{"id":87276,"date":"2020-10-27T18:17:12","date_gmt":"2020-10-27T17:17:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=87276"},"modified":"2020-10-27T18:28:57","modified_gmt":"2020-10-27T17:28:57","slug":"arte-a-rivoli-paolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=87276","title":{"rendered":"Arte a Rivoli &#8211; Paolini"},"content":{"rendered":"<h4 class=\"francois-one editor-title\">GIULIO PAOLINI. LE CHEF-D\u2019OEUVRE INCONNU<\/h4>\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong>Dal 15 Ottobre 2020 al 31 Gennaio 2021<\/strong><\/p>\n<p><strong>RIVOLI | TORINO<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea organizza Giulio Paolini \u201cLe Chef-d\u2019oeuvre inconnu\u201d. Curata da Marcella Beccaria e sviluppata a stretto contatto con l\u2019artista, la mostra personale dedicata a Giulio Paolini (Genova, 1940) <strong>in occasione del suo ottantesimo compleanno,<\/strong> prende le mosse <strong>da Disegno geometrico, 1960,<\/strong> tra le opere pi\u00f9 iconiche e importanti della storia dell\u2019arte contemporanea, definito dall\u2019artista come il suo <strong>\u201cprimo (e ultimo quadro)<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presentando un percorso inedito che <strong>rilegge oltre sessant\u2019anni di produzione artistica,<\/strong> la mostra include rare opere custodite dall\u2019artista e <strong>nuovi lavori appositamente realizzati per il Castello. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere di Paolini sono come specchi attraverso i quali l\u2019arte riflette su se stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cFin dalle opere realizzate alla met\u00e0 degli anni Sessanta \u2013 scrive Marcella Beccaria \u2013 l\u2019artista rivolge la propria attenzione alle <strong>basi ideali e materiali del fare artistico, al luogo dell\u2019atelier e all\u2019occasione della mostra,<\/strong> quali condizioni attraverso le quali l\u2019arte si realizza e si mette in scena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel lavoro di Paolini spesso ricorrono citazioni: <strong>l\u2019artista utilizza frammenti estratti dal grande catalogo della storia dell\u2019arte,<\/strong> cos\u00ec come riposiziona in nuovi contesti le proprie opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua analisi l\u2019atto del vedere \u00e8 considerato come il momento conoscitivo la cui verit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 costantemente rimessa in questione e ogni nuovo allestimento pu\u00f2 fornire lo spunto per opere successive, in un ciclo inesauribile\u201d.<\/p>\n<p>Il titolo della mostra <strong>\u201cLe Chef-d\u2019oeuvre inconnu\u201d, dal celebre racconto di Honor\u00e9 de Balzac, \u00e8 anche il titolo della grande installazione<\/strong> che accoglie i visitatori nella prima sala (Sala 18, secondo piano Castello).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal tracciato di Disegno geometrico, 1960, l\u2019intero ambiente espositivo diventa una versione tridimensionale, amplificata e percorribile della stessa opera e delle infinite possibilit\u00e0 a cui essa rimanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il pavimento, le pareti e lo spazio aereo ospitano gli elementi che costituiscono lo schema compositivo di Disegno geometrico,<\/strong> le sue diagonali rosse e i nove punti di squadratura del foglio segnati con il compasso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sala, ciascuno dei nove punti \u00e8 scandito da un cavalletto e da una teca trasparente, accogliendo frammenti e ritagli di libri solitamente conservati nello studio dell\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il numero nove corrisponde anche al numero delle lettere che compongono il nome di Mnemosine, la madre delle nove Muse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre allo stesso Disegno geometrico, le quattro pareti della sala presentano altrettante possibili varianti dell\u2019opera, ingrandite in proporzione allo spazio espositivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l\u2019incontro con una sola opera, pur aperta alle infinite possibilit\u00e0 dell\u2019essere, nella sala successiva (Sala 33), Paolini propone <strong>un mosaico di opere prodotte dagli anni novanta al presente,<\/strong> raccolte intorno al titolo \u201cVertigo\u201d e accomunate dal concetto di \u201caccadimento\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di opere che <strong>evocano cieli e luoghi sia pittorici sia ideali,<\/strong> la cui successione definisce uno spazio e un tempo densi di visioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alla stessa installazione Vertigo, 2020, la sala accoglie la nuova opera Omega (1948- 2018), 2020, rara occasione in cui l\u2019artista include dettagli riferibili alla propria storia biografica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza e ultima sala del percorso di mostra (Sala 32) \u00e8 intitolata \u201cFine\u201d senza fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui Paolini presenta lavori che sembrano attratti da un inevitabile destino, capaci per\u00f2 di mantenere la tensione verso l\u2019idea di un divenire continuo che, secondo l\u2019artista, \u00e8 propria dell\u2019intera storia dell\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le nuove opere, Il modello in persona, 2020, apre un ponte ideale tra il luogo espositivo, pubblico, e lo spazio, invece privato, dello studio dell\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur in modi diversi, per Paolini tanto il luogo espositivo quanto lo studio sono ambiti creativi che, come palcoscenici di un grande teatro, vivono nel momento in cui sono animati da situazioni in divenire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrive Giulio Paolini: \u201cUn giorno dopo l\u2019altro,<strong> tutto si rinnova e si ripete<\/strong> come effetto naturale dell\u2019incessante divenire delle cose. Nel Museo, al contrario, possiamo sottrarci all\u2019inquietante destino dettato dall\u2019incedere del Tempo. Il luogo sembra conoscere una sua particolare eternit\u00e0: qui le ore, le opere, le persone appartengono a un istante che vive e si rinnova nell\u2019illusione di sempre: fermare in una certa immagine la fine del Tempo. \u2018Tutto scorre\u2019, come sappiamo, ma nulla vieta di estendere lo sguardo altrove, senza luogo e senza data\u201d. In occasione della mostra, il Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea pubblica un catalogo in due volumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un volume \u00e8 dedicato agli scritti in versi di Giulio Paolini introdotti da un saggio di Andrea Cortellessa. L\u2019altro volume include ulteriori testi di Paolini, suoi disegni e progetti inediti, un carteggio tra Carolyn Christov-Bakargiev e l\u2019artista, e un saggio della curatrice Marcella Beccaria. Il catalogo sar\u00e0 riccamente illustrato con immagini della mostra, e pubblicato dal Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea in edizione bilingue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 realizzata con il sostegno degli Amici Benefattori del Museo Andrea Ruben Levi, Nicoletta Fiorucci e Giuliana Setari. Si ringrazia la Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino<\/p>\n<div class=\"loc_default\">\n<p>_______________________________________________________<\/p>\n<p><strong>RIVOLI | TORINO<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">Castello di Rivoli<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">piazzale Mafalda di Savoia<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Curatori:<\/span>\u00a0Marcella Beccaria<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Tel.:<\/span>\u00a0+39 011 9565222<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"mailto:info@castellodirivoli.org?subject=Richiesta%20informazioni.\">info@castellodirivoli.org<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"http:\/\/www.castellodirivoli.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.castellodirivoli.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GIULIO PAOLINI. 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