{"id":87445,"date":"2020-10-31T18:29:31","date_gmt":"2020-10-31T17:29:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=87445"},"modified":"2020-10-31T18:36:54","modified_gmt":"2020-10-31T17:36:54","slug":"arte-a-palermo-terracqueo-storie-dal-mare-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=87445","title":{"rendered":"Arte a Palermo &#8211; TERRACQUEO. STORIE DAL MARE MEDITERRANEO"},"content":{"rendered":"<div class=\"date_default\">\n<h2><strong>\u201cTerracqueo\u201d<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla geologia ai giorni nostri, passando per il commercio, le guerre, le navigazioni e l\u2019archeologia subacquea &#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dai saggi dei pi\u00f9 grandi autori<\/strong> di pubblicazioni sul Mediterraneo emerge <strong>spesso che a dominare \u00e8 la terraferma, analizzata e approfondita con lunghe e meditate indagini<\/strong> verso l\u2019interno piuttosto che verso la distesa d\u2019acqua nella quale citt\u00e0 grandi e piccole si specchiano. <strong>Il mare svolgerebbe una funzione di supporto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggendo questi studi, ci si immerge non nelle acque del mare, ma in quelle della storia pi\u00f9 periferica, marginale, costiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa mostra, o meglio questa \u201c<strong>narrative exhibition<\/strong>\u201d, non a caso \u00e8 intitolata\u00a0<strong>\u201cTerracqueo\u201d<\/strong>. E non per fare un torto al mare, che rimane il protagonista: non esisterebbe, altrimenti, la terraferma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricostruire la storia del Mediterraneo &#8211; lungo un percorso articolato in <strong>8 sezioni, dalla geologia ai giorni nostri, passando per il commercio, le guerre, le navigazioni e l\u2019archeologia subacquea<\/strong> &#8211; assume un significato che \u00e8 solo marginalmente \u201cespositivo\u201d. Il tentativo, certamente ardito e sicuramente apprezzabile della\u00a0<strong>Fondazione Federico II<\/strong>\u00a0e del Comitato Scientifico multidisciplinare con la collaborazione di decine di prestigiose istituzioni museali, \u00e8 di raccontare e trasferire al visitatore \u201cun\u201d\u00a0<strong>concetto di Mediterraneo<\/strong>\u00a0per dargli accesso alla sua \u201canima\u201d, pur nelle diverse sfaccettature e opinioni messe in evidenza nel tempo da autori come Braudel, Abulafia e Broodbank.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo \u00e8 dichiarato: donare al visitatore una chiave di lettura dell\u2019antichit\u00e0 per rituffarlo improvvisamente nel presente e fargli percepire <strong>cosa era il Mediterraneo ieri e cosa \u00e8 diventato oggi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 l\u2019ultima sezione \u00e8 intitolata \u201c<strong>Il Mediterraneo. Oggi<\/strong>\u201d, un <strong>reportage crudo e senza filtri,<\/strong> opera della fotografa Lucia Casamassima e del giornalista Carlo Vulpio, che avverte: \u201cnon ci troviamo di fronte ad un melting pot e nemmeno di fronte a diversit\u00e0 da tenere assieme, bens\u00ec a <strong>tante identit\u00e0 e culture profonde.<\/strong> \u00c9 <strong>il pi\u00f9 grande condominio del mondo,<\/strong> all\u2019interno della quale ognuno considera gelosamente\u00a0<em>nostrum<\/em>\u00a0la fetta di mare da cui \u00e8 bagnato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora pronti a incunearsi letteralmente in Terracqueo, nelle Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale di Palermo, dentro un racconto scandito da\u00a0<strong>324 reperti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Otto \u201cstep\u201d narrativi attendono il visitatore, che diventa viaggiatore sia nel tempo, attraversando millenni, che nello spazio sia esso marino, sopra e sott\u2019acqua o nella terraferma : \u201cUn mare di storia\u201d, \u201cUn mare di migrazioni\u201d, \u201cUn mare di commerci\u201d, \u201cUn mare di guerra\u201d, \u201cUn mare da navigare\u201d, \u201cUn mare di risorse\u201d, \u201cArcheologia subacquea: passato e presente\u201d, \u201cIl Mediterraneo. Oggi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I reperti<\/strong>. 