{"id":85239,"date":"2020-09-06T17:28:46","date_gmt":"2020-09-06T15:28:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=85239"},"modified":"2020-09-07T17:52:53","modified_gmt":"2020-09-07T15:52:53","slug":"arte-ad-ascona-alexei-jawlensky-e-marianne-werefkin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=85239","title":{"rendered":"Arte ad Ascona &#8211; Alexei Jawlensky e Marianne Werefkin"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_85245\" aria-describedby=\"caption-attachment-85245\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-672-Marianne-Werefkin-Il-danzatore-1900-particolare.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-85245\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-672-Marianne-Werefkin-Il-danzatore-1900-particolare-300x166.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-672-Marianne-Werefkin-Il-danzatore-1900-particolare-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-672-Marianne-Werefkin-Il-danzatore-1900-particolare-542x300.jpg 542w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-672-Marianne-Werefkin-Il-danzatore-1900-particolare.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-85245\" class=\"wp-caption-text\">Marianne-Werefkin-Il-danzatore-1900-particolare<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_85243\" aria-describedby=\"caption-attachment-85243\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-78y.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-85243\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-78y-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-78y-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-78y-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-78y.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-85243\" class=\"wp-caption-text\">Marianne Werefkin, Atmosfera tragica, 1910<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-550-Werefkin-Domenica-primaverile-1907-particolare.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-85244\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-550-Werefkin-Domenica-primaverile-1907-particolare-300x217.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-550-Werefkin-Domenica-primaverile-1907-particolare-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-550-Werefkin-Domenica-primaverile-1907-particolare-415x300.jpg 415w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-550-Werefkin-Domenica-primaverile-1907-particolare.jpg 550w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em><strong>Alexei Jawlensky e Marianne Werefkin <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Compagni di vita<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ascona &#8211; Svizzera<\/p>\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong>20 Settembre 2020 &#8211; 10 Gennaio 2021<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sino al 10 gennaio 2021, il Museo d\u2019Arte Moderna di Ascona (Svizzera) ospita una importante retrospettiva che approfondisce il rapporto tra Alexej Jawlensky (1864-1941) e Marianne Werefkin (1860-1938)<\/strong>\u00a0che, individualmente e in coppia, hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo dell\u2019arte nel primo Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per la prima volta, la mostra mette a confronto queste due originali figure di artisti, attraverso 100 opere<\/strong>\u00a0che ripercorrono le carriere di entrambi, in un arco temporale che dalla fine dell\u2019Ottocento, giunge fino agli anni trenta del XX secolo, ponendo particolare attenzione alla loro relazione privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna, curata da Mara Folini, direttrice del Museo d\u2019Arte di Ascona, \u00e8 la terza e ultima tappa di un itinerario che ha toccato due delle maggiori istituzioni tedesche per l\u2019arte espressionista, come lo St\u00e4dtische Museum im Lenbachhaus di Monaco e il Museum Wiesbaden.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto estremamente complesso che ha legato Alexei Jawlensky e Marianne Werefkin si \u00e8 sviluppato tra il 1892 e il 1921,<strong> dagli esordi a San Pietroburgo, a Monaco di Baviera (1896),<\/strong> citt\u00e0 che li vide al centro del dibattito artistico internazionale dell\u2019epoca, come <strong>fondatori della Nuova Associazione degli Artisti di Monaco (1909)<\/strong>, premessa alla nascita del Blaue Reiter (1910) e della rivoluzionaria arte astratta del loro amico <strong>e compatriota Vassilj Kandinsky,<\/strong> alla quale Marianne Werefkin seppe dare fondamento teorico nei suoi scritti, fino agli anni trascorsi in Svizzera, in particolare <strong>nel borgo di Ascona, dove la stessa Werefkin fu attivissima in ambito culturale,<\/strong> nel partecipare alla fondazione del Museo Comunale (1922) e dell\u2019Associazione artistica Der Grosse B\u00e4r (1924).