{"id":90633,"date":"2021-01-30T10:37:33","date_gmt":"2021-01-30T09:37:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=90633"},"modified":"2021-01-30T10:39:11","modified_gmt":"2021-01-30T09:39:11","slug":"peggy-guggenheim-a-venezia-successo-con-i-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=90633","title":{"rendered":"Peggy Guggenheim a Venezia &#8211; successo con i giovani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Oltre sessanta disegni hanno virtualmente incontrato il pubblico grazie all\u2019installazione dell\u2019artista Cecilia Jansson, momento finale del suo workshop \u201cEsplorare la distanza\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fondazionesolomonrguggenheim.img.musvc2.net\/static\/124417\/assets\/3\/cecilia-Jansson-lab.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal\u00a0<strong>22 al 24 gennaio<\/strong>\u00a0lo spazio del GAD \u2013 Giudecca Art District, sull\u2019isola della Giudecca, Venezia, ha ospitato l\u2019installazione finale del workshop \u201cEsplorare la distanza\u201d, condotto completamente da remoto da Cecilia Jansson.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019artista svedese \u00e8 stata la protagonista del terzo appuntamento del progetto\u00a0<em>SuperaMenti. Pratiche artistiche per un nuovo presente<\/em>, ideato dalla\u00a0<strong>Collezione Peggy Guggenheim<\/strong>\u00a0insieme a\u00a0<strong>Swatch Art Peace Hotel<\/strong>\u00a0per dare la possibilit\u00e0 ai giovani della Generazione Z, dai 16 ai 25 anni, di dialogare, anche se a distanza, con artisti di fama internazionale, conoscere e condividere la loro pratica artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il museo si \u0117 trattato della prima esperienza di restituzione di un laboratorio da remoto, che ha visto la partecipazione di\u00a0<strong>oltre 35 giovani<\/strong>, attraverso un\u2019installazione realizzata a Venezia dalla Jansson, installazione che \u00e8 stata \u201cfruita\u201d dai partecipanti e dal pubblico in digitale e che ora siamo lieti di presentare grazie a un breve video in cui l\u2019artista ha incontrato la direttrice del museo\u00a0<strong>Karole P. B. Vail<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Carlo Giordanetti<\/strong>, CEO Swatch Art Peace Hotel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Quando lavoro su progetti come questo, ci\u00f2 che per me \u00e8 davvero importante \u00e8 la storia che ciascun partecipante racconta attraverso il proprio lavoro. L\u2019aspetto principale di un workshop come questo, realizzato interamente su Zoom, \u00e8 proprio capire perch\u00e9 quella persona ha fatto ci\u00f2 che ha fatto<\/strong>\u201d. Cos\u00ec la Jansson parla della sua esperienza laboratoriale, dopo aver superato l\u2019impossibilita di condurre il workshop in presenza a Venezia. Attraverso il disegno, l\u2019artista ha affrontato il tema del corpo umano inteso come strumento di misura e limite. Il distanziamento sociale, attuato in questi mesi, ha posto l\u2019attenzione sui confini fisici e relazionali di ciascun individuo rendendo tutti maggiormente consapevoli sia della propria presenza corporea che dell\u2019impatto psicologico ed emotivo che vicinanza e distanza fisica portano con s\u00e9. Grazie al confronto, a compiti ed esercizi assegnati dall\u2019artista, i partecipanti hanno potuto, elaborando queste tematiche, offrire le proprie interpretazioni e creare disegni di grandi dimensioni, che raffigurassero la sagoma del proprio corpo. Il laboratorio, che ha cos\u00ec indagato il limite fisico come possibilit\u00e0 narrativa, si \u00e8 concluso con un\u2019installazione di oltre sessanta sagome, allestite dall\u2019artista insieme al supporto, da remoto, dei partecipanti stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Per Swatch e Swatch Art Peace Hotel \u00e8 un grande onore e un immenso piacere prendere parte a questo progetto<\/strong>\u201d, sostiene Carlo Giordanetti. \u201cIl nostro rapporto con Venezia e con la Collezione Peggy Guggenheim risale ormai a diversi anni fa e poter portare qui un\u2019artista che ha partecipato alla nostra residenza a Shangai, farla interagire con i giovani, portandoli a far emergere e rivelare attraverso questo progetto le proprie emozioni, penso sia un grandissimo traguardo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Siamo davvero felici di poter collaborare con Swatch Art Peace Hotel in questo ciclo di workshop, ideato durante il periodo della pandemia, dunque durante un tempo assolutamente complesso e pieno di sfide<\/strong>\u201d, fa eco Karole P. B. Vail. \u201c\u00c8 molto importante per la Collezione Peggy Guggenheim perseguire la sua missione educativa, cuore della sua identit\u00e0. Grazie al linguaggio dell\u2019arte, che con la sua universalit\u00e0 crea ponti tra generazioni e riesce a superare le distanze, in un momento in cui la maggior parte dei musei e dei luoghi della cultura sono chiusi, questo progetto d\u00e0 pi\u00f9 che mai voce ai giovani artisti e ai partecipanti, creando uno scambio continuo di idee e riflessioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cecilia Jansson \u00e8 stata la terza artista a prendere parte al progetto, dopo\u00a0<strong>Jan Vormann<\/strong>, protagonista del workshop \u201cCastelli di vetro\u201d, che si \u00e8 svolto lo scorso ottobre, in presenza, negli spazi di Forte Marghera, Venezia, e\u00a0<strong>Alice Pasquini<\/strong>, street artist che ha condotto invece interamente da remoto il suo laboratorio \u201cOltre il muro: arte e contesto\u201d, a fine novembre. Ora l\u2019attesa \u00e8 per il quarto e ultimo appuntamento con\u00a0<strong>Stefano Ogliari Badessi<\/strong>, in arte\u00a0<strong>SOB<\/strong>, che realizzer\u00e0 il suo workshop \u201cChi guarda cosa?\u201d, previsto nel corso della primavera, in presenza se la situazione lo permetter\u00e0, a Venezia.<\/p>\n<p>Peggy Guggenheim Collection<\/p>\n<p>Dorsoduro 701, 30123 Venezia<\/p>\n<p>+39 041 2405411<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fondazionesolomonrguggenheim.musvc2.net\/e\/t?q=5%3dEW7VEb%26o%3dU%262%3dbCS%263%3dX8UM%26P%3dkL8Kv_JexS_Uo_MTud_Wi_JexS_TtRzO.uPj9sIk7wH-y72Df7.wO_usgu_58wO_usgu_58_6vVr_GAkL8K_usgu_63_6vVr_FA_usgu_58ARz.99Bj72ChA1-QhFw8h.A8_MTud_XiM8H_vG9Mf7_6vVr_G9q7ANo78OhJ_6vVr_FaxL1_Hh6wPp_JexS_3o6dUrHdAzPs_JexS_TJPwE_q6pHoDjF_6vVr_G9q7AN_usgu_5WFep3wGxH%26r%3dHxK085.FsO%26lK%3dHb4Y\" rel=\"noopener\">guggenheim-venice.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre sessanta disegni hanno virtualmente incontrato il pubblico grazie all\u2019installazione dell\u2019artista Cecilia Jansson, momento finale del suo workshop \u201cEsplorare la distanza\u201d. 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