{"id":86706,"date":"2020-10-14T18:49:11","date_gmt":"2020-10-14T16:49:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=86706"},"modified":"2020-10-15T18:12:41","modified_gmt":"2020-10-15T16:12:41","slug":"arte-a-milano-entrata-gratuita-hangar-bicocca-chen-zhen-short-circuits","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=86706","title":{"rendered":"Arte a Milano &#8211; entrata gratuita Hangar Bicocca &#8211; Chen Zhen \u201cShort-circuits\u201d"},"content":{"rendered":"<div class=\"date_default\">\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Bicocca-ot20-Chen_Zhen_2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-86712\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Bicocca-ot20-Chen_Zhen_2-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Bicocca-ot20-Chen_Zhen_2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Bicocca-ot20-Chen_Zhen_2-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Bicocca-ot20-Chen_Zhen_2.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Chen Zhen \u201cShort-circuits\u201d <\/strong>[cortocircuiti]<\/p>\n<p><strong>Dal 14 Ottobre 2020 al 21 Febbraio 2021<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>MILANO &#8211; <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Pirelli HangarBicocca &#8211; <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">via Chiese 2<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Curatori:<\/span>\u00a0Vicente Todol\u00ed<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chen Zhen\u00a0<\/strong>(1955, Shanghai \u2013 2000, Parigi) sviluppa la sua pratica artistica a partire dalla fine degli anni Settanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato e cresciuto a Shanghai, in Cina, <strong>attraversa la Rivoluzione Culturale nella sua adolescenza<\/strong>, nel 1986 si trasferisce a Parigi, dove morir\u00e0 nell\u2019anno 2000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizialmente orientato verso la pittura, l\u2019artista si avvicina progressivamente alla realizzazione di installazioni (la prima datata 1989, dopo l\u2019arrivo a Parigi), accostando oggetti della vita quotidiana come letti, sedie, tavoli, assemblati in composizioni che spostano questi elementi dalla loro funzione originaria per consegnarli ad una dimensione metaforica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La produzione di Chen Zhen riflette in maniera paradigmatica il suo desiderio di trovare una sintesi visiva, che integri le caratteristiche estetiche del suo Paese di origine con quelle dei luoghi con cui entra in contatto, in uno scambio fluido e costante tra pensiero orientale e quello occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso, diventa centrale il concetto di\u00a0<strong><em>transesperienze<\/em><\/strong>: termine, coniato dall\u2019artista stesso, che \u201csintetizza in modo efficace e profondo le diverse esperienze vissute quando si lascia la terra dove si \u00e8 nati e ci si sposta da un luogo all\u2019altro\u201d [<em>Transesperienze. Una conversazione tra Chen Zhen e Zu Xian<\/em>, in\u00a0<em>Chen Zhen Un artista fra Oriente e Occidente<\/em>, a cura di J.-H. Martin, Gli Ori, Prato-Siena, 2003].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le vicende personali segnano ulteriormente l\u2019evoluzione artistica di Chen Zhen: a 25 anni, infatti, gli viene diagnosticata una forma di anemia emolitica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una circostanza che influisce sulla sua percezione del valore del tempo e dello spazio e che lo porta a riflettere sulla tema della malattia. Nelle opere dell\u2019artista \u2013 cresciuto in una famiglia di medici \u2013 emerge, cos\u00ec, <strong>una nuova sensibilit\u00e0 verso il<\/strong>\u00a0<strong>corpo umano\u00a0<\/strong>e <strong>sugli elementi che lo compongono,<\/strong> come si riscontra nelle parole stesse di Chen Zhen: \u201ccome artista, il mio sogno \u00e8 di diventare un medico. Fare arte ha a che fare con il guardare se stessi, esaminare se stessi e come si vede il mondo\u201d [<em>Becoming a Doctor, a Life Project<\/em>, in\u00a0<em>Invocation of Washing Fire<\/em>, Gli Ori Editore, Prato-Siena, 2003, pag. 335-338].