{"id":93164,"date":"2021-04-06T18:05:17","date_gmt":"2021-04-06T16:05:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=93164"},"modified":"2021-04-06T18:56:40","modified_gmt":"2021-04-06T16:56:40","slug":"arte-gratuita-a-iseo-bs-acquorea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=93164","title":{"rendered":"Arte gratuita a Iseo (BS) &#8211; Acquorea"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Mostra_Antonio-Scaccabarozzi.Acquorea_Arsenale.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-93167\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Mostra_Antonio-Scaccabarozzi.Acquorea_Arsenale-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Mostra_Antonio-Scaccabarozzi.Acquorea_Arsenale-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Mostra_Antonio-Scaccabarozzi.Acquorea_Arsenale.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Titolo della mostra &#8211; Antonio Scaccabarozzi. Acquorea<br \/>\nSede espositiva\u00a0 \u00a0 \u00a0 &#8211; Fondazione l\u2019Arsenale di Iseo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span>Iseo<\/span><\/em><span> \u00e8 una citt\u00e0 e comune in provincia di Brescia, in Lombardia<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Periodo\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 &#8211; Da venerd\u00ec 16 aprile alle ore 18:00 a domenica 20 giugno 2021<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visionabile in parte on-line e integralmente appena le normative a seguito dell\u2019emergenza Covid lo consentiranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una mostra dell\u2019Archivio Antonio Scaccabarozzi<br \/>\na cura di Ilaria Bignotti in collaborazione con Camilla Remondina e con il supporto della Galleria Clivio Arte Moderna e Contemporanea, Milano-Parma con il Patrocinio del Comune di Iseo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Opere in mostra<\/strong><br \/>\nOpere dagli anni Ottanta ai primi anni del Duemila, afferenti ai seguenti cicli:<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 visitabile il gioved\u00ec e il venerd\u00ec dalle ore 15:00 alle ore 18:00, sabato e domenica dalle ore 10:30<br \/>\nalle ore 12:30 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ingresso alla mostra sar\u00e0 gratuito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ulteriori informazioni i nostri contatti sono:<br \/>\nsegreteria.arsenaleiseo@gmail.com e www.fondazionearsenale.it.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo la mostra e l\u2019asta \u201cArte in dono\u201d,<\/strong> il cui scopo era quello di ricavare risorse economiche <strong>per far fronte<\/strong><br \/>\n<strong>all\u2019emergenza Covid,<\/strong> mediante opere generosamente regalate da artisti e collezionisti, \u00e8 con piacere che accogliamo questa nuova mostra dell\u2019artista Scaccabarozzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ringrazia il CDA dell\u2019Arsenale, l\u2019Archivio Antonio Scaccabarozzi, la curatrice della mostra Ilaria Bignotti in<br \/>\ncollaborazione con Camilla Remondina e la Galleria Clivio Arte Moderna e Contemporanea, Milano-Parma.<br \/>\n\u201cL\u2019arte non ha epoca. \u00c8 l\u2019emozione che dorme su guanciali d\u2019eternit\u00e0.\u201d (A. Aschiarolo)<br \/>\nCristina de Llera<br \/>\nConsigliere Comunale delegato alla Cultura del Comune di Iseo<br \/>\nfondazionearsenale.it<br \/>\nComune di Iseo<br \/>\nin collaborazione con con il patrocinio con il supporto<br \/>\nAll\u2019Arsenale di Iseo il prossimo 16 aprile 2021 apre al pubblico un\u2019importante mostra antologica dedicata<br \/>\nall\u2019artista italiano Antonio Scaccabarozzi (Merate, 1936-Santa Maria Ho\u00e8, Lecco, 2008), protagonista della<br \/>\nricerca concettuale degli anni Settanta e rivoluzionario inventore di un nuovo linguaggio pittorico tra gli<br \/>\nanni Ottanta e il nuovo Millennio.<br \/>\nLa mostra, a cura dell\u2019Archivio Antonio Scaccabarozzi &#8211; diretto da Anastasia Rouchota, moglie ed erede<br \/>\nuniversale della sua opera &#8211; e di Ilaria Bignotti, sin dal titolo legge l\u2019indagine dell\u2019artista nella sua relazione<br \/>\ncon l\u2019acqua, intesa non solo quale materiale presente in gran parte delle sue mescole e sperimentazioni<br \/>\npittoriche, ma anche come riferimento teorico e progettuale della poetica dell\u2019artista.