12 rostri, 19 elmi, 65 monete, 20 ancore, 24 anfore. Sono solo alcuni dei 324 reperti esposti. L\u2019oggetto diventa il tassello di una storia antropologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo inizia con un reperto di richiamo internazionale: l\u2019<strong>Atlante Farnese<\/strong>, realizzato nel II sec. d. C. prendendo spunto da una pi\u00f9 antica scultura di fase ellenistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8\u00a0stato volutamente collocato all\u2019inizio del percorso perch\u00e9 incarna la visione della mostra. E\u2019 il simbolo d<strong>ella ricerca di una rotta oggi troppo spesso smarrita. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre al valore estetico suscita un interesse di natura scientifica: <strong>Atlante sorregge il globo celeste<\/strong> sul quale stesso vengono correttamente raffigurate le costellazioni, la precessione degli equinozi e alcuni meridiani e paralleli, di fatto una sbalorditiva sintesi tra arte e astronomia, gi\u00e0 attestata in tempi antichi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i reperti c\u2019\u00e8 anche la\u00a0<strong>Nereide<\/strong>\u00a0<strong>su Pistrice<\/strong>\u00a0databile ai primi decenni del <strong>I secolo d. C.<\/strong>, venne ritrovata nella villa che Publio Vedio Pollione fece costruire sulla collina un tempo chiamata Pausilypon oggi Posillipo. La particolarit\u00e0 della Nereide di Posillipo \u00e8 che <strong>non rientra in schemi confrontabili,<\/strong> esclusa la possibilit\u00e0 che possa derivare <strong>da un modello ellenico<\/strong> del IV-III secolo a. C. di derivazione scopadea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro spaccato di vita \u00e8 rilevato dal\u00a0<strong>Louterion<\/strong>\u00a0ritrovato nel relitto di Panarea III: ci conferma infatti la presenza a bordo di <strong>altari destinati a riti propiziatori connessi alla navigazione,<\/strong> riconducendo alla natura umana che da sempre nei percorsi rivolti verso l\u2019ignoto si affida alla preghiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0<strong>Cratere del Venditore di tonno<\/strong>, databile alla prima met\u00e0 del IV sec. a.C. in un\u2019area che si \u00e8 inclini a localizzare in Sicilia, svela una scena di grande attualit\u00e0, ricorrente anche nei mercati rionali odierni e testimonia la perpetuazione delle antiche tradizioni fino ai nostri giorni: <strong>un venditore di pesce sta affettando un tonno su un ceppo e il compratore per concludere l\u2019acquisto \u00e8 provvisto di una moneta.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Multimedialit\u00e0.<\/strong>La Fondazione Federico II ha voluto <strong>integrare la narrazione con un allestimento multimediale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso l\u2019innovazione, il visitatore vive un\u2019esperienza ancor pi\u00f9 reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sin dal corridoio di ingresso far\u00e0 <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">un\u2019esperienza immersiva,<\/span><\/strong>\u00a0<strong>\u201cnuotando\u201d virtualmente nei fondali marini<\/strong>\u00a0grazie all\u2019installazione curata da Sinergie Group.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si avr\u00e0 modo, inoltre, di comprendere come tutto ebbe inizio grazie ad un\u00a0<strong>\u201csolido interattivo\u201d<\/strong>\u00a0realizzato da\u00a0TEICHOS in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bari \u201cAldo Moro\u201d, ENEA e INGV.A partire dal Giurassico la collisione di <strong>due grandi placche tettoniche origin\u00f2 il Mediterraneo, ex Mar della Tetide.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l\u2019ultima sezione, \u201c<strong>Il Mediterraneo. Oggi<\/strong>\u201d,\u00a0che pu\u00f2 considerarsi una mostra nella mostra ha un taglio immersivo-multimediale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un viaggio lungo otto mesi in 17 Paesi<\/strong> ha dato vita al reportage firmato dal giornalista\u00a0<strong>Carlo Vulpio<\/strong>\u00a0e dalla fotografa Lucia Casamassima, che nell\u2019allestimento di\u00a0Terracqueo\u00a0ingloba il visitatore in mezzo a due pareti fotografiche, animate dall\u2019video animation creator Luca Daretti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 come ripiombare nel presente: non solo attraverso i suo<strong>i 46 mila chilometri di litorale<\/strong>, quello \u00e8 solo l\u2019affaccio sul mare, ma anche nel suo \u201c<strong>spazio dilatato<\/strong>\u201d (come lo chiama\u00a0<em>Maurice Aymard<\/em>), cio\u00e8 in quelle aree interne e distanti dalle rive mediterranee \u2013 in Africa e in Asia, ma anche nell\u2019Europa balcanica \u2013 che vivono in diretta relazione con tutto ci\u00f2 che avviene in questo luogo unico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra\u00a0installazione riguarda l<strong>e immagini raffigurate nel Cratere del naufragio<\/strong> (VIII sec. a. C., Ischia \u2013 Pithecause). \u00c8 stata voluta all\u2019interno di Terracqueo dalla Fondazione Federico II\u00a0poich\u00e9 <strong>simboleggia il naufragio, tema di grande attualit\u00e0 oggi come allora.