{"id":91487,"date":"2021-02-25T19:25:16","date_gmt":"2021-02-25T18:25:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=91487"},"modified":"2021-02-25T20:08:03","modified_gmt":"2021-02-25T19:08:03","slug":"circolo-dei-lettori-programma-completo-marzo-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=91487","title":{"rendered":"Circolo dei lettori &#8211; programma completo &#8211; marzo 2021"},"content":{"rendered":"<div>\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div class=\"col_cont\">\n<div>\n<div>\n<div class=\"txtTinyMce-wrapper\">\n<p><strong>GLI INCONTRI\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Trasmessi online su Facebook, YouTube,\u00a0<a href=\"https:\/\/circololettori.musvc2.net\/e\/t?q=9%3dLQOfPY%263%3dW%269%3dSHdS%26E%3dIdQVP%26Q7v1r%3d3JAL_Cqjv_N1_9wnp_IB_Cqjv_M6tEC36H0BvPEE9E.4J%26u%3dIFIC9M.DvP%264I%3dHXNSH\" rel=\"noopener\">circololettori.it<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>luned\u00ec 1 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18 | Sul carattere sociale della conoscenza scientifica\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Perch\u00e9 fidarsi della scienza?<\/em>\u00a0(Bollati Boringhieri)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Naomi Oreskes\u00a0con\u00a0Silvia Bencivelli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Docente alla Harvard University, Naomi Oreskes costruisce una solida e avvincente difesa della scienza, mostrando in che modo il carattere sociale della conoscenza scientifica sia la sua forza pi\u00f9 grande e la ragione migliore per darle fiducia. Per farlo parte proprio dai casi in cui gli scienziati si sono sbagliati, da errori lampanti &#8211; come la tesi sull\u2019energia limitata delle donne (che non possono dedicarsi agli studi e all&#8217;istruzione superiore senza indebolire le proprie funzioni riproduttive) o l\u2019eugenetica, tanto cara ai nazisti. Quando queste teorie, seppur errate, erano diffuse, esisteva comunque una comunit\u00e0 scientifica che non offriva il proprio consenso e metteva in evidenza aspetti ideologici e interessi nascosti. Ed \u00e8 questo processo sociale a cui dobbiamo affidarci: non ai singoli scienziati &#8211; per quanto saggi o autorevoli -, ma allo scrutinio rigoroso e plurale che soggiace a ogni consenso scientifico condiviso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>mercoled\u00ec 3 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 21 | Morire di linguaggio (in diretta su Instagram)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire pi\u00f9<\/em>\u00a0(Einaudi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Michela Murgia\u00a0con\u00a0Vera Gheno<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le ingiustizie che le donne vivono e le parole che sentono esiste un legame mortificante: per ogni disparit\u00e0 di diritti che le donne subiscono esiste un impianto verbale che lo sostiene e lo giustifica. Se si \u00e8 donna, in Italia si muore anche di linguaggio. \u00c8 una morte civile, ma non per questo fa meno male. \u00c8 con le parole che si pu\u00f2 sparire dai luoghi pubblici, dalle professioni, dai dibattiti e dalle notizie, nella vita quotidiana, come quando non si dice avvocata o architetta, altrimenti \u00abdovremmo dire farmacisto\u00bb. Quando fate un bel lavoro, ma vi chiedono prima se siete mamma. Quando siete le uniche di cui non si pronuncia mai il cognome, se non con un articolo determinativo davanti. Quando si mettono a spiegarvi qualcosa che sapete gi\u00e0 perfettamente, quando vi dicono di calmarvi, di farvi una risata, di scopare di pi\u00fa, di smetterla di spaventare gli uomini con le vostre opinioni, di sorridere piuttosto, e soprattutto di star zitta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>gioved\u00ec 4 marzo\u00a0<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18 | Riscrivere il passato per difendersi dai ricordi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Esercizi di fiducia<\/em>\u00a0(SUR)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Susan Choi\u00a0con\u00a0Michela Marzano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>e di Io amo leggere-Voci di donna con il contributo di Fondazione Cariplo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esercizi di fiducia, National Book Award 2019, \u00e8 una storia sui ricordi sfalsati, su quel meccanismo di difesa che ci porta a raccontarci un passato diverso da quello che effettivamente \u00e8 stato, per difenderci dal dolore del vissuto, per nascondere ferite che comunque non andranno mai via. \u00c8 la storia dell\u2019amore fra due quindicenni, dei rapporti di potere tra studenti di una scuola di