{"id":92209,"date":"2021-03-16T17:46:25","date_gmt":"2021-03-16T16:46:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=92209"},"modified":"2021-03-17T19:12:35","modified_gmt":"2021-03-17T18:12:35","slug":"finale-ligure-e-le-sue-erbe-selvatiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=92209","title":{"rendered":"Finale Ligure  e le sue erbe selvatiche"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_92218\" aria-describedby=\"caption-attachment-92218\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-900-Cicerbita_piatto.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-92218\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-900-Cicerbita_piatto-300x184.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"184\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-900-Cicerbita_piatto-300x184.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-900-Cicerbita_piatto-768x471.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-900-Cicerbita_piatto-489x300.jpg 489w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-900-Cicerbita_piatto.jpg 870w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-92218\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle foto per ingrandirle &#8211; Cicerbita<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_92219\" aria-describedby=\"caption-attachment-92219\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-900-Verzette_piatto.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-92219\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-900-Verzette_piatto-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-900-Verzette_piatto-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-900-Verzette_piatto-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-900-Verzette_piatto-452x300.jpg 452w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-900-Verzette_piatto.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-92219\" class=\"wp-caption-text\">Verzette<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_92217\" aria-describedby=\"caption-attachment-92217\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-700-Corbezzolo_piatto.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-92217\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-700-Corbezzolo_piatto-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-700-Corbezzolo_piatto-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-700-Corbezzolo_piatto-452x300.jpg 452w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FINALE-700-Corbezzolo_piatto.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-92217\" class=\"wp-caption-text\">corbezzolo<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Finale-600-Ligure-ERBE.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-92214 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Finale-600-Ligure-ERBE-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Finale-600-Ligure-ERBE-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Finale-600-Ligure-ERBE-600x300.jpg 600w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Finale-600-Ligure-ERBE.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Erbe spontanee e fiori selvatici del finalese<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antichi sapori e tradizioni di un patrimonio da conservare<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La pentola della strega in cucina<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una tradizione popolare che non deve essere perduta:<br \/>\nda tempi immemori <strong>si raccolgono erbe selvatiche, utilizzate in cucina o impiegate nella medicina<\/strong> popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, pi\u00f9 che mai, il desiderio di <strong>riprendere contatto con la natura<\/strong> \u00e8 sempre pi\u00f9 forte e, partecipando alle <strong>escursioni guidate organizzate<\/strong> da \u2018La pentola della strega\u2019 lungo i sentieri del finalese, le erbe spontanee commestibili e i frutti selvatici della Liguria non avranno pi\u00f9 segreti e imparerete a portarli in tavola, perch\u00e9 diventeranno l\u2019ingrediente di <strong>gustose e salutari ricette<\/strong> della tradizione contadina e del territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Con l\u2019arrivo della primavera, cresce la voglia di mettere il naso fuori dalla porta di casa per <strong>regalarsi salutari e rilassanti passeggiate nel verde, magari alla ricerca di erbe spontanee e frutti selvatici<\/strong> che crescono nelle campagne, nei prati e sugli altopiani, come nell\u2019entroterra di Finale Ligure, dove proliferano rigogliose grazie al clima favorevole e sempre soleggiato e all\u2019influenza sia delle montagne che del mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando parliamo di <strong>Liguria pensiamo subito al basilico e al suo profumo,<\/strong> che evoca nella mente il gusto unico del pesto. Ma, in questa terra, il profumo del basilico si fonde con quello di <strong>numerose piante spontanee<\/strong> che hanno un