{"id":8241,"date":"2017-02-07T18:20:09","date_gmt":"2017-02-07T17:20:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=8241"},"modified":"2017-02-07T19:58:02","modified_gmt":"2017-02-07T18:58:02","slug":"chi-ha-causato-questa-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=8241","title":{"rendered":"CHI HA CAUSATO QUESTA CRISI ECONOMICA e BANCARIA ? &#8211; L&#8217;avevamo scritto anni fa e vale anche per oggi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">NON DIMENTICHIAMO CHE IN ITALIA ABBIAMO IL 3\u00b0 PIU&#8217; GRAVE DEBITO DEL \u00a0MONDO <span style=\"color: #000000;\">(lo ha appena ricordato il telegionale dellla TV la7)<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Articolo del 2014\u00a0che rimane attualissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">L&#8217;attuale crisi globale che stiamo attraversando \u00e8 indubbiamente <strong>stata causata, in larga parte, dalla deregolamentazione finanziaria.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">Quindi bando alle ciance e <strong>non dimentichiamo i nomi di chi ha deliberato la deregolamentazione; a loro dobbiamo l&#8217;attuale crisi.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">Una <strong>distribuzione del reddito assai disuguale, la perdita di capacit\u00e0 di acquisto delle classi medie<\/strong> e basse, l&#8217;acquisto compulsivo di beni considerati, dai pi\u00f9 spinti dalla pubblicit\u00e0, quasi indispensabili per una normale vita sociale, <strong>ha portato ad un indebitamento insostenibile.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">L&#8217;Italia, sino ad ora, si \u00e8 in parte salvata solo grazie ai cospicui risparmi familiari depositati nelle banche che, comunque,<strong> si stanno sempre pi\u00f9 assottigliando a causa della diminuzione della capacit\u00e0 di acquisto dei salari e della grande precariet\u00e0<\/strong> diffusa tra i giovani, e non solo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">Indubbiamente <strong>si sta smantellando tutta quella rete di sicurezze economiche che hanno fatto dell&#8217;Europa un, forse, inimitabile esempio storico di benessere quasi generale.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">Le prime vistose avvisaglie si sono avute, per l&#8217;Italia, <strong>quando in brevissimo tempo i prezzi dalla Lira all&#8217;Euro sono di fatto raddoppiati.<\/strong> Riducendo, in pochi mesi, della met\u00e0 stipendi e pensioni. Ma la colpa non \u00e8 dell&#8217;euro, ma dei meccanismi che i politici hanno permesso di mettere in atto in contemporanea, o quasi, con l&#8217;arrivo dell&#8217;euro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un primo avviso di pericolo lo abbiamo visto\u00a0nel<strong>la pubblicit\u00e0 che invoglia ad acquistare pagando l&#8217;anno successivo:<\/strong> un invito all&#8217;indebitamento; senza speranza per i molti che perdono il lavoro e non lo ritrovano! <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Le stesse tentazioni che avevano gi\u00e0 portato gli Stati Uniti quasi alla bancarotta bancaria e immobiliare nel 2008.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziavano i primi contratti CoCoCo\u2026. e il DEPREZZAMENTO DEL\u00a0LAVORO; CHE E&#8217; ARRIVATO anche a 5 \u00a0EURO L&#8217;ORA NETTE &#8230; !!!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E gli <strong><span style=\"color: #ff0000;\">inviti ad aprire un&#8217;impresa in proprio.\u00a0In un momento in cui si sapeva benissimo, ci sarebbe stato, uno sterminio di fallimenti di piccole imprese strozzate dalle impost<\/span><\/strong>e; imposte dai politici per <strong>favorire, anche, i grandi supermercati e \u00a0i grandi centri commerciali e i loro prodotti molte volte decisamente pi\u00f9 scadenti; come materia prima, ma quanti ora possono permettersi del buon cotone puro, della seta o della lana pura VERA, del bel pellame per le scarpe ???