{"id":91523,"date":"2021-02-26T18:15:35","date_gmt":"2021-02-26T17:15:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=91523"},"modified":"2021-02-27T18:39:55","modified_gmt":"2021-02-27T17:39:55","slug":"arte-fotografica-a-roma-15-grandi-protagonisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=91523","title":{"rendered":"Arte fotografica a Roma &#8211; 15 grandi protagonisti"},"content":{"rendered":"<div class=\"date_default\">\n<figure id=\"attachment_91517\" aria-describedby=\"caption-attachment-91517\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Arte-fotografia-900-Mattatoio.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-91517\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Arte-fotografia-900-Mattatoio-300x225.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Arte-fotografia-900-Mattatoio-300x225.png 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Arte-fotografia-900-Mattatoio-768x576.png 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Arte-fotografia-900-Mattatoio-400x300.png 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Arte-fotografia-900-Mattatoio.png 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-91517\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sull&#8217;immagine per ingrandirla<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le immagini di 15 grandi protagonisti della fotografia contemporanea che <strong>raccontano la Capitale<\/strong> attraverso il loro sguardo<\/p>\n<h3 class=\"francois-one editor-title\" style=\"text-align: justify;\">FOTOGRAFIA. NUOVE PRODUZIONI 2020 PER LA COLLEZIONE ROMA<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal 22 Febbraio 2021 al 16 Maggio 2021<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p>ROMA <strong>&#8211; <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Mattatoio &#8211; <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Piazza Orazio Giustiniani 4<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal 22 febbraio e fino al 16 maggio il Padiglione\u00a09A\u00a0del Mattatoio ospita\u00a0<strong>\u201cFotografia. Nuove produzioni 2020 per la\u00a0Collezione Roma\u201d<\/strong>\u00a0a cura di Francesco Zizola, promossa da Roma Capitale \u2013 Assessorato alla Crescita culturale e dall\u2019Azienda Speciale Palaexpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 nata dalla volont\u00e0 dell\u2019Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale di dare seguito al progetto sorto in seno a \u201cFotografia Festival Internazionale di Roma\u201d che aveva istituito, gi\u00e0 dal 2003, la residenza per un fotografo di fama internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono state cos\u00ec raccolte per l\u2019Archivio Fotografico del Museo di Roma le immagini di 15 grandi protagonisti della fotografia contemporanea che raccontano la Capitale attraverso il loro sguardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2019 \u00e8 stato proposto a <strong>Francesco Zizola di curare la ripresa della pratica delle residenze temporaneamente interrotte, cos\u00ec da arricchire la collezione permanente.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Zizola ha invitato a <strong>Roma 5 artisti<\/strong> noti nel mondo della produzione artistica e <strong>fotografica internazionale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono esposte al Mattatoio circa <strong>130 immagini<\/strong> di Nadav Kander, Martin Kollar, Alex Majoli, Sarah Moon (presente anche con un video) e Tommaso Protti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti<strong> hanno lavorato in residenza a Roma<\/strong> nel corso del 2019, tranne Kollar che ha scelto di viaggiare a piedi e di elaborare il proprio lavoro attraverso un percorso di avvicinamento a Roma