{"id":90483,"date":"2021-01-25T19:31:34","date_gmt":"2021-01-25T18:31:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=90483"},"modified":"2021-01-25T20:03:00","modified_gmt":"2021-01-25T19:03:00","slug":"direzione-spallanzani-varianti-del-virus-covid-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=90483","title":{"rendered":"Direzione Spallanzani &#8211; Varianti del virus &#8211; Covid-19 &#8211;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla direzione scientifica dell\u2019INMI \u201cLazzaro Spallanzani\u201d<\/strong><\/p>\n<h1 class=\"page-header\">Le varianti virali: che cosa cambia?<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alcune mutazioni o combinazioni di mutazioni possono fornire al virus \u201cvariato\u201d un\u00a0vantaggio evolutivo,<\/strong> come una<strong> maggiore trasmissibilit\u00e0<\/strong> o la <strong>capacit\u00e0 di eludere la risposta immunitaria dell\u2019ospite &#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal sito di divulgazione scientifica <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>\u00a0<a class=\"\" href=\"http:\/\/www.scienzainrete.it\/\">www.scienzainrete.it<\/a>\u00a0<span class=\"Apple-converted-space\"> dove <\/span>\u00e8 stato pubblicato l&#8217; articolo, di cui qui sotto, realizzato dalla direzione scientifica dell\u2019INMI \u201cLazzaro Spallanzani\u201d, nel quale viene <strong>approfondito il tema delle mutazioni del genoma virale del SARS-CoV-2 e delle varianti virali<\/strong><\/p>\n<div class=\"region region-content GoogleAnalyticsET-processed\">\n<section id=\"block-system-main\" class=\"block block-system clearfix\">\n<article id=\"node-19258\" class=\"node node-articolo node-promoted clearfix\">\n<header><\/header>\n<div class=\"field field-name-field-occhiello-tag- field-type-taxonomy-term-reference field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\"><a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/argomenti\/covid-19-epidemiologia\">COVID-19\/Epidemiologia<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-taxonomy-vocabulary-6 field-type-taxonomy-term-reference field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\"><strong>di\u00a0<\/strong><a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/autori\/curiale\/2618\">Salvatore Curiale<\/a>,\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/autori\/castilletti\/2659\">Concetta Castilletti<\/a>,\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/autori\/di-caro\/2660\">Antonino Di Caro<\/a>,\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/autori\/ippolito\/2617\">Giuseppe Ippolito<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"rrssb GoogleAnalyticsET-processed\">\n<ul class=\"rrssb-buttons\">\n<li class=\"rrssb-facebook\"><a class=\"popup GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.scienzainrete.it%2Farticolo%2Fle-varianti-virali-che-cosa-cambia%2Fsalvatore-curiale-concetta-castilletti-antonino-di-caro\"><span class=\"rrssb-text\">FACEBOOK<\/span><\/a><\/li>\n<li class=\"rrssb-twitter\"><a class=\"popup GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=Le%20varianti%20virali%3A%20che%20cosa%20cambia%3F&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.scienzainrete.it%2Farticolo%2Fle-varianti-virali-che-cosa-cambia%2Fsalvatore-curiale-concetta-castilletti-antonino-di-caro\"><span class=\"rrssb-text\">TWITTER<\/span><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"field field-name-field-cover field-type-image field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\">\n<blockquote class=\"image-field-caption\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima la Gran Bretagna, poi il Sudafrica e da ultimo il Brasile:<strong> le nuove \u201cversioni\u201d del coronavirus<\/strong> sono al centro dell\u2019attenzione degli scienziati e dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa ne sappiamo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono pi\u00f9 pericolose?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possono d<strong>avvero cambiare la traiettoria della pandemia e mettere a rischio l\u2019efficacia dei vaccini e delle terapie?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 \u00e8 importante sequenziare il virus?<\/p>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\">\n<figure id=\"attachment_90497\" aria-describedby=\"caption-attachment-90497\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/VIRUS-Escribano-e1611599693967.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-90497\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/VIRUS-Escribano-300x232.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"232\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-90497\" class=\"wp-caption-text\">Escribano &#8211; clicca per ingrandire<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COME GLI AMANUENSI &#8220;SBAGLIAVANO&#8221; A COPIARE IL VIRUS &#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante i mille anni che separano la caduta dell\u2019Impero Romano d\u2019Occidente dall\u2019invenzione della stampa, nei monasteri benedettini sparsi per l\u2019Europa <strong>legioni di monaci amanuensi copiavano su robusti fogli di pergamena ricavati dalla pelle di agnello o di vitello i testi antichi<\/strong>, tramandati su fragili rotoli di papiro e sopravvissuti al trascorrere del tempo e\u00a0alle vicissitudini politiche e militari dell\u2019Alto Medioevo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 <strong>a questi eroi, in gran parte sconosciuti, che dobbiamo riconoscenza per averci trasmesso il patrimonio di classici greci e latini<\/strong> che ancora oggi costituiscono <strong>la base della nostra cultura.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante questa attivit\u00e0 i monaci, com\u2019\u00e8 umano, <strong>commettevano errori di copiatura: alcuni casuali, altri dovuti all\u2019imperfetta conoscenza del greco e dell\u2019arabo<\/strong> da cui spesso traducevano in latino, altre volte infine perch\u00e9 <strong>omettevano di copiare pagine o interi volumi ritenuti immorali o sconvenienti<\/strong> per gli standard morali e religiosi dell\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il celebre romanzo di Umberto Eco\u00a0<strong><em>Il Nome della Rosa<\/em>\u00a0\u00e8 ambientato appunto in un monastero di amanuensi benedettini,<\/strong> e la sua trama si sviluppa<strong> intorno a\u00a0uno di questi testi proibiti,<\/strong> l\u2019immaginario secondo volume della\u00a0<em>Poetica<\/em>\u00a0di Aristotele dedicato al riso e alla commedia.