{"id":83282,"date":"2020-07-27T17:35:44","date_gmt":"2020-07-27T15:35:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=83282"},"modified":"2020-07-27T17:35:44","modified_gmt":"2020-07-27T15:35:44","slug":"cultura-a-milano-fondazione-nicola-trussardi-programma-autunno-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=83282","title":{"rendered":"\u00a0Cultura a Milano &#8211; Fondazione Nicola Trussardi\u00a0programma autunno 2020"},"content":{"rendered":"<h4><strong>Dal 22 settembre al 25 ottobre 2020<\/strong>, ogni giorno, cantanti professionisti si alterneranno<\/h4>\n<p>all\u2019organo della Chiesa di San Carlo al Lazzaretto per sei ore al giorno \u2013 detta anche San Carlino &#8211; Milano<\/p>\n<h4 class=\"null\"><strong>FONDAZIONE NICOLA TRUSSARDI<\/strong><br \/>\nannuncia<\/h4>\n<p><strong>RAGNAR KJARTANSSON<\/strong><br \/>\n<strong>The Sky in a Room<\/strong><\/p>\n<p><strong>a cura di Massimiliano Gioni<\/strong><\/p>\n<p>22 settembre \u2013 25 ottobre 2020<br \/>\nChiesa di San Carlo al Lazzaretto<br \/>\nLargo fra\u2019 Paolo Bellintani\u00a01,\u00a0Milano<\/p>\n<p><strong>AUDIZIONI PER MUSICISTI E CANTANTI<\/strong><br \/>\nPer maggiori informazioni\u00a0scrivere a\u00a0Barbara Roncari br@fondazionenicolatrussardi.com<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>Per l\u2019autunno 2020<\/strong>\u00a0la\u00a0<strong>Fondazione Nicola Trussardi<\/strong>\u00a0presenta\u00a0<strong><em>The Sky in a Room<\/em><\/strong>\u00a0dell\u2019artista islandese\u00a0<strong>Ragnar Kjartansson\u00a0<\/strong>(Reykjav\u00edk, 1976).\u00a0Il\u00a0<strong>progetto<\/strong>, pensato per la\u00a0<strong>Chiesa di San Carlo al Lazzaretto<\/strong>\u00a0di Milano, \u00e8 stato concepito in seguito al difficile periodo di quarantena che ha segnato la vita pubblica e privata di milioni di italiani, in particolare dei cittadini della Lombardia: ancora una volta un intervento dalla forte valenza simbolica, voluto dalla Presidente Beatrice Trussardi e dal Direttore Artistico Massimiliano Gioni nel diciottesimo anno di attivit\u00e0 nomade della Fondazione Nicola Trussardi, per entrare in dialogo con la storia passata e recente della citt\u00e0 di Milano.<\/p>\n<p><strong>Dal 22 settembre al 25 ottobre 2020<\/strong>, ogni giorno, cantanti professionisti si alterneranno, uno alla volta, all\u2019organo della Chiesa di San Carlo al Lazzaretto \u2013 detta anche San Carlino \u2013 per eseguire un etereo arrangiamento della celebre canzone di Gino Paoli,\u00a0<strong><em>Il cielo in una stanza<\/em><\/strong>, che si ripeter\u00e0 ininterrottamente per sei ore al giorno, come una ninna nanna infinita.<\/p>\n<p>\u201c<em>Il cielo in una stanza<\/em>\u00a0\u00e8 l&#8217;unica canzone che conosco che rivela una delle caratteristiche fondamentali dell&#8217;arte: la sua capacit\u00e0 di trasformare lo spazio.&#8221; spiega l&#8217;artista. &#8220;In un certo senso, \u00e8 un&#8217;opera concettuale. Ma \u00e8 anche u<strong>na celebrazione del potere dell&#8217;immaginazione \u2013 infiammata dall&#8217;amore \u2013 di trasformare il mondo attorno a noi<\/strong>. \u00c8 una poesia che racconta di come l&#8217;amore e la musica possano espandere anche lo spazio pi\u00f9 piccolo, fino ad abbracciare il cielo e gli alberi&#8230; <strong>L&#8217;amore sa leggere ci\u00f2 che \u00e8 scritto sulla stella pi\u00f9 lontana, diceva Oscar Wilde.\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le opere di\u00a0Ragnar Kjartansson\u00a0\u2013 che alternano video, performance, musica e pittura<\/strong> \u2013 sono caratterizzate da un senso di profonda malinconia e sono spesso ispirate alla tradizione del teatro e della letteratura nordica del Novecento, con riferimenti che si possono ricondurre all\u2019opera di\u00a0Tove Janson, Halld\u00f3r Laxness, Edvard Munch e August Strindberg, tra gli altri.<\/p>\n<p>Cresciuto all\u2019interno di un contesto artistico e musicale colto \u2013 i genitori sono attori teatrali di successo, la madrina \u00e8 una cantante folk professionista \u2013 ancora adolescente Kjartansson intraprende la carriera di musicista con diversi gruppi, tra cui i Kanada, i K\u00f3s\u00fd, e i Trabant, con cui gira in tourn\u00e9e sia in Islanda sia a livello internazionale. Dal 2007 si dedica interamente alle arti visive, ma i rapporti con la musica e con il teatro \u2013 come strumenti espressivi e universi sentimentali \u2013 restano centrali in molte sue opere.\u00a0In particolare, la ripetizione di suoni e gesti \u00e8 un elemento fondamentale nelle sue composizioni e coreografie, che sono state spesso descritte come forme di meditazione e di riflessione nelle quali ritornelli, frasi e arie musicali sono trasformate in litanie toccanti e mantra ipnotici.<\/p>\n<p>Dopo mesi trascorsi nello spazio chiuso delle proprie abitazioni, accanto ai propri cari o, pi\u00f9 tristemente, lontani dai familiari e dagli affetti \u2013 rendendosi conto della propria solitudine e soffrendo per le persone perse nella lotta contro la pandemia \u2013 <strong>la performance di Kjartansson pu\u00f2 essere letta come un poetico memoriale contemporaneo: un inusuale monumento e un\u2019orazione civile in ricordo dei dolorosi mesi passati a immaginare il cielo in una stanza e a sognare nuovi modi<\/strong> per stare insieme e per combattere la solitudine e l\u2019isolamento.