partendo dal Danubio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scatti di Alex Majoli rinnovano il linguaggio di espressione della documentazione del reale, quelli di Sarah Moon invece guardano al ruolo della memoria e del ricordo nel suo rapporto con la materia che la citt\u00e0 di Roma offre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nadav Kander, maestro riconosciuto nel panorama fotografico internazionale, ha esplorato con i suoi scatti il volto della Roma antica e secolare, che tramanda la sua essenza da una generazione alla successiva, mentre Tommaso Protti analizza il presente duro e ruvido delle periferie. Un discorso a parte va fatto per il lavoro di Kollar, che ha scelto di lavorare sull\u2019antica collocazione di Roma al centro del mondo, camminando per 42 giorni da Bratislava alla Citt\u00e0 Eterna su quelle strade che un tempo erano le arterie principali dell\u2019Impero romano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso la variet\u00e0 di approcci visuali e concettuali, queste nuove produzioni offrono uno sguardo sfaccettato e profondo sulle molteplici anime della Citt\u00e0, e rappresentano un lascito importante per la collezione dell\u2019Archivio Fotografico.<\/p>\n<p><strong>PERCORSO DI MOSTRA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si apre con il lavoro di\u00a0<strong>Tommaso Protti<\/strong>\u00a0le cui fotografie mettono a confronto la Roma Storica con la realt\u00e0 cruda ed aspra della nuova Roma. La sezione centrale della mostra ospita invece i lavori di Martin Kollar e Alex Majoli, che occupano rispettivamente la parte sinistra e la parte destra del padiglione. Kollar presenta una riproduzione del suo \u201cdiario di bordo\u201d un viaggio a piedi che da Bratislava lo ha portato fino alla Citt\u00e0 Eterna. Nel progetto \u201cTutte le strade portano a Roma, the Long Stroll\u201d\u00a0<strong>Martin Kollar<\/strong>\u00a0ha voluto percorrere a ritroso quella strada che dall&#8217;antico confine riporta al centro dell\u2019Impero, Roma. I suoi 1255 km percorsi a piedi in 42 giorni attraverso cinque paesi europei sono raccolti in una collezione di istanti che compongono un diario, e il diario \u00e8 anche ci\u00f2 che Martin ci offre in mostra. Di fronte alla serie di Kollar,\u00a0<strong>Alex Majoli<\/strong>\u00a0invece fotografa Roma utilizzandone le strade, le stanze e le piazze come fossero un palcoscenico, un set cinematografico. Le sue fotografie immortalano momenti quotidiani e triviali. L\u2019ispirazione viene da Brecht, dal Pirandello dei \u201cSei Personaggi in cerca di Autore\u201d. Majoli con il suo DNA di fotogiornalista, con un artificio linguistico fa cadere quella barriera e come il capocomico dei sei personaggi, ci proietta dentro le nostre stesse vite e dentro una Roma stratificata in 28 diversi palcoscenici, una Roma in bianco e nero che si offre come in un teatro le cui immagini della classicit\u00e0 romana fanno da quinta alla rappresentazione e in cui la bellezza e l\u2019armonia provano (e spesso riescono) a contrastare il disordine e la decadenza. Il percorso continua con il lavoro di\u00a0<strong>Nadav Kander<\/strong>, una serie di grandi stampe che riflettono il formalismo che caratterizza il grande fotografo britannico. &#8220;L\u2019organismo vivente della citt\u00e0 di Roma&#8221; con queste parole Nadav Kander definisce la Capitale e, per meglio approfondire quel suo profondo sentire le origini lontane della citt\u00e0, ne cerca le tracce pi\u00f9 antiche e materiche nei pori delle pietre che sono state decorazioni o colonne o statue, nelle terrecotte che ne hanno sostenuto le mura. Kander ci sollecita a scorgere dietro quel telo di plastica, cos\u00ec barbaramente contemporaneo, la presenza scomoda che