{"id":8229,"date":"2023-11-21T06:00:00","date_gmt":"2023-11-21T05:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=8229"},"modified":"2023-11-22T14:49:27","modified_gmt":"2023-11-22T13:49:27","slug":"le-origini-della-cultura-europea-secondo-marija-gimbutas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=8229","title":{"rendered":"Donne e cultura &#8211; origini matriarcali della cultura europea?"},"content":{"rendered":"<h2>LE ORIGINI DELLA CULTURA EUROPEA<\/h2>\n<h2>&#8211; secondo Marija Gimbutas<\/h2>\n<h6 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">Poco si studia sulle vere origini della cultura europea: i tempi dell&#8217;uomo preistorico.\u00a0<\/span><\/h6>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ARTE-archeologia-dea-in-trono-Bulgaria-4500-a.-C-jpg.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ARTE-archeologia-dea-in-trono-Bulgaria-4500-a.-C-jpg.jpg\" alt=\"ARTE archeologia dea-in-trono--Bulgaria--4500-a.-C-jpg\" width=\"206\" height=\"322\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dea-in-trono-Bulgaria-4500-a.-C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Periodo\u00a0\u00a07.000 al 3.500 a.C.; \u00a0paleolitico ed \u00a0neolitico in tutta Europa \u00a0e Mediterraneo, sino a gran parte dell&#8217;et\u00e0 del bronzo.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ARTE-archeologia-Grande-Dea-Malta.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-8410\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ARTE-archeologia-Grande-Dea-Malta.jpg\" alt=\"ARTE archeologia Grande-Dea--Malta\" width=\"300\" height=\"283\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Grande-Dea- conservata a Malta.<\/p>\n<h6><\/h6>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">Questa parte della nostra storia si studia poco perch\u00e9 l&#8217;Europa fu dominata da una <strong>importante e pacifica cultura MATRIARCALE<\/strong> ? !<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una <strong>cultura millenaria e pacifica, con una struttura sociale egualitaria e matrilineare<\/strong>, legata a simbolismi religiosi coniugati al femminile, <strong>a cui poi segu\u00ec una cultura assolutamente differente, patriarcale, bellicosa, di matrice indoeuropea.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal testo\u00a0&#8220;<em>IL LINGUAGGIO DELLA DEA<\/em>&#8221; dell&#8217;archeologa lituana\u00a0<b>Marija Gimbutas.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\"><strong>&#8220;Le donne erano considerate e valorizzate<\/strong>\u00a0\u2013 regine, sacerdotesse, artigiane,\u00a0 anziane del clan e\u00a0<b>la societ\u00e0 aveva un\u00a0 carattere egualitario&#8221;.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">Lo dimostrano i numerosi reperti di raffinato artigianato, monili compresi, che raffigurano la dea-madre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">Poi dall&#8217;oriente arrivarono <strong>UOMINI ARMATI A CAVALLO e la civilt\u00e0 della Dea Madre venne sconfitta<\/strong> a vantaggio di una cultura patriarcale e guerrafondaia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">Queste teorie sono sostenute e dimostrate nel testo &#8220;<em>IL LINGUAGGIO DELLA DEA<\/em>&#8221; e negli altri\u00a0 libri di\u00a0<b>Marija Gimbutas.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\"><b>Grande studiosa e teorica della CULTURA DELLA GRANDE MADRE, Marija Gimbutas<\/b>\u00a01921-1984.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">Marija Gimbutas, fu\u00a0archeologa e lingusita lituana. Studi\u00f2 le culture del neolitico e del bronzo nell&#8217;antica Europa. <strong>I suoi lavori furono pubblicati tra il 1946 e il 1971 ed introdussero nuovi punti di vista nell&#8217;ambito della linguistica e riguardo all&#8217;interpretazione della mitologia.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">La Gimbutas scopr\u00ec, nelle rappresentazioni femminili che rinvenne del Paleolitico e del Neolitico, l&#8217;espressione di <strong>una unica Grande Divinit\u00e0 universale e\u00a0 come manifestazione di una variet\u00e0 di divit\u00e0 femminili rappresentanti una societ\u00e0 matriarcale<\/strong> (teoria molto contestata da archeologi di sesso maschile).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">\u00a0<strong>Nel settembre\/ottobre 2008 si \u00e8 tenuta a Roma una mostra sulla cultura diCucuteni-Trypillia che conferma l&#8217;ipotesi di Marija Gimbutas sul carattere pacifico, sulla struttura sociale egalitaria e sull&#8217;importanza del ruolo femminile di questa cultura dell&#8217;EUROPA ANTICA.