della civilt\u00e0 occidentale. Su questo tema si concentra un video presente in mostra: \u201cI giovani africani e l\u2019Egitto\u201d, che indaga il significato che l\u2019antico Egitto ricopre per gli africani contemporanei, i quali, attraverso una serie di interviste, ribaltano provocatoriamente questa visione tipicamente orientalista dell\u2019Egitto.<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia, Default Serif, serif; font-size: medium;\">L\u2019esposizione \u2013 realizzata in una sala resa suggestiva anche per le vetrine ottocentesche e i pavimenti in legno originali del palazzo barocco &#8211; conta altre tre sezioni, che riguardano la nascita e i contenuti dell\u2019antropologia, la storia del Museo di Antropologia ed Etnografia dell&#8217;Universit\u00e0 di Torino Museo a partire dalla sua fondazione nel 1926 da parte dell\u2019antropologo Giovanni Marro, e il contesto di scavo nel quale fu rinvenuta la mummia su cui \u00e8 stato effettuato il restauro.<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia, Default Serif, serif; font-size: medium;\">Sulla mummia della \u201cgiovane donna con tunica plissettata\u201d sono state recentemente condotte dai ricercatori del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell\u2019Universit\u00e0 di Torino delle analisi biomolecolari innovative, le prime realizzate in modalit\u00e0 non invasiva su un resto umano di epoca egizia. Utilizzando una membrana che estrae le proteine presenti sulla superficie del reperto, \u00e8 stato possibile rilevare i componenti originari della pelle della donna e i potenziali microrganismi causa del degrado, dati fondamentali per progettare il futuro monitoraggio dello stato di conservazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia, Default Serif, serif; font-size: medium;\"><i>\u201cQuesta mostra\u00a0<\/i>&#8211; spiega Christian Greco, direttore del Museo Egizio &#8211;<i>\u00a0esprime appieno la centralit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 di ricerca nel nostro lavoro quotidiano: antropologia ed archeologia sono due discipline che camminano fianco a fianco per studiare e comprendere l\u2019uomo, la sua cultura materiale. Un ambito in cui la collaborazione fra il Museo e l\u2019Universit\u00e0 assume una funzione primaria, consentendoci di approfondire la comprensione di quei frammenti di memoria che ci permettono di ricostruire i comportamenti<\/i><i><span style=\"color: #1f497d;\">,<\/span><\/i><i>\u00a0i rituali<\/i><i><span style=\"color: #1f497d;\">,<\/span><\/i><i>\u00a0le risposte alle domande esistenziali e, quindi, di comprendere noi stessi ed il ruolo che occupiamo nella societ\u00e0\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia, Default Serif, serif; font-size: medium;\"><i>\u201cInoltre\u00a0<\/i>&#8211; aggiunge il Direttore &#8211;\u00a0<i>con questa operazione vogliamo offrire una finestra al Museo di Antropologia, purtroppo chiuso al pubblico, creando una connessione che racconta una pagina importante della storia della nostra collezione. Riportare la mummia al museo significa anche ricomporre corredi unitari: si tratta di scoperte fatte in Egitto durante le campagne della MAI dirette da Schiaparelli, di cui il Marro era l\u2019antropologo fisico, e i reperti vennero poi suddivisi fra Museo e Universit\u00e0, dove andarono sostanzialmente i resti antropologici. L\u2019esposizione consente quindi di riproporre e mostrare la collaborazione scientifica, di spiegare l\u2019evoluzione dell\u2019interesse accademico torinese che, oltre all&#8217;antropologia\u00a0fisica ha visto poi lo sviluppo dell\u2019antropologia culturale.\u00a0<\/i><i>E proprio questo oggi ci avvicina ancora una volta, con un\u2019iniziativa della cui realizzazione sono grato alla direttrice del Museo di Antropologia, Cecilia Pennacini, e al presidente del Sistema Museale d&#8217;Ateneo dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Torino, Enrico Pasini, nonch\u00e9 alla\u00a0Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Citt\u00e0 Metropolitana di Torino, nella persona di Elisa Fiore Marochetti\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia, Default Serif, serif; font-size: medium;\">\u201c<i>Il Museo di Antropologia ed Etnografia dell\u2019Universit\u00e0 di Torino \u00e8 chiuso al pubblico dal 1984: questa mostra, organizzata in collaborazione con il Museo Egizio, offre finalmente l\u2019opportunit\u00e0 di esporre al pubblico alcuni preziosi reperti e di raccontare la storia di questo straordinario museo, che conserva oggetti e reperti provenienti da ogni parte del mondo<\/i>\u00a0\u2013 dichiara Cecilia Pennacini, direttrice del MAET &#8211;<i>\u00a0L\u2019eterogeneit\u00e0 delle collezioni riflette lo sguardo del fondatore che, come molti studiosi dell\u2019epoca, cercava di documentare la diversit\u00e0 dei gruppi umani inquadrandola erroneamente in una gerarchia di \u201crazze\u201d inferiori e superiori. L\u2019antica civilt\u00e0 egizia, a lungo studiata da Marro nell\u2019ambito della Missione Archeologica diretta da Ernesto Schiaparelli, era posta al vertice di questa scala mentre le culture dell\u2019Africa e di altre societ\u00e0 extra-europee erano viste come arretrate. L\u2019antropologia ha abbandonato da tempo questa visione, sia in ambito biologico che culturale, e il percorso espositivo suggerisce come oggi il lavoro di terreno e lo studio analitico dei reperti consentano di produrre conoscenze preziose in grado di illuminare la storia di civilt\u00e0 tuttora poco conosciute, restituendo a tutte la medesima dignit\u00e0<\/i>\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Georgia, Default Serif, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Da domani, infine, per andare incontro alle numerose richieste e prenotazioni il Museo Egizio estende gli orari di apertura nel fine settimana: il sabato e la domenica il museo sar\u00e0 aperto dalle 10 alle 20, invariato invece l\u2019orario del venerd\u00ec (dalle 10 alle 18). Per maggior informazioni e prenotazioni:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.museoegizio.it\/\">www.museoegizio.it<\/a><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLo sguardo dell\u2019antropologo\u201d: un nuovo allestimento per esplorare le connessioni tra egittologia e antropologia La mostra, realizzata in collaborazione con il Museo di Antropologia dell\u2019Universit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":81660,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[131,14,9411,1],"tags":[20682],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81656"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=81656"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81656\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81663,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81656\/revisions\/81663"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/81660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=81656"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=81656"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=81656"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}