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Filologia e filogenetica<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono sorprendenti<strong> le analogie tra l\u2019attivit\u00e0 dei filologi,<\/strong> che comparano le varie copie di un testo antico per risalire, dal confronto tra gli errori di copiatura, al testo originale cos\u00ec come era stato redatto dall\u2019autore, <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">e il lavoro che fanno oggi gli studiosi di filogenetica dei virus,<\/span> <\/strong>i quali mettono a confronto le varie \u201cversioni\u201d di un virus e, confrontando gli <strong>errori di replicazione,<\/strong> riescono a risalire all\u2019antenato comune e\u00a0alla data dello spillover, il momento in cui il virus \u2013 nel nostro caso il SARS-CoV-2 &#8211; \u00e8 <strong>saltato per la prima volta dal suo reservoir naturale (quasi certamente un pipistrello)\u00a0all\u2019essere umano,<\/strong> <strong>per il tramite di un ospite intermedio ancora sconosciuto (furetto? pangolino?).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le analogie non finiscono qui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una recente ricerca<sup>1<\/sup>, realizzata da matematici e bio-informatici del MIT di Boston e recentemente pubblicata su Science, ha applicato alle mutazioni delle proteine virali le tecnologie di\u00a0<em>machine learning<\/em>\u00a0utilizzate per lo studio dei linguaggi naturali e della loro evoluzione. Ci torneremo pi\u00f9 avanti. Per poter leggere il codice del virus occorre effettuare un&#8217;operazione detta\u00a0<strong>sequenziamento genomico<\/strong>, con la quale, <strong>a partire da un campione biologico, si ottiene una trascrizione del genoma,<\/strong> cio\u00e8 l\u2019ordine esatto nel quale si dispongono, lungo i due filamenti che formano la \u201cdoppia elica\u201d del DNA, le quattro basi azotate (adenina, citosina, guanina e timina)\u00a0che costituiscono l\u2019alfabeto della vita. Nel caso del nostro virus, il cui genoma \u00e8 costituito invece da un singolo filamento di RNA, troviamo un\u2019altra base, l\u2019uracile, al posto della timina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il virus entra nel citoplasma delle cellule umane, utilizzando la proteina spike come una chiave falsa per forzare i recettori ACE2 presenti sulla superfice delle cellule, prende possesso dei meccanismi di produzione delle nuove molecole della cellula, che<strong> inizia cos\u00ec a produrre tante copie del RNA del virus anzich\u00e9 il proprio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma la natura non \u00e8 perfetta<\/strong> e cos\u00ec, in questo processo di replicazione all\u2019interno delle cellule umane,<strong> il virus pu\u00f2 \u201cmutare\u201d, possono cio\u00e8 verificarsi errori casuali<\/strong> nel processo di trascrizione del genoma virale, e <strong>le nuove copie di RNA possono avere modifiche rispetto a quella originaria.<\/strong><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Il caso e Darwin<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ruolo dei filogenetisti non \u00e8 quindi soltanto quello di guardare indietro e cercare di ricostruire la storia passata del virus, ma anche quello di osservare il percorso evolutivo del patogeno e le sue mutazioni, attuali e potenziali. <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Dal momento che questo processo avviene continuamente,<\/span> <\/strong>l\u2019emergere di nuove varianti \u00e8 un<span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<strong>evento prevedibile<\/strong>,<\/span> non \u00e8 di per s\u00e9 motivo di preoccupazione, e\u00a0il virus SARS-CoV-2 non fa eccezione. Ci sono virus pi\u00f9 o meno soggetti a mutare, ma le evidenze che emergono dai primi mesi della pandemia confermano il SARS-CoV-2 come un virus abbastanza stabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una ricerca pubblicata su Nature<sup>2<\/sup>\u00a0alla fine di novembre 2020 sono stati analizzati oltre 46.000 genomi virali sequenziati in tutto il mondo, e <strong>non sono state identificate in questo insieme mutazioni ricorrenti associabili in modo convincente a\u00a0una maggiore trasmissione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presupponendo infatti che la frequenza degli errori sia costante, nel caso del SARS-CoV-2 \u00e8 valutata in un errore ogni 10.000 caratteri trascritti. <strong>L\u2019abbondanza degli errori dipende solo dalla lunghezza del genoma<\/strong> (ovvero del \u201ctesto\u201d da trascrivere) e dalla presenza o meno di sistemi di correzione degli errori: <strong>qualcosa di simile a ci\u00f2 che fanno i correttori di bozze nelle redazioni giornalistiche.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti il SARS-CoV-2, che \u00e8 <strong>uno dei virus a RNA con il patrimonio genetico pi\u00f9 grande,<\/strong> ha anche un meccanismo di correzione degli errori che mitiga gli effetti degli errori di trascrizione, riducendone il numero. <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Alcuni errori sfuggono comunque<\/strong><\/span> alla correzione e va detto che si tratta, comunque, di errori casuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte delle mutazioni che ne derivano non ha un impatto significativo sulla diffusione del virus, ma <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">alcune mutazioni o combinazioni di mutazioni possono fornire al virus \u201cvariato\u201d un\u00a0vantaggio evolutivo,<\/span><\/strong> come una<strong> maggiore trasmissibilit\u00e0<\/strong> o la <strong>capacit\u00e0 di eludere la risposta immunitaria dell\u2019ospite<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Darwin ci ha insegnato che<strong> il pi\u00f9 forte, quello che si adatta meglio, sopravvive;<\/strong> se quindi una mutazione del genoma, generatasi casualmente, <strong>permette al virus di riprodursi con maggiore efficienza e rapidit\u00e0 e\/o di adattarsi meglio all\u2019ambiente nel quale si trova<\/strong>, pu\u00f2 diventare dominante e <strong>soppiantare il ceppo originario o altre varianti meno efficienti<\/strong> dal punto di vista evolutivo.