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due sono stati <strong>molto pi\u00f9 di una semplice coppia d\u2019artisti, profondamente connessi dal punto di vista emotivo:<\/strong> sembravano dipendenti l\u2019uno dall\u2019altra, compagni di vita, legati in una <strong>\u201crelazione d\u2019amore eroticamente platonica\u201d<\/strong> (com\u2019ebbe modo di sottolineare Lily, la moglie di Paul Klee), che in realt\u00e0 nascondeva il disagio di una donna che, pur di affermarsi in un mondo declinato al maschile, decise di reprimere la sua femminilit\u00e0 in nome dell\u2019arte come missione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il percorso espositivo segue la linea cronologica della loro liaison, iniziata nella primavera del 1892,<\/strong> per il tramite del <strong>loro comune maestro Ilya Repin, uno dei pi\u00f9 importanti realisti russi,<\/strong> sostenitore di un\u2019arte che emancipasse il popolo russo e <strong>\u201cportatore\u201d in patria del chiaroscuro di Rembrandt;<\/strong> Repin fu per Marianne Werefkin una figura decisiva, prima del suo trasferimento in Germania, come ne \u00e8 prova il suo Autoritratto del 1893, una delle rare testimonianze di questa sua iniziale fase creativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Abbandonato l\u2019ambiente russo artisticamente conservatore e limitante,<\/strong> la coppia si trasferisce a <strong>Monaco di Baviera nell\u2019autunno 1896,<\/strong> per ricominciare su nuove basi e stimoli, affiancata da grandi personalit\u00e0 dell\u2019arte quali <strong>Wassily Kandinsky, Paul Klee, Alfred Kubin, Gabriele M\u00fcnter, Franz Marc, Agust Macke e altri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il periodo nel quale <strong>Marianne Werefkin smise di dipingere<\/strong> e, invece d\u2019inseguire una personale gloria artistica, <strong>si dedic\u00f2 alla promozione del talento di Jawlensky.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrisse lei stessa:<strong> \u201cCosa potrei ottenere lavorando, seppure in maniera mirabile?<\/strong> Qualche opera che forse non sar\u00e0 male. (\u2026) Se non dipingo <strong>e mi dedico interamente a ci\u00f2 in cui credo, vedr\u00e0 la luce l\u2019unica vera opera, l\u2019espressione della fede artistica, e per l\u2019arte sar\u00e0 una vera conquista<\/strong>. Per questo vale la pena di aver vissuto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono anni in cui molte artiste riflettono sulla loro identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019epoca, infatti,<strong> i loro contributi godevano di scarsa attenzione da parte del pubblico,<\/strong> poco incline a riconoscere loro una necessaria originalit\u00e0 e creativit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo volontario esonero dur\u00f2 un decennio. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A interromperlo fu il progressivo guastarsi del rapporto tra i due, dovuto all\u2019ingresso di un\u2019altra donna<\/strong>, la loro domestica Helena Nesnakomova, con la quale Jawlensky aveva intessuto una relazione amorosa e dalla quale nacque nel 1902 il figlio Andreas; a questo si aggiunse la scelta di Jawlensky di perseguire una nuova strada artistica, diversa da quella prospettata da Werefkin, nel suo ruolo di guida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ritrovata la fiducia nei suoi mezzi espressivi, nel 1906 Werefkin ricominci\u00f2 a dipingere<\/strong> e pass\u00f2 a una <strong>pittura a tempera gi\u00e0 scevra da stilemi post-impressionisti alla Van Gogh<\/strong> (ancora presenti invece nella pittura di Jawlensky e in quella degli amici Kandinsky e M\u00fcnter), e che si <strong>richiamava invece a Gauguin e ai Nabis<\/strong>, nello sperimentare le tecniche pi\u00f9 diverse \u2013 <strong>gouache, pastelli, carboncini, gessetti, penne e matite<\/strong> \u2013 mescolandole in campiture di colore contrastanti, verso una composizione ritmica, seriale, avvolgente e perlopi\u00f9 visionaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono opere che dimostrano quanto Marianne Werefkin fosse l\u2019antesignana di quel nuovo linguaggio espressionista che prende forma, fin dal 1907, nelle sue opere e nei suoi<strong> numerosissimi quanto febbrili schizzi,<\/strong> e che porta come suo contributo nei fertili soggiorni di Murnau (1908, 1909), cittadina delle Prealpi bavaresi, ricordati dalla critica come i pi\u00f9 significativi per la svolta astratta di Kandinsky.