<br \/>\nUna mostra che vuole essere, anche, un omaggio alla prestigiosa sede lacustre ospitante questo progetto, destinato a portare a Iseo una vasta rassegna dei principali cicli pittorici di Antonio Scaccabarozzi,<br \/>\ncon peculiare attenzione a quelli in cui l\u2019elemento acquoreo, come componente costitutiva dell\u2019opera o<br \/>\ncome allusione cromatica, \u00e8 fondamentale.<br \/>\nIl percorso si addentra quindi nei cicli delle opere dedicate alle Immersioni (primi anni Ottanta), dove<br \/>\nl\u2019artista verifica il potere di assorbimento di colore diluito in acqua delle tele non preparate, ottenendo<br \/>\ncampiture dove una parte \u00e8 dominata dal colore assorbito e disteso e una parte dal vuoto e dall\u2019assenza,<br \/>\nalle Iniezioni (primi anni Ottanta), dove con l\u2019uso di peculiari siringhe Scaccabarozzi verifica la diversa reazione del supporto rispetto alla densit\u00e0 dei liquidi cromatici iniettati in esso, creando reti e punti cromatici<br \/>\ndi ipnotica bellezza.<br \/>\nSono poi esposti i cosiddetti Acquerelli, lavori dove l\u2019artista sigilla simbolicamente il colore diluito in acqua<br \/>\nin una bottiglia, affiancandolo a opere dipinte col medesimo liquido, come una mappa misteriosa consegnata ai superstiti di un\u2019arte futura. Il percorso prosegue con le opere realizzate fino al nuovo Millennio<br \/>\ncon e sui fogli di polietilene trasparente o colorato: membrane plastiche che Scaccabarozzi ora trasforma<br \/>\nin superfici dove liberare la pennellata di colore, le Quantit\u00e0 libere (1982-1990); in altri casi, il polietilene<br \/>\ncolorato o trasparente \u00e8 sagomato e tagliato, a formare barriere e squadrature del campo visivo: l\u2019artista si<br \/>\ninterrogava, alla fine degli anni Novanta, sul problema del \u201cVedere attraverso\u201d e dei limiti e le potenzialit\u00e0<br \/>\ndella visione.<br \/>\nA questo tema si unisce il discorso ecologico: il riuso dei fogli plastici come atto di ricreazione del materiale dimenticato e quotidiano, sempre con il rigore e la perfezione che caratterizzano l\u2019intera indagine di<br \/>\nScaccabarozzi.<br \/>\nSono, queste, alcune suggestioni e tematiche di riflessione offerte dalla mostra: un appuntamento imperdibile con la grande storia dell\u2019arte e della cultura italiana.<br \/>\nFondazione l\u2019Arsenale di Iseo<br \/>\nSituato nel cuore del centro storico di Iseo, l\u2019Arsenale \u00e8 uno spazio espositivo che ospita mostre ed eventi<br \/>\nculturali che spaziano dalla produzione artistica del territorio a personali e collettive che hanno come<br \/>\nscopo la valorizzazione dell\u2019arte contemporanea.<br \/>\nDalla sua nascita ad oggi l\u2019ente ha prodotto mostre ed esposizioni realizzando uno straordinario cammino<br \/>\nche non ha eguali nel percorso culturale della Provincia di Brescia.<br \/>\nLa sua collezione permanente si compone di oltre 140 opere firmate da 110 artisti che offrono al visitatore<br \/>\nfondazionearsenale.it<br \/>\nComune di Iseo<br \/>\nin collaborazione con con il patrocinio con il supporto<br \/>\nun frammento significativo della storia artistica e culturale del territorio, dalla seconda met\u00e0 del secolo<br \/>\nscorso a oggi.<br \/>\nA partire da settembre 2014, la Fondazione l\u2019Arsenale offre a visitatori, studiosi e appassionati d\u2019arte la<br \/>\npossibilit\u00e0 di consultare i volumi che fanno parte del proprio archivio: una raccolta di circa tremila pubblicazioni che includono cataloghi e libri d\u2019arte donati negli anni da privati e dagli stessi autori.