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">La fabbrica delle proteine<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo un passo indietro e torniamo all\u2019interno della nostra cellula infetta, dove il virus ha creato tante copie del proprio genoma. L\u2019RNA virale, in s\u00e9, non \u00e8 ancora un nuovo virus, \u00e8 piuttosto un \u201clibretto di istruzioni\u201d, una sequenza di comandi per la produzione delle varie proteine che poi si assembleranno, come i mattoncini del Lego, a formare nuove copie del virus. <strong>Queste \u201cfabbriche delle proteine\u201d si chiamano ribosomi,<\/strong> e sono anch\u2019esse contenute nel citoplasma delle cellule. All\u2019interno del ribosoma si trova una molecola, il tRNA, che legge la sequenza delle circa 30.000 basi azotate (o nucleotidi) allineate lungo il filamento di RNA del SARS-CoV-2, e sulla base delle istruzioni in esse contenute, sintetizza gli amminoacidi che vanno a costituire le proteine del virus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le basi vengono lette a gruppi di tre, quindi ogni tripletta (detta anche codone) pu\u00f2 avere 64 combinazioni diverse: a 61 di esse corrisponde uno dei 20 amminoacidi necessari alla creazione delle proteine, mentre le restanti tre combinazioni sono utilizzate come segnale di stop, ovvero indicano che la \u201cparola\u201d da leggere \u00e8 stata completata e che la prossima lettura sar\u00e0 l\u2019inizio di una parola diversa, esattamente come gli spazi vuoti in un testo scritto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Covid-dati-Ippolito1.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-90486\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Covid-dati-Ippolito1-300x265.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"265\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Covid-dati-Ippolito1-300x265.png 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Covid-dati-Ippolito1-1024x906.png 1024w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Covid-dati-Ippolito1-768x679.png 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Covid-dati-Ippolito1-339x300.png 339w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Covid-dati-Ippolito1.png 1264w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> cliccare per ingrandire<\/a><\/p>\n<p>____________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli errori di replicazione del RNA virale possono portare a\u00a0una diversa collocazione di alcune delle basi lungo il filamento del RNA, alla loro cancellazione, o all\u2019inserimento di nuove basi. <strong>Quando leggiamo per esempio che la variante inglese comprende la mutazione N501Y, vuol dire che a seguito di una diversa composizione delle basi in essa contenute, la tripletta posta nella posizione 501 di quella proteina ha prodotto, anzich\u00e9 l\u2019asparagina (contrassegnata col codice N), la tirosina (codice Y).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La modifica pu\u00f2 non avere alcun effetto, se per esempio l\u2019amminoacido prodotto dalla tripletta modificata \u00e8 lo stesso di quella originaria (ricordiamo: abbiamo 61 possibili triplette per produrre 20 amminoacidi): in questo caso si parla di \u201cmutazione silente\u201d o \u201csinonima\u201d; <strong>ma pu\u00f2 anche portare alla produzione di un amminoacido al posto di un altro (\u201cscambio\u201d), alla perdita totale di uno o pi\u00f9 amminoacidi<\/strong> (definita dai genetisti \u201cdelezione\u201d, perch\u00e9 comporta il taglio di una parte della proteina), <strong>all\u2019inserimento di amminoacidi non presenti nel genoma originale, alla troncatura della parte rimanente<\/strong> di una proteina, che si verifica quando una tripletta che codifica un amminoacido viene cambiata con una che codifica il segnale di stop (\u201cnon senso\u201d), <strong>o viceversa alla cancellazione della codifica di stop con una che codifica un amminoacido,<\/strong> col risultato di creare una proteina pi\u00f9 grande di quella originale e probabilmente disfunzionale (\u201cno stop\u201d).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Covid-dati-r-Ippolito2-e1611598739649.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-90487\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Covid-dati-r-Ippolito2-300x195.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"195\" \/><\/a> clicca per ingrandire<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Il virus \u201creagisce\u201d all\u2019uomo?<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019infezione da SARS-CoV-2 ha generalmente una durata di una settimana-dieci giorni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo questo periodo, a parte i casi in cui, <strong>soprattutto nelle persone pi\u00f9 anziane o che sono affette anche da altre patologie di rilievo, l\u2019infezione assume forme gravi o critiche e progredisce verso la polmonite interstiziale,<\/strong> <strong>l\u2019infezione viene risolta grazie agli anticorpi<\/strong> prodotti dal sistema immunitario umano, che neutralizzano<strong> le proteine del virus e ne bloccano l\u2019entrata nelle cellule.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quel punto il virus, essendo un parassita obbligato che alla lunga pu\u00f2 sopravvivere soltanto all\u2019interno di altri esseri viventi, <strong>deve riuscire a contagiare un altro ospite suscettibile all\u2019infezione, nel nostro caso un altro essere umano,<\/strong> oppure giunge a fine corsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo virus \u00e8 entrato in contatto con l\u2019uomo solo da poco tempo, e il nostro sistema immunitario\u00a0\u00e8 sicuramente pi\u00f9 aggressivo nei suoi confronti<\/strong> rispetto a quello degli animali che costituiscono il suo serbatoio, quasi certamente i pipistrelli, nei quali ha probabilmente trovato un equilibrio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per dirla in maniera un po\u2019 semplicistica, le due parti hanno trovato un accordo:<strong> il virus non uccide chi lo ospita e cerca di non danneggiarlo, e l\u2019animale ospite gli consente di sopravvivere e moltiplicarsi a lungo pressoch\u00e9 indisturbato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il virus, specie quando \u201cnuovo\u201d,<\/strong><\/span> \u00e8 dunque sottoposto a\u00a0una\u00a0<strong>forte pressione selettiva<\/strong>, <strong>che riguarda soprattutto le proteine<\/strong> pi\u00f9 esposte all\u2019attacco del sistema immunitario, e<strong><span style=\"text-decoration: underline;\"> tra queste la proteina spike, che esercita un ruolo fondamentale<\/span><\/strong> nel consentire l\u2019infezione delle cellule. <strong>La proteina spike \u00e8 infatti il bersaglio principale degli anticorpi neutralizzanti,<\/strong> di quelli prodotti a seguito di infezione \u201cnaturale\u201d ma anche di quelli la cui produzione \u00e8 stimolata dai vaccini, <strong>che di fatto \u201csimulano\u201d una infezione naturale introducendo nel corpo umano proprio questa proteina \u201cpreformata\u201d<\/strong> oppure le istruzioni per farla produrre da parte delle stesse cellule umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se dunque <strong>le mutazioni<\/strong> in altre porzioni del genoma virale possono avere poca o nessuna importanza evolutiva, nel caso della proteina S <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>\u00e8 pi\u00f9 probabile che prendano il sopravvento<\/strong> <\/span>e si affermino le mutazioni che danno al virus <strong>qualche chance in pi\u00f9 di resistere all\u2019attacco degli anticorpi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni ricercatori hanno avanzato l\u2019ipotesi che <strong>l\u2019affermarsi di varianti come quella inglese possano essere state accelerate dalla prolungata replicazione del virus nell\u2019organismo di pazienti immunocompromessi che spesso manifestano un\u2019infezione di lunga durata<sup>3<\/sup><\/strong>.