abita ancora in noi. Arrivati in fondo alla sala principale, la mostra continua in uno spazio separato, pi\u00f9 intimo e silenzioso, che ospita il lavoro di\u00a0<strong>Sarah Moon<\/strong>, conclusione poetica del percorso. Nelle sue fotografie, Sarah Moon, stabilisce una relazione con il passato che esula dalla ricerca di un incontro con esso, ma piuttosto ne predispone l&#8217;epifania. L\u2019illusione prospettica \u00e8 dichiarata, il suo bianco e nero \u00e8 come lei stessa definisce \u201csempre il colore dell\u2019inconscio, della memoria\u201d. L&#8217;utilizzo della pellicola istantanea Polaroid non fa che accentuare i segni del tempo che passa. I graffi e le cicatrici presenti nella Roma monumentale e nella Roma contemporanea sono propri di questa pellicola come sono insiti nelle strutture e nelle pietre fotografate. Roma esiste in quanto immagine radicata nel profondo inconscio, in quanto tessuto emotivo, in quanto sentimento di appartenenza universale alla comunit\u00e0 degli uomini. Sarah Moon sembra volerci ricordare quanto sia importante per l\u2019uomo non spezzare questo sottile ma importante filo con il passato condiviso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>SARAH MOON<\/strong><br \/>\nFotografa di moda sin dal 1970, Sarah Moon inizia a concentrarsi sui propri progetti personali nel 1985. Da allora crea e sviluppa immagini su tre temi principali: l&#8217;evanescenza della bellezza, l&#8217;incertezza e il passaggio del tempo. Il suo lavoro \u00e8 stato in mostra in gallerie e musei di tutto il mondo, ed \u00e8 stato pubblicato in numerosi libri, tra i quali &#8220;Coincidences&#8221;, &#8220;Circus&#8221;, &#8220;Le Fil Rouge&#8221;,\u00a0 &#8220;1,2,3,4,5&#8221; e &#8220;Pass\u00e9 Pr\u00e9sent&#8221;.<br \/>\nSarah Moon ha diretto numerosi film tra cui &#8220;Mississippi One&#8221; (1991), &#8220;5h-5&#8221; (2012) oltre a 5 corti ispirati alle favole di Hans Christian Andersen e Charles Perrault (&#8220;Circus&#8221;, &#8220;The screech owl&#8221;, &#8220;The red\u00a0 thread&#8221;, &#8220;The mermaid of Auderville&#8221;, &#8220;Little Black Riding Hood&#8221;) e alcuni documentari su fotografi e tecnica fotografica tra cui: &#8220;There is something about Lilian&#8221;, &#8220;Le montreur d&#8217;images&#8221; e &#8220;Contacts&#8221;.<br \/>\nNel 2020 il Museo di Arte Moderna di Parigi ha realizzato una mostra dal titolo &#8220;Pass\u00e9 Pr\u00e9sent&#8221; che ha raccolto un&#8217;ampia selezione delle sue fotografie e film.<br \/>\n<strong><br \/>\nALEX MAJOLI<\/strong><br \/>\nAlex Majoli, classe \u201871 nato a Ravenna, ha frequentato l&#8217;Istituto d&#8217;Arte di Ravenna per poi iniziare la sua carriera come fotografo. Il suo lavoro si focalizza sulla condizione umana e la teatralit\u00e0 della quotidianit\u00e0. A portarlo alla fama internazionale \u00e8 stato il servizio fotografico realizzato sulla chiusura dell\u2019Istituto di igiene mentale dell&#8217;isola di Leros, in Grecia, a cui ha dedicato anche una monografia dal titolo \u201cLeros\u201d mosso dall\u2019interesse per le teorie di Franco Basaglia, pioniere della concezione moderna di salute mentale e famoso per aver abolito i manicomi in Italia. Si \u00e8 recato poi in Brasile per il progetto ventennale \u201cTudo Bom\u201d che racconta un paese complesso e sfaccettato concentrandosi sull\u2019aspetto pi\u00f9 oscuro della sua stessa societ\u00e0. Dopo molti anni trascorsi a fotografare le persone, trova un suo stile fotografico utilizzando la luce artificiale per drammatizzare situazioni reali. La realt\u00e0 quindi diventa un set cinematografico, e le persone di conseguenza attori di una scena.