{"id":86104,"date":"2020-09-25T17:44:49","date_gmt":"2020-09-25T15:44:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=86104"},"modified":"2020-09-25T18:23:06","modified_gmt":"2020-09-25T16:23:06","slug":"arte-a-merano-the-design-of-collaboration","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=86104","title":{"rendered":"Arte a Merano &#8211; The design of collaboration"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-100-the-design-collaboration-mostra.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-86106\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-100-the-design-collaboration-mostra-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-100-the-design-collaboration-mostra-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-100-the-design-collaboration-mostra-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Arte-100-the-design-collaboration-mostra.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"copyright\">\u00a9 2019 Studio Other Spaces \/ Ph. S\u00f8ren Gammelmark \/ Commissioned by: Morten Kirk Johansen<\/span>\u00a0|\u00a0<span class=\"didascalia\">Studio Other Spaces, Lyst Restaurant, 2019, Vejle, Denmark<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ARTE E ARCHITETTURA<\/p>\n<h4 class=\"francois-one editor-title\" style=\"text-align: justify;\">SEBASTIAN BEHMANN | OLAFUR ELIASSON. THE DESIGN OF COLLABORATION. STUDIO OTHER SPACES (SOS), BERLIN<\/h4>\n<p><span class=\"lato\">Curatore:<\/span>\u00a0Christiane Rekade<\/p>\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong>Dal 19 Settembre 2020 al 17 Gennaio 2021<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>MERANO | BOLZANO<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 19 settembre 2020 al 17 gennaio 2021, KUNST MERAN MERANO ARTE ospiter\u00e0 la prima mostra in uno spazio pubblico italiano dello Studio Other Spaces (SOS)<\/strong>\u00a0studio d\u2019arte e di architettura fondato nel 2014 dall\u2019artista danese\u00a0<strong>OLAFUR ELIASSON\u00a0<\/strong>(Copenhagen, 1967)\u00a0e dall\u2019architetto tedesco\u00a0<strong>SEBASTIAN BEHMANN<\/strong>\u00a0(Hannover, 1969).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione, curata da Christiane Rekade, presenter\u00e0 una serie di progetti, modelli, prototipi, oggetti e altro, in grado di fornire una panoramica completa delle ricerche svolte dallo Studio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver collaborato per diversi anni allo\u00a0Studio Olafur Eliasson, la nuova realt\u00e0 di\u00a0SOS\u00a0ha portato i due fondatori a esplorare nuove <strong>modalit\u00e0 di progettazione degli spazi e a sondare i confini dell\u2019arte e dell\u2019architettura<\/strong> attraverso un approccio sperimentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Merano, Olafur Eliasson e Sebastian Behmann hanno formulato una nuova, sostenibile e particolarmente attuale presentazione dei loro lavori, diversa dalle modalit\u00e0 espositive classicamente dedicate all\u2019architettura, che possa rappresentare quei processi d\u2019indagine formale, di ricerca, di sviluppo digitale, ma anche di discussione tra diversi soggetti coinvolti, che caratterizzano le opere dello Studio Other Spaces.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia che si tratti d\u2019<strong>idee architettoniche sperimentali, sia di opere d\u2019arte pensate per spazi pubblici,<\/strong> lo Studio Other Spaces parte sempre da un\u2019analisi degli ambienti e delle presenze circostanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elementi naturali &#8211; come piante o fattori climatici &#8211; prodotti artigianali, collaborazioni con esperti locali o materiali disponibili in loco, possono essere fonti d\u2019ispirazione per la progettazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra intende restituire questi aspetti chiave e il ruolo che essi giocano, a partire dalla loro struttura e dagli ambiti tematici in cui si inseriscono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna \u00e8 divisa in due sezioni, tutte dedicate al tema della collaborazione:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">un archivio digitale permetter\u00e0 ai visitatori, tramite proiezioni VR, di muoversi virtualmente all\u2019interno degli ambienti e degli spazi esterni del <strong>Meles Zenawi Memorial Park ad Addis Abeba<\/strong>\u00a0(2013-2020), un progetto nato dalla collaborazione tra Berlino e la capitale etiope.<\/li>\n<li><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Questo parco \u00e8 dedicato alla memoria della storia recente, ma anche alle prospettive future del paese africano e in particolare alla figura del primo ministro Meles Zenawi, ed \u00e8 pensato come un ampio paesaggio da esplorare a piedi. A partire da una stretta collaborazione con artigiani, designer, ingegneri, architetti e artisti locali, lo Studio Other Spaces ha sviluppato metodi per coniugare forme e materiali dell\u2019architettura locale con la propria concezione dello spazio e della luce.<\/li>\n<li><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">La seconda parte della mostra \u00e8 riservata alla produzione, ai processi di ricerca formale e alle ricerche sui materiali svolte dallo studio. I metodi di lavoro sperimentali e di dialogo di SOS saranno illustrati in particolare attraverso una serie di modelli e prototipi progettati per il\u00a0<strong>Lyst Restaurant<\/strong>\u00a0(2019) che si trova al primo piano del Fjordenhus\u00a0<strong>a Vejle, in Danimarca<\/strong>\u00a0(2009-2018). Questo edificio iconico di Olafur Eliasson e Sebastian Behmann, progettato in collaborazione con lo Studio Olafur Eliasson, ha contribuito alla fondazione di SOS. Attraverso una serie di workshop interdisciplinari con lo staff del ristorante, SOS ha sviluppato una concezione dello spazio che crea un collegamento diretto tra l\u2019arte culinaria e il design. Come per un piatto creato con materie prime di alta qualit\u00e0 o per una lavorazione semplice, il processo produttivo diviene il fattore a partire dal quale prendono forma mobili, luci, piatti e posate, conferendo agli oggetti un\u2019estetica inconfondibile.