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">Il catalogo della mostra, &#8220;<i>Cucuteni-Trypillia: una grande civilt\u00e0 dell&#8217;Antica Europa<\/i>&#8220;, Palazzo della Cancelleria, Roma-Vaticano, 16 settembre-31 ottobre 2008, fu curato dal Ministero della cultura e degli affari religiosi di Romania nonch\u00e9 dal Ministero della cultura e del turismo di Ucraina, e sostiene quanto segue:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">pag.40:\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\"><i>&#8220;-<strong>Non vi erano differenze tra le varie tipologie abitative. Dunque non \u00e8 possibile stabilire quali case appartenessero a persone ricche e quali a persone povere.<\/strong> Le variazioni nelle dimensioni delle abitazioni potrebbero essere attribuite al numero dei membri della famiglia che vi risiedeva, o dipendere dalle tecniche di costruzione delle case.<\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">\u00a0&#8211;<\/span><\/i><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\"><i><strong>Pertanto non \u00e8 possibile parlare di ineguaglianza sociale (come nelle societ\u00e0 in cui vigeva la schiavit\u00f9),<\/strong> ma solo di esistenza di una naturale gerarchia all&#8217;interno di ciascuna comunit\u00e0.<\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">&#8211;<strong>N<\/strong><\/span><\/i><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\"><i><b>on si pu\u00f2 sostenere che esistesse una categoria di guerrieri,<\/b>\u00a0in quanto la maggior parte degli abitanti era dedito all&#8217;agricoltura. Gradualmente iniziarono ad emergere gli artigiani (ceramisti, addetti alla lavorazione dei metalli, intagliatori del legno e della pietra, costruttori), cos\u00ec come dei personaggi con <strong>un ruolo specifico nel campo della religione.<\/strong> L&#8217;abbondanza di statuine antropomorfe femminili e la parallela scarsit\u00e0 di sculture a soggetto maschile sembra suggerire l&#8217;importanza del ruolo delle donne all&#8217;interno di queste comunit\u00e0<\/i>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">-pag.70:\u00a0<i><strong>La civilt\u00e0 Cucuteni-Trypillia non era una societ\u00e0 schiavista, come la civilt\u00e0 Sumera e L&#8217;Egitto,<\/strong> ma il risultato di relazioni comunitarie. Era <strong>compatibile con i moderni ideali di democrazia e autogoverno<\/strong><\/i><strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">-pag.15:\u00a0<\/span><i><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">All&#8217;interno di una <strong>Antica Europa<\/strong> (termine felicemente coniato dalla grande scienziata americana, di origine lituana, Marija Gimbutas), che era ancora alla ricerca della sua identit\u00e0 di espressione, <\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">al di\u00a0<span style=\"line-height: 27px;\">qua<\/span>\u00a0dei Carpazi nacque una civilt\u00e0 di innegabile originalit\u00e0&#8221;.<\/span><\/strong><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita di <b>Marija Gimbutas\u00a0<\/b>in breve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<strong>A 16 anni partecip\u00f2 alla sua prima spedizione etnografica,<\/strong> ed ebbe l&#8217;occasione di <strong>registrare pi\u00f9 di 5 mila canti popolari tradizionali legati alle origini della cultura pi\u00f9 antica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Nel \u201839 vede l\u2019invasione tedesca e poi quella sovietica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-La visione comunista \u00a0materialistica non coincide con la cultura lituana e di <b>Marija Gimbutas basata sull&#8217;arte e le lettere.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-E&#8217; poi <strong>costretta a vedere le deportazioni di massa in Siberia dove spariscono 25 membri della sua famiglia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Marija si unisce alla resistenza ed alla lotta politica, ma <strong>nel &#8217;42 riesce egualmente a laurearsi in archeologia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Fugge in Austria. \u00a0Con una figlia, nata da poco ,ottiene il <strong>dottorato in filosofia dell\u2019archeologia presso l\u2019universit\u00e0 di Tubingen, in Germania.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Fugge negli\u00a0Usa (1949) \u00a0e nel &#8217;47 nasce la seconda figlia.<br \/>\n-Mentre il marito lavora come ingegnere a Boston, Marija\u00a0diviene \u00a0<strong>ricercatrice alla Harvard University.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<strong>Nel 1963 accetta la cattedra di Archeologia all\u2019Universit\u00e0 di Los Angeles <\/strong>dove rimarr\u00e0 sino alla pensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DA:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.enciclopediadelledonne.it\/index.php?azione=pagina&amp;id=882\">http:\/\/www.enciclopediadelledonne.it\/index.php?azione=pagina&amp;id=882<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Marija scopre che i popoli arcaici utilizzano un complicato simbolismo religioso e che la forma femminile riflette la centralit\u00e0 delle donne nella vita culturale e religiosa. Le immagini di Dee femminili e Dei maschili, sia antropomorfi che zoomorfi, esprimono una partecipazione sacra nei grandi cicli naturali di fertilit\u00e0; nascita, morte e rigenerazione.