<\/strong>\u00a0Il\u00a0Cratere fu ritrovato ad Ischia <strong>all\u2019interno di una tomba nella necropoli di San Montano, risale all\u2019VIII secolo a.C<\/strong>. . L\u2019installazione video \u00e8 stata curata da\u00a0Teichos (Servizi e Tecnologie per l\u2019archeologia), Salvatore Agizza e Federico Baciocchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emergono elementi di una memoria indelebile sulla natura dell\u2019uomo e il suo rapporto col Mediterraneo, narrando emozioni che riconducono al mare con il suo significato dicotomico, come luogo di speranza per approdare in una nuova terra, dove costruire un futuro migliore, o abisso in cui si consumano drammatici naufragi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl Mediterraneo \u00e8 tutto Terzo mondo, <strong>tutti i Paesi che vi si affacciano sono pi\u00f9 o meno poveri,<\/strong> ma \u00e8 il centro della civilt\u00e0 mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non credo che la civilt\u00e0 porti povert\u00e0, ma \u00e8 possibile il contrario e cio\u00e8 che la povert\u00e0, le difficolt\u00e0 e il dover combattere ogni giorno producano civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una civilt\u00e0 che unisce i popoli del Mediterraneo: il pensiero, infatti, che essa possa dividere \u00e8 una follia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec il presidente della Fondazione Federico II e presidente dell\u2019Ars, Gianfranco Miccich\u00e8, a margine dell\u2019anteprima della mostra \u201cTerracqueo\u201d, a Palazzo Reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ha aggiunto: \u201cI siti archeologici siciliani sono i pi\u00f9 curati del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSiamo di fronte ad una grande narrazione, frutto di un lavoro corale che vuole stimolare una riflessione.\u00a0<strong>Oggi il Mediterraneo, luogo unico per bellezza e testimonianze storico-artistiche &#8211;<\/strong> ha detto\u00a0<strong>Patrizia Monterosso<\/strong>, direttore generale della Fondazione Federico II &#8211;<strong><span style=\"text-decoration: underline;\"> vive di grandi contraddizioni:<\/span><\/strong> tra loro si susseguono i concetti di ricchezza e povert\u00e0, rendendo evidenti grandi processi di trasformazione globale che dolorosamente distolgono e ormai troppo spesso consacrano l\u2019atteggiamento mentale dei pi\u00f9 ad una nuova divinit\u00e0 contemporanea: l\u2019apatia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terracqueo, grazie ad una lunga e faticosa ricerca che parte dalla genesi del Mediterraneo fino ai giorni nostri, pone un\u2019importante presa di coscienza per i visitatori di ogni cultura e nazionalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terracqueo vuole rappresentare l\u2019acme della produzione culturale di diverse societ\u00e0 del mondo antico, narrando eventi storici come ad esempio\u00a0 la Battaglia delle Egadi, che divengono non solo lo spunto per conoscere le tecniche e le strategie militari, ma anche un modo per studiare la vita di bordo oltre che in pace anche in guerra. Dopo aver narrato l\u2019antichit\u00e0, l\u2019ultima sezione ritrae il Mediterraneo odierno con crudezza e non pu\u00f2 che suscitare nel visitatore un confronto tra ieri e oggi. Ognuno avr\u00e0 la sua risposta\u201d.<br \/>\n<em>\u201cTerracqueo<\/em>\u00a0\u2013 afferma<strong>\u00a0Alberto Samon\u00e0<\/strong>,Assessore dei Beni Culturali e dell\u2019Identit\u00e0 Siciliana &#8211; segue un percorso che dall\u2019antichit\u00e0 giunge fino al periodo bizantino, per approdare, poi, alla sezione \u2018Il Mediterraneo. Oggi\u2019. Questa mostra \u00e8 l\u2019occasione per una riflessione che tutti dovremmo fare, quella di rileggere questo piccolo mare, scrigno di bellezze e sorprese, alla luce dell\u2019attualit\u00e0\u201d.