<br \/>\nIl sottile confine tra realt\u00e0 e finzione caratterizza le sue immagini ed \u00e8 proprio quella zona di confine ad affascinarlo e a spingerlo a cercare di luoghi dove la condizione umana \u00e8 messa alla prova e a mettere in luce la teatralit\u00e0, la lotta e la magnificenza dello spirito umano. Attualmente sta lavorando a un progetto sulla frammentazione e la polarizzazione dell&#8217;identit\u00e0 europea, toccando i temi della xenofobia, la crisi dei rifugiati e l&#8217;ascesa dell&#8217;estrema destra in tutto il continente. Majoli vive a New York. \u0400 membro di Magnum Photos dal 2001 ed \u00e8 rappresentato dalla Howard Greenberg Gallery di New York.<br \/>\n<strong><br \/>\nNADAV KANDER<\/strong><br \/>\nNadav Kander, classe \u201861 vive e lavora a Londra. Tra i suoi progetti \u201cYangtze \u2013 The Long River\u201d, vincitore del premio Prix Pictet nel 2009; \u201cGod&#8217;s Country\u201d fotografie negli Stati Uniti; \u201cDust\u201d che esplora l\u2019eredit\u00e0 della Guerra Fredda attraverso le rovine radioattive di citt\u00e0 segrete sul confine russo; \u201cBodies 6 Women, 1 Man, photo-sculptures of the human\u201d; e \u201cObama\u2019s People\u201d una serie di 52 incredibili ritratti commissionati dal New York Times Magazine. In corso il suo progetto \u201cDark Line &#8211; The Thames Estuary\u201d, una riflessione personale sul paesaggio del fiume Tamigi nel punto in cui sfocia in mare, realizzata attraverso immagini atmosferiche delle sue acque lente e scure e i suoi orizzonti apparentemente infiniti. Nel 2019 la Steidl pubblica una monografia dei suoi lavori. Il lavoro di Kander \u00e8 ospitato in numerose collezioni pubbliche tra cui quelle del: National Portrait Gallery, London, UK, Museum of Contemporary Photography, Chicago, USA; Marta Herford Museum, Herford, Germany; Sheldon Museum, Lincoln, USA; The Frank-Suss Collection, London, New York, Hong Kong; e Statoil, Oslo, Norway. Ha tenuto mostre in numerosi musei internazionali tra i quali il Weserburg\u00a0 Museum, Bremen, Germany; Mus\u00e9e de L\u2019Elys\u00e9e, Losanna, Svizzera; Museum of\u00a0 Photographic Arts, San Diego, USA; Museum of Applied Arts, Colonia, Germania; The Barbican Centre, London, UK; The Photographers\u2019 Gallery, London, UK; Somerset House, London, UK; Palais de Tokyo, Paris, France; e Herzliya Museum of Contemporary Art, Tel Aviv, Israel. Ha ricevuto la Honorary Fellowship Award da parte della\u00a0 Royal Photographic Society e l\u2019Outstanding Contribution to Photography Award dai\u00a0 Sony World Photography Awards.<br \/>\n<strong><br \/>\nMARTIN KOLLAR<\/strong><br \/>\nMartin Kollar \u00e8 nato nel 1971 a \u017dilina in Czechoslovakia (ora Repubblica Slovacca), ha studiato all&#8217;Accademia di Arti Performative di Bratislava alla facolt\u00e0 di cinema, e ha poi lavorato come fotografo freelance, cineasta e regista. Kollar predilige progetti fotografici a lungo termine. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui il Prix Elysee e l&#8217;Oscar Barnack Award. Il suo lavoro \u00e8 stato in mostra in istituzioni e musei di tutto il mondo, tra cui: Brooklyn Museum, New York, USA; Galleria Nazionale Slovacca, Bratislava, Slovacchia; Martin-Gropius-Bau, Berlin, Germany; Museo d&#8217;Arte di Tel Aviv, Israel; la Maison Europ\u00e9enne de la Photographie, Paris, France; e Museo dell&#8217;Eliseo di Losanna, Svizzera.Ha pubblicato cinque libri di fotografia: Nothing Special (Actes sud, 2008), Cahier\u00a0 (Diaphane, 2011), Field trip (Mack, 2013), Catalogue (Slovak National Gallery, 2015)\u00a0 e Provisional arrangement (Mus\u00e9e Elysee\/Mack, 2016). Ha preso parte ai lavori di alcuni film tra cui \u201c66 Seasons\u201d (2003), \u201cCooking History\u201d (2009), \u201cVelvet Terrorists\u201d(2013), \u201cKoza\u201d (2015). Ha debuttato nel 2012 come regista con il corto autobiografico \u201cAutoportrait\u201d e con un lungometraggio \u201c5th October\u201d nel 2016.