{"id":82743,"date":"2020-07-12T19:18:16","date_gmt":"2020-07-12T17:18:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=82743"},"modified":"2020-07-13T17:56:56","modified_gmt":"2020-07-13T15:56:56","slug":"arte-al-femminile-carla-maria-maggi-ad-arcore-monza-e-della-brianza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=82743","title":{"rendered":"Arte al femminile &#8211; Carla Maria Maggi ad Arcore ( Monza e della Brianza )"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=82747\" rel=\"attachment wp-att-82747\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-82747\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Arte-carla-Maia-Raggi-intero.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Arte-carla-Maia-Raggi-intero.jpg 600w, 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ritrovata<\/strong>, a cura di Simona Bartolena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dedicata alla figura di questa<strong> straordinaria pittrice attiva negli anni Trenta del Novecento,<\/strong> l\u2019esposizione presenta al pubblico\u00a0<strong>il corpus pressoch\u00e9 completo delle opere dell\u2019artista<\/strong>, cui si aggiunge\u00a0<strong>un dipinto inedito<\/strong>\u00a0scoperto di recente in una collezione privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di\u00a0<strong>circa quaranta opere<\/strong>, tutte di altissimo livello:\u00a0<strong>ritratti<\/strong>,\u00a0<strong>nature morte<\/strong>\u00a0e \u2013 cosa ben rara per una donna artista \u2013\u00a0<strong>nudi femminili dal vero<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esposizione, che doveva aprire lo scorso marzo, poi rinviata per effetto del decreto di contenimento dell&#8217;emergenza Covid-19,\u00a0<strong>si potr\u00e0 visitare solo su prenotazione dal 30 maggio al 26 luglio 2020<\/strong>\u00a0osservando i seguenti orari:\u00a0<strong>sabato e domenica, dalle 14.30 alle 17.30<\/strong>\u00a0(ultimo ingresso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 prevista un\u2019<strong>apertura straordinaria marted\u00ec 2 giugno<\/strong>\u00a0sempre dalle 14.30 alle 17.30.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le visite \u00e8 necessario\u00a0prenotarsi on line (dal 22 maggio):\u00a0<strong><a 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Palazzo Reale di Milano curata da Elena Pontiggia<\/strong> con un contributo della stessa Simona Bartolena, in cui fu esposta per la prima volta l\u2019opera della pittrice \u2013 al tempo messa in relazione con i ritrattisti della sua epoca \u2013 <strong>l\u2019opera di Carla Maria Maggi torna a essere presentata in un evento d\u2019eccezione<\/strong> volto a riscoprire la sua figura d\u2019artista e riflettere sulla condizione femminile nelle arti fino a tempi molto recenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carla <strong>Maria Maggi (1913-2004) era figlia della buona societ\u00e0 milanese degli anni Trenta<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allieva di Palanti, <strong>ottenne fin da subito successi pubblici e privati con i suoi dipinti,<\/strong> e nonostante le sue opere rivelassero gi\u00e0 un talento promettente, <strong>dopo il matrimonio fu costretta ad abbandonare la strada dell\u2019arte<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come molte altre artiste del suo tempo, Carla Maria Maggi <strong>accett\u00f2, suo malgrado, di aderire ai canoni del benpensantismo borghese del suo tempo<\/strong> e di seguire le regole sociali alle quali il marito, in particolare, le chiedeva di sottomettersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mise da parte il proprio talento e vest\u00ec i panni della moglie e madre perfetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma p<strong>rima di dimenticare il suo essere artista, la Maggi ebbe occasione di realizzare una serie straordinaria di opere che raccontano con grande talento e raffinata sensibilit\u00e0<\/strong> il mondo che lei frequentava e rappresentava: da una parte il bel mondo dell\u2019alta borghesia milanese, divisa tra la citt\u00e0 e i luoghi di villeggiatura, dall\u2019altra la boh\u00e8me degli ambienti di Brera e della Scala, liberi e pieni di stimoli per chi, come lei, voleva vivere nell\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Solo negli ultimi anni le opere della Maggi vennero per caso riscoperte dal figlio Vittorio,<\/strong> nascoste sotto una spessa coltre di coperte nel solaio della casa di campagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Sensibile all\u2019arte, il figlio volle fare luce sul passato della madre.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora si sono interessati all\u2019opera della Maggi storici e critici d\u2019arte come Rossana Bossaglia, Vittorio Sgarbi, Elena Pontiggia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le opere della Maggi sono state esposte a Milano, a Londra e, con straordinario successo al National Museum of Women in the Arts di Washington<\/strong>\u00a0(dove<em>\u00a0La Sigaretta<\/em>, capolavoro della pittrice \u00e8 stata in prestito temporaneo per qualche anno) e sono diventate motivo di riflessione e di studio della condizione delle donne artiste fino a tempi molto recenti ma anche ragione di riscoperta della poco nota, ma interessantissima, pittura borghese della Milano degli anni Trenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua arte \u00e8 espressione di un momento storico complesso e variegato, ancora in buona parte da riscoprire,<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> e ci illumina sulla sensibilit\u00e0 e intelligenza di una donna e di un&#8217;artista non comune.