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei quadri successivi al 1906 si notano tutte le peculiarit\u00e0 che continueranno a caratterizzare l\u2019opera di Marianne Werefkin, come la <strong>simbolica e opprimente atmosfera di fondo (Stimmung), o gli scenari fantastici dominati<\/strong> da un carattere visionario e lirico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista stilistico, tutti questi lavori testimoniano quanto Werefkin avesse fatta sua la lezione dei sintetisti francesi, imbastendo le sue opere in composizioni bidimensionali <strong>tendenzialmente geometriche e seriali<\/strong> (ellissi, file prospettiche accorciate, linearit\u00e0 sinuose che a volte si spezzano), grazie all\u2019uso\u00a0sapiente dell\u2019\u00e0 plat e del cloisonn\u00e9, <strong>nello stile pi\u00f9 classico di Paul Gauguin e poi dei Nabis<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esemplari a tal proposito Autunno-Scuola (1907), Birreria all\u2019aperto (1907), Pomeriggio domenicale (1908), Il danzatore Aleksandre Sakharov (1909), I pattinatori (1911).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto a <strong>Jawlensky,<\/strong> il suo primo decennio a Monaco aveva evidenziato quanto <strong>il colore fosse il suo mezzo espressivo per eccellenza; una cifra che lo accompagn\u00f2 gi\u00e0 nel periodo prebellico, con la serie delle pastose teste<\/strong> colorate che sublimer\u00e0 in quelle Mistiche (dal 1914), per poi arrivare a quelle ieratiche e cupe delle Meditazioni, negli ultimi anni di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Allo scoppio della prima guerra mondiale, i due furono costretti a riparare nella neutrale Svizzera;<\/strong> dapprima a Saint Prex sul lago Lemano (1914), poi a Zurigo (1917) e infine ad Ascona (1918).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la prima volta <strong>conobbero la povert\u00e0 e vivendo di stenti e da esiliati senza patria.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rimarranno\u00a0insieme per altri sei anni,<\/strong> nonostante le loro strade avessero ormai preso, dal punto di vista sentimentale e artistico, direzioni diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Jawlensky fece il grande salto verso un\u2019astrazione lirica<\/strong> <strong>e mistica<\/strong> che culminer\u00e0 infine nelle sempre pi\u00f9 radicali, <strong>perentorie croci buie<\/strong> della sua tarda produzione a Wiesbaden (1921-1938), dove si era trasferito nel 1921, <strong>abbandonando Werefkin ad Ascona.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marianne<\/strong> Werefkin continuer\u00e0 lungo la strada di un espressionismo pi\u00f9 radicale, nell\u2019<strong>enfatizzare sempre pi\u00f9 le forme in moti vorticosi, vitalistici,<\/strong> che coincidono con un recupero di quesiti pi\u00f9 esistenziali e terreni, tra il visionario e l\u2019aneddotico, per trovare infine, negli ultimi anni della sua vita, un\u2019intima riconciliazione con il mondo, grazie al suo <strong>rinnovato interesse per l\u2019amore francescano di cui Ascona,<\/strong> patria di accoglienza d\u2019artisti, assurger\u00e0 a simbolo cosmico di una pace interiore a lungo agognata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiude idealmente il percorso una sezione dedicata alle opere di Andreas Jawlensky, figlio di Alexej ed Helena Nesnakomova, che proprio in Svizzera ha trovato la sua maturit\u00e0 artistica, coltivata al cospetto di suo padre e di Marianne Werefkin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna \u00e8 il frutto di una felice collaborazione tra il Museo d\u2019Arte Moderna di Ascona con lo St\u00e4dtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco e il Museum Wiesbaden, senza dimenticare l\u2019apporto dell\u2019Archivio Jawlensky di Muralto e della Fondazione Marianne Werefkin di Ascona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accompagnano la mostra tre cataloghi edizioni Prestel, in italiano, tedesco e inglese.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>__________________<\/p>\n<p><strong>ASCONA | CH<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">Museo Comunale d\u2019Arte Moderna<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">via Borgo 34<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Tel.<\/span>\u00a0+41 (0)91 759 81 40<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"mailto:museo@ascona.ch?subject=Richiesta%20informazioni.\">museo@ascona.ch<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.museoascona.ch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.museoascona.ch<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alexei Jawlensky e Marianne Werefkin Compagni di vita Ascona &#8211; 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