ruolo di primo piano nell\u2019<strong>antica tradizione gastronomica<\/strong> locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A seconda della stagione<\/strong>, \u00e8 possibile \u2018scovare\u2019 diverse piante e variet\u00e0 nel finalese, lungo itinerari che vi permetteranno anche di attraversare luoghi storici e di una bellezza spesso nascosta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 molto <strong>importante per\u00f2 essere in grado di riconoscere le erbe commestibili<\/strong> da quelle che non lo sono e, spesso, leggere uno dei tanti libri sull\u2019argomento non basta; il consiglio \u00e8 quello di <strong>affidarsi invece ad un\u2019esperta botanica<\/strong> e raccoglitrice di erbe selvatiche commestibili come Francesca Magillo che, con il suo progetto \u2018La pentola della strega\u2019, organizza <strong>escursioni a passo lento per piccoli gruppi<\/strong> nell\u2019entroterra di Finale Ligure, tra Rialto, Calice, Verezzi, Finalpia, Val Ponci e Perti, per imparare a riconoscere le erbe commestibili, a raccoglierle e utilizzarle in cucina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se desiderate fare questa esperienza,<strong> che sia primavera, estate o autunno,<\/strong> il territorio sapr\u00e0 regalarvi paesaggi unici ed erbe spontanee diverse ad ogni stagione mentre Francesca <strong>sapr\u00e0 incuriosirvi e deliziarvi con assaggi preparati per voi a base di piante spontanee commestibili, ottime per torte salate, frittate, minestre, insalate e dolci.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andiamo alla scoperta di alcune di queste erbe tipiche della primavera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Verzette<\/strong> (nome botanico Silene vulgaris) [il secondo nome sempre minuscolo]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una <strong>piccola pianta perenne<\/strong>, diffusa in tutta Italia, appartenente alla famiglia delle Cariophyllaceae, che si raccoglie tra fine febbraio e l\u2019inizio della primavera, quando le <strong>sue foglie sono giovani e tenere<\/strong>. Erba spontanea infestante che contiene diverse vitamine, in particolare vitamina C ed un\u2019elevata quantit\u00e0 di sali minerali, oltre a presentare propriet\u00e0 diuretiche ed emollienti. A seconda della zona in cui cresce, viene anche chiamata strigoli o stridoli perch\u00e9 quando le foglie vengono sfregate tra loro, emettono un suono simile ad uno stridio, oppure sciopit o scuscet perch\u00e9 ricorda il rumore che fanno i calici rigonfi del fiore se vengono schiacciati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le migliori erbe commestibili, in cucina <strong>si utilizzano i giovani germogli, le foglioline pi\u00f9 tenere<\/strong> che si mangiano cotte;<strong> il sapore assomiglia leggermente a quello degli spinaci, ma \u00e8 pi\u00f9 delicato<\/strong> e leggermente dolciastro, ideale per la preparazione di <strong>risotti, ma anche minestre e frittate.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alliaria <\/strong>(nome botanico Alliaria petiolata)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appartenente al gruppo delle piante selvatiche commestibili e tipica della flora spontanea, l\u2019alliaria fa parte della famiglia botanica delle Brassicaceae. Nota anche come <strong>erba aglina,<\/strong> vanta un\u2019antica tradizione nella nostra cultura per il suo uso in ambito fitoterapico e per la preparazione di <strong>infusi e decotti.<\/strong> Il suo habitat preferito sono i <strong>boschi umidi<\/strong> di latifoglie, pi\u00f9 comune a quote di media montagna. \u00c8 una pianta erbacea con ciclo annuale, la fioritura avviene da maggio a luglio e la caratteristica inconfondibile dell\u2019alliaria \u00e8 che le<strong> parti verdi emanano un odore d\u2019aglio,<\/strong> anche se il suo <strong>sapore \u00e8 delicato<\/strong> (allium \u00e8 il nome latino dell\u2019aglio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In cucina, si possono usare sia le foglie giovani che i fiori, raccolti ancora teneri, per <strong>aromatizzare minestre o insalate o in sostituzione dell\u2019aglio,<\/strong> ma spesso si realizza il pesto di alliaria <strong>servito sulle uova sode, su crostini di pane o per condire la pasta.