<br \/>\n\u201cIl titolo della mostra \u2013 prosegue Samon\u00e0 &#8211; si lega all\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo che ha intessuto un rapporto proficuo tra terra e mare, facendoli dialogare, forse, in \u201csabir\u201d, la Lingua Franca Mediterranea, un idioma compreso e parlato in tutti i porti; a tal proposito, mi tornano in mente le parole dell\u2019artista Mimmo Paladino, che riporto fedelmente:\u00a0\u00abSono convinto che mai come oggi, pur vivendo in contesti sempre pi\u00f9 dilatati, nei quali i contatti sono velocissimi, per resistere non dobbiamo mai abbandonare le nostre radici. Per diventare internazionali, dobbiamo appartenere a un Paese. Quel Paese, per me, \u00e8 il Mediterraneo, che \u00e8 sterminato patrimonio di culture e di visioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl Meridione \u2013 ha detto\u00a0<strong>Paolo Giulierini<\/strong>, direttore\u00a0del Museo Archeologico Nazionale di Napoli \u201cMann\u201d &#8211;\u00a0rappresenta la punta di diamante del Paese per fare la differenza nei beni culturali e nel turismo, vero traino del sistema Italia. Questa unit\u00e0 di intenti tra Napoli e Palermo, tra Campania e Sicilia, rappresentano un impulso in questa direzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le mostre Thalassa organizzata a Napoli e Terracqueo a Palermo condividono la stessa visione del Mediterraneo, perci\u00f2 siamo orgogliosi di sentirci parte di un tutt\u2019uno. Oggi per il Mann essere qui \u00e8 come proseguire su un solco gi\u00e0 tracciato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl\u00a0<em>Mare Nostrum<\/em>\u00a0per la Sicilia \u2013 dichiara\u00a0<strong>Sergio Alessandro<\/strong>, Dirigente Generale Dipartimento Beni Culturali, Ambientali e dell\u2019Identit\u00e0 Siciliana<strong>\u00a0&#8211;\u00a0<\/strong>\u00e8 da sempre l\u2019elemento rigenerante in grado di favorire passaggi culturali d\u2019ogni genere. E cos\u00ec, attraverso le complesse e innovative attivit\u00e0 archeologiche condotte nel corso degli anni dalla Soprintendenza del Mare, si \u00e8 avuto modo di portare in superficie reperti unici e, allo stesso tempo, utili a comprendere la storia del Mediterraneo. Una mostra multidisciplinare dove importante \u00e8 stato l\u2019apporto anche del Museo Gemmellaro dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo che ci ha consentito di conoscere peculiarit\u00e0 poco note sulla storia geologica della nostra Isola\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa grande idea espositiva di Terracqueo \u2013 ha detto\u00a0<strong>Stefano Biondo<\/strong>, Direttore Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro\u00e8 legata alla capacit\u00e0 di avere inserito diverse professionalit\u00e0 e differenti visioni sul Mediterraneo: gli archeologi, gli storici dell\u2019arte, gli antropologi, i geologi e l\u2019innovazione in merito ad una cronaca giornalistica contemporanea dettagliatamente studiata per coinvolgere in modo diretto il visitatore. L\u2019obiettivo del Centro Regionale per la Progettazione ed il Restauro sar\u00e0 quello di riconsegnare al termine della mostra i reperti in condizioni migliori ai musei di provenienza, realizzando l\u00ec dove necessario interventi atti alla salvaguardia degli stessi manufatti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019abbondanza di metafore sul Mare Mediterraneo \u2013 afferma il giornalista<strong>\u00a0Carlo Vulpio<\/strong>\u00a0&#8211; ne ha prosciugato quasi tutta l\u2019acqua. E tuttavia una definizione soddisfacente di questo mare non \u00e8 stata ancora trovata. Ponte, crocevia, culla, spazio geografico e mentale, area commerciale e culturale, mare di religioni, di migrazioni e di guerre, e persino, suggestiva immagine,\u00a0<em>continente liquido<\/em>\u00a0e quindi\u00a0<em>sesto continente<\/em>. Indubbiamente \u00e8 pi\u00f9 facile dire cosa il Mediterraneo non \u00e8, anzich\u00e9 il contrario. Anche perch\u00e9 la stessa nozione unitaria di Mediterraneo non \u00e8 data per scontata, tanto \u00e8 vero che si parla a giusta ragione di tanti e differenti Mediterranei all\u2019interno dello stesso mare\u201d.