teatro e professori carismatici che usano in maniera subdola il loro potere, delle dinamiche malsane tra giovani donne e sedicenti intellettuali maschi. Diviso in tre parti, quanti i punti di vista dei protagonisti, racconta quell\u2019imparzialit\u00e0, a volte necessaria a volte ipocrita, dei ricordi, che nutre senza sosta l\u2019attrito fra verit\u00e0 e finzione &#8211; nella letteratura, nella vita, nella memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>luned\u00ec 8 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18.30 | Usare la matematica contro patriarcato, man-splaining e sessismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>X e Y. Una formula per risolvere i pregiudizi di genere<\/em>\u00a0(Ponte alle Grazie)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Eugenia Cheng\u00a0con\u00a0Claudio Bartocci<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La matematica, da sempre, serve per immaginare cose che non vediamo nella realt\u00e0 che ci circonda: i numeri irrazionali, la quarta dimensione, le radici quadrate. Perch\u00e9, dunque, non metterla alla prova con la pi\u00f9 inimmaginabile delle cose: la scomparsa del pregiudizio di genere. Attraverso la logica possiamo trovare un modo nuovo per parlare di patriarcato, man-splaining e sessismo. Ragionando con calma e precisione su questi argomenti che rendono il mondo un posto molto difficile per le donne, usando le statistiche e la deduzione, l\u2019insiemistica e il sillogismo, Eugenia Cheng riesce a portare chiarezza dove invece c\u2019\u00e8 solo confusione, illuminare con originalit\u00e0 argomenti logori e porta un modo nuovo e liberatorio di pensare al mondo e al posto che le donne dovrebbero e vorrebbero occupare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>marted\u00ec 9 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18 | Whiteness: quando la solidariet\u00e0 non basta\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Bianchi<\/em>\u00a0(Solferino)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Otegha Uwagba\u00a0con\u00a0Francesco Costa\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>e di Io amo leggere-Voci di donna con il contributo di Fondazione Cariplo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l\u2019uccisione di George Floyd, tutto il mondo \u00e8 insorto, inondando le citt\u00e0 di proteste e i social di sdegno. Ma tutto questo non basta, dice Otegha Uwagba. La vera svolta avverr\u00e0 solo con quella che nel libro definisce allyship: per eliminare davvero il razzismo, cio\u00e8, i bianchi dovrebbero rinunciare per primi ai loro privilegi. La fondatrice della piattaforma Women Who, creata per mettere in connessione e supportare le donne lavoratrici di tutto il mondo, si rivolge non ai fanatici intolleranti, ma ai bianchi progressisti, illuminati, proprio quelli che hanno gridato allo scandalo. Per essere davvero alleati dei neri, devono rinunciare alla whiteness, rifiutare, tradire, negare dall\u2019interno, un sistema che produce vantaggi a beneficio esclusivo dei bianchi. Sono disposti a pagare questo prezzo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>gioved\u00ec 11 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18 | Piccole grandi donne crescono\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>L\u2019acqua del lago non \u00e8 mai dolce<\/em>\u00a0(Bompiani)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giulia Caminito\u00a0con\u00a0Gaia Manzini\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gaia \u00e8 una ragazzina spaurita che vive in venti metri quadri con la mamma Antonia, il padre sulla sedia a rotelle per colpa di un incidente sul lavoro, il fratello maggiore e due gemelli pi\u00f9 piccoli. Da corso Trieste a Roma, si trasferiscono, grazie alla tostissima madre, ad Anguillara, sul lago di Bracciano. Mentre Antonia mantiene la famiglia facendo le pulizie, Gaia prima alle medie, poi al liceo classico, reagisce ai torti subiti con violenza imprevedibile. Sono gli anni duemila, Gaia scopre l\u2019amicizia e il senso di appartenenza, il tradimento e la delusione. Una storia di crescita, di cadute e riscatti impossibili in una Roma molto dura e realistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>luned\u00ec 15 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18 | L\u2019acqua: memoria e futuro, del Mondo e di tutti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Lettera tra due mari<\/em>\u00a0(Iperborea)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Siri Ranva Hjielm Jacobsen\u00a0con\u00a0Natascha Lusenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019acqua non \u00e8 solo un insieme fluido, compatto, di