<br \/>\nLa Fondazione, che non ha scopo di lucro, persegue, secondo gli indirizzi e le linee di politica culturale e<br \/>\nturistica assunte dall\u2019Ente Fondatore, le finalit\u00e0 di conservazione, manutenzione e valorizzazione di beni<br \/>\nstorici e culturali ricevuti o acquisiti a qualsiasi titolo, nonch\u00e9 della gestione e valorizzazione di organismi<br \/>\ne attivit\u00e0 turistiche e culturali nel rispetto dell\u2019origine culturale dei luoghi. Nell\u2019ambito delle sue finalit\u00e0<br \/>\nla Fondazione persegue, anche in collaborazione con terzi: la migliore fruizione da parte del pubblico<br \/>\ndei beni culturali e delle attivit\u00e0 turistiche; l\u2019organizzazione di mostre, nonch\u00e9 di studi, ricerche, iniziative<br \/>\nscientifiche, attivit\u00e0 produttive didattiche o divulgative, anche in collaborazione con il sistema scolastico<br \/>\ne universitario e con istituzioni culturali e di ricerca italiane e straniere; l\u2019organizzazione di eventi e attivit\u00e0<br \/>\nculturali, anche connessi a beni, museali di interesse locale, regionale e nazionale e l\u2019organizzazione di<br \/>\nitinerari culturali, individuati mediante la connessione fra beni culturali e ambientali diversi, anche in collaborazione con gli enti e organi competenti per il turismo.<br \/>\nTra i suoi sostenitori troviamo il Consorzio Franciacorta, nato nel 1990, per coordinare le varie cantine sparse nell\u2019omonimo territorio circostante il lago d\u2019Iseo sia da un punto di vista di produzione vinicola, sia per<br \/>\nrendere accessibile e visitabile il patrimonio artistico-culturale che ogni cantina possiede; promuovendo<br \/>\neventi di risonanza ormai internazionale quali il Festival Franciacorta.<br \/>\nAntonio Scaccabarozzi<br \/>\nAntonio Scaccabarozzi nasce nel 1936 a Merate (Lecco).<br \/>\nA Milano dal 1951 segue i corsi serali della Scuola Superiore d\u2019Arte Applicata del Castello Sforzesco, nella<br \/>\nsezione Pittura. Coinvolto nell\u2019ambiente culturale milanese di quegli anni, frequenta il quartiere di Brera<br \/>\ndove incontra artisti quali Carlo Carr\u00e0, Piero Manzoni e Lucio Fontana.<br \/>\nDiplomatosi nel 1959, si trasferisce a Parigi dove lavora come pittore di scena e approfondisce i linguaggi<br \/>\nartistici del tempo e le avanguardie storiche. I lavori di quegli anni ne sono chiaramente influenzati, con<br \/>\nrimandi a Hans Arp e Fernand L\u00e9ger.<br \/>\nDopo Parigi sono i soggiorni a Londra e due lunghi viaggi in Olanda e Spagna.<br \/>\nDalla met\u00e0 degli anni Sessanta il lavoro di Scaccabarozzi rielabora le istanze concretiste, programmate e<br \/>\ndi nuova astrazione, definendo il proprio linguaggio visuale come Equilibrio Statico-Dinamico, con chiaro<br \/>\nriferimento al Neoplasticismo e al Cinetismo europeo.<br \/>\nRientrato in Italia, a Milano, si trasferisce per un breve periodo nel Quartiere delle Botteghe di Sesto San<br \/>\nGiovanni e qui si confronta con personalit\u00e0 quali Castellani, Bonalumi, Vermi, De Filippi, Fabro, Nagasawa.<br \/>\n\u00c8 a partire dalla fine degli anni \u201960 che Scaccabarozzi definisce programmaticamente un piano di lavoro<br \/>\nbasato su un metodo rigoroso, destinato negli anni a tradursi in cicli di opere dove proprio la tensione tra<br \/>\nil perseguimento della regola e il suo necessario superamento d\u00e0 risultati inattesi e di novit\u00e0 rispetto allo<br \/>\nscenario europeo.<br \/>\nfondazionearsenale.it<br \/>\nComune di Iseo<br \/>\nin collaborazione con con il patrocinio con il supporto<br \/>\nSono dei primi anni Settanta i Fustellati, formati da una successione di elementi cilindrici, ottenuti lavorando con una fustella e praticando sul supporto neutro elementi modulari emergenti o incavati di diversa e<br \/>\ngraduale dimensione ed estensione.<br \/>\nNel clima linguistico nord-europeo l\u2019artista trova quindi una sua ideale collocazione e istanza di ricerca.<br \/>\n\u00c8 dei primi anni Settanta anche l\u2019elaborazione di un nuovo ciclo di lavori, definiti Prevalenze: il supporto<br \/>\nneutro si anima di punti, dapprima monocromi, poi colorati, disposti sulla tela o tavola in un ordine che<br \/>\nrisulta da un calcolo matematico esatto. A partire dal 1983 l\u2019artista avvia una nuova fase, partendo concettualmente dall\u2019idea che stendere una quantit\u00e0 di colore sia gi\u00e0 fare pittura liberandosi cos\u00ec dai calcoli<br \/>\ne da ogni forma evidente e obbligata di schema prestabilito. Nascono le Quantit\u00e0 libere, che poi portano<br \/>\nScaccabarozzi a sperimentare e scegliere un nuovo materiale: il foglio di polietilene. Se le Quantit\u00e0 libere<br \/>\nsono il corpo della pittura, gli Essenziali \u2013 cos\u00ec l\u2019artista nomina questo ciclo di lavori che si avvia con il decennio \u201990 \u2013 ne diventano l\u2019ossatura.