<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">La liberalizzazione dei mercati, tanto sbandierata come futuro dove tutti sarebbero stati pi\u00f9 ricchi,<\/span><\/strong> ha permesso l&#8217;ingresso di <strong>prodotti non solo di qualit\u00e0 scadentissima, m<\/strong>a anche pericolosi per la nostra salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed <strong>ha favorito il fallimento delle piccole aziende<\/strong> produttrici che <strong>creavano prodotti di <span style=\"color: #ff0000;\">OTTIMA\u00a0qualit\u00e0<\/span> senza il marchio famoso in vista,<\/strong> ma con stoffe, pellami, o prodotti agricoli di grande qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi si sa si \u00e8 rispolverata la <strong>produzione agricola di nicchia venduta con il marchio SLOW FOOD e quindi a prezzi inaccessibili alla maggioranza della popolazione.<\/strong> Anche se il presidente dello Slow Food disse che i \u00a0ristoranti del loro marchio erano per tutti bastava andare fuori a mangiare meno frequentemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiss\u00e0 come argomenterebbe oggi i prezzi dei prodotti Slow Food e relativi ristoranti ai pensionati che guadagnano meno di 600 euro al mese o ai giovani che sono pagati, in regola, dalla regione 6 euro all&#8217;ora ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">Quanto detto sopra \u00e8 facilmente dimostrabile da qualunque brava massaia che non pu\u00f2 avere dimenticato come, all&#8217;improvviso il costo della frutta pi\u00f9 economica (e cos\u00ec, in parte pi\u00f9 lentamente, anche il resto della spesa),\u00a0 <strong>sia passato da 1.000 lire al chilo ad 1 euro; ovvero 2.000 lire. E oggi siamo a 1,70 come media della frutta pi\u00f9 economica<\/strong>; salvo offerte speciali o spesa oculata al mercato, ma sempre accontentandosi della frutta pi\u00f9 piccola, per fortuna non sempre la meno buona e nutriente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: large;\">Alla faccia di tutti quei personaggi che sostenevano, e sostengono, l&#8217;inutilit\u00e0 di continuare a ragionare in Lire.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E non dimentichiamo che se ci fosse rimasta la lira avremmo affrontato i medesimi problemi di gigantesca inflazione dell&#8217;Argentina<\/strong>\u00a0. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">NON POSSIAMO DIMENTICARE CHE SIAMO UN PAESE PIENO DI DEBITI <span style=\"color: #000000;\">E NESSUNO FA AFFARI CON\u00a0UN PAESE CHE SVALUTA LA MONETA PER NON PAGARE IL SUO DEBITO &#8230;<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi l&#8217;Argentina \u00e8 sul baratro, non ha pi\u00f9 soldi per pagare e le nazioni che aveva ignorato quando era fallita senza pagare i creditori, oggi non intendono certo aiutarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se noi eliminassimo l&#8217;euro sarebbe una fortuna solo per i grandi ricchi e i grandi debitori, ma <strong><span style=\"color: #ff0000;\">sarebbero anni di privazioni per la maggioranza della popolazione; <span style=\"color: #000000;\">per non parlare delle possibilissime perdite per i vari piccoli risparmiatori.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe come se tutti i nostri, pochi rimasti risparmi, all&#8217;improvviso servissero per acquistare qualche chilo di carne e dopo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Argentina \u00e8 gi\u00e0 successo, basta guardare la storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NON DIMENTICHIAMO CHE IN ITALIA ABBIAMO IL 3\u00b0 PIU&#8217; GRAVE DEBITO DEL \u00a0MONDO (lo ha appena ricordato il telegionale dellla TV la7) Articolo del 2014\u00a0che<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8152,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,25],"tags":[11359,11360,2151,2149,2150,2152,2153],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8241"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8241"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8241\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42046,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8241\/revisions\/42046"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8152"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8241"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8241"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8241"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}