gocce che scivolano e vanno, sfiorando terre, formando mari, oceani, universi sommersi. \u00c8 memoria del Mondo e delle persone. \u00c8 il passato e il futuro. \u00c8 pur anche un elemento cos\u00ec fragile che, troppe volte dato per scontato, va protetto in ogni sua forma. Siri Ranva Hjielm Jacobsen, l\u2019autrice di Isola, in questo racconto epistolare tra due sorelle, Acqua Atlantica e Acqua Mediterranea, rifonda il mito della grande madre e d\u00e0 voce alle nostre acque, protagoniste dei cambiamenti climatici in corso sulla Terra, per raccontare la nascita e il declino dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>luned\u00ec 15 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 21 | Prime ma non ultime #1<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Kamala Harris<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>con\u00a0Marilisa Palumbo\u00a0vice caporedattore Esteri \u201cCorriere della Sera\u201d,\u00a0Lorenzo Pregliasco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>in collaborazione con YouTrend<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abI may be the first, but I won\u2019t be the last\u00bb: il 7 novembre 2020 la prima donna a diventare vicepresidente degli Stati Uniti salutava cos\u00ec la vittoria elettorale al fianco di Joe Biden. La storia e le battaglie di Kamala Harris &#8211; Attorney General in California, senatrice, candidata alla presidenza, vicepresidente &#8211; raccontano molto di come \u00e8 cambiata la politica americana e di cosa aspettarsi dalla nuova Casa Bianca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>marted\u00ec 16 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18 | L\u2019arte delle donne dal \u2018900 a oggi #1<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le avanguardie storiche\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>con\u00a0Luca Beatrice<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra Futurismo, Dada e Surrealismo emergono nell\u2019Europa del primo \u2018900 figure davvero interessanti, provocatrici e sopra le righe. Presto si diffonderanno alcune icone dell\u2019arte donna: Tamara de Lempicka, Frida Khalo, Carol Rama, Margherita Sarfatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>marted\u00ec 16 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 21 | Le parole del dolore secondo Susan Sontag<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lettura da\u00a0<em>Malattia come metafora<\/em>\u00a0(Nottetempo) a cura di\u00a0Giulia Muscatelli\u00a0a seguire un dialogo tra\u00a0Mario Calabresi\u00a0ed\u00a0Elena Loewenthal\u00a0a partire da\u00a0<em>Davanti al dolore degli altri<\/em>\u00a0(Nottetempo), una riflessione sul dolore sia nella dimensione privata sia in quella pubblica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una serata dedicata a Susan Sontag attraverso la lettura e il commento delle sue opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>mercoled\u00ec 17 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18 | Tre racconti sui prodigi dell&#8217;animo umano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Sortilegi<\/em>\u00a0(Bompiani)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bianca Pitzorno\u00a0con\u00a0Alessandro Mezzena Lona<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bianca Pitzorno attinge alla realt\u00e0 storica per scrivere tre racconti che sono percorsi dal filo di un sortilegio. Porta lontano nel tempo e nello spazio, restituisce il sapore di parole e pratiche remote \u2013 l\u2019italiano secentesco, le procedure di affidamento di un orfano nella Sardegna aragonese, una ricetta segreta \u2013 e come nelle fiabe antiche osa dire la verit\u00e0: l\u2019incantesimo pi\u00f9 potente e meraviglioso, nel bene e nel male, \u00e8 quello prodotto dalla mente umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>mercoled\u00ec 17 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 21 | Del diritto al non amore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Odio gli uomini<\/em>\u00a0(Garzanti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pauline Harmange\u00a0con\u00a0Annalena Benini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le donne sono state spesso accusate di odiare gli uomini. E istintivamente lo hanno sempre negato, a ogni costo. E se invece non credere agli uomini, disprezzarli, e perch\u00e9 no, persino odiarli, fosse una risposta utile al sessismo dilagante? Se questa reazione offrisse una possibile via di uscita dall\u2019oppressione, e desse inizio a una forma di resistenza? Forse, proprio odiando gli uomini, si potr\u00e0 essere finalmente libere, lontane dagli sguardi