<\/p>\n<p><strong><em>The Sky in a Room\u00a0<\/em><\/strong>\u2013 performance inizialmente commissionata da Artes Mundi e dal National Museum of Wales di Cardiff, con il supporto del Derek Williams Trust e dell&#8217;ArtFund \u2013\u00a0per questa presentazione\u00a0verr\u00e0 messa in scena nella <strong>Chiesa di San Carlo al Lazzaretto, un luogo la cui storia \u00e8 intimamente legata a precedenti epidemie, dalla peste del 1576 a quella del 1630,<\/strong> resa celebre da\u00a0<strong><em>I promessi sposi\u00a0<\/em>di Alessandro Manzoni<\/strong> che cita in pi\u00f9 occasioni il Lazzaretto nel romanzo e vi ambienta uno dei capitoli pi\u00f9 noti.<\/p>\n<p>Concepita inizialmente come un altare da campo nel centro del Lazzaretto edificato dall\u2019architetto Lazzaro Palazzi, la chiesa venne progettata da Pellegrino Tibaldi su commissione del cardinale Carlo Borromeo nel 1576. <strong>Originariamente aperta su tutti i lati cos\u00ec che i malati potessero assistere alle funzioni rimanendo all\u2019esterno, la chiesa \u00e8 stata poi trasformata dall\u2019architetto Giuseppe Piermarini a cavallo tra Settecento e Ottocento<\/strong>. Sopravvissuta alle trasformazioni di quasi cinque secoli, San Carlino \u00e8 un luogo che racconta la storia di Milano e dei suoi cittadini attraverso stratificazioni profonde.<br \/>\nNel 2017 la chiesa \u00e8 stata oggetto di un restauro completo finanziato dalla Fondazione Rocca in ricordo di Roberto Rocca<\/p>\n<p><strong><em>The Sky in a Room<\/em><\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>Ragnar Kjartansson\u00a0<\/strong>fa parte di una serie di progetti realizzati dal 2013 dalla Fondazione Nicola Trussardi: mostre temporanee, incursioni, performance e interventi pop-up che hanno portato a Milano artisti internazionali tra cui Ibrahim Mahama, Jeremy Deller, Sarah Lucas, Gelitin, Darren Bader e Stan VanDerBeek.<\/p>\n<p>La Fondazione Nicola Trussardi \u00e8 un\u2019istituzione no profit privata, un museo nomade per la produzione e la diffusione dell\u2019arte contemporanea in contesti molteplici e attraverso i canali pi\u00f9 diversi, che nasce a Milano nel 1996. Le sue attivit\u00e0 sono rese possibili grazie alla generosit\u00e0 delle socie fondatrici e di un gruppo di sostenitrici e sostenitori che ne supporta i progetti.<br \/>\nCon\u00a0<em>The Sky in a Room<\/em>\u00a0continua cos\u00ec il percorso intrapreso dalla Fondazione nel 2003, per portare l\u2019arte contemporanea nel cuore della citt\u00e0 di Milano, riscoprendo e valorizzando luoghi dimenticati o insoliti. Dopo importanti mostre personali tra cui quelle di Allora &amp; Calzadilla, Pawel Althamer, Maurizio Cattelan, Tacita Dean, Michael Elmgreen &amp; Ingar Dragset, Urs Fischer, Peter Fischli e David Weiss, Paul McCarthy, Paola Pivi, Pipilotti Rist, Anri Sala e Tino Sehgal e le due grandi mostre a tema\u00a0<em>La Grande Madre<\/em>\u00a0(2015) e\u00a0<em>La Terra Inquieta<\/em>\u00a0(2017).<\/p>\n<div><\/div>\n<p><strong>Ragnar Kjartansson<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Reykjav\u00edk nel 1976, Ragnar Kjartansson \u00e8 uno degli artisti contemporanei pi\u00f9 noti della sua generazione. Negli ultimi dieci anni il suo lavoro \u00e8 stato celebrato dai pi\u00f9 importanti musei internazionali.<br \/>\nNel 2019 \u00e8 stato uno degli artisti pi\u00f9 giovani ad avere una mostra personale al Metropolitan Museum di New York. Ha esposto due volte alla Biennale di Venezia, dove ha anche rappresentato l\u2019Islanda nella partecipazione ufficiale del 2009, e ha presentato il suo lavoro all\u2019Hangar Bicocca di Milano, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e all\u2019\u00a0EX3 di Firenze, oltre che al New Museum di New York, il Kunstmuseum di Stoccarda, il Palais de Tokyo di Parigi, il Barbican di Londra e la Carnegie di Pittsburgh.<br \/>\nKjartansson ha vinto prestigiosi premi tra cui nel 2019 l\u2019Ars Fennica Award e nel 2011 il Performa Malcolm McLaren Award.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">#TheSkyInARoom<br \/>\n#FondazioneNicolaTrussardi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 22 settembre al 25 ottobre 2020, ogni giorno, cantanti professionisti si alterneranno all\u2019organo della Chiesa di San Carlo al Lazzaretto per sei ore al<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":83287,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,2730,358],"tags":[21072],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83282"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=83282"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83282\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83286,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/83282\/revisions\/83286"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/83287"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=83282"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=83282"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=83282"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}