<\/li>\n<li><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Grazie al supporto della\u00a0<strong>Talking Waters Society<\/strong>, lo\u00a0Studio Other Spaces\u00a0ha potuto ricreare uno degli oggetti pi\u00f9 iconici del ristorante in una forma appositamente riadattata; si tratta del grill del Lyst che, nella sua versione originale, \u00e8 collocato su un balcone della Fjordenhus ed \u00e8 a disposizione sia degli chef sia degli ospiti.<\/li>\n<li><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il grill sar\u00e0 installato sulla terrazza di KUNST MERAN MERANO ARTE<\/strong> per tutta la durata della mostra e utilizzato in occasione delle iniziative collaterali che si terranno al museo.\n<p><strong>Studio Other Spaces<\/strong><br \/>\nStudio Other Spaces, fondato a Berlino nel 2014 dall\u2019artista Olafur Eliasson e dall\u2019architetto Sebastian Behmann, intende mettere in relazione arte e architettura attraverso progetti architettonici interdisciplinari e sperimentali e opere d\u2019arte nello spazio pubblico. Tra i lavori pi\u00f9 recenti si possono ricordare gli interni del Lyst Restaurant alla Fjordenhus di Vejle; la reinterpretazione della Albright-Knox Art Gallery a Buffalo, New York, che ha portato alla creazione di un nuovo spazio pubblico collegando la preesistente Bunshaft Gallery, il parco circostante con il nuovo piano generale e gli elementi aggiunti progettati da OMA; un lavoro d\u2019arte permanente al 15\u00b0 e al 16\u00b0 piano del Morland Mixit\u00e9 Capitale di Parigi; il Meles Zenawi Memorial Park a Addis Abeba, un campus costituito da cinque edifici e un parco, che sar\u00e0 completato entro quest\u2019anno.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.studiootherspaces.net\/\"><em>www.studiootherspaces.net<\/em><\/a><br \/>\n<strong><br \/>\nOlafur Eliasson<\/strong><br \/>\nOlafur Eliasson \u00e8 un artista islandese-danese nato nel 1967, le cui opere spaziano dalle installazioni alla pittura, dalla scultura alla fotografia e al cinema. Nel 1995 ha fondato a Berlino lo Studio Olafur Eliasson, basato su un approccio multidisciplinare.<br \/>\n\u00c8 impegnato nella didattica artistica, nell\u2019attivit\u00e0 politica e in questioni relative alla sostenibilit\u00e0 e al clima e queste tematiche costituiscono una parte integrante della sua pratica. Al contempo, in essa ricoprono un ruolo fondamentale i fenomeni naturali \u2013 come l\u2019acqua, la luce, il ghiaccio, la nebbia o i riflessi \u2013 riflettendo questa attenzione per le conseguenze dei cambiamenti climatici e per le questioni sociali. Tra i suoi progetti si possono ricordare il Padiglione della Serpentine Gallery (2007), realizzato con Kjetil Thorsen;\u00a0<em>Your rainbow panorama\u00a0<\/em>(2006\u201311), una passerella circolare in vetro colorato di 150 metri in cima all\u2019 ARoS Aarhus Art Museum, Danimarca; l\u2019<em>Harpa Reykjavik Concert Hall and Conference Centre<\/em>\u00a0(2005- 11), che ha vinto il premio Mies van der Rohe nel 2013 e per il quale Eliasson ha realizzato le facciate in collaborazione con Henning Larsen Architects.<br \/>\n<strong><br \/>\nSebastian Behmann<\/strong><br \/>\nL\u2019architetto Sebastian Behmann \u00e8 direttore del dipartimento di design dello Studio Olafur Eliasson (SOE) e confondatore dello Studio Other Spaces (SOS)<br \/>\nHa studiato architettura alla \u201cTechnische Universit\u00e4t Dresden\u201d e collabora dal 2001 con Eliasson, con cui ha realizza numerosi progetti architettonici come ad esempio padiglioni e installazioni per mostre internazionali. Uno dei lavori pi\u00f9 recenti che hanno realizzato assieme \u00e8 la Fjordenhus a Vejle in Danimarca (2009-2018), il primo grande edificio interamente progettato dal team di architetti di SOE, che ha contribuito alla fondazione di SOS.<br \/>\nBehmann \u00e8 stato l\u2019architetto responsabile per la facciata in vetro per\u00a0<em>l\u2019Harpa Concert Hall<\/em>\u00a0a Reykjavik (una collaborazione con Henning Larsen Architects e progetto vincitore del premio Mies van der Rohe nel 2013). Tra i suoi altri progetti architettonici si possono menzionare\u00a0<em>Cirkelbroen (The circle bridge)<\/em>\u00a0a Copenhagen (2015),\u00a0<em>Your Rainbow Panorama\u00a0<\/em>per l\u2019ARoS Aarhus Kunstmuseum (2011), il padiglione della Serpentine Gallery a Londra (con Kjetil Thorsen, 2007),\u00a0<em>The blind pavilion<\/em>, parte del Padiglione Danimarca alla 50.\u00a0Biennale di Venezia (2003).<\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"loc_default\">\n<p>_________________________________<\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">Kunst Meran Merano Arte<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">Laubengasse 163<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Curatore:<\/span>\u00a0Christiane Rekade<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.kunstmeranoarte.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.kunstmeranoarte.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a9 2019 Studio Other Spaces \/ Ph. 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