degli uomini e dalle esigenze maschili. In questo saggio tanto provocatorio quanto urgente, Pauline Harmange lancia un grido di battaglia per le donne di ogni luogo e di tutte le et\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>gioved\u00ec 18 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18 | Lettera d\u2019amore a una madre adottiva<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Splendi come vita<\/em>\u00a0(Ponte alle Grazie)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maria Grazia Calandrone\u00a0con\u00a0Sonia Bergamasco\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la storia vera del tormentato rapporto fra l\u2019autrice e la donna che l\u2019ha adottata. Maria Grazia Calandrone ha 8 mesi quando viene trovata da sola a Villa Borghese: la sua vera madre si \u00e8 appena suicidata buttandosi nel Tevere. La accolgono in famiglia Giacomo Calandrone, che da operaio metallurgico diventer\u00e0 dirigente del Partito Comunista e sieder\u00e0 alla Camera per 10 anni, e sua moglie Iole. Dopo pochi anni Giacomo muore, Maria Grazia, che ha solo 11 anni ma sa gi\u00e0 da tempo di essere stata adottata, rimane sola con quella che chiama Madre. Cos\u00ec racconta questo suo libro: \u00ab\u00c8 il racconto di una incolpevole caduta nel Disamore, dunque di una cacciata, di un paradiso perduto. Non \u00e8 la storia di un disamore, ma la storia di una perdita. Chi scrive \u00e8 una bambina adottata, che ama immensamente la propria madre. Poi c\u2019\u00e8 una ferita primaria e la madre non crede pi\u00f9 all\u2019amore della figlia. Frattura su frattura, equivoco su equivoco, si arriva a una distanza siderale fra le due, a un quotidiano dolore, a un quotidiano rifiuto, fino alla catarsi delle ultime pagine. Chi scrive rivede oggi la madre con gli occhi di una donna adulta, non pi\u00f9 solo come la propria madre, ma come una donna a sua volta adulta, con la sua storia e i suoi propri dolori e gioie. Quando si smette di vedere la propria madre esclusivamente come la propria madre, la si pu\u00f2 finalmente \u201cvedere\u201d come essere separato, autonomo e, per ci\u00f2, tanto pi\u00f9 amabile.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>luned\u00ec 22 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18 | Il doppio cromosoma X femminile \u00e8 superiore, lo dice la scienza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La met\u00e0 migliore<\/em>\u00a0(UTET)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sharon Moalem<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le donne combattono meglio degli uomini virus, infezioni e tumori; a parit\u00e0 di condizioni critiche hanno pi\u00f9 possibilit\u00e0 di sopravvivere rispetto ai maschi; statisticamente sembrano superare di almeno quattro anni le aspettative di vita di un uomo e vedono persino il mondo in uno spettro di colori pi\u00f9 ampio. Le donne sono meglio degli uomini, dunque? Sharon Moalem, medico genetista di fama internazionale, argomenta questa tesi attraverso l\u2019analisi di pubblicazioni specialistiche ed esperienze personali e ne individua il fondamento scientifico nel codice genetico, pi\u00f9 precisamente nel doppio cromosoma X femminile. Sono alcuni dei geni presenti su questo cromosoma ad attivare i processi di guarigione e a garantire dunque alla donna maggiore resilienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>luned\u00ec 22 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 21 | Prime ma non ultime #2<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Greta Thunberg\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>con\u00a0Viviana Mazza, giornalista \u201cCorriere della Sera\u201d e autrice di\u00a0<em>Greta. La ragazza che sta cambiando il mondo<\/em>\u00a0(Mondadori) e\u00a0Lorenzo Pregliasco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>in collaborazione con YouTrend<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 una ragazza di 16 anni cambiare il mondo in cui viviamo? La storia di Greta Thunberg, animatrice degli scioperi per il clima e del movimento globale Fridays for Future, permette di rispondere a domande non solo sull\u2019ambiente e sull\u2019emergenza climatica, ma anche sulla partecipazione civile e sociale di milioni di giovani in tutto il pianeta, sul ruolo dei social media nel rappresentare istanze ai decisori politici e su quanto ogni rivoluzione inizi, in fondo, con piccoli atti di coraggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>marted\u00ec 23 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18 | L\u2019arte delle donne dal \u2018900 a oggi #2<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il femminismo e la Body