{"id":86014,"date":"2020-09-23T20:24:06","date_gmt":"2020-09-23T18:24:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=86014"},"modified":"2020-09-23T20:24:06","modified_gmt":"2020-09-23T18:24:06","slug":"arte-a-lucca-marco-angelini-e-andrea-pinchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=86014","title":{"rendered":"Arte a Lucca &#8211; Marco Angelini e Andrea Pinchi"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_86017\" aria-describedby=\"caption-attachment-86017\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-M_Angelini_origin-2018_Untitled_cm70x50_mixed-technique-on-canvas.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-86017\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-M_Angelini_origin-2018_Untitled_cm70x50_mixed-technique-on-canvas-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-M_Angelini_origin-2018_Untitled_cm70x50_mixed-technique-on-canvas-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-M_Angelini_origin-2018_Untitled_cm70x50_mixed-technique-on-canvas-1024x732.jpg 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-M_Angelini_origin-2018_Untitled_cm70x50_mixed-technique-on-canvas-768x549.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-M_Angelini_origin-2018_Untitled_cm70x50_mixed-technique-on-canvas-420x300.jpg 420w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-M_Angelini_origin-2018_Untitled_cm70x50_mixed-technique-on-canvas.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-86017\" class=\"wp-caption-text\">M_Angelini_origin-2018_Untitled_cm70x50_mixed-technique-on-canvas<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #993300;\">MARCO ANGELINI E ANDREA PINCHI<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #993300;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u201cLA TENSIONE ASTRATTA DEI SEGNI\u201d<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>a cura di Raffaella Salato<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;immaginario simbolico dei due artisti romani a confronto\u00a0nel Lu.C.C.A. Lounge&amp;Underground dal 29 settembre al 18 ottobre 2020<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Reinventare il linguaggio attraverso un codice del tutto personale che risponde a esigenze estetiche ed emozionali pi\u00f9 che funzionali. \u00c8 in fondo questo il gioco \u201cserio\u201d che gli artisti Marco Angelini e Andrea Pinchi si divertono ad affrontare nella bi-personale dal titolo \u201cLa tensione astratta dei segni\u201d, a cura di Raffaella Salato, che aprir\u00e0 i battenti marted\u00ec 29 settembre 2020 nel Lu.C.C.A. Lounge&amp;Underground. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra, a ingresso libero fino al 18 ottobre 2020, \u00e8 patrocinata dal Comune di Lucca con il sostegno di Deva Connection. Sabato 3 ottobre 2020 alle ore 17 si terr\u00e0 l&#8217;inaugurazione ufficiale alla presenza degli artisti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In semiotica, il segno \u00e8 definito \u201cqualcosa che sta per qualcos&#8217;altro, a qualcuno in qualche modo\u201d. Parte da qui il lavoro di Angelini e di Pinchi, che si concentrano non tanto sui segni naturali \u2013 che non sono stati creati per significare qualcosa, ma che rimandano ad altri oggetti \u2013 o sui segni artificiali \u2013 creati per la comunicazione e quindi per trasmettere un concetto \u2013, bens\u00ec su un&#8217;altra categoria di segni. Come spiega la curatrice Raffaella Salato, l&#8217;esposizione \u00abintende dare un\u2019interpretazione nuova ed originale di quella categoria di conoscenza dei segni che \u2013 secondo la teoria di Charles Sanders Peirce \u2013 viene definita dei &#8216;segni simbolici&#8217; o &#8216;codici&#8217;. Nel caso dei segni simbolici o codici, infatti, la relazione esistente tra significato e significante \u00e8 arbitraria, al contrario di quanto accade in presenza di segni iconici (in cui il significante \u00e8 simile al significato) o segni indicali (in cui vi \u00e8 una connessione fisica tra significante e significato)\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ognuno degli artisti rappresenta questi segni utilizzando il proprio personale e originale mezzo espressivo. \u00abLe tele di Angelini, scampoli di stoffa e acrilico, di varie dimensioni \u2013 spiega la curatrice \u2013, riducono a grado zero la scrittura, reinventandone una inedita attraverso l\u2019arte. Una scrittura fluida, aperta, plasmabile ed interpretabile; un codice che non contiene in s\u00e9 le risposte (significato), bens\u00ec genera domande sempre diverse a seconda dell\u2019occhio di chi lo guarda.\u00bb Pinchi arriva invece a ideare il suo universo semantico, il\u00a0<em>Pincbau<\/em>. \u00abAttraverso alcuni espedienti espressivi a lui cari \u2013 sottolinea Raffaella Salato \u2013, come il &#8216;cuorefreccia&#8217; declinato in varie maniere e con materiali molto diversi fra loro, Pinchi mette in scena una propria personale narrazione, che \u2013 grazie alla sapienza tecnica e all\u2019equilibrio plastico delle sue opere \u2013 d\u00e0 vita ad una comunicazione d\u2019autore dal sapore iconico e dall\u2019appeal teatrale.