{"id":8218,"date":"2016-03-21T18:00:53","date_gmt":"2016-03-21T17:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=8218"},"modified":"2016-03-20T19:08:22","modified_gmt":"2016-03-20T18:08:22","slug":"zucchero-filato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=8218","title":{"rendered":"INTERVALLO FANTASIOSO: ZUCCHERO FILATO."},"content":{"rendered":"<p>ZUCCHERO FILATO.<\/p>\n<p>Favola ideata e scritta da G- Seregni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginate una torta grandissima, tutta ricoperta di zucchero filato e decorata con decine di: casette, sentieri, strade, una chiesa, tanti alberi, cagnolini, gatti, mucche, pecore e quant\u2019altro volete; il tutto di pasta di mandorle. Buttateci una manciata di zucchero a velo ed ecco lo scenario dove si svolger\u00e0\u00a0la\u00a0nostra\u00a0favola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0In un\u2019isola sperduta nel Mare del Nord, e precisamente in\u00a0\u00a0Danimarca, dove in inverno soffiano venti gelidi ed il sole tramonta prestissimo, proprio come nel film: \u201c Il pranzo di Babette \u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nevicava da pi\u00f9 di un mese, tanto che gli abitanti si stavano abituando a vivere quasi sempre in casa ed uscivano solo per comperare il giornale, il pane ed andare a messa la domenica o partecipare a qualche festa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Zucchero Filato era il nome di questa isola ed i suoi abitanti si chiamavano: \u201c zuccherini \u201c. Ad esclusione del panettiere, del prete e del medico che era anche dentista e veterinario, tutti qui erano contadini.\u00a0Hastor, per esempio,\u00a0\u00a0trascorreva l\u2019inverno sistemando gli attrezzi per l\u2019agricoltura. Suo padre Wolk aveva il compito di mungere le mucche tutte le mattine alle cinque e tutti i pomeriggi alle tre, mentre sua mamma Hellen cuciva,\u00a0\u00a0ricamava, cucinava e faceva meravigliose torte al cioccolato che offriva, tutte le volte che c\u2019era una festa, ai bimbi del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui tutti, in inverno, lavoravano in casa; proprio come faremo noi, quando, in un prossimo futuro, la maggior parte del lavoro si far\u00e0 su di un computer a domicilio e speriamo che la cosa non ci crei troppe nostalgie del tempo passato!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando a noi ed alla nostra storia: tutto comincia in un giorno di festa per la nascita di un bambino\u00a0\u00a0con lo strano nome di Pandizucchero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 la neo mamma era sola e povera, tutte le donne del paese avevano confezionato, con le proprie mani: vestitini, babbucce, sciarpine, cappellini e guantini.Durante la festa, come in tutte le feste che si rispettano, la gente mangiava, ballava e beveva la tipica bibita del paese a volont\u00e0: acqua zuccherina, naturalmente fatta adeguatamente fermentare&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0I bambini, non appena gli adulti cominciarono la festa, sgaiattolarono fuori all\u2019aperto per giocare a rotolarsi\u00a0\u00a0e lanciarsi delle enormi palle di neve che era poi zucchero filato, cos\u00ec chi le riceveva se le mangiava pure! Qualcuno ne mangi\u00f2 tante da farsi venire il mal di pancia. I pi\u00f9 grandi costruirono enormi pupazzi di neve che avevano al posto del naso una carota, una pigna per la bocca e due sassolini al posto degli occhi; il tutto rigorosamente in pasta di mandorle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al tramonto, stanchi ed inzuccherati, raggiunsero le stalle per riscaldarsi e far sciogliere tutta la neve che avevano addosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come avete gi\u00e0 capito le giornate a Zucchero Filato trascorrevano tranquille e felici in particolare per i bimbi, perch\u00e9 qui non c\u2019era la scuola ed i bambini imparavano il necessario, per vivere, dalle mamme dai pap\u00e0 e dai nonni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma un brutto giorno, anche questo che era il paese pi\u00f9 tranquillo del mondo, venne travolto dal \u201c Disastro \u201c: Arriv\u00f2 il sole!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non un sole invernale, ma un sole che port\u00f2 con se temperature estive; anzi equatoriali. La neve si sciolse insieme alla panna montata che farciva la torta: l\u2019alluvione di zucchero fu seguita dal terremoto causato dal dissesto della crosta ( zuccherina ) ed una parte del paese croll\u00f2. Senza nessun ferito, per fortuna!\u00a0Cosa aveva causato tutto questo pasticcio? Ebbene dovete sapere che, per caso, era\u00a0passata di li un\u2019astronave proveniente da un pianeta lontanissimo il cui nome \u00e8 Estate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio Estate, perch\u00e9 l\u00ec fa sempre caldo in quanto i suoi abitanti hanno scoperto come utilizzare l\u2019energia del loro sole e se ne servono anche per muovere le loro astronavi nell\u2019universo a centinaia di migliaia di milioni di anni luce di distanza.\u00a0In questo caso specifico, l\u2019astronave trasportava un pezzo del loro sole dal quale ricavava l\u2019energia necessaria al suo\u00a0funzionamento. Proprio il calore di questo minuscolo pezzo di sole, aveva causato tanti\u00a0\u00a0danni a Zucchero Filato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per fortuna questi alieni non erano tipi da tirarsi indietro di fronte alle loro responsabilit\u00e0, cos\u00ec convertirono tutta l\u2019enerigia che poterono nella produzione di un potente getto di neve ghiacciata-zuccherina ed, usando giganteschi attrezzi,\u00a0creati al momento, si rimisero a ricostruire quanto avevano danneggiato.