<strong> In tal caso il virus, meno \u201cdisturbato\u201d dagli anticorpi umani,<\/strong> avrebbe agio di replicarsi pi\u00f9 a lungo all\u2019interno dell\u2019ospite e di adattarsi meglio. Un recente studio<sup>4<\/sup>\u00a0ha analizzato il caso di un paziente oncologico trattato con un farmaco che riduce la produzione di linfociti B, deceduto 101 giorni dopo aver contratto l\u2019infezione. <strong>Per i primi due mesi dopo l\u2019infezione il virus si \u00e8 replicato senza significative mutazioni, <span style=\"text-decoration: underline;\">ma a seguito di un ciclo di trattamento con plasma di convalescente il virus ha sviluppato significative mutazioni.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una corrispondenza alla rivista New England Journal of Medicine<sup>5<\/sup>\u00a0\u00e8 documentato un caso simile: un paziente immunocompromesso deceduto dopo 154 giorni dall\u2019infezione, che durante il decorso clinico \u00e8 stato trattato tra l\u2019altro con corticosteroidi e\u00a0altri farmaci presumibilmente in grado di esercitare una pressione selettiva, quali idrossiclorochina (farmaco antimalarico con effetto anche antinfiammatorio), remdesivir (inibitore della replicazione dei virus a RNA), immunoglobuline per endovena, e un cocktail sperimentale di anticorpi monoclonali. L\u2019analisi filogenetica dei campioni prelevati al paziente durante la sua storia clinica ha evidenziato un&#8217;<strong>accelerazione nell\u2019evoluzione del virus<\/strong>, con la maggior parte delle mutazioni intervenute nella proteina Spike.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una terza\u00a0<em>case history<\/em><sup>6<\/sup>, riguardante una paziente oncologica sopravvissuta a\u00a0un&#8217;infezione durata 105 giorni, il sequenziamento effettuato su un campione virale prelevato 70 giorni dopo l\u2019inizio della malattia ha evidenziato la presenza di numerose variazioni genetiche rispetto a\u00a0un altro sequenziamento fatto al giorno 49, prima che il paziente ricevesse due infusioni di plasma di convalescente. E potrebbe non essere un caso che una delle varianti pi\u00f9 importanti di cui sinora si ha notizia sia emersa in un paese, il Sudafrica, che ha una delle maggiori percentuali al mondo di persone sieropositive all\u2019HIV, quindi con un sistema immunitario indebolito.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">I tre imputati<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento, le varianti che preoccupano maggiormente in un\u2019ottica di contenimento della pandemia sono tre, e in base alla nazione nella quale sono emerse sono state rispettivamente ribattezzate <strong>\u201cinglese\u201d, \u201csudafricana\u201d e \u201cbrasiliana\u201d,<\/strong> anche se l\u2019Oms sta valutando l\u2019adozione di un sistema unico di denominazione, per semplificare la nomenclatura tecnica e soprattutto per evitare l\u2019associazione di un patogeno o di una sua variante a specifiche aree geografiche: l\u2019esperienza del \u201cvirus cinese\u201d docet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pi\u00f9 nota di queste varianti \u00e8 quella che si \u00e8 diffusa a partire dalla fine del mese di settembre nel sud-est della Gran Bretagna e la cui denominazione tecnica \u00e8\u00a0<strong>VOC-202012\/01<\/strong>\u00a0(letteralmente \u201cvariante oggetto di attenzione n.1 del dicembre 2020\u201d) o\u00a0<strong>B.1.1.7<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Questa variante ha causato e continua a causare grande allarme,<\/span><\/strong> e indotto <strong>il governo inglese ad assumere significative misure di contenimento,<\/strong> dapprima nel sud-est e a Londra, dove <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">rappresenta ormai oltre il 50% dei nuovi casi<\/span><\/strong>, e successivamente in tutto il paese, dove nello stesso periodo l\u2019incidenza dei casi positivi \u00e8 aumentata in maniera significativa<sup>7<\/sup>. Secondo due analisi, elaborate rispettivamente dalla London School of Hygyene and Tropical Medicine<sup>8<\/sup>\u00a0e dall\u2019Imperial College di Londra<sup>9<\/sup>, questa nuova variante sarebbe caratterizzata da una\u00a0<strong>maggiore trasmissibilit\u00e0<\/strong>\u00a0rispetto agli altri ceppi pi\u00f9 comuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La variante B.1.1.7 presenta diverse e significative modifiche del genoma rispetto al ceppo originario;<\/strong> quelle pi\u00f9 rilevanti ai fini dell\u2019evoluzione della pandemia<strong> sono le otto che riguardano la proteina spike,<\/strong> e\u00a0in particolare la\u00a0<strong>HV 69-70 deletion<\/strong>, ovvero la perdita degli amminoacidi nelle posizioni 69 e 70, che potrebbe <strong>causare una diversa conformazione della proteina, mutandone l\u2019aspetto<\/strong>, e la mutazione\u00a0<strong>N501Y<\/strong>, che trovandosi in quell\u2019area della proteina Spike detta RBD (<em>Receptor Binding Domain<\/em>), che si lega ai recettori della cellula umana ACE2, potrebbe <strong>renderla meno attaccabile dagli anticorpi che sono stati sviluppati contro un virus<\/strong> che non possedeva questa mutazione, quale quello che finora \u00e8 circolato e contro il quale sono stati prodotti anticorpi e vaccini. Un tipo di test diagnostico molecolare molto utilizzato nel Regno Unito\u00a0<strong>non riesce a rilevare la proteina spike quando presenta questa delezione<\/strong>: esso viene pertanto utilizzato per diagnosticare la positivit\u00e0 alla variante inglese, quando il test restituisce un valore negativo alla proteina spike e positivo per le atre due porzioni del genoma virale che il test \u00e8 in grado di rilevare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una seconda variante \u00e8 stata osservata per la prima volta in campioni prelevati nel mese di ottobre in Sudafrica, dove \u00e8 diventata la forma dominante del virus nel mese di dicembre. Questa variante, designata come\u00a0<strong>B.1.351 o 501.V2<\/strong>, presenta mutazioni potenzialmente significative, e secondo analisi preliminari <strong>sarebbe caratterizzata anch\u2019essa da maggiore trasmissibilit\u00e0.