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, la mostra vuole essere un inno alla comunicazione non verbale in tutte le sue forme e in particolare alla libert\u00e0 rivoluzionaria dell&#8217;arte nell\u2019atto comunicativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note biografiche di Marco Angelini\u00a0<\/strong><br \/>\nNato a Roma nel 1971, vive e lavora tra Roma e Varsavia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere di Angelini fanno parte di diverse collezioni private, tra cui quella della Fondazione Roma. Ha realizzato varie mostre personali a Roma, Milano, Varsavia, Cracovia, Londra, Bratislava, e partecipato a collettive a New York, Washington DC, Tel Aviv, Varsavia, Zamo\u015b\u0107, Stettino, Monaco di Baviera, Essen, Londra, Bruxelles, Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si segnalano: la partecipazione nel 2011 alla 54\u00b0 Biennale di Venezia (Padiglione Italia nel mondo) con il supporto dell\u2019Istituto Italiano di Cultura di Varsavia;\u00a0<em>Speculum<\/em>, nel 2015, a Roma presso il Museo Carlo Bilotti; la partecipazione a Stettino nel 2016 al Festival di arte contemporanea 11. MFSW inSPIRACJE \/ Oksydan; l\u2019installazione\u00a0<em>Solchi Urbani<\/em>\u00a0al Museion di Bolzano nel 2017 (Passage di Museion);\u00a0<em>Lo spazio del sacro<\/em>, al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza di Roma nel 2018;\u00a0<em>La memoria delle forme<\/em>, nel 2019, organizzata dall\u2019Ambasciata d\u2019Italia e l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Algeri, in collaborazione con il Ministero della Cultura presso il museo Bastion 23 &#8211; Palais des Ra\u00efs di Algeri. \u00c8 rappresentato ad Abu Dhabi da Novus Art Gallery.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note biografiche di Andrea Pinchi\u00a0<\/strong><br \/>\nNasce nel 1967 in una famiglia di noti maestri organari. Inizia a dipingere da bambino con Nereo Ferraris (1911-1975).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo mondo \u00e8 quello che Maurizio Coccia ha definito il\u00a0<em>Pincbau<\/em>, ovvero la costruzione di opere attraverso il riutilizzo dei materiali provenienti da antichi organi musicali o ispirato all\u2019esperienza maturata in famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2014 decide di lasciare definitivamente l&#8217;arte organaria per dedicarsi a tempo pieno alla sua attivit\u00e0 di artista trasferendosi a Roma nel gi\u00e0 avviato studio di Piazza Campitelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 2011 ad oggi ha esposto a Bari, Basilea, Bruxelles, Como, Firenze, Foligno, Madrid, Milano, Osaka, Perugia, Prato, Roma, Spoleto, Treviso, Verona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sue opere sono in Fondazioni e Collezioni private a Bari, Basilea, Bonn, Bruxelles, Dubai, Firenze, Foligno, Genova, Liegi, Madrid, Milano, New York, Padova, Pisa, Roma, Spoleto, Teheran e Tenerife. Vive e lavora tra Roma e Bienne (Svizzera).<\/p>\n<p><strong>MOSTRA:<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cMARCO ANGELINI E ANDREA PINCHI. LA TENSIONE ASTRATTA DEI SEGNI\u201d\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong><em>a cura di Raffaella Salato<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Lu.C.C.A. Lounge&amp;Underground<br \/>\ndal 29 settembre al 18 ottobre 2020<\/p>\n<p><strong>orario mostra:<\/strong><br \/>\nda marted\u00ec a venerd\u00ec ore 14-18; sabato e domenica 11-19; chiuso luned\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p><u>Inaugurazione<\/u><u>\u00a0alla presenza degli artisti sabato 3 ottobre 2020 ore 17<\/u><\/p>\n<p><strong>Per info:\u00a0<\/strong><br \/>\nLu.C.C.A. \u2013 Lucca Center of Contemporary Art Via della Fratta, 36 \u2013 55100 Lucca<br \/>\ntel. +39 0583 492180\u00a0\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.luccamuseum.com\/\">www.luccamuseum.com<\/a>\u00a0\u00a0<a>info@luccamuseum.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MARCO ANGELINI E ANDREA PINCHI \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u201cLA TENSIONE ASTRATTA DEI SEGNI\u201d a cura di Raffaella Salato L&#8217;immaginario simbolico dei due artisti romani a<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":86016,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86014"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=86014"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86014\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86018,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86014\/revisions\/86018"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/86016"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=86014"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=86014"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=86014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}