\u00a0Tutti gli zuccherini furono riconoscenti anche perch\u00e9, gli alieni, avevano dotato le loro case, rifatte rigorosamente con il tetto di paglia di marzapane, di attrezzi che sino ad allora erano loro sconosciuti, ma che si rivelarono comodissimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio nessuno conosceva la lavatrice, ma le donne ne scoprirono subito la comodit\u00e0 e cos\u00ec per tante cose utili come il lavastoviglie, i trattori, le scavatrici e molto altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerato che nessuno si era fatto male, ma solo qualcuno aveva fatto indigestione per l\u2019abbuffata di zucchero sciolto e panna affiorata dalla crosta incrinata, venne organizzata una festa in onore dei nuovi venuti. gli abitanti del pianeta Estate spiegarono agli zuccherini come risolvere tanti piccoli problemi quotidiani con il semplice uso di tecniche facilmente riproducibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra una chiacchiera e l\u2019altra si parl\u00f2 anche di cose serie e \u00a0dei pi\u00f9 moderni ritrovati della loro scienza e della loro tecnica.\u00a0Fortunatamente gli estatini, ovvero gli abitanti del pianeta estate, misero in guardia gli zuccherini da tutte le conseguenze nefaste di impropri ed esagerati usi dei pi\u00f9 moderni ritrovati e cio\u00e9: dall\u2019inquinamento chimico, biologico, acustico&#8230;dai problemi della sovrappopolazione, dalle guerre stellari ed altre cose di cui i nostri amici zuccherini non avevano mai sentito parlare.\u00a0La legge che regolava il pianeta degli estatini diceva; impara a ragionare con la tua testa senza mai fare agli\u00a0altri quello che non vorresti ricevere da loro, non giudicare gli altri senza cercare di capirne le ragioni, studia bene la storia, dell\u2019universo, al fine di non ripetere gli errori fatti dagli altri pianeti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine della festa gli estatini, un poco ubriachi perch\u00e9 non avevano mai bevuto alcoolici prima di allora, se ne andarono con la promessa di tornare dopo mille anni e Zucchero Filato riprese i ritmi quotidiani in modo completamente diverso da prima della visita degli alieni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grandi lavatrici, lavastoviglie, computers, motoscavatrici, serre .. e mezzi di trasporto veloci, il tutto alimentato sfruttando l\u2019energia prodotta dal freddo ( che era tornato in garnde stile ) avevano trasformato Zucchero Filato in un paese del futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tariffe, energetiche e dei servizi, erano contenute secondo le possibilit\u00e0 economiche di ciascuna famiglia e nessun vecchietto si trov\u00f2 mai a non usare il telefono perch\u00e9 non aveva le possibilit\u00e0 di pagarselo; le persone sole erano sempre in comunicazione tra loro via cavo ed i nuovi mezzi collettivi di trasporto permettevano, a tutti, anche a vecchi ed andicappati, di spostarsi senza inquinare e spendendo cifre proporzionali ai loro guadagni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec i nonni andavano a trovare i nipoti tutti i giorni anche se le ginocchia non reggevano pi\u00f9 molto bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le stalle, ora, venivano pulite automaticamente e le mucche uscivano felici, rientrando la sera, grazie a mandriani automatici che le rincorrevano nei prati sino a che, anche la pi\u00f9 testarda\u00a0non fosse rientrata nella stalla per la mungitura serale. Con i moderni sistemi di coltivazione, appresi dagli amici alieni, si producevano, senza spreco:\u00a0cereali, ortaggi, frutta, verdura ed anche magnifici fiori esotici; il tutto in serre speciali. Tutto era di nuovo tranquillo e con i vantaggi della tecnologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torn\u00f2 l\u2019inverno e, mentre il paese continuava a vivere secondo le nuove abitudini di vita, si sent\u00ec un grande rumore: erano i soldati della guerriera isola vicina che, visto come si viveva bene su Zuccherofilato, avevano deciso di conquistarlo e trasferirvisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti gli zuccherini erano atterriti, nessuno di loro aveva mai combattuto una guerra, nessuno aveva armi, come affrontare il nemico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcuno propose improbabili spiegamenti di uomini armati secondo i ricordi di quanto letto su vecchi libri di storia e sentito raccontare dagli anziani. Si discusse per interminabili minuti, mentre il nemico stava sbarcando sull\u2019isola, qualcuno, preso dal panico, propose che ognuno pensasse a se, ma subito venne messo in minoranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente una saggia mamma, che non aveva nessuna intenzione di mandare i suoi dieci ragazzi a combattere e morire, \u00a0sugger\u00ec di dare una grande festa offrendo ai nemici un fortissimo aperitivo, molto alcoolico perch\u00e9 derivato da grandi quantit\u00e0 di zucchero aggiunte al vino, torte, dolci, biscotti e quanto altro di buono sapevano preparare le donne dell\u2019isola; il tutto con la promessa di aiutare il nemico a riprodurre, sulla propria isola, le medesime tecnologie apprese dagli alieni.<\/p>\n<p>Cos\u00ec tutto si concluse con una grande abbuffata&#8230;anche di tecnologia \u201c buona \u201c.<\/p>\n<p><b>Tutti i diritti sono riservati e la propriet\u00e0<\/b><\/p>\n<p><b>intellettuale appartiene a G.Seregni, ex legge<\/b><\/p>\n<p><b>633\/41 e successive modifiche.<\/b><\/p>\n<p>Reg. Tribunale di Como il 7.6.10 n\u00b07\/10<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ZUCCHERO FILATO. Favola ideata e scritta da G- Seregni. 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