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ITALIAN COMMITTEE | NATIONAL MUSEUM OF WOMEN IN THE ARTS, Washington<\/strong><br \/>\nLa fondatrice del National Museum of Women in the Arts | MWA, Wilhelmina Cole Holladay <strong>inizi\u00f2 a collezionare arte insieme al marito Wallace F. Holladay negli anni \u201960,<\/strong> quando storici dell\u2019arte e ricercatori cominciavano a discutere la significativa minor presenza di donne artiste nei musei e nelle collezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i primi ad applicare un simile approccio revisionista, per pi\u00f9 di 20 anni <strong>si dedicarono a raccogliere arte delle donne<\/strong>, creando un museo che le rappresentasse in <strong>una collezione permanente, che \u00e8 tutt\u2019oggi il cuore del Museo di Washington DC.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con pi\u00f9 di tremila opere realizzate dal Rinascimento a oggi, il NMWA \u00e8 uno dei principali interlocutori privati nel circuito artistico americano e internazionale, <strong>unica istituzione al mondo dedicata al riconoscimento dell\u2019opera delle artiste di ogni epoca e nazionalit\u00e0 attraverso l\u2019esposizione, la conservazione, l\u2019acquisizione dell\u2019arte femminile,<\/strong> e che promuove al contempo la ricerca e la didattica in campo artistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I comitati nazionali e internazionali del NMWA sono organizzazioni di volontariato che supportano gli obiettivi del NMWA nei loro rispettivi paesi, e permettono al NMWA di essere un\u2019istituzione davvero globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Associazione italiana Amici del National Museum of Women in the Arts \u00e8 stata costituita a Milano nel 2004, grazie all\u2019impegno del fondatore e primo presidente Vittorio Mosca, con lo scopo di sostenere la mission del NMWA sul territorio italiano: valorizzazione e promozione della creativit\u00e0 femminile, supporto formativo, comunicazione degli aspetti sinergici tra il National Museum of Women in the Arts e la realt\u00e0 museale italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Negli intenti dell\u2019Associazione figurano iniziative di ricerca che mettano in luce i talenti femminili nell\u2019ambito del patrimonio artistico,<\/strong> sia storico che contemporaneo, attraverso l\u2019organizzazione di incontri d\u2019arte, visite guidate a mostre ed esposizioni, conferenze, conversazioni con artiste, storici dell\u2019arte e rappresentanti del mondo dello spettacolo e dell\u2019editoria, ma anche serate conviviali all\u2019insegna della creativit\u00e0 femminile.<br \/>\nPer promuovere e sostenere la formazione femminile nelle arti e nei mestieri d\u2019arte, vi sono progetti di sostegno per le artiste, oltre alla comunicazione, tutela e conservazione della loro opera.<\/p>\n<p>::::::::::::::::::<\/p>\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong>30 Maggio 2020 al 26 Luglio 2020<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>ARCORE | MILANO<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">Villa Borromeo d\u2019Adda<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">\u00a0Largo V. Vela 1<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Orari:<\/span>\u00a0su prenotazione sabato e domenica dalle 14.30 alle 17.30 (ultimo ingresso). Apertura straordinaria marted\u00ec 2 giugno dalle 14.30 alle 17.30 (ultimo ingresso)<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Curatori:<\/span>\u00a0Simona Bartolena<\/p>\n<p><span class=\"lato\">COSTO DEL BIGLIETTO:<\/span>\u00a0<strong>\u20ac 7,00<\/strong><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Enti prom.:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<div>Comune di Arcore<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>Con il patrocinio di Regione Lombardia e Italy Committee Washington National Museum of Women in the Arts<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carla Maria Maggi a Villa Borromeo &#8211; Arcore ( Monza e della Brianza ), <a href=\"http:\/\/www.villeaperte.info\">www.villeaperte.info<\/a> &#8211;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;artista donna obbligata dal marito a lasciare l&#8217;arte Carla Maria Maggi &#8211; L&#8217;artista ritrovata Grande talento e raffinata sensibilit\u00e0 Carla Maria Maggi ad Arcore (<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":82746,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,24,15],"tags":[20939],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82743"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=82743"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82743\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82757,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82743\/revisions\/82757"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/82746"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=82743"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=82743"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=82743"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}