Art<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>con\u00a0Luca Beatrice<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli anni \u201970 segnano il cambiamento pi\u00f9 significativo. Trasgressive, irriverenti, geniali provocatrici, le donne conquistano la scena proponendo il loro corpo, non pi\u00f9 oggetto di rappresentazione ma soggetto attivo. Qui si parla di Yayoi Kusama, Marina Abramovic, Gina Pane, Ana Mendieta, del femminismo italiano e di altro ancora. Con un omaggio doveroso a Lea Vergine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>marted\u00ec 23 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 21 | Maneggiare con cura<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il quotidiano innamoramento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>letture di\u00a0Mariangela Gualtieri<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo trattare con gentilezza di spirito e di azione il nostro io interiore, chi ci sta simpatico e chi, invece, non capiremo mai, anche e soprattutto se non lo capiremo mai. La cura non \u00e8 egoismo, n\u00e9 altruismo, \u00e8 una disposizione d\u2019animo necessaria per poter vivere, da soli e con le persone. \u00c8 il paradigma dell\u2019amore assoluto, quello che parte dall\u2019osservazione (\u201ccura\u201d deriva dalla radice ku-\/kav- \u201cosservare\u201d) e diventa responsabilit\u00e0. Mariangela Gualtieri ci dedica la lettura di alcune sue poesie (soprattutto dall\u2019ultima raccolta Einaudi Quando non morivo) dedicate proprio a ci\u00f2 che nutre la cura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>gioved\u00ec 25 marzo (Danted\u00ec)<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18 | Beatrice e le altre<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Le donne di Dante<\/em>\u00a0(Il Mulino)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>a partire dal libro di Marco Santagata<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>con\u00a0Paolo Di Paolo\u00a0e\u00a0Natascia Tonelli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giornata Nazionale dedicata a Dante Alighieri<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Beatrice \u00e8 di certo la pi\u00f9 famosa, la Bice Portinari che Dante, conosciuta ancora bambina, trasfigura nella Vita Nova e nel Convivio e angelica nella Divina Commedia. Ma nella vita del Sommo ce ne sono state molte altre: dalla madre Bella alla moglie Gemma Donati alla figlia Antonia, che si far\u00e0 monaca col nome di Beatrice e poi le dame e le gentildonne del tempo, come Francesca da Rimini e Pia de&#8217; Tolomei, che pure trovano voce nelle cantiche della Commedia.\u00a0A 700 anni dalla morte di Dante, nella prima edizione del Danted\u00ec (ricorrenza recentemente istituita dal Governo proprio nel giorno in cui &#8211; il 25 marzo, appunto -, secondo gli studiosi inizia il viaggio ultraterreno della Divina Commedia), seguendo il racconto che ne ha fatto lo studioso Marco Santagata, andiamo alla scoperta della sua biografia, fra realt\u00e0, zone d\u2019ombra e finzione letteraria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>gioved\u00ec 25 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 21 | Mappa letteraria dei corpi contro la dittatura di Photoshop<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Anatomia sensibile<\/em>\u00a0(Sur)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Andr\u00e9s Neuman\u00a0con\u00a0Daria Bignardi\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con una prosa elegante e fantasiosa che si nutre di poesia, humour, esplorazione linguistica e un\u2019intensa osservazione del mondo che ci circonda, in trenta brevi testi dedicati alle parti del corpo (dalla testa ai piedi, passando per il collo, l\u2019ombelico e le caviglie) <strong>Andr\u00e9s Neuman si ribella contro la cultura di Photoshop<\/strong> \u2013 contro i modelli opprimenti e i ritocchi compulsivi \u2013 e in un\u2019epoca di iperesposizione digitale ci sprona a <strong>guardarci allo specchio e ammirare gli angoli pi\u00f9 periferici della nostra figura,<\/strong> invitandoci a ripensarli sotto una luce del tutto nuova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Anatomia sensibile \u00e8 una mappa letteraria che celebra il corpo in tutte le sue forme e un tributo alla bellezza non convenzionale scritto nella forma di un viaggio poetico, politico ed erotico alla scoperta di ci\u00f2 che siamo veramente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un libro che racconta come vediamo noi stessi e come ci guardiamo attraverso gli occhi degli altri,<strong> proponendo un ideale estetico dissacrante e inclusivo che mira a scardinare i pregiudizi di genere e sull\u2019apparenza<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>luned\u00ec 29 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18 | Puoi fuggire alla Storia quando ne fai parte?