<br \/>\nLa concezione del tempo \u00e8 ciclica, non lineare. <strong>Questa civilt\u00e0 non conosce l&#8217;uso delle armi, pur avendo gi\u00e0 sviluppato la metallurgia. Gli insediamenti sono posti in pianura e lungo i corsi d&#8217;acqua;<\/strong> nelle sepolture non vi sono distinzioni di rango: se ne deduce quindi una societ\u00e0 che si sviluppa in grandi centri &#8211; anche di 15.000 abitanti- tendenzialmente egualitaria.<br \/>\n\u00ab\u00c8 stata una rivelazione vedere che una cultura successiva sia stata meno avanzata di una pi\u00f9 antica. L&#8217;arte \u00e8 incomparabilmente inferiore a quella che c&#8217;era prima, ed \u00e8 esistita una civilizzazione di tremila anni almeno, prima che fosse distrutta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Infatti, ad un certo punto, a partire dal V millennio A.C., ha inizio l&#8217;arrivo della prima ondata di popoli indoeuropei provenienti dal bacino del Volga, nel sud della Russia,<\/strong> quella che Marija\u00a0definisce cultura <strong>Kurgan (dal russo \u201ctumulo\u201d<\/strong>, perch\u00e9 i morti venivano sepolti in tumuli circolari che coprivano le dimore funebri dei maschi importanti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La struttura sociale di queste genti \u00e8 gerarchica, patriarcale, patrilineare e guerriera<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sono popolazioni semi-nomadi, possiedono armi letali (arco e freccia, lancia e daga) e cavalli addomesticati.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In varie ondate, nel corso dei millenni, avviene l\u2019ibridazione dell&#8217;antica cultura europea, sedentaria, pacifica, gilanica<\/strong> (termine proposto da Riane Eisler per le strutture sociali in cui c\u2019\u00e8 uguaglianza tra i sessi, gy-, da gyn\u00e8, donna e an- da aner, uomo ed L come legame tra le due met\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0) che <strong>termina tra il 4300 e il 2800 a.C.<\/strong> con la sua <strong>trasformazione da matrilineare a patrilineare e androcratica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I temi principali relativi a queste ricerche su arte, simbologie e religione dell\u2019Europa Antica sono contenuti<strong> nel libro\u00a0<em>Il Linguaggio della Dea<\/em>\u00a01989.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La visione di Marija Gimbutas ha provocato una spaccatura nel mondo accademico e non. E<strong> fortemente influenzato il pensiero femminista, il mondo artistico e moltissimi storici e archeologici, anche se non mancano i detrattori che negano in parte o del tutto la sua teoria.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Joseph Campbell, studioso di mitologia comparata e religione comparata, <strong>il valore dell\u2019opera della Gimbutas si pu\u00f2 paragonare alla decifrazione della Stele di Rosetta<\/strong>, grazie alla quale si riusc\u00ec ad interpretare il pensiero religioso dell\u2019antico Egitto: \u00abMarija Gimbutas \u00e8 stata in grado non soltanto di elaborare un repertorio basilare di elementi figurativi ricorrenti quali <strong>chiavi interpretative della mitologia di un\u2019epoca mai documentata, ma anche di fissare, sul fondamento di questi segni decodificati, le linee peculiari ed i principali contenuti di una religione che venerava sia l\u2019universo in quanto vivente corpo della Dea-Madre Creatrice, sia tutto ci\u00f2 che vive al suo interno perch\u00e9 partecipe della sua divinit\u00e0<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Merito della Gimbutas \u00e8 di aver riportato alla luce la presenza femminile nella visione del sacro, che per molte donne ha avuto, per usare le parole di Luciana Percovich <strong>\u00abl\u2019effetto insieme destabilizzante e potentemente energico dell\u2019irruzione del rimosso\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1991 \u00e8 uscito\u00a0 il suo ultimo libro, <em>La civilizzazione della Dea<\/em>, compendio di tutta la sua opera.&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p><b>Tutti i diritti sono riservati e la propriet\u00e0<\/b><\/p>\n<p><b>intellettuale appartiene a G.Seregni, ex legge<\/b><\/p>\n<p><b>633\/41 e successive modifiche.<\/b><\/p>\n<p>Reg. Tribunale di Como il 7.6.10 n\u00b07\/10<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE ORIGINI DELLA CULTURA EUROPEA &#8211; secondo Marija Gimbutas Poco si studia sulle vere origini della cultura europea: i tempi dell&#8217;uomo preistorico.\u00a0 Dea-in-trono-Bulgaria-4500-a.-C. 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