<br \/>\n\u201cDire quindi cos\u2019\u00e8 il Mediterraneo, ha ragione Scipione Guarracino, costituisce un azzardo \u2013\u00a0<strong>prosegue Vulpio<\/strong>\u00a0-. Mi piace definirlo oggi \u2018il pi\u00f9 grande condominio del mondo\u2019. Le immagini della sezione \u2018Mediterraneo. Oggi\u2019 della grande mostra \u201cTerracqueo\u201d che la Fondazione Federico II ha allestito nel Palazzo Reale di Palermo sono il frutto di questo azzardo, un viaggio durato otto mesi, da maggio alla fine del 2017, attraverso 17 Paesi\u201d.<\/p>\n<p>La Fondazione Federico II ringrazia\u00a0Bernardo Agr\u00f2, Direttore Parco Archeologico di Selinunte; Vincenzo Alfano, Sindaco di Castelvetrano; Lina Bellanca, Soprintendente Beni Culturali e Ambientali di Palermo; Raffaele Bonsignore, Presidente Fondazione Sicilia; Fabrizio Burchianti, Direttore Museo Etrusco \u201cMario Guarnacci\u201d di Volterra; Enza Carollo, Segretario Generale Fondazione \u201cG. Whitaker\u201d; Enrico Caruso, Direttore Parco Archeologico di Lilibeo; Maria Maddalena De Luca, Dirigente Servizio Valorizzazione dei Beni Culturali e dell\u2019Identit\u00e0 Siciliana; Giovanni Distefano, Direttore Parco Archeologico di Kamarina e Cava d\u2019Ispica;<\/p>\n<p>Lucina Gandolfo, Sezione per i Beni Archeologici dei Beni Culturali e dell\u2019Identit\u00e0 Siciliana; Roberto Garufi, Direttore Museo \u201cAgostino Pepoli\u201d di Trapani; Luigi Maria Gattuso, Direttore Parco Archeologico di Gela; Rossella Giglio, Direttore Parco Archeologico di Segesta; Caterina Greco, Direttore Museo Archeologico Regionale \u201cAntonino Salinas\u201d di Palermo; Selima Giorgia Giuliano, Direttore Centro Regionale per l&#8217;Inventario, la Catalogazione e la Documentazione; Riccardo Guazzelli, Soprintendente Beni Culturali e Ambientali di Trapani; Paolo Inglese, Direttore Sistema Museale di Ateneo, Universit\u00e0 degli Studi di Palermo; Rita Insolia, Direttore Parco Archeologico di Siracusa; Claudio Parisi Presicce, Direttore Musei Capitolini \u2013 Roma; Antonio Purpura, Presidente Fondazione Mandralisca; Giacomo Santi, Sindaco di Volterra; Roberto Sciarratta, Direttore Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento; Francesca Spatafora, Direttore Parco Archeologico di Himera, Solunto e Jato; Rosario Vilardo, Direttore Parco Archeologico delle Isole Eolie.<br \/>\n_____________________<\/p>\n<p><strong>Dal 16 Settembre 2020 al 31 Gennaio 2021<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>PALERMO<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">LUOGO:<\/span>\u00a0Palazzo Reale<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">INDIRIZZO:<\/span>\u00a0piazza Indipendenza 1<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">COSTO DEL BIGLIETTO:<\/span>\u00a0solo mostra \u20ac 7, mostra+palazzo \u20ac 18, marted\u00ec, mercoled\u00ec e gioved\u00ec Cappella Palatina, Giardini Reali+mostra \u20ac 13.50 intero, \u20ac 11.50 ridotto, \u20ac 7 tra i 14 e i 17 anni<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">TELEFONO PER INFORMAZIONI:<\/span>\u00a0+39 091 7055611<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">E-MAIL INFO:<\/span>\u00a0<a href=\"mailto:biglietteria@federicosecondo.org%20e?subject=Richiesta%20informazioni.\">biglietteria@federicosecondo.org e<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">SITO UFFICIALE:<\/span>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.terracqueo.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.terracqueo.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cTerracqueo\u201d Dalla geologia ai giorni nostri, passando per il commercio, le guerre, le navigazioni e l\u2019archeologia subacquea &#8230; Dai saggi dei pi\u00f9 grandi autori di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":87447,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[21787],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87445"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=87445"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87445\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87451,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87445\/revisions\/87451"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/87447"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=87445"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=87445"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=87445"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}