<br \/>\n<strong><br \/>\nTOMMASO PROTTI<\/strong><br \/>\nTommaso Protti, classe \u201986 nato a Mantova, vive a San Paolo in Brasile. Ha iniziato la sua carriera fotografica nel 2011 dopo la laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Da allora, si \u00e8 dedicato alla creazione dei propri progetti a lungo termine di carattere giornalistico. I suoi lavori sono stati esposti internazionalmente e ha ricevuto numerosi premi, tra i quali il Carmignac Photojournalism Award e il World\u00a0 Understanding Award del Picture of the Year. Il suo lavoro \u00e8 stato pubblicato dal The New York Times, The New Yorker, Time Magazine, National Geographic, Der Spiegel e collabora regolarmente con il The Wall Street Journal e Le Monde. Dal 2014 porta avanti un progetto nell&#8217;Amazzonia brasiliana documentandone le crisi sociali e ambientali in atto.<br \/>\n<strong><br \/>\nFRANCESCO ZIZOLA &#8211; CURATORE DELLA MOSTRA<\/strong><br \/>\nFrancesco Zizola, nato nel 1962 a Roma, ha fotografato negli ultimi 30 anni le crisi e i conflitti nel mondo. Un forte impegno etico e una personale cifra stilistica caratterizzano la sua produzione fotografica. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui dieci World Press Photo e sei Picture of the Year International. Nel 2003 Henri Cartier Bresson include una fotografia di Zizola tra le sue 100 preferite, una collezione che \u00e8 poi diventata una mostra &#8211; Les Choix d\u2019Henri Cartier Bresson- e un libro. Tra i volumi che ha pubblicato vi sono &#8220;Uno sguardo inadeguato&#8221; (2013), &#8220;Iraq&#8221; (2007) e &#8220;Born Somewhere&#8221; (2004) dedicato alla condizione dell&#8217;infanzia in 27 paesi del mondo. Nel 2015 ha iniziato una nuova serie chiamata Hybris, un progetto che tratta dell\u2019arroganza dell\u2019uomo nei confronti della natura. Ha anche realizzato un cortometraggio relativo al primo capitolo che ha vinto il premio SIAE 2018 per il &#8220;talento creativo&#8221; nell\u2019ambito della Biennale di Venezia, Mostra Internazionale d\u2019Arte Cinematografica. Francesco \u00e8 direttore artistico della mostra World Press Photo di Roma e Ferrara dal 2016 e curatore del progetto e mostra \u201cFotografia. Nuove produzioni 2020 per la Collezione Roma\u201d al Mattatoio dell\u2019Azienda Speciale Palaexpo e direttore artistico della galleria 10b photography.<\/p>\n<p>_______________<\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Oorario:<\/span>\u00a0dal luned\u00ec al venerd\u00ec dalle ore 11:00 alle 20:00. Prenotazione obbligatoria (gli orari a causa della situazione sanitaria potrebbero subire cambiamenti, si raccomanda di controllare il sito)<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">CuratoreI:<\/span>\u00a0Francesco Zizola<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><strong><span class=\"lato\">Biglietto:<\/span>\u00a0intero 8 euro;<\/strong> ridotto 6 euro<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Tel.:<\/span>\u00a0+39 06 39967500<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"http:\/\/www.mattatoioroma.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.mattatoioroma.it<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">ENTI PROMOTORI:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<div>Roma Capitale &#8211; Assessorato alla Crescita culturale<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>Azienda Speciale Palaexpo<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le immagini di 15 grandi protagonisti della fotografia contemporanea che raccontano la Capitale attraverso il loro sguardo FOTOGRAFIA. 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