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Melissa<\/strong> (nome botanico Melissa officinalis)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La melissa \u00e8 una piccola pianta erbacea aromatica e perenne, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae e nota anche come<strong> citronella<\/strong> o cedronella per il suo <strong>intenso aroma di limone<\/strong>. Usata sin dall\u2019antichit\u00e0 per le sue propriet\u00e0 benefiche, \u00e8 ricca di olio essenziale, utilizzato come <strong>astringente e cicatrizzante e per massagg<\/strong>i, e altre sostanze dalle molte propriet\u00e0. La fioritura ha inizio nel mese di <strong>maggio e termina nel mese di agosto<\/strong> e proprio con le foglie e le <strong>inflorescenze essiccate si preparano tisane e infusi<\/strong> (come sedativo e antispasmodico), ma con le foglie si possono anche preparare delle <strong>ottime bevande rinfrescanti,<\/strong> dal piacevole retrogusto di limone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cicerbita selvatica<\/strong> (nome botanico Sonchus oleraceus)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cicerbita \u00e8 una pianta erbacea annuale della famiglia delle Asteraceae, diffusa allo stato spontaneo in Italia e in tutta l\u2019area del Mediterraneo; predilige luoghi incolti e cresce pi\u00f9 abbondante e rigogliosa nei vigneti. Ricca di sali minerali, vitamine e fibre che le donano propriet\u00e0 <strong>diuretiche e rinfrescanti<\/strong>, la si pu\u00f2 raccogliere dalla primavera fino all\u2019autunno inoltrato ed \u00e8 presente anche nel periodo invernale. In cucina \u00e8 una pianta molto ricercata per il suo particolare <strong>sapore dolciastro e si raccolgono le punte, le infiorescenze in bocciolo e le radici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 consumare <strong>cruda in insalata oppure pu\u00f2 essere utilizzata per preparare minestre<\/strong> \u2013 in aggiunta ad altre erbe spontanee, <strong>torte salate o frittate di patate e la cicerbita.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Farinaccio<\/strong> (nome botanico Chenopodium album)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il farinaccio \u00e8 una pianta erbacea spontanea, annuale, presente dappertutto in Italia perch\u00e9 ha una grandissima capacit\u00e0 di riprodursi, sia negli orti che nei campi coltivati, soprattutto quelli ricchi di fosforo e potassio. Il nome latino Chenopodium si riferisce alla forma delle foglie, <strong>simile al piede di un\u2019oca,<\/strong> mentre il nome pi\u00f9 comune farinaccio \u00e8 associato alla farina ed \u00e8 dovuto alla <strong>patina che si forma nella parte inferiore delle foglie giovani.<\/strong> Fa parte della famiglia delle Chenopodiaceae e pu\u00f2 essere raccolto <strong>tra settembre e novembre,<\/strong> sia quando le foglie sono ancora tenere che quando sono in una fase pi\u00f9 matura. Ha ottime propriet\u00e0 nutrizionali e le foglie sono ricche di sostanze <strong>benefiche quali le vitamine A, B e C, minerali come calcio, potassio e ferro, proteine e fibra;<\/strong> <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>non va consumata in grandi quantit\u00e0 perch\u00e9 possono anche contenere acido ossalico<\/strong><\/span>, ma in cucina sono l\u2019ideale per preparare <strong>ottime frittate, minestre e sformati<\/strong> o come ripieno delle torte salate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si possono consumare <strong>anche i semi,<\/strong> da cui si ricava la farina per la produzione di pane di chenopodio. Il gusto del farinaccio \u00e8 intenso, delicato ed avvolgente e ricorda gli spinaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scopriamo alcune erbe invernali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Aglio delle vigne<\/strong> (nome botanico Allium vineale)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conosciuto anche come aglio pippolino, \u00e8 una particolare specie di <strong>aglio selvatico,<\/strong> che cresce in particolar modo nei vigneti, da cui la locuzione latina vineale ed \u00e8 molto comune nelle campagne. Fa parte della famiglia botanica delle Liliaceae ed \u00e8 una pianta di tipo erbaceo, bulbosa, che cresce in folti <strong>cespugli simili a grossi ciuffi d\u2019erba<\/strong> e il momento ideale per raccoglierla \u00e8 tra la <strong>fine dell\u2019inverno e l\u2019inizio della primavera.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 molto apprezzato per il suo aroma che riassume quello di cipolla, porro e aglio comune e risulta molto simile <strong>all\u2019erba cipollina<\/strong> e, come tutte le specie d\u2019aglio, ha propriet\u00e0 benefiche per la salute, <strong>in quanto antibatterico naturale<\/strong>. Bisogna prestare particolare attenzione quando lo si raccoglie perch\u00e9 le foglie sono molto delicate e si possono spezzare, rendendo difficile l\u2019estrazione dalla terra dell\u2019aglio selvatico. In cucina \u00e8 utilizzato per la preparazione di diverse ricette: le foglie filiformi si utilizzano nelle <strong>insalate miste, sono ottime condite con aceto balsamico ma anche saltate in padella,<\/strong> mentre i piccoli bulbi, se essiccati, si usano al posto dell\u2019aglio comune, in piatti sia crudi che cotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corbezzolo (nome botanico Arbutus unedo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corbezzolo \u00e8 una specie selvatica sempreverde che fa parte della famiglia botanica delle Ericaceae. Originario del bacino Mediterraneo, predilige le zone costiere. Molto amato nella tradizione contadina e da secoli impiegato <strong>nella fitoterapia,<\/strong> sia la pianta che i <strong>frutti<\/strong> hanno