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Ci\u00f2 che nel silenzio non tace<\/em>\u00a0(Einaudi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Martina Merletti\u00a0con\u00a0Donatella Di Pietrantonio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1944, carcere Le Nuove di Torino. Una suora prende in braccio il bambino di una prigioniera in transito per Birkenau, lo addormenta con una pezza imbevuta di vino e riesce a portarlo fuori nel carrello della biancheria. Pi\u00fa di cinquant\u2019anni dopo una giovane donna scopre che quella vicenda la riguarda da vicino, sale in moto e decide di seguirne le tracce. A poco a poco il passato si ricompone, nonostante i molti silenzi e i numerosi depistaggi della Storia: i bombardamenti, l\u2019occupazione nazista, lo sfollamento, gli accidenti del dopoguerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>luned\u00ec 29 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 21 | Prime ma non ultime #3<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Aung San Suu Kyi\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>con\u00a0Giulia Pompili, giornalista &#8220;Il Foglio&#8221; e\u00a0Lorenzo Pregliasco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>in collaborazione con YouTrend<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premio Nobel per la pace nel 1991, leader dell\u2019opposizione alla guida della Lega Nazionale per la Democrazia, vincitrice delle prime elezioni libere nel 2015, arrestata nuovamente, poche settimane fa, dopo il golpe militare in Myanmar, Aung San Suu Kyi \u00e8 una figura chiave per la comunit\u00e0 internazionale. \u00c8 considerata globalmente un esempio di leadership per la democrazia e i diritti umani nel suo Paese, pur tra luci e ombre, come testimonia la controversa indifferenza verso le violenze contro la minoranza musulmana dei rohingya. La sua storia d\u00e0 la possibilit\u00e0 di ragionare sulla complessa situazione in Myanmar, ma anche, pi\u00f9 in generale, sul ruolo delle leadership femminili nel Continente asiatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>marted\u00ec 30 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18 | L\u2019arte delle donne dal \u2018900 a oggi #3<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019arte nell\u2019era della globalizzazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>con\u00a0Luca Beatrice<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni \u201990 cambiano i confini geografici dell\u2019arte, nuovi mondi spingono e contaminano il sistema con una nuova energia creativa. E le donne finalmente si impongono. Qui si parla di Cindy Sherman, Shirin Neshat, Barbara Kruger, Ghada Amer, Vanessa Beecroft, delle giovani artiste italiane e di tanto altro ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>mercoled\u00ec 31 marzo<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 18 | Oltre 200 infografiche per sapere come stanno le donne nel mondo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>L\u2019atlante delle donne<\/em>\u00a0(add)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Joni Seager\u00a0con\u00a0Cathy La Torre<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo libro rappresenta la pi\u00f9 aggiornata e accurata analisi di <strong>come vivono le donne nel mondo<\/strong>. Uno scrigno di notizie e informazioni raccontate in oltre 200 coloratissime e ricche infografiche che descrivono desideri e volont\u00e0 di cambiamento delle donne nel mondo. Pagina dopo pagina si scoprono <strong>notizie sulle violenze domestiche, sul numero di figli per donna, sull\u2019accesso alla contraccezione, sulla salute femminile,<\/strong> sul mondo del lavoro, sull\u2019istruzione delle ragazze, sull\u2019alfabetizzazione informatica, sulla presenza di donne negli organi di potere. E si incontrano verit\u00e0 sorprendenti come che nel 2018 l\u2019Islanda \u00e8 stata la prima nazione a rendere illegale il divario retributivo di genere. O che il 40% delle donne sudafricane nella vita subir\u00e0 una violenza. Che \u00e8 stato il Ruanda il primo Paese a eleggere un governo a maggioranza femminile. Che, oggi, 520 milioni di donne non sanno leggere. Aggiornato con gli ultimi dati disponibili, L\u2019atlante delle donne svela un mondo diverso da quello che vogliamo credere sia, diventando uno strumento necessario per affrontare i temi sempre pi\u00f9 urgenti dell\u2019uguaglianza di genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u><strong>mercoled\u00ec 7 aprile<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ore 21 | Manifesto per un eros politico e rivoluzionario<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Il capitale amoroso<\/em>\u00a0(Bompiani)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Jennifer Guerra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre il nostro immaginario \u00e8 infarcito di amore &#8211; una versione romantica e fasulla, veicolata da romanzi, film e pubblicit\u00e0 -, la nostra societ\u00e0 si comporta come un amante dal cuore spezzato: \u00e8 cinica e sprezzante nei confronti dell&#8217;amore, considerato un sentimento stupido, inutile o noioso, una fantasia per adolescenti, un ripiego per chi non sa stare solo, un lusso per pochi. Questa contronarrazione \u00e8 il frutto pericoloso dell&#8217;individualismo capitalista, un sistema che mentre stigmatizza la solitudine e colpevolizza chi la vive come indegno d&#8217;amore, ci vuole sempre pi\u00f9 soli, divisi e in competizione fra noi. Concentrati su noi stessi, ci vediamo rubare il tempo che potremmo usare per coltivare le relazioni con gli altri, amore compreso. Ma il rimedio a questa crisi dell&#8217;amore esiste. Nell&#8217;epoca in cui le relazioni si basano sullo scambio, sull&#8217;utilit\u00e0, sulla convenienza, sulla compatibilit\u00e0, lasciare spazio invece a un amore incondizionato e libero, capace di passare dal singolo alla comunit\u00e0, pu\u00f2 essere una delle azioni pi\u00f9 antisistema, rivoluzionarie e coraggiose che possiamo fare per cambiare la nostra societ\u00e0: un vero atto di resistenza in questi tempi sempre pi\u00f9 divisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Programma in costante aggiornamento su\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/circololettori.musvc2.net\/e\/t?q=6%3dNUJcRc%26x%3dT%26A%3dWCaU%26I%3dDaSZK%26N4x5m%3d5N6I_Eues_P5_4tpt_D9_Eues_O0oBE71EBFqMGI4B.6N%26p%3dFHM86O.HqM%266M%3dCUPWC\">circololettori.it<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/circololettori.musvc2.net\/e\/t?q=7%3d3RBd7Z%26p%3dU%26p%3dT5b0%26F%3d6b8WC%26O%3djKxJu_IUwR_Te_LStT_Vh_IUwR_SjQyN.hLqGfIz.4sG_trWt_47wB_trWt_47wCrRjM6Ok6gRw6p_IUwR_SjeC5c2ee9dQVg3QCByGIDJEOGIbdf5_trWt_57hF_trWt_55D%268%3doLwPeS.r9v%260w%3dU4T7U\" rel=\"noopener\">Accedi<\/a><\/strong>\u00a0alla cartella stampa<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div class=\"col_cont\">\n<div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"txtTinyMce-wrapper\">\n<p><strong>SPAZIO AI BAMBINI\u00a0sul canale YouTube dal 1 marzo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Mitiche. Storie di donne della mitologia greca<\/em>\u00a0(La Nuova Frontiera Junior)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Penelope, Pandora, Arianna e Aracne\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>con\u00a0Giulia Caminito\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>A partire dal libro edito da La Nuova Frontiera Junior (di Giulia Caminito, illustrato da Daniela Tieni) Giulia Caminito traccia i ritratti inediti di quattro figure femminili rese immortali dalla letteratura: Penelope, Pandora, Arianna e Aracne.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<table class=\"divider\" role=\"presentation\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td class=\"divider_inner\" valign=\"top\">\n<table class=\"divider_content\" role=\"presentation\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td valign=\"top\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"txtTinyMce-wrapper\">\n<p><strong>MUSA e GETTA\u00a0su IGTV del Circolo dei lettori<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Musa e getta. Sedici scrittrici per sedici donne indimenticabili ma a volte dimenticate<\/em>\u00a0(Ponte alle Grazie)<\/strong><\/p>\n<p><strong>a cura di Arianna Ninchi e Silvia Siravo<\/strong><\/p>\n<p>Per il tempo di un concerto o per una vita, hanno stretto relazioni complesse (e pericolose) con uomini importanti e al centro dell\u2019attenzione. E se mettessimo finalmente loro al centro dell\u2019attenzione? Se ci chiedessimo chi si nasconde dietro al bellissimo volto di donna immortalato in quel celebre quadro? O come ha vissuto la scienziata che non \u00e8 stata premiata? Sedici scrittrici tra le pi\u00f9 significative del panorama italiano indagano su sedici donne che sono state muse, ma oggi sono pronte a mostrare il loro talento al lettore. Sedici corpi che non hanno pi\u00f9 paura della loro ombra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ritanna Armeni<\/strong>\u00a0racconta Nadia Krupskaja<\/p>\n<p><strong>Angela Bubba<\/strong>\u00a0racconta