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Apre cos\u00ec a una riflessione sull\u2019azione curativa e purificatoria dell\u2019arte e sui processi metaforici di malattia e guarigione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I lavori dell\u2019artista iniziano a rappresentare la complessa e a tratti paradossale<strong> interdipendenza tra materiale e spirituale, collettivo e individuale,<\/strong> interiorit\u00e0 ed esteriorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra<\/strong><br \/>\n<strong><br \/>\n\u201cShort-circuits\u201d\u00a0<\/strong>[cortocircuiti], a cura di Vicente Todol\u00ed, \u00e8 concepita come un\u2019esplorazione immersiva nella complessa ricerca artistica di Chen Zhen, riunendo per la prima volta nei 5.500 mq delle Navate e del Cubo di Pirelli HangarBicocca, alcuni dei suoi lavori pi\u00f9 significativi, realizzati tra il 1991 e il 2000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo dell\u2019esposizione prende spunto dal metodo creativo sviluppato dall\u2019artista, definito il \u201cfenomeno del cortocircuito\u201d: lo svelamento del significato recondito dell\u2019opera d\u2019arte nel momento in cui viene spostata dal contesto originale per cui era stata concepita in un luogo diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un processo che conduce Chen Zhen a riflettere sul concetto di contaminazione simbolica e culturale come modalit\u00e0 di creazione artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La concezione della mostra riflette questa pratica, <strong>creando accostamenti inediti tra le opere esposte e mettendo in luce i numerosi rimandi<\/strong> e le connessioni presenti nel lavoro dell\u2019artista in aperto dialogo con diversi temi: <strong>la globalizzazione e il consumismo, il superamento dell\u2019egemonia dei valori occidentali e l\u2019incontro tra differenti culture<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo si articola cos\u00ec a partire da uno dei lavori pi\u00f9 rilevanti di Chen Zhen\u00a0<strong><em>Jue Chang, Dancing Body \u2013 Drumming Mind (The Last Song),\u00a0<\/em>(2000)<\/strong>, una <strong>monumentale installazione composta da numerose sedie e letti provenienti da diverse parti del mondo<\/strong> e ricoperti di pelli di vacca.<\/p>\n<p>L\u2019opera \u00e8 tra le poche ad avere una connotazione performativa e, in determinate occasioni, pu\u00f2 essere attivata da danzatori attraverso i movimenti del corpo come strumento meditativo e dalle percussioni che richiamano il massaggio della medicina tradizionale cinese. L\u2019installazione allude a temi legati alla cura del corpo e dello spirito, centrali nelle ricerche di Chen Zhen. L\u2019eterogeneit\u00e0 degli elementi provenienti da contesti diversi caratterizza anche\u00a0<strong><em>Round Table\u00a0<\/em>(1995)<\/strong>, opera creata per Il Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra. In questo caso 29 sedie sono fissate nella superficie di un tavolo rotondo:\u00a0oggetti quotidiani che da una parte diventano simbolo delle azioni del potere e dei dibattiti politici internazionali, dall\u2019altra rappresentano un invito all\u2019unit\u00e0 e all\u2019armonia, un\u2019occasione di incontro e di festa.<\/p>\n<p>La trasformazione della Cina in una societ\u00e0 consumistica e capitalista \u00e8 un altro tema centrale al lavoro di Chen Zhen, ed \u00e8 ben rappresentato nell\u2019installazione\u00a0<strong><em>Fu Dao \/ Fu Dao, Upside-down Buddah \/ Arrival at\u00a0 Good Fortune\u00a0<\/em>(1997)<\/strong>. Il titolo si basa sugli ideogrammi cinesi che indicano \u201cbuona fortuna\u201d\/\u201darrivo della fortuna\u201d, un\u2019indicazione che solitamente viene appesa alla rovescia nei luoghi pubblici e che \u00e8 omofona dell\u2019espressione \u201cBudda capovolto\u201d. Chen Zhen approfondisce le riflessioni sull&#8217;uomo, la natura e la societ\u00e0, che \u00e8 vista sempre pi\u00f9 lontana dallo spirito del Buddismo.\u00a0L\u2019opera si compone di oggetti trovati \u2013 come televisori, ventilatori, componenti della carrozzeria di un\u2019automobile \u2013 e di statuette del Budda capovolte, sospesi su una struttura, la cui sommit\u00e0 \u00e8 rivestita di rami di bamb\u00f9. Chen riflette sui cortocircuiti prodotti dalla rapida proliferazione dei beni di consumo di massa sulla societ\u00e0 del suo Paese di origine. Il rapporto con la Cina e la sua modernizzazione sono alla base anche di\u00a0<strong><em>Daily Incantations\u00a0<\/em>(1996)<\/strong>, realizzata in seguito a un viaggio nella sua citt\u00e0 d\u2019origine, dopo diversi anni trascorsi in Occidente, e di\u00a0<strong><em>Prayer\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Wheel &#8211; Money Makes the Mare Go (Chinese Slang)\u00a0<\/em>(1997)<\/strong>. La prima installazione \u00e8 costituita da 101 orinali disposti\u00a0a semicerchio e fissati ad un imponente impianto in legno a ricordare un antico strumento musicale, ispirata dall\u2019osservazione dell\u2019artista di alcune donne intente di mattina a lavare dei vasi da notte vicino a un prestigioso hotel di Shanghai.\u00a0Questa immagine gli riporta alla mente i riti quotidiani della sua infanzia: il lavaggio fisico dei vasi da notte e quello mentale della lettura del libro rosso di Mao.