innumerevoli propriet\u00e0 benefiche, che li rendono un buon rimedio naturale soprattutto in caso di <strong>cistite e diarrea<\/strong>. Particolarmente caratteristica la fioritura e la fruttificazione perch\u00e9 presenta foglie verdi, fiori bianchi e frutti rossi contemporaneamente. La pianta del corbezzolo ha una fioritura prolungata, <strong>che inizia in autunno e dura per buona parte dell\u2019inverno e i frutti assomigliano a delle bacche rotonde,<\/strong> sono carnose, con la caratteristica superficie granulosa, <strong>simile alle fragole<\/strong> (per questo gli inglesi lo definiscono \u2018albero delle fragole\u2019). Con le foglie fresche si preparano infusi, decotti e tisane, <strong>dai fiori si ricava un ottimo miele utilizzato sia in cucina che per le affezioni del cavo orale,<\/strong> ma sono squisite <strong>anche le marmellate,<\/strong> nel pan dolce al posto dei canditi o come decorazione sui biscotti di Natale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>preboggion,<\/strong> piatto della tradizione ligure a base di erbe spontanee<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il preboggion, pronunciato pre-buggiun, \u00e8 un piatto fortemente legato alla tradizione ligure e alla conoscenza secolare dei contadini <strong>a base di varie erbe spontanee, perenni e annuali<\/strong>, che nascono lungo i sentieri e nei campi del territorio. Non ha una composizione fissa, definita, perch\u00e9 cambia a seconda della stagione e della localit\u00e0 in cui viene preparato (non a caso, molti paesi della Liguria si contendono la paternit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La ricetta del preboggion prevede<\/strong> che le erbe vengano raccolte quando ancora giovani e tenere, senza inflorescenze, e vengano fatte bollire (il termine dialettale pre-bogg\u00ee significa proprio pre-bollire) e poi passate in padella con uno spicchio d\u2019aglio prima di essere utilizzate per la preparazione di <strong>minestre, frittate, torte e come ripieno per i pans\u00f2ti<\/strong> (grossi ravioli). Quest\u2019ultima \u00e8 forse la ricetta pi\u00f9 conosciuta nella quale si utilizza il preboggion; priva di carne, \u00e8 un piatto economico, magro e un tempo considerato l\u2019ideale per il periodo della Quaresima, durante il quale \u2013 con le erbette e non solo \u2013 si prepara anche la tipica torta Pasqualina.<\/p>\n<p>La Pentola della Strega: chi \u00e8 Francesca Magillo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Titolare dello studio naturalistico Serinus, Francesca Magillo \u00e8 laureata in Scienze dei Sistemi Naturali e in Scienze Ambientali; attualmente esercita la professione di Agrotecnico facendo convivere il settore tecnico-progettuale e quello divulgativo ed \u00e8 un\u2019esperta botanica e raccoglitrice di erbe selvatiche commestibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha ideato il progetto \u201cLa pentola della strega\u201d, dedicato alla scoperta e all\u2019uso delle erbe spontanee in cucina. Francesca organizza escursioni durante tutto l\u2019anno, passeggiate semplici <strong>nell\u2019entroterra di Finale Ligure tra coltivi e terreni abbandonati, durante i quali ci si ferma ad osservare le piante commestibili<\/strong> e commentare il loro utilizzo in cucina e la loro preparazione; a met\u00e0 percorso si gustano alcune preparazioni che hanno come ingredienti le erbe ed i frutti selvatici tipici della stagione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E presto, Francesca lancer\u00e0 il <strong>\u201cPodere della Strega\u201d, un piccolo orto botanico nel cuore di Calice Ligure,<\/strong> gestito da lei stessa, dove <strong>coltiver\u00e0 alcune delle erbe spontanee commestibili,<\/strong> per brevi passeggiate alla scoperta di quanto la natura ci regala.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/turismo.comunefinaleligure.it\/it?ectid=1186&amp;ectmode=campaign&amp;ectttl=7\">http:\/\/turismo.comunefinaleligure.it\/it?ectid=1186&amp;ectmode=campaign&amp;ectttl=7<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erbe spontanee e fiori selvatici del finalese Antichi sapori e tradizioni di un patrimonio da conservare La pentola della strega in cucina Una tradizione popolare<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":92215,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[54,17779,7,9411,53,4],"tags":[22671],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92209"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=92209"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92209\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92221,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92209\/revisions\/92221"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/92215"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=92209"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=92209"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=92209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}