<\/strong> In essa ritroviamo la mutazione N501Y precedentemente descritta per la variante inglese e\u00a0altre due mutazioni rilevanti che riguardano sempre il segmento RBD della proteina spike: la E484K e la K417N. Queste mutazioni sembrano in grado di\u00a0<strong>inibire, in tutto o in parte, il legame degli anticorpi<\/strong>\u00a0neutralizzanti con la proteina modificata, dal momento che essi sono in grado di riconoscere quella contenuta nel virus originario (i virologi lo chiamano virus\u00a0<em>wild type<\/em>\u00a0o selvaggio), sequenziato da un paziente di Wuhan all\u2019inizio del 2020).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una terza variante \u00e8 stata recentemente individuata in Brasile e\u00a0in Giappone,<\/strong> dove \u00e8 stata sequenziata in quattro viaggiatori provenienti dal Brasile. Anche questa, individuata con la sigla\u00a0<strong>B.1.1.28.1 o P.1<\/strong>, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>si ritiene possa essere caratterizzata da maggiore contagiosit\u00e0.<\/strong> <\/span>In questa variante ritroviamo alcune mutazioni comuni a\u00a0una o a entrambe le altre varianti: una delezione nel gene ORF1b (in comune con la variante inglese) e soprattutto alcune mutazioni nella proteina spike: K417N e E484K (in comune con la variante sudafricana) e la N501Y, che ritroviamo in tutte e tre le varianti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Covid-5-Ippolito3-e1611598883745.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-90489\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Covid-5-Ippolito3-300x167.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\" \/><\/a>clicca per ingrandire<\/p>\n<p>Figura 4. Variante inglese, sudafricana e brasiliana: le mutazioni. Legenda: syn, sinonimo; ins,\u00a0inserimento; del,\u00a0delezione; stop,\u00a0traduzione interrotta. In rosso le mutazioni che ricorrono, totalmente o parzialmente, in pi\u00f9 varianti.<br \/>\nFonti: Galloway SE, Paul P, MacCannell DR<em>\u00a0et al<\/em>.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/dx.doi.org\/10.15585\/mmwr.mm7003e2\">Emergence of SARS-CoV-2 B.1.1.7 Lineage \u2014 United States, December 29, 2020\u2013January 12, 2021<\/a>. MMWR Morb Mortal Wkly Rep . ePub: 15 January 2021;\u00a0Rambaut A, Nick Loman\u00a0<em>et al<\/em>.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/bit.ly\/3nWgQ1A%20H\">Preliminary genomic characterisation of an emergent SARS-CoV-2 lineage in the UK defined by a novel set of spike mutations<\/a>, Dec 20, 2020, virological.org. Tegally\u00a0E. Wilkinson\u00a0<em>et al<\/em>.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1101\/2020.12.21.20248640\">Emergence and rapid spread of a new severe acute respiratory syndrome-related coronavirus 2 (SARS-CoV-2) lineage with multiple spike mutations in South Africa<\/a>, MedRxiv, Dec 22, 2020.\u00a0Naveca F, Nascimento V\u00a0<em>et al<\/em>.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"http:\/\/https\/\/bit.ly\/35NRwVC\">Phylogenetic relationship of SARS-CoV-2 sequences from Amazonas with emerging Brazilian variants harboring mutations E484K and N501Y in the Spike protein<\/a>, Jan 11, 2021, virological.org.\u00a0Faria NR, Morales Claro I\u00a0<em>et al<\/em>.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/bit.ly\/3oXqhPL\">Genomic characterisation of an emergent SARS-CoV-2 lineage in Manaus: preliminary findings<\/a>, Jan 13, 2021, virological.org<\/p>\n<p>_________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cominciano intanto ad aumentare notizie dell\u2019emersione di altre varianti: <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ultimamente abbiamo letto di una <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">variante \u201ccaliforniana\u201d,<\/span> <\/strong>denominata L452R, che tra novembre e dicembre \u00e8 salita dal 3,8% al 25% dei sequenziamenti effettuati in California, area dove l\u2019incidenza del virus \u00e8 in forte aumento. Un cluster di 35 persone positive a\u00a0una versione \u201cmutata\u201d del virus \u00e8 stato individuato nella stazione sciistica di Garmisch-Partenkirchen, sulle alpi bavaresi. \u00c8 probabile che, aumentando l\u2019attenzione anche mediatica sul tema e il numero di sequenziamenti virali, <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">questi \u201cavvistamenti\u201d diventeranno sempre pi\u00f9 numerosi,<\/span> <\/strong>e gli scienziati avranno a disposizione quantit\u00e0 sempre maggiori di dati per studiare il fenomeno e cercare di disegnare con maggiore precisione la traiettoria evolutiva del virus.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">La sorveglianza genomica<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 importante sottolineare che alcune di queste mutazioni, per di pi\u00f9 in aree \u201cdelicate\u201d del virus come la proteina spike, sono\u00a0<strong>emerse in modo indipendente<\/strong>\u00a0in tutte e tre le varianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo manifestarsi quasi simultaneo di mutazioni simili o identiche in campioni raccolti in paesi del mondo assai lontani tra loro suggerisce che si possa trattare di cambiamenti avvenuti per selezione naturale del SARS-CoV-2, sottoposto all<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>\u2019enorme pressione evolutiva derivante dal doversi adattare ad un animale, l\u2019essere umano, con il quale sino a pochi mesi fa non aveva mai \u201cconvissuto\u201d<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, come \u00e8 lecito ipotizzare, <strong>queste mutazioni conferiscono al virus un vantaggio evolutivo, rendendolo per esempio pi\u00f9 trasmissibile o meglio attrezzato per eludere una risposta immunitaria pre-esistente,<\/strong> ovvero determinata da precedenti infezioni o vaccinazioni, dobbiamo ragionevolmente attenderci un\u00a0<strong>aumento della frequenza di varianti<\/strong>\u00a0con queste caratteristiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i virus, in maggiore o minore misura, hanno la capacit\u00e0, detta\u00a0<em>viral escape<\/em>, di mutare, eludendo in questo modo il sistema immunitario umano, <strong>continuando a riprodursi all\u2019interno delle cellule<\/strong> e <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">rendendo assai pi\u00f9 complicato lo sviluppo di farmaci antivirali e di vaccini.