\u00a0La seconda \u00e8 concepita come un ambiente immersivo al cui interno \u00e8\u00a0collocata una ruota di preghiera, ispirata dal suo viaggio in Tibet, compiuto prima di trasferirsi a Parigi,\u00a0 e rivestita da antichi abachi cinesi e calcolatrici. Significativa per comprendere l\u2019influenza che questo spostamento geografico ha generato \u00e8\u00a0<strong><em>Le Rite suspendu \/ mouill\u00e9<\/em>\u00a0<\/strong>del 1991, che segna l\u2019abbandono della pittura e il passaggio dell\u2019artista verso una maggiore consapevolezza del carattere installativo della sua pratica. Come affermato da Chen Zhen, l\u2019opera rappresenta un autoritratto, un\u2019autocritica e una autoriflessione. Significativa per la relazione tra elemento naturale e manufatto industriale, altro rapporto centrale nella pratica dell\u2019artista, \u00e8 invece\u00a0<strong><em>\u00c9ruption future<\/em><\/strong>, realizzata nel 1992 e presentata in Pirelli HangarBicocca per la prima volta da allora.<\/p>\n<p>La mostra, infine, presenta anche i lavori che indagano i concetti di malattia e guarigione, fisica e spirituale. In\u00a0<strong><em>Purification Room\u00a0<\/em>(2000)<\/strong>, ad esempio, l\u2019artista si interroga sulla possibilit\u00e0 di purificazione dell\u2019uomo e pi\u00f9 in generale del mondo. Il visitatore \u00e8 accolto in un ambiente domestico monocromatico e dall\u2019aspetto apocalittico: i mobili, gli oggetti e le pareti che lo compongono sono, infatti, coperti da uno strato di argilla, che da un lato sembra annullare ogni spinta vitale e di crescita, ma che dall\u2019altro evidenzia gli elementi pi\u00f9 essenziali e intimi della vita stessa, innescando una riflessione sul suo significato e sul concetto di destino. Uno stimolo a liberarsi dalle caratteristiche pi\u00f9 triviali dell\u2019esistenza per raggiungere uno stato di maggiore consapevolezza della propria spiritualit\u00e0 e del proprio\u00a0corpo e per recuperare l\u2019equilibrio con la natura e la societ\u00e0 contemporaea. Ed \u00e8 con questo invito alla catarsi che si chiude \u201cShort-circuits\u201d nello spazio del Cubo con l\u2019opera\u00a0<strong><em>Jardin-Lavoir\u00a0<\/em>(2000)<\/strong>: formata da 11 letti, trasformati in vasche di acqua, ciascuno dei quali ospita oggetti quotidiani, come vestiti, scarpe, componenti elettroniche e libri, ed \u00e8 sormontato da un sistema idraulico da cui sgorgano ininterrottamente flussi di acqua. Per l\u2019artista questa installazione evoca un \u201cgiardino di purificazione\u201d in cui meditare e raccogliersi.<\/p>\n<p><strong>Inaugurazione 14 ottobre 2020, ore 19<\/strong><\/p>\n<p>______________________________________<\/p>\n<p><strong>Dal 14 Ottobre 2020 al 21 Febbraio 2021<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>MILANO<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">Pirelli HangarBicocca<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">via Chiese 2<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Orario:<\/span>\u00a0luned\u00ec-mercoled\u00ec: chiuso; giovedi-domenica: 10-22<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Curatori:<\/span>\u00a0Vicente Todol\u00ed<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Costo biglietto:<\/span>\u00a0ingresso gratuito<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Tel.:<\/span>\u00a0+39 02 66 11 15 73<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"mailto:info@hangarbicocca.org?subject=Richiesta%20informazioni.\">info@hangarbicocca.org<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">\u00a0<a href=\"http:\/\/pirellihangarbicocca.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/pirellihangarbicocca.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chen Zhen \u201cShort-circuits\u201d [cortocircuiti] Dal 14 Ottobre 2020 al 21 Febbraio 2021 MILANO &#8211; Pirelli HangarBicocca &#8211; via Chiese 2 Curatori:\u00a0Vicente Todol\u00ed &nbsp; Chen Zhen\u00a0(1955,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":86711,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,15896],"tags":[21659,21658],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86706"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=86706"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86706\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86713,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86706\/revisions\/86713"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/86711"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=86706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=86706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=86706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}