<br \/>\nAlla sua ricerca sono intanto dedicate le prime mostre antologiche: dalla citata Retro-spektive 1965-1993<br \/>\nalla Galerie Hoffmann di Friedburg a quella a Villa Zanders a Bergisch Gladbach nel 1994.<br \/>\nAlla fine degli anni \u201990 Scaccabarozzi torna a quello che era stato il supporto delle sue Quantit\u00e0 libere: il<br \/>\npolietilene. Gradualmente i fogli di polietilene diventano membrane cromatiche fluttuanti nello spazio,<br \/>\nsospese dalla parete e dal soffitto grazie al filo di nylon. Dal 2002 si sviluppano le Ekleipsis (Polietileni),<br \/>\nformate da due fogli plastici di diverso colore. Nel 2003 Scaccabarozzi approda alle Banchise (Polietileni):<br \/>\nsi tratta, in questo caso, di un\u2019altra variazione sul tema del polietilene, in quanto qui la riflessione \u00e8 tra dimensione-foglio pi\u00f9 esposto\/in evidenza e quello invece nascosto.<br \/>\nAttorno al 2005 l\u2019artista sente la necessit\u00e0 di tornare a dipingere: stende sottilissimi veli di colore ad olio,<br \/>\nsu un colore-base steso su tela o cartone telato, cos\u00ec da stabilire una pellicola che assorba e diversamente diffonda la luce incidente: sono le Velature. Un incidente interrompe drasticamente la vita di Antonio<br \/>\nScaccabarozzi nell\u2019agosto 2008.<br \/>\nLa sua eredit\u00e0 \u00e8 assunta pienamente da Anastasia Rouchota, moglie e unica erede dell\u2019artista, che nel<br \/>\n2010 fonda l\u2019Archivio Antonio Scaccabarozzi.<br \/>\nArchivio Antonio Scaccabarozzi<br \/>\nL\u2019Archivio Antonio Scaccabarozzi nasce due anni dopo la morte dell\u2019artista, nel 2010, dalla necessit\u00e0 di<br \/>\nstoricizzare l\u2019artista e di portare ad una seria e costante valorizzazione della sua opera.<br \/>\nL\u2019Associazione Archivio Antonio Scaccabarozzi ha come principale attivit\u00e0 quella di studiare, approfondire<br \/>\ne promuovere la ricerca e l\u2019opera dell\u2019artista Antonio Scaccabarozzi (1936-2008), considerata nella sua<br \/>\ntotalit\u00e0 di espressione; a tal fine porta avanti l\u2019archiviazione scientifica e ragionata della sua intera opera<br \/>\nattraverso un database appositamente realizzato e volto a rendere pubblicabile l\u2019intera opera catalogata<br \/>\ndell\u2019artista Antonio Scaccabarozzi.<br \/>\nSeguendo gli ideali del pensiero di Scaccabarozzi, l\u2019Associazione promuove la ricerca attorno all\u2019opera<br \/>\ndell\u2019artista, incoraggiando le giovani generazioni di studiosi e collaborando attivamente con enti di ricerca<br \/>\nnazionali e internazionali. Tra le recenti attivit\u00e0: l\u2019ideazione di un percorso di fruizione dell\u2019opera dell\u2019artista<br \/>\nper persone cieche e ipovedenti, sviluppato con l\u2019Istituto dei Ciechi di Milano e la realizzazione di wor-<br \/>\nfondazionearsenale.it<br \/>\nComune di Iseo<br \/>\nin collaborazione con con il patrocinio con il supporto<br \/>\nkshop condotti con gli studenti dell\u2019Accademia di Belle Arti Albertina di Torino, al fine di sensibilizzare i<br \/>\ngiovani sui temi portanti della ricerca di Scaccabarozzi, temi di valenza universale e sociale quali: la visione<br \/>\ne la complessit\u00e0 del rapporto tra percezione e conoscenza; l\u2019ecologia e il riuso dei materiali plastici; la sensibilit\u00e0 nei confronti dello spazio e dell\u2019ambiente; l\u2019idea di un\u2019arte democratica capace di rivolgersi a tutti.<br \/>\nL\u2019Associazione promuove inoltre giornate di studio, talks e tavole rotonde che, partendo da questi temi,<br \/>\nsensibilizzino il pubblico e coinvolgano il mondo della scienza e della cultura.<br \/>\nParticolare attenzione \u00e8 inoltre rivolta al valore dell\u2019archivio inteso non solo come mezzo per la catalogazione dell\u2019opera dell\u2019artista, ma anche come motore di relazioni, scambi e collaborazioni con gli altri archivi<br \/>\nd\u2019artista<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Titolo della mostra &#8211; Antonio Scaccabarozzi. 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