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni ricercatori del MIT hanno recentemente creato tre modelli di\u00a0<em>viral escape<\/em>\u00a0per altrettante proteine virali, l\u2019emoagglutinina del virus influenzale, la glicoproteina envelope dell\u2019HIV e la proteina spike del SARS.CoV-2. Per creare questi modelli sono stati utilizzati algoritmi di\u00a0<em>machine learning<\/em>\u00a0originariamente sviluppati per il linguaggio naturale umano: in pratica, sono state considerate mutazioni rilevanti ai fini evolutivi quelle che preservano l&#8217;infettivit\u00e0 virale ma danno al virus un aspetto diverso che lo rende non riconoscibile da parte del sistema immunitario, allo stesso modo in cui la sostituzione per errore di una o pi\u00f9 parole in una frase ne preserva la correttezza grammaticale e sintattica ma pu\u00f2 cambiarne completamente il significato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per cercare di capire quali sono le traiettorie evolutive del virus \u00e8 necessario per\u00f2 effettuare il\u00a0<strong>maggior numero possibile di sequenziamenti\u00a0<\/strong>del genoma degli isolati virali. Attraverso questa attivit\u00e0 \u00e8 stato possibile, all\u2019inizio dell\u2019epidemia, identificare e \u201ccaratterizzare\u201d rapidamente il virus, sviluppare e validare test diagnostici e avviare la ricerca sui vaccini. Ma oggi questa attivit\u00e0 \u00e8 ancora pi\u00f9 importante di un anno fa, tant\u2019\u00e8 vero che l\u2019Oms\u00a0ha recentemente pubblicato<sup>10<\/sup>\u00a0una guida all\u2019utilizzo del\u00a0<strong>sequenziamento come strumento di salute pubblica<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incremento dei sequenziamenti \u00e8 l\u2019unico sistema che permetta di\u00a0<strong>monitorare la diffusione di varianti\u00a0<\/strong>virali in grado di \u201cevadere\u201d dai sistemi di difesa e cercare di comprendere l\u2019evoluzione del virus: non \u00e8 un caso se l\u2019allarme sulla nuova variante sia giunto dalla <strong>Gran Bretagna, che sin da marzo 2020 ha deciso di investire in maniera massiccia sul sequenziamento del virus.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su oltre 380.000 sequenze virali depositate al 17 gennaio sulla banca dati internazionale Gisaid, <strong>oltre 165.000 sono state effettuate in Gran Bretagna, contro le circa 75.000 degli Stati Uniti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In termini di rapporto tra <strong>casi positivi e sequenziamenti la Gran Bretagna \u00e8 seconda solo alla Danimarca, dove sono state effettuate tantissime sequenze, oltre <span style=\"text-decoration: underline;\">28.000<sup>11<\/sup><\/span>,<\/strong> anche a seguito della<strong><span style=\"text-decoration: underline;\"> paura generatasi nel paese scandinavo qualche mese fa a seguito della diffusione dell\u2019epidemia tra i visoni,<\/span> <\/strong>allevati per la pelliccia soprattutto nell\u2019area settentrionale del Paese. Gli animali, dopo aver contratto l\u2019infezione dall\u2019uomo, avevano a loro volta trasmesso il contagio ad altre persone, e\u00a0al termine di questo tragitto di andata e ritorno si \u00e8 osservata in molti isolati virali una mutazione (Y453F) nella proteina spike.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In Germania, dove sino a met\u00e0 gennaio sono stati effettuati circa <span style=\"text-decoration: underline;\">3.500<\/span> sequenziamenti,<\/strong> il governo ha recentemente deciso di investire 200 milioni di euro nel potenziamento di questa attivit\u00e0\u00a0e\u00a0ha disposto l\u2019obbligo per i laboratori di sequenziare almeno un campione su venti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In Italia i sequenziamenti effettuati al 17 gennaio sono\u00a0poco pi\u00f9 di <span style=\"text-decoration: underline;\">2.200,<\/span> un numero che speriamo possa crescere rapidamente.<\/strong><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Varianti e vaccini<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima cosa che emerge da tutte le analisi sin qui condotte \u00e8 che queste nuove versioni del virus sono probabilmente\u00a0<strong>pi\u00f9 trasmissibili\u00a0ma non pi\u00f9 letali<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 ha un senso dal punto di vista evolutivo: <strong>la morte dell\u2019ospite decreta infatti anche la morte del parassita, se non riesce a migrare verso un altro ospite, quindi la maggiore letalit\u00e0 non aumenta le chance di sopravvivenza del virus,<\/strong> non gli d\u00e0 in effetti alcun vantaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per il virus la situazione \u201cideale\u201d \u00e8 quella della coabitazione pacifica,<\/strong> come avviene per esempio con l\u2019herpes zoster, <span style=\"text-decoration: underline;\">il virus che causa la varicella e il fuoco di Sant\u2019Antonio,<\/span> che rimane annidato nei gangli nervosi, poco irrorati dal sangue e quindi difficilmente raggiungibili dagli anticorpi, e si risveglia solo quando il sistema immunitario \u00e8 indebolito.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Covid-dati-Ippolito4-e1611599061752.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-90491\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Covid-dati-Ippolito4-300x183.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"183\" \/><\/a> clicca per ingrandire<\/p>\n<p>Figura 4. \u00c8 peggio un virus pi\u00f9 letale o uno pi\u00f9 infettivo? Una simulazione dell\u2019andamento dei decessi tra un virus \u201cbase\u201d, un virus con uguale infettivit\u00e0 ma pi\u00f9 letale del 50%, e\u00a0un virus con uguale letalit\u00e0 ma pi\u00f9 infettivo del 20%<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, il fatto che le varianti siano pi\u00f9 trasmissibili ma non pi\u00f9 letali, <strong>non deve essere motivo di grande consolazione. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginiamo una situazione di partenza con 10.000 contagiati, un tasso di letalit\u00e0 del 2%, quindi 200 decessi, e\u00a0un numero di riproduzione Rt settimanale di 1, ovvero con il numero dei casi positivi stabile. In questa situazione, alla fine della settimana 10 avremmo un totale di 2.200 decessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Se ipotizziamo di avere una variante virale pi\u00f9 letale del 50%<\/span><\/strong> (quindi con tasso di letalit\u00e0 del 3%) <strong>alla fine della decima settimana i decessi sarebbero 3.300<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se invece la variante avesse la stessa letalit\u00e0 del virus originario ma una trasmissibilit\u00e0 maggiore soltanto del 20% (Rt 1,2), alla fine delle dieci settimane il numero complessivo degli infetti salirebbe notevolmente (quasi 62.000),<\/strong> e di conseguenza <span style=\"text-decoration: underline;\">i decessi schizzerebbero a 6.430.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E dunque:\u00a0<strong>mascherine<\/strong>,\u00a0<strong>distanziamento<\/strong>,\u00a0<strong>igiene delle mani<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le misure da applicare<strong> <span style=\"text-decoration: underline;\">continuano a\u00a0essere le stesse, e se aumenta la trasmissibilit\u00e0 del virus dovranno essere mantenute con ancora maggiore attenzione<\/span>,<\/strong> in attesa di colpire il virus con la nostra prossima mossa, il vaccino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Gi\u00e0, il vaccino.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda che tutti ci facciamo \u00e8: <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">ci difender\u00e0 da queste e dalle altre varianti virali che emergeranno in futuro? <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta immunitaria del vaccino, \u201ctarata\u201d sulla proteina spike del virus \u201cselvaggio\u201d isolato in tutto il mondo (Italia compresa) nel gennaio 2020, sar\u00e0 efficace anche contro la proteina spike\u00a0\u201cmutata\u201d contenuta nelle pi\u00f9 recenti varianti virali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta onesta a questa domanda \u00e8:\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>non lo sappiamo ancora<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I primi riscontri sembrano positivi:<\/strong> in uno studio per il momento pubblicato solo in preprint<sup>12<\/sup>, Pfizer e BioNTech hanno creato due pseudo-virus, uno con le caratteristiche del ceppo di Wuhan e l\u2019altro con le mutazioni della variante inglese, e\u00a0hanno riscontrato che gli anticorpi prodotti dal vaccino Pfizer hanno lo stesso effetto neutralizzante su entrambi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra buona notizia \u00e8 che i vaccini contro il coronavirus, specialmente <strong>quelli realizzati con tecnologie di ingegneria genetica (come quelli a RNA messaggero o a vettore virale)<\/strong>\u00a0sono\u00a0<strong>facilmente adattabili ai nuovi ceppi virali<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una ragione in pi\u00f9, questa, per potenziare la sorveglianza genomica della pandemia e\u00a0incrementare il numero dei sequenziamenti, con l\u2019obiettivo di inserire nei futuri vaccini le sequenze \u201caggiornate\u201d dei geni presenti nei ceppi virali dominanti. Qualcosa di simile a quanto avviene ogni anno con il vaccino anti-influenzale.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Dove andr\u00e0 il virus?<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci troviamo di fronte a\u00a0una sorta di danza del cobra e della mangusta, <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">dall\u2019esito ancora incerto,<\/span> <\/strong>tra il sistema immunitario umano, che reagisce a\u00a0un patogeno di cui non ha traccia nella propria \u201clibreria immunitaria\u201d contenuta nei linfociti B e T, e\u00a0un virus che cerca di adeguarsi ad un ambiente nuovo ed ostile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Non sappiamo ovviamente come evolver\u00e0 la pandemia,<\/strong><\/span> ma se le attivit\u00e0 di contenimento e di mitigazione dell\u2019infezione non riusciranno a realizzare lo scenario di completa eradicazione di questo virus, uno degli scenari possibili \u00e8 che esso diventi endemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A\u00a0oggi esistono, oltre al SARS-CoV-2, altri sei coronavirus in grado di trasmettersi da uomo a uomo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due di questi, SARS CoV-1 e MERS, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>hanno tassi di letalit\u00e0 ancora pi\u00f9 elevati del SARS-CoV-2,<\/strong><\/span> <strong>ma sono stati contenuti<\/strong> e non hanno mai avuto una diffusione sostenuta; <strong>gli altri quattro invece hanno una circolazione endemica, provocano sintomi lievi<\/strong> e non costituiscono una minaccia per la salute pubblica: causano infatti semplici raffreddori o manifestazioni para-influenzali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi dei dati immunologici ed epidemiologici dei quattro coronavirus umani endemici evidenzia che, essendo virus molto diffusi, per questi patogeni la prima infezione avviene tra i tre e i cinque anni di vita, e prima dei quindici anni di et\u00e0 praticamente tutti siamo stati infettati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Nel prosieguo della nostra vita questi virus torneranno ripetutamente a visitarci,<\/span><\/strong> ma la prima infezione e le successive reinfezioni <strong>generano progressivamente una risposta immunitaria<\/strong> che, pur se non blocca del tutto le successive infezioni, ci protegge da manifestazioni cliniche di entit\u00e0 significativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso del SARS-CoV-2, <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">siamo di fronte a\u00a0un patogeno che non aveva mai avuto alcun contatto con l\u2019essere umano<\/span><\/strong>\u00a0e contro il quale dunque <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">il nostro arsenale immunologico \u00e8 sguarnito. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>II pi\u00f9 giovani sembrano rispondere all\u2019infezione da SARS-CoV-2<\/strong> come alla prima infezione di uno dei quattro coronavirus endemici, <strong>con sintomi lievi o addirittura senza sintomi,<\/strong> mentre le persone di et\u00e0 pi\u00f9 avanzata hanno pi\u00f9 difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il tempo,e col progredire della vaccinazione della popolazione\u00a0<strong>si potrebbe per\u00f2 costituire un substrato di immunizzazione:<\/strong> magari non perfetto, che si attenua col tempo, che non protegge del tutto dalle varianti, ma che comunque attenua i sintomi e li rende gestibili senza interessare le basse vie respiratorie e\u00a0altri organi vitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non dunque una immunit\u00e0 di gregge<\/strong> che impedisca del tutto le infezioni,<strong> ma una \u201cconvivenza\u201d con un virus le cui manifestazioni cliniche verrebbero a quel punto derubricate alla voce \u201cmalanno di stagione\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quanto tempo ci potrebbe volere?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una recente ricerca<sup>13<\/sup>, un gruppo di scienziati americani ha elaborato <strong>un modello matematico<\/strong> che, sulla base di vari parametri degli altri coronavirus umani endemici (et\u00e0 della prima infezione, tasso di riproduzione, durata dell\u2019immunizzazione, severit\u00e0 della malattia nelle reinfezioni, tasso di letalit\u00e0 nella prima infezione), disegna una serie di scenari di passaggio da una fase di emergenza epidemica, nella quale il nuovo patogeno ha investito una popolazione completamente vergine causando una malattia severa nei gruppi pi\u00f9 vulnerabili per et\u00e0 e patologie, a\u00a0una fase endemica, nella quale gli individui si infettano da piccoli, poi continuano a reinfettarsi periodicamente e\u00a0a trasmettere il virus. In questo scenario, <strong>la malattia Covid-19 si presenterebbe in forme progressivamente sempre pi\u00f9 lievi, con tassi di letalit\u00e0 comparabili o anche inferiori a quelli dell\u2019influenza stagionale,<\/strong> e la vaccinazione che stiamo avviando in questi mesi potrebbe giocare un ruolo fondamentale, accelerando nella popolazione, soprattutto in quella pi\u00f9 anziana e fragile, l\u2019acquisizione di una prima immunizzazione che altrimenti richiederebbe molto pi\u00f9 tempo e soprattutto tanti decessi in pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una maldicenza diffusa tra gli esperti dice che i modelli matematici, applicati alle malattie infettive, sono indubbiamente utili <strong>anche se non ci prendono mai. Speriamo invece che questa volta siano corretti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Note<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">1. Brian Hie, Ellen D. Zhong, Bonnie Berger, Bryan Bryson, Learning the language of viral evolution and escape. Science, 15 Jan 2021 284-288.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.doi.org\/10.1126\/science.abd7331\">https:\/\/www.doi.org\/10.1126\/science.abd7331<\/a><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">2. van Dorp L, Richard, D,\u00a0Tan\u00a0CS\u00a0<em>et al<\/em>. No evidence for increased transmissibility from recurrent mutations in SARS-CoV-2. Nat Commun 11, 5986 (2020).\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41467-020-19818-2\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41467-020-19818-2<\/a><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">3. Kupferschmidt K, U.K. variant puts spotlight on immunocompromised patients\u2019 role in the COVID-19 pandemic. Science, 23 dicembre 2020.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.doi.org\/\">https:\/\/www.doi.org\/<\/a>\u00a010.1126\/science.abg2911<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">4.\u00a0Kemp SA, Collier DA\u00a0<em>et al<\/em>.\u00a0Neutralising antibodies drive Spike mediated SARS-CoV-2 evasion. MedRxiv, 19 dicembre 2020.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1101\/2020.12.05.20241927\">https:\/\/doi.org\/10.1101\/2020.12.05.20241927<\/a><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">5. Choi B,\u00a0Choudhary MC, Regan J\u00a0<em>et al<\/em>.\u00a0Persistence and Evolution of SARS-CoV-2 in an Immunocompromised Host. NEJM, 2020; 383:2291-2293\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.doi.org\/10.1056\/NEJMc2031364\">https:\/\/www.doi.org\/10.1056\/NEJMc2031364<\/a><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">6. Avanzato VA,\u00a0Matson MJ\u00a0<em>et al<\/em>. Case Study: Prolonged Infectious SARS-CoV-2 Shedding from an Asymptomatic Immunocompromised Individual with Cancer. Cell, Vol. 183, 7, P1901-1912.e9, December 23, 2020.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.cell.2020.10.049\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.cell.2020.10.049<\/a><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">7. WHO Disease Outbreak News, SARS-CoV-2 Variant \u2013 United Kingdom, 21 December 2020.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/bit.ly\/38pm54p\">https:\/\/bit.ly\/38pm54p<\/a>\u00a0ECDC, Risk Assessment: Risk related to spread of new SARS-CoV-2 variants of concern in the EU\/EEA, 29 dicembre 2020.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/bit.ly\/3n7wkzL\">https:\/\/bit.ly\/3n7wkzL<\/a><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">8. Davies N,\u00a0 Barnard RC\u00a0<em>et al<\/em>.\u00a0Estimated transmissibility and severity of novel SARS-CoV-2 Variant of Concern 202012\/01 in England, CMMID Repository, 23 dicembre 2020.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/bit.ly\/37XAndf\">https:\/\/bit.ly\/37XAndf<\/a><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">9. Erik Volz1, Swapnil Mishra, et al., Report 42 &#8211; Transmission of SARS-CoV-2 Lineage B.1.1.7 in England: insights from linking epidemiological and genetic data. 31 dicembre 2020.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/bit.ly\/3pFVVBb\">https:\/\/bit.ly\/3pFVVBb<\/a><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">10.Genomic sequencing of SARS-CoV-2: a guide to implementation for maximum impact on public health. Geneva: World Health Organization; 2021.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/bit.ly\/3nxeYwc\">https:\/\/bit.ly\/3nxeYwc<\/a><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">11. European Centre for Disease Prevention and Control. Sequencing of SARS-CoV-2. 23 December 2020. ECDC:Stockholm; 2020 (<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.ecdc.europa.eu\/sites\/default\/files\/documents\/sequencing-of-SARS-CoV-2.pdf\">https:\/\/www.ecdc.europa.eu\/sites\/default\/files\/documents\/sequencing-of-S&#8230;<\/a>\u00a0)<\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">12 Muik A,\u00a0Wallisch AK\u00a0<em>et al<\/em>. Neutralization of SARS-CoV-2 lineage B.1.1.7 pseudovirus by BNT162b2 vaccine-elicited human sera. BioRxiv, 19 gennaio 2021.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1101\/2021.01.18.426984\">https:\/\/doi.org\/10.1101\/2021.01.18.426984<\/a><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">13. Lavine JS, Bjornstad ON, Antia R, Immunological characteristics govern the transition of COVID-19 to endemicity. Science, 12 gennaio 2021, eabe6522.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.doi.org\/10.1126\/science.abe6522\">http:\/\/www.doi.org\/10.1126\/science.abe6522<\/a><\/h5>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/section>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla direzione scientifica dell\u2019INMI \u201cLazzaro Spallanzani\u201d Le varianti virali: che cosa cambia? 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