Maria Callas<\/p>\n<p><strong>Maria Grazia Calandrone<\/strong>\u00a0racconta Amanda Lear<\/p>\n<p><strong>Elisa Casseri<\/strong>\u00a0racconta Pamela des Barres<\/p>\n<p><strong>Claudia Durastanti<\/strong>\u00a0racconta Alene Lee<\/p>\n<p><strong>Ilaria Gaspari<\/strong>\u00a0racconta Jeanne H\u00e9buterne<\/p>\n<p><strong>Lisa Ginzburg<\/strong>\u00a0racconta Lou von Salom\u00e9<\/p>\n<p><strong>Cristina Marconi<\/strong>\u00a0racconta Zelda Fitzgerald<\/p>\n<p><strong>Lorenza Pieri<\/strong>\u00a0racconta Kiki de Montparnasse<\/p>\n<p><strong>Laura Pugno<\/strong>\u00a0racconta Sabine Spielrein<\/p>\n<p><strong>Veronica Raimo<\/strong>\u00a0racconta Regine Olsen<\/p>\n<p><strong>Tea Ranno<\/strong>\u00a0racconta Luisa Baccara<\/p>\n<p><strong>Igiaba Scego<\/strong>\u00a0racconta Laure<\/p>\n<p><strong>Anna Siccardi<\/strong>\u00a0racconta Dora Maar<\/p>\n<p><strong>Chiara Tagliaferri<\/strong>\u00a0racconta Kate Moss<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"txtTinyMce-wrapper\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>GRUPPI DI LETTURA EXTRA\u00a0<\/strong><strong>online in diretta e on demand<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/circololettori.musvc2.net\/e\/t?q=9%3d2XDf6f%26r%3dW%26o%3dZ7d9%26L%3d8d7cE%26Q%3diQzLt_OWyQ_Zg_NRzV_Xg_OWyQ_Yl9jOiKmLrAuQuNj.Fz_NRzV_XgDxQqMo-0j-IkPuRx7-fUzNb_OWyQ_Yl%2607b8g%3dnRyRdY.tAu%26Fy%3dW3Z9W\">Link<\/a>\u00a0prenotazione\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mercoled\u00ec 3-10-17-24\/03 h 19-20<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Margaret Atwood: distopie e femminismo consapevole<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>con\u00a0Loredana Lipperini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>in collaborazione con Ponte alle Grazie<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Raccontare il futuro per parlare del presente<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Atwood ci mette davanti realt\u00e0 dure e sgradevoli, talmente terrificanti che non ci sembrano poi cos\u00ec tanto lontane e improbabili. Perch\u00e9 ha la capacit\u00e0 di aprirci gli occhi sul presente parlando di futuro, di uno dei tanti futuri possibili, e quindi vicinissimi. Parlando soprattutto dei silenzi, di parole e azioni, a cui sono costrette le donne. In quattro incontri ripercorriamo le sue fantasie narrative per conoscere meglio quello che potremmo essere, o siamo gi\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marted\u00ec 16-23-30\/03, 6\/04 h 18-19<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Shirley Jackson: un&#8217;icona da incubo\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>con\u00a0Silvia Pareschi\u00a0e\u00a0Simona Vinci<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>in collaborazione con Adelphi editore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al confine tra normalit\u00e0 e follia con la maestra dell\u2019horror<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abFiniscono con una svolta che ti porta dritto in un vicolo buio\u00bb, cos\u00ec scriveva Shirley Jackson delle sue storie. E il vicolo buio \u00e8 quello delle nostre paure, che, leggendo la musa ispiratrice di Stephen King, vengono costantemente portate in superficie, risvegliate. Silvia Pareschi e Simona Vinci, due delle sue traduttrici italiane, ci conducono alla scoperta dei generi, gli stili e le opere dell&#8217;autrice icona della fiaba gotica del XX secolo. Ripercorrendone romanzi e racconti, ci immergiamo nelle atmosfere del thriller nero e nel clima surreale e straniante di una scrittura al confine tra normalit\u00e0 e follia.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GLI INCONTRI\u00a0 Trasmessi online su Facebook, YouTube,\u00a0circololettori.it luned\u00ec 1 marzo ore 18 | Sul carattere sociale della conoscenza scientifica\u00a0 Perch\u00e9 fidarsi della scienza?\u00a0(Bollati Boringhieri)\u00a0 Naomi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":91287,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,25,1918,9411],"tags":[22538],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91487"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=91487"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91487\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":91